E la “Luce” fu!

Luce 4

Di Luce si illumina un’altra strada buia di Napoli e lo fa grazie all’intervento dell’associazione il Fazzoletto di Perle che ha coinvolto tre importanti figure artistiche per rimodulare il paesaggio estetico del cuore della Sanità. Un quartiere storico: ricco di testimonianze, bello e verace già palcoscenico di nefasti eventi.

Da qualche giorno però, il primo grande e monumentale intervento ha consegnato a tutti la sua dose di bellezza. È nella piazza del quartiere, di fronte alla basilica di Santa Maria che Tono Cruz, muralista delle Canarie (come lui stesso si definisce) ha prodotto un’opera di grande forza. Una pittura dalla superficie tonda (con un diametro di diciotto metri), riveste la facciata di un antico palazzo. Un’opera in bianco, realizzata in meno di cinque giorni, che riveste di luce quella superficie di intonaco (forse in origine giallo napoli) incupita dagli anni. Le ombre, i mezzitoni e gli scuri, non ci sono, quelli li ha ricavati l’artista dal fondo.

In quel murale c’è il sorriso dei bambini del rione (luce e speranza del presente), gli stessi che hanno partecipato al laboratorio del quartiere che si è svolto presso il “Punto Luce” di Save the Children. A questa attività si sono poi intrecciate una serie di storie e di incontri (come sempre capita per le cose belle) che hanno rafforzato questa tappa del progetto grazie all’organizzazione e coordinamento di Giuseppina Ottieri, mente e presidente del Fazzoletto di Perle. La sua amicizia con l’artista e le loro precedenti (ed oltremodo lodevoli) attività già svolte in favore dei più deboli hanno dato vita a questo nuovo intervento di bellezza.

Nonostante il tempo non fosse dei più clementi, Tono sul braccio della gru ha proseguito senza sosta il suo lavoro, mettendo a frutto il lavoro che ha avuto una gestazione (a distanza) di circa due mesi.

A sx Tono Cruz

A sx Tono Cruz

Intanto che il camion si sposta per permettergli di lavorare dall’altro lato del portale, Tono soddisfa con molta cordialità qualche mia curiosità e mi racconta che è arrivato a Napoli appena il giorno prima di mettersi all’opera e che una prima volta è stato qui circa due mesi fa, quando ha incontrato gli organizzatori del progetto ed ha avuto modo di gettare le fasi di avvio per eseguire il murale. Con molta semplicità e con tanta umiltà mi ha raccontato dell’entusiasmo contagioso dei bambini che hanno disegnato quel suo lavoro.

Ciascuno di essi – mi ha detto con il suo accento spagnolo – ha prodotto disegni, linee e tutto quanto gli è stato loro sollecitato al laboratorio mettendo così in atto quel progetto di arte partecipata ben chiara a lui che possiede una laurea in pedagogia.

È nato così Luce, raccolto attraverso un cono di luce proiettato su di una superficie, dove il soggetto si è diffuso ad “occhio di bue” dopo l’evoluzione di quell’incontro nel cuore della Sanità. Tutta la progettazione e la definizione dei soggetti e della messa in opera sono avvenute via email, con messaggi scritti perlopiù di notte, al termine di altre giornate di attività svolte da Tono in giro per il mondo.

LUCE 1

Quando gli parlo del suo essere artista, lui mi ferma subito e mi dice: «Io non sono artista, sono un muralista, perché le mie opere le compongo solo sui muri, tutto in grande formato, in uno spazio che è l’unico che riesco a gestire», ed infatti quello che mi affascina di più è proprio quella sua capacità di mantenere le proporzioni dei soggetti …ad occhio e croce, il volto più piccolo avrà un’altezza di tre metri!

Gli chiedo se si tratterrà a lungo a Napoli e mi dice che suo malgrado dovrà scappare appena avrà posato l’ultima pennellata sulla facciata, ci sono altri due grandi lavori che lo attendono, uno dei quali in Myanmar, che per la prima volta si sta aprendo a questo tipo di arte sociale.

Tono, come altri artisti di strada è cittadino del mondo. È sempre in un luogo diverso, per lui come per tanti, si possono riscostruire i percorsi attraverso le tracce di bellezza lasciate a beneficio di tutti. Perché lui dice che il suo impegno è quello di migliorare il mondo attraverso l’arte, dare nuovi orizzonti a quelle persone che abitano in posti disagiati, perché i suoi lavori hanno sede solo negli spazi difficili. Ed infatti non senza rammarico mi dice di essere in completo disaccordo con delle speculazioni immobiliari che stanno mutando il senso del suo lavoro e di altri suoi colleghi che hanno rivalutato alcuni quartieri a rischio.

luce 3

Intanto la gru è piazzata al suo posto. Il lavoro può ripartire.

Prima di salutarmi, Tono Cruz mi dice che la cosa più bella al termine dei suoi lavori è vedere le persone che alzano la testa e anche solo per qualche secondo restano ammirati di quello che sta accadendo.

Con rapidità risale in cima al carrello e col suo valido aiutante riprende con vigore la sua attività.

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Domenica 7 marzo “Luce” è stata inaugurato tra la soddisfazione generale. C’è da immaginarlo tutto quell’orgoglio dei bimbetti del quartiere difficile quando alzando gli occhi si troveranno maestosi e sorridenti nella piazza a fare luce ai nuovi giorni e a nuova speranza.

* * *

Questo murale però non rappresenta che uno dei tre tasselli che il Fazzoletto di Perle ha messo insieme. Un altro artista, Tommaso Ottieri ha già donato all’Associazione una sua grande tela (Sanità, olio su tela, 180×250) mentre ad aprile un altro artista arricchirà la piazza. Francisco Bosoletti, già noto a Napoli per alcuni suoi interventi, realizzerà sulla parete laterale della basilica (di fronte al lavoro di Tono Cruz, grazie alla Fondazione San Gennaro ed alla benevolenza di Padre Antonio Loffredo, paladino della Sanità) un altro grande murale rafforzando la Luce che – ci auguriamo – infonderà coraggio e voglia di riscatto anche da parte degli abitanti.

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