Un nudo da 170 mln di dollari

Amedeo Modigliani, Nu couché (Nudo disteso), 1917-18.

Amedeo Modigliani, Nu couché (Nudo disteso), 1917-18.

Era appartenuto al collezionista italiano Gianni Mattioli il nudo rosso di Modigliani (lotto 8° della vendita 3789 – The Artist’s Muse) battuto da Christie’s per 170 milioni di dollari (inclusi i diritti d’asta), confermando l’opera come star della serata al Rockfeller Plaza che ha raccolto un totale di 491 milioni di dollari.

Il dipinto, icona dell’artista livornese (cm 59,9×92) è sempre appartenuto a privati, sin dal 1918 quando passò dalle mani del mercante Leopold Zborowski che si prodigò negli ultimi anni della carriera di Modì, al collezionista Jonas Netter. In seguito passò poi in Italia in una collezione torinese per poi finire nella in quella di Mattioli.

Sono stati sufficienti 10 minuti di trattative perché fosse battuto il martelletto che aggiudicasse l’opera al nuovo proprietario, rigorosamente anonimo*, ma quasi certamente orientale, dove il mercato dell’arte sta riscuotendo le maggiori soddisfazioni. Non a caso il Nudo Rosso di Modì è stato oggetto di un tour mondiale che ha anticipato l’esposizione al Rockfeller di New York con tappa strategica anche ad Hong Kong.

È questo il secondo record per l’artista italiano (una sua rarissima scultura fi venduta da Sotheby’s nel 2014 per 71 mln di dollari), il cui Nudo si inserisce a buon diritto nell’olimpo delle opere d’arte più costose di tutti i tempi.

Il Nu Couché meglio noto come Nudo Rosso appartiene ad una serie di nudi di donna che traggono ispirazione da un tema caro all’arte e che con Modigliani si muta in capolavori sensuali guidati dalla linea elegante e riconoscibile della sua produzione. Fu esposto nella storica mostra (la sua prima personale) nella Galleria di Berthe Weill a Parigi, al numero 50 di rue Taitbout.

Era il 3 dicembre 1917 quando fu inaugurata l’esposizione. Nelle vetrine furono collocati alcuni di quei nudi che attirarono subito un gran numero di visitatori che si accalcarono in strada richiamando i gendarmi che intimarono seduta stante alla gallerista di togliere quelle porcherie. Si concluse così la prima personale dell’artista e nessuna di quelle opere fu venduta.

La grandezza di Modigliani si comprese solo qualche anno dopo, ma era già troppo tardi perché nel gennaio 1920 l’artista morì in una mattina gelida di gennaio. Le sue opere furono apprezzate per quella loro eleganza e per quella capacità di aver saputo leggere nell’anima delle persone. Quegli sguardi aperti sul mondo interiore la cui bellezza è ritratta in tutto la sua spontaneità.

*Poco fa è stato resto noto il nome del collezionista che si è aggiudicato il dipinto: è il miliardario e collezionista cinese Liu Yiqian che nel 2014 ha fondato il Long Museum di Shanghai

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