Archivi categoria: quotidianamente (o quasi)

I casi della vita

Poco più di venti anni fa, quando il mio estro era maggiormente sostenuto da un tempo lungamente più libero, ho realizzato un piccolo lavoro in tecnica mista, eccolo:

danae Continua a leggere


Sei proprio senza Quorum

costituzione

Roma, Palazzo Giustiniani, 27 dicembre 1947. De Gasperi, De Nicola e Terracini firmano la Costituzione Italiana

Di SI e di NO in questi giorni se ne lanciano a iosa. Di spiegazioni e delucidazioni molto meno. C’è la vecchia guardia, ci sono i rottamatori, gli innovatori, i devastatori, gli ottimisti, i pessimisti, i vecchi volti e quelli nuovi più vecchi dei primi. C’è la tv salotto, c’è la lite domenicale o serale, c’è il massimo del protagonismo e c’è l’oscuramento delle altre parti, ci sono gli inviti a cena e gli anatemi dei blogger. Continua a leggere


Cauti e precari

Buster Kiton. 1924

Buster Kiton. 1924 (the navigator)

La cautela e la precarietà sono due condizioni delle quali la mia generazione è intrisa. È uno status quo che ci è stato assegnato a cui per ora non possiamo rinunciare. Continua a leggere


Rientri (e ritorni)

rientri-life

C’è il rientro dalle ferie, il rientro a lavoro (per chi ancora ne ha uno), il rientro a scuola. Continua a leggere


In busta chiusa: Lettera J – Jazz

J_Lois

Era il mio amico Igor L’esperto di musica Jazz. Conosceva nomi e melodie all’epoca a me sconosciute. In confronto la mia cultura musicale rasentava il ridicolo. Continua a leggere


La stagione dei ricordi a metà

Sono sempre sulla libreria tutti belli allineati col loro carico di ricordi. Talvolta sfocati, talvolta si sono staccati con qualche immagine penzolante che c’è sempre. E poi li sfogli con piacere Continua a leggere


Il mio amico di Parigi

Il Giovane Apprendista (1918-19). Amedeo Modigliani. Museo dell'Orangerie. Parigi

Amedeo Modigliani “Il giovane apprendista” (1918-19). Museo dell’Orangerie. Parigi

Ogni volta che torno a Parigi vado a trovare un amico. È un giovane apprendista, ha poco meno di cento anni. Ha i capello rossi e una giacca scura. Ha lo sguardo malinconico ed un viso rubicondo. È seduto a riposare la sua stanchezza. Ha forse una fatica che lo sovrasta che non è fisica, è più mentale. I pensieri si accalcano nella sua testa e lo sguardo si allunga altrove. Mi guarda ma non mi vede. Continua a leggere


Cancellando il futuro

bimbi
C’è un tempo in cui tutti dovremmo saperci vergognare, riconoscere che ogni male per l’uomo non arriva che dall’uomo stesso. Homo homini lupus dicevano gli antichi e mai come oggi, girandosi intorno si sentirebbero confortati dall’aver coniato quella definizione. Continua a leggere


La zattera della Medusa

Quando nel giugno del 1818 la fregata Méduse parti alla volta del porto di Saint-Louis in Senegal per accertarsi che l’Inghilterra avesse mantenuto la promessa di allontanarsi dalla colonia rientrata tra i possedimenti francesi, tutti si convinsero che la monarchia da poco ristabilitasi potesse riappropriarsi del suo grande prestigio. Continua a leggere


A Parigi. Dopo

Paris est Charlie. Parigi, Hotel de Ville

Paris est Charlie. Parigi, Hotel de Ville

Ci sono giorni come questi un cui mi ritrovo a Parigi dove il freddo è piacevole e l’aria è tersa.

A Parigi. Dopo.
Dopo gli attentati che hanno inaugurato l’anno. Continua a leggere