Archivi tag: amedeo modigliani

Il mio amico di Parigi

Il Giovane Apprendista (1918-19). Amedeo Modigliani. Museo dell'Orangerie. Parigi

Amedeo Modigliani “Il giovane apprendista” (1918-19). Museo dell’Orangerie. Parigi

Ogni volta che torno a Parigi vado a trovare un amico. È un giovane apprendista, ha poco meno di cento anni. Ha i capello rossi e una giacca scura. Ha lo sguardo malinconico ed un viso rubicondo. È seduto a riposare la sua stanchezza. Ha forse una fatica che lo sovrasta che non è fisica, è più mentale. I pensieri si accalcano nella sua testa e lo sguardo si allunga altrove. Mi guarda ma non mi vede. Continua a leggere

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I Modigliani di Netter

Amedeo Modigliani, Ritratto di Zborowski (1916) - Olio su tela, cm 46 x 27 © Pinacothèque de Paris /Fabrice Gousset

Amedeo Modigliani, Ritratto di Zborowski (1916) – Olio su tela, cm 46 x 27
© Pinacothèque de Paris /Fabrice Gousset

In ogni tempo la forza degli artisti è stata rappresentata dai mercanti e dai collezionisti, vuoi per filantropia, vuoi per passione, vuoi per interesse. Giunta ormai al termine (chiude l’8 settembre), a Milano (dopo la prima esposizione a Parigi) è stata allestita una bella mostra alla scoperta di dipinti poco noti al pubblico, raccolti da un importante quanto misconosciuto collezionista; Jonas Netter. Continua a leggere


Il Principe di Montparnasse

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Dopo poche ore dalla sua morte, prima ancora che fosse sepolto lo definirono il Principe, il principe di Montparnasse. Lui che elegantemente attraversava il boulevard subito fuori rue de la grande chaumiere 8, lo Continua a leggere


Jeanne

Amedeo Modigliani. Jeanne Hébuterne (1919) © Christie's

Amedeo Modigliani. Jeanne Hébuterne (1919) © Christie’s

Per poco meno di 27 milioni di sterline (26.921.2509) è stato aggiudicato ieri nella sede londinese di Christie’s questo splendido ritratto di Jeanne Hébuterne, la donna, musa, amante e amore di Amedeo Modigliani negli ultimi anni della sua vita. È una tela (cm 54×92) del 1919, l’anno precedente alla sua morte, che raffigura Jeanne, madre di sua figlia (anche lei battezzata Jeanne, unica discendente ufficialmente riconosciuta), valutata già tra le opere migliori dell’artista ed esposta nella prima retrospettiva alla biennale di Venezia del 1922. Continua a leggere


La vita è un dono

“La vita è un dono, dei pochi ai molti, di coloro che sanno e che hanno a coloro che non sanno e che non hanno”. È una frase di D’Annunzio, più volte citata da Amedeo Modigliani in alcuni suoi disegni. È una frase carica di significato e di bellezza, soprattutto se letta su uno di quei meravigliosi leggeri ritratti realizzati in breve tempo dall’artista livornese trapiantato a Parigi nel primo decennio del XX secolo. Continua a leggere


Helena, o della Tristezza

In questi giorni scopro un mondo che conoscevo non troppo da vicino ma che mai neppure mi ha incuriosito più di tanto. È quel mondo sbrillucicante e abbagliante (per le luci puntate) delle modelle. Da uomo potrei dire (o mi potreste replicare) che in questi giorni vivo in una posizione invidiabile tra tutte queste bellezze. Eteree ma pur sempre bellezze.  Continua a leggere


Modi n’est plus maudit

«La vita è un dono dei pochi ai molti di coloro che sanno e che hanno a coloro che non sanno e che non hanno».

Con questa frase di dannunziana memoria, l’artista livornese completa il ritratto di Un disegno che, come tanti racchiude nell’essenzialità grafica l’anima del modello, pochi tratti che ne sintetizzano idealmente tutto l’umano decoro. Amedeo Modigliani le ha saputo infondere la vita, e non come un artifex, bensì come un creatore. Con i suoi pochi necessari segni ha infuso il soffio vitale della creazione. Immagini concrete e stabili, portatrici di una dignità morale che emerge anche nelle figure delle categorie minori. Il “mendicante di Livorno”, “Il  giovane apprendista” e “La cantante di café-concert”, hanno la stessa eleganza e nobiltà dei vari Alexandre, Guillaume e Zborowski. Un’elevatezza d’immagine ed espressione che nasce dalla conoscenza profonda delle malinconie terrene. D’altronde se la felicità è un angelo dal volto severo (com’ebbe a dire lo stesso Modigliani), è probabile che l’aristocratico artista ricercasse la felicità, anche attraverso la sua arte, capace di esplorare lo sguardo e l’anima dei suoi modelli. Ritratti d’umana passione che ancor’oggi a distanza quasi di un secolo, emettono un’orgogliosa forza di esistere. Ciascuno di essi ci è stato tramandato senza corazza. Non sono bastati dei begli abiti per celare di quegli uomini tutta la profondità del loro vivere, Modi ha voluto attraverso essi; mostrarci il desiderio di conoscenza, l’approfondimento sentimentale dei rapporti, il connubio spirituale che anelava tra il pittore e il suo modello. Continua a leggere