Di Parigi, di incontri e di passioni

toujours_Paris © lois_design2016

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Sono tre cose fondamentali nella mia vita. Parigi, ci torno spesso, da anni ormai. È una di quelle cose che mi si è impressa nella memoria come qualcosa da tenere cara e non perderla di vista. Gli incontri dovrebbero costituire per tutti l’imprevisto della quotidianità. Le passioni ci devono tenere vivi e aggrappati alle cose belle.

A Parigi nei giorni scorsi era freddo.

Ho girato per le strade, per Montparnasse (è lì che vado sempre) e intorno non ho visto tutta quella paura che ci raccontano, solo meno gente. Il cielo grigio ha il suo solito fascino e quel soffio di vento che punge leggermente sulla faccia pure lo accolgo con piacere. Passeggiare sul boulevard, una strada lunga e dritta, mi aiuta con le idee e sollecita la mia curiosità.
Cammino, penso e rifletto sul valore delle cose e sul passare del tempo. Di quello che sono e a cosa aspiro e, che poi, è sempre bello sentirmi felice per quello che sono in quello stesso istante in cui lo penso. Viviamo sempre appesi a un filo e gli imprevisti, belli e brutti in agguato. Questa era la volta di quello brutto ma per fortuna tra poco anche lui sarà solo un altro ricordo da mettere nel bagaglio.
E poi a volte veramente mi basta uno scorcio di strada, una pioggerella sottile o un’insegna luminosa d’altri tempi per ricondurmi di nuovo di fronte alla bellezza spontanea che mi circonda. E così che in un attimo ritorno alla mia inspiegabile felicità delle piccole cose.

paris_lanuit @lois_design

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Gli incontri, rappresentano uno scambio di letture sul mondo, un modo per passeggiare in altri luoghi che non ho visto, una fusione di pensieri e di gesti che mi inducono al sorriso. Ci sono gli incontri più lunghi, quelli strani e quelli che mi sfuggono così come si sono rivelati. E a questi pensavo in particolar modo.

Ma su tutto poi ci sono le passioni. Senza quelle non potrei vivere ne cercare le mie felicità quotidiane. Nelle passioni c’è la purezza, la bellezza e il valore di tutti gli sforzi per restare vivi.

***

Le moineau de Montparnasse
Furtivo e sospetto
bramando briciole e scarti
alla gare Montparnasse, un passero
scatta sui tavolini e sulle sedie
di una brasserie
per viaggiatori in transito
in cerca di conforto.
Un luogo anonimo
che profuma di burro e caffè,
tra gli smarriti arrivi
e le nostalgie delle partenze.

Vulnerabile, fugge ad ogni passo
senza perdere di vista
il suo agognato pasto
dono del fato o di affrettati avventori.

Nello spazio stridono gli avvisi,
treni regionali, metro e annunci per la sicurezza
e nulla scuote questo mondo di burro e briciole

È fredda Parigi a gennaio
la donna che ho di fronte,
intabarrata nel suo paletot
sorseggia un caffè e, lenta
sminuzza le sfoglie di un croissant
per la tenera bestiola
che ammansita
le si pone accanto
con fiducia per il regalo inatteso.

Sono le 8:40
è domenica e si esce tardi di casa.
La donna che ho di fronte
e il passero di Montparnasse
proseguono il loro muto dialogo
in questo anonimo angolo
che diventa poesia viva
nel tempo freddo di questo mondo.

 

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28 responses to “Di Parigi, di incontri e di passioni

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