Sei proprio senza Quorum

costituzione

Roma, Palazzo Giustiniani, 27 dicembre 1947. De Gasperi, De Nicola e Terracini firmano la Costituzione Italiana

Di SI e di NO in questi giorni se ne lanciano a iosa. Di spiegazioni e delucidazioni molto meno. C’è la vecchia guardia, ci sono i rottamatori, gli innovatori, i devastatori, gli ottimisti, i pessimisti, i vecchi volti e quelli nuovi più vecchi dei primi. C’è la tv salotto, c’è la lite domenicale o serale, c’è il massimo del protagonismo e c’è l’oscuramento delle altre parti, ci sono gli inviti a cena e gli anatemi dei blogger.

Si pone nel mezzo un discorso importante quello della Costituzione, che fino a qualche tempo fa qualcuno definiva “la più bella del mondo” trasferendola finanche in tv per raccontarne le qualità… poi d’un tratto come nello specchio specchio delle sue brame, si è evidentemente pensato, in scia con l’estetica moderna, di sottoporla a lifting.

Il quesito è più o meno noto (e lungo): “Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della costituzione?”.

Ci troveremo di fronte a questa frase quando saremo da soli nelle arrabattate cabine delle scuole trasformate in seggi elettorali. Dietro la plasticosa tendina grigia ci saremo noi, la matita copiativa e tutto il senso di smarrimento per un esito (incerto) che potrebbe, nell’uno e nell’altro caso, modificare l’assetto futuro del nostro Paese.

Su quella scheda che affronteremo ci viene richiesta la riforma di 47 articoli su 135 della Costituzione, il più grande cambiamento a cui verrebbe sottoposta la Carta approvata nel ‘48.

Di carne a cuocere ce ne è tanta, di confusione anche di più. A mio giudizio, il peggio è l’assenza totale di chiarezza che nessuno dei due fronti si sforza di esternare per noi comuni mortali che di politichese ne comprendiamo molto ma molto poco. E ci ritroveremo cosi per una selva oscura in mezzo al guado noi che non parliamo per commi e che non siamo in grado di riconoscere in quelle virgole e punti la capacità di modificare il senso delle cose. Quell’italiano appare assai diverso da quello che ci hanno insegnato a scuola!

È fuor di dubbio che il nostro Paese è incollato ad una burocrazia che ci massacra e che ci ha rallentato, ma non credo sia questa la strada giusta, o almeno non a queste condizioni. Per tutta una serie di eventi e di articoli prestabiliti, quello sulla Costituzione (che ritengo essere di importanza primaria e di grande delicatezza!) è un Referendum Confermativo che prescinde dal raggiungimento del Quorum. L’esito del quesito sarà valido se il numero dei voti favorevoli sarà superiore al numero dei suffragi contrari, a prescindere dalla partecipazione al voto. Maccheronicamente parlando (sempre per noi comuni mortali!) e a conti fatti, se in un’assurda e fantascientifica domenica di dicembre, tutti fossimo presi dalle nostre isterie quotidiane e dimenticassimo di recarci ai seggi, basterebbero solo tre diligenti e attenti cittadini su circa 51milioni di aventi diritto per decidere per il nostro futuro.

Meditate gente, meditate… (cit.)

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17 responses to “Sei proprio senza Quorum

  • sandro

    questo referendum confermativo è figlio di una revisione costituzionale costruita in parlamento seguendo l’articolo 138 dalla attuale Costituzione, quindi senza voti di fiducia o altre scappatoie. La maggioranza dei nostri rappresentanti ha ritenuto che questa sia una buona riforma. La Costituzione stessa prevede che venga chiesto conferma al corpo elettorale. Per questo votiamo. Votare no significa sconfessare su questo tema il lavoro della maggioranza dei nostri rappresentanti. Nessuno è contento, credo, dell’attuale stato della nostra democrazia, ma bloccarne il processo di revisione, attuato fin qui secondo le strade imposte giustamente dalla carta costituzionale attuale (e anche futura perché su questo nulla cambia) significa non cambiare l’attuale classe politica, ma tenercela ancora un bel pezzo. per questo voto sì, caro Lois. Nel merito me la sono studiata un poco e a parte qualche residua confusione sulle attribuzioni Stato Regioni, comunque drasticamente ridotta rispetto allo stato attuale, il resto è convincente. Non così la legge elettorale, che però non è rimessa al nostro giudizio e sulla quale ci sarà tempo per ereggere barricate e far sentire la nostra voce. ciao sandro

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    • lois

      Ciao Sandro, le mie difficoltà nascono dalla poca chiarezza che avverto nei testi. Molte note mi sembrano stonate e non c’è un canto corale, mi sembra ci siano tanti tappabuchi messi insieme senza una linea di continuità, non ultimo il Titolo V per il quale si fece tanto creando le attribuzioni territoriali che adesso si vogliono nuovamente revocare…
      E poi,ti ripeto, quello che mi stravolge di più è la votazione senza quorum, dove veramente un voto buttato lì per caso senza convinzione può avere tanta più forza di un non-voto.

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  • ili6

    Mi suonano ancora nelle orecchie i messaggi di certi politicanti urlati nell’ultimo referendum sulle trivelle, quel “non è reato non andare a votare”…Andai a votare ma fui fermata dal quorum, che c’era, e ora che il quorum non c’è, tornerò nei seggi per votare il mio NO. Vuoi vedere che anche stavolta mi fermeranno gli assenteisti?

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  • edp

    I manifesti populisti del sì mi fan pensare che c’è qualcosa da nascondere, che è meglio lo slogan idiota che spiegare chiaramente. Anche io sempre più orientata e sicura del no.

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    • lois

      Purtroppo il linguaggio è spinto verso il basso… ricordano una certa comunicazione di vent’anni fa… solo che allora era la controparte! Ma insomma oggi come allora poco e cambiato e nulla di buono mi sembra ci sia in corso. Quello che credo è che certamente non saranno 150 senatori in meno a fare l’economia del Paese, ma poi le modalità di ingaggio, la selezione… no, sempre più verso il no! saròò “reazionario”, sarò “prevenuto”… ma questa cosa non mi piace, dove non c’è chiarezza non può esserci serena scelta!

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  • Stefano

    Io concordo pienamente con Sandro. La ritengo una riforma discreta, non condivido invece la completa riforma del Titolo V, in quanto il dilagare della corruzione non è, a mio avviso, figlio delle maggiori competenze trasferite alle Regioni. Credo che un buon Federalismo sia meritocratico e possa avere delle ricadute benefiche sui cittadini, anche se è allo stesso modo incostituzionale che debbano pagare i cittadini che sono amministrati male. è un po’un cane che si morde la coda.
    Io mi sono informato abbastanza, leggendo in maniera oggettiva tanto le ragioni del Sì, quanto quelle del No. Ancora domenica ho sentito in tv entrambi gli schieramenti. Mi permetto di dire che spesso le motivazioni del No sembrano essere più un tentativo di abbattere Renzi, più che di opposizione alla riforma in sè.
    Per ciò che riguarda Renzi, decideremo cosa votare e chi votare alle prossime elezioni, con una legge elettorale che, mi auguro, sia un po’migliorata (non trovo ripugnante il ballottaggio, ma il premio di maggioranza deve essere in qualche modo rivisto). Domenica voteremo per una riforma e stop.
    Credo sia abbastanza chiaro che io voterò SI.

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    • lois

      Ciao Stefano, io credo, che dato con criterio, il proprio voto vale a prescindere dalla scelta che si fa. Il fatto che tu (come noi pochi altri) ti sia documentato in prima persona scavalcando le pagliacciate a cui stiamo assistendo ti fa onore. In questo tipo di voto io ci credo. Io ho fatto lo stesso e noto che ci sono troppe pecche per poterci passare troppo e quello che più avverto come un problema è la modifica semiseria del Senato. Tu capisci che cosa significherà la presenza dei Consiglieri a Roma, sarà oggetto di voti di scambio dove si alzeranno le poste in gioco; purtroppo visto quello che sta accadendo possiamo esserne più che certi! Le bande “fascinorose” e “vergognose” esistono in ambo gli schieramenti, per cui tutta la satirica demonizzazione che Renzi ne sta facendo credo sia del tutto in appropriata e poi, è stato proprio il comportamento di Renzi che ha mutato il valore di questo voto. Se ne è appropriato facendone un test di credibilità. Ora impazza su tutte le reti e in ogni angolo di questo paese ed è veramente insopportabile con la sua spocchia. Io credo che questo atteggiamento ha mutato molto il volto di questo Referendum (che per nostra fortuna domenica, in un verso o l’altro termina… e tutti si dimenticheranno di questi sciacallaggi). È verissimo che qualcosa in questo Paese deve cambiare ma io non credo si possa cedere con questo livello di confusione così ampio e con tanti punti ancora da chiarire. E poi questa legge elettorale… ne parliamo da anni e per colpa di uno e per colpa di un altro in tempi alterni non si arriva mai a compimento. Io mi sento di votare NO, ma come vedi rispetto anche le idee a me opposte ed essendo una “chiamata al Voto” che mi auguro tutti rispetteranno (anche se prevedo un’ampia fetta di astensionismo che avrà molto pià valore del voto all’estero sull’esito finale) possa mettere una volta tanto gli italiani di fronte anche alla loro responsabilità, perchè spesso ce lo scordiamo, la politica parte principalmente da noi e il cambiamento lo possiamo avviare noi (dalle piccole cose).
      Sinceramente mentre prima avrei giurato sulla bocciatura del quesito, oggi a poche ore dalla votazione, non ho più certezza di quello che accadrà! ne riparleremo con piacere dopo lunedì, magari anche qui, ma in maniera civile al contrario di quanto accade altrove.

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      • Stefano

        Assolutamente anche per me vale, più di ogni altra cosa, il rispetto dell’altrui opinione. Del resto, se non ci fosse la possibilità di scelta (50 e 50), non staremmo neanche a discutere. Quindi rispetto chi decide di votare NO, in particolare chi, come hai fatto tu, hai motivato in maniera seria che cosa non ti piace della riforma. Per me il senato andava abolito, non lo nascondo. Non sono in grado di dire se quello che dici tu, relativamente al voto di scambio e ai magheggi tipici della peggior politica, possa essere acuito dalla riforma. Del resto, nella modifica della legge elettorale, qualora passasse il sì, dovrà necessariamente essere previsto il sistema di votazione dei senatori, attualmente, se non erro, è soltanto riportato che dovrà essere definito il criterio qualora passasse la riforma costituzionale.
        Ci sarebbero anche tanti altri aspetti da considerare, per esempio il vincolo di mandato: quello per me vale quasi quanto un voto di scambio. Entro in Parlamento con la maglia gialla, poi qualcuno mi offre qualcosa, allora passo alla maglia rossa e poi a quella blu. Di cose da riformare ce ne sarebbero tantissime, ma io sono dell’idea che se mai cominciamo, mai arriveremo a cambiare.
        Grazie per la bella discussione.

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      • lois

        Certo un anno zero dovrà esserci, quello è fuor di dubbio. Staremo a vedere. Grazie a te! Ci riaggiorniamo quando il dado sarà tratto e a questo punto Buon Voto.

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      • Stefano

        Buon voto anche a te! ci riaggiorniamo lunedì.

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      • lois

        Ciao Stefano, eccoci qui ora a voto terminato.
        Con grande sopresa per entrambi gli schieramenti (negli ultimi giorni nessuno aveva più chiaro cosa!) i risultati hanno superato ogni aspettativa. Ora però tra demagoghi ed espertissimi, c’è già chi vede piombarci addosso le dieci piaghe d’Egitto, l’esplosione dei vulcani, la spaccatura delle montagne …
        Io invece vedo in questa tornata elettorale un moto d’orgoglio di chi crede che i veri problemi del nostro Paese (atavici e genetici) andrebbero affrontati con umiltà senza spocchia ed arroganza, senza fare cernite tra cittadini di serie A e di serie B.
        19.419.510 persone il grosso del 65,5% (numeri che non si vedevano da anni, il che significa che un briciolo di coscenza ce lo abbiamo ancora tutti) degli aventi diritto hanno scelto e chi ha fatto proprio il referendum, trasformandolo in un processo di legittimazione ne ha, con coerenza (almeno ora!) tratto le conseguenze.
        Ora qualcun altro si avvicenderà e poco o nulla cambierà nel breve termine (c’è già il totonomine ed è già tutto un programma), però sarebbe veramente bello se, partrire in primis dagli stessi 19milioni di persone, anch’essi, con coerenza, da stamattina stessa, iniziassero un percorso di rinascita, partendo dal rispetto delle regole primarie e societarie, così da iniziare dal basso, come logico, il vero processo di democrazia.

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      • Stefano

        Ciao Lois, condivido ciò che dici. La sorpresa è stata tanta, più che altro nella portata della dèbacle di Renzi (proprio stamattina ho scritto un post a riguardo sul mio blog). Non credevo a clamorosi tornado o cataclismi epocali e così è stato. Lo spread al momento rimane tranquillo e le borse pensano ai fatti loro.
        Credo che un’affluenza così alta sia un bel segnale. Ha vinto il no, è un voto legittimo e da rispettare. Questo non significa che non sia necessario cambiare, significa che le cose vanno fatte probabilmente in maniera diversa.
        Non so cosa deciderà Mattarella. Spero che sia meno interventista di Napolitano e che mantenga il Parlamento al centro della vita democratica. Se non c’è possibilità, si vada alle elezioni, possibilmente con una legge elettorale decente. E a quel punto, che vinca il migliore.

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