Cancellando il futuro

bimbi
C’è un tempo in cui tutti dovremmo saperci vergognare, riconoscere che ogni male per l’uomo non arriva che dall’uomo stesso. Homo homini lupus dicevano gli antichi e mai come oggi, girandosi intorno si sentirebbero confortati dall’aver coniato quella definizione.
C’è in corso un esodo se possibile più vasto di quello biblico. Ci sono anime che attraversano tutta la miseria umana, nel prima, nel mentre e nel dopo; ma non tutti arrivano nel dopo, alcuni finiscono prima la loro corsa verso la libertà. Non ci sono telegiornali che non mostrino ad ogni ora queste inermi figure di uomini, ridotti a semplice carne, privati d’ogni dignità e di ogni emozione. Tanti, tantissimi che messi tutti insieme diventano solo parte di un numero a tre cifre. Ci si dimentica che ognuno è una vita. Ha una storia ed un passato da cui sfuggire.

E poi ci sono loro, i bambini. Piccoli, piccolissimi, con gli occhi grandi e pieni di stupore e spaventi insieme. Bimbi coi capelli appiccicati sulla testa, perché anche loro sono stati trasportati su quelle indicibili barche, stipate all’inverosimile dove anche l’aria ha un prezzo, mentre quelli più fortunati, hanno camminato per giorni e giorni in condizioni disumane. Sono questi bimbi che straziano il cuore, che dovrebbero indurci a riflettere per superare la compassione che muta ciascuno di loro in uno solo dei protagonisti di un frame di telegiornale. E poi vedi quei treni stipati che partono dalla Macedonia o quella stazione ungherese disperata e blindata o ancora quei numeri angosciosamente evocativi scritti col pennarello sulle braccia di tutti i migranti che passano da Budapest, o infine ancora (perché non c’è mai fine al peggio) quei sacchi blu che contengono i corpi pescati a largo della Sicilia e non puoi fare a meno di pensare e rivedere quelle scene che hai visto sempre nei libri di storia.

E allora ti rendi conto che la devastazione a cui il mondo ci ha abituati (e l’assuefazione ad esso) ci rende distaccati da quelle scene che ci violentano con rapidità e con la stessa rapidità svaniscono.
Poi ascolti di regole e di nuovi incontri da farsi per arginare un’emergenza che non è un’emergenza ma una tragedia immane che non cesserà e che segna forte il valore di questi anni che dovevano guidarci nel futuro e che invece sembrano lo stiano proprio rinnegando.

Ma i bambini… loro che muoiono in mare o arrivano sfiniti sulle spiagge privi di quel poco che avevano, finanche degli affetti, non meritano tutto questo orrore. I bambini sono loro il futuro del mondo e quel tempo non andrebbe abbandonato tra le onde increspate del mare.

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11 responses to “Cancellando il futuro

  • chiaralorenzetti

    È una tragedia immane.Loro che scappano nutrono almeno ancora una speranza; percorrono strade in cerca di un nuovo futuro.
    Noi, noi che restiamo immobili, siamo già falliti.

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  • Soliloquio in compagnia

    A me sembra un genocidio a cui assistiamo senza lo scandalo che abbiamo provato per quello degli ebrei. Senza salvezza possibile e quasi, concedimi la parola, legalizzato in quanto sono i governi stessi a permetterlo. Ogni tanto sul programma Cielo passano, proprio all’ora di pranzo e cena, uno spot a favore dei bambini dell’Africa, puntando sulle pietose condizioni in cui versano e cercando di far leva sui nostri sensi di colpa, chiedono del denaro da mandargli. Io lo trovo assurdo perché a queste tragedie non siamo arrivati dall’oggi al domani, ma è da una vita che tutti sanno che certi popoli hanno sempre vissuto nella sofferenza e nella privazione. Allora perché continuare a permettere ciò? Perché non trovare delle soluzioni a livello globale e continentale per rinfrancarne le condizioni? Perché sappiamo e abbiamo trovato modi e mezzi per importare il petrolio dall’Africa e non sappiamo fare la strada contraria con un po’ di acqua che è il bene primario intorno al quale costruire delle vite dignitose? Perché purtroppo non fa comodo a nessuno che i popoli di quella terra ricchissima imparino a autosostentarsi. Perché nel mondo siamo troppi ed è meglio la loro fine della nostra (secondo i governi ricchi). E perché dalle nostre offerte in denaro e dalle attraversate illegali c’è sempre chi riesce a “mangiarci” sopra. Mi fa rabbia pensare che gli uomini riescano ad arrivare a tanto e far parte di questa umanità senza umanità è deprimente ed è un motivo per cui ho deciso di non guardare i telegiornali che esaltano il male e non fanno mai cenno al bene. Come possiamo mai imparare a diventare migliori se ci mettono davanti solo esempi di malvagità? E lo fanno sempre mettendo di mezzo i bambini purtroppo…

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    • lois

      Cara Fabiana purtroppo c’è poco da aggiungere a quello che hai detto. La verità dei fatti che gestisce il mondo è in mano a pochi che nutrono forti e mirati interessi. Tutto il resto viene fatto scorrere … orrori inclusi.

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  • elena

    Come sempre io davanti a queste tragedie faccio lo struzzo e cerco di dimenticare che il benessere in cui noi europei viviamo è frutto dell’oppressione di queste persone. Il 50% del bilancio della Comunità Europea va all’agricoltura il che ha permesso un aiuto incredibile alla nostra produzione agricola contro la quale quella africana, dei poveri agricoltori, non ha potuto resistere. Sento anche dire che non dobbiamo comperare prodotti che vengono dagli altri Paesi, quindi non dobbiamo aiutare queste persone a restare nella loro terra! A questo si aggiunge la sete di materie prime delle nostre industrie e quindi i saccheggi, ai quali si si aggiungono le discariche dei nostri prodotti inquinanti lungo le loro coste. Sospetto anche che i dittatori sanguinari siano manovrati da qualche potere economico occidentale. Un quadro peggiore di quello del dominio coloniale che almeno si poteva apertamente condannare. Dissento con te solo riguardo al concetto di umanità che per me ha un significato estremamente negativo da tutti i punti lo si guardi (tranne l’arte però)

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  • marco

    I sogni di un’Europa libera, democratica, solidale, si sono irrimediabilmente infranti sugli scogli dei Balzi Rossi. Al confine.
    La cecità, l’egoismo ed il razzismo, hanno avuto il sopravvento anche in un paese come la Francia, che ha sempre vantato i simboli della « Liberté, égalité, fraternité ».
    Il paradosso sta in un Governo di sinistra ormai allo sbando che, intimorito dall’onda fascista del Front National in inesorabile ascesa nella riviera francese la famosa “Côte d’Azur”, cerca di imitare o meglio scimmiottare il pensiero becero dell’estrema destra francese.
    Dimenticando gli orrori delle colonie, i genocidi che si sono compiuti sotto il loro tricolore della Grande Nazione, le stragi nel Vietnam e gli atolli resi radioattivi per sempre.
    L’Europa, non doveva essere questo, è divenuta invece il fulcro del capitalismo imperialista, ove le regole sono dettate dalle banche. Ne è un esempio quanto sta accadendo il Grecia, viene chiesto di ridurre lo stato sociale per pagare i debiti dei prestiti alle banche, prestiti concessi dalla BCE, quindi soldi nostri, soldi con i quali fanno loschi affari per poi strangolare la povera gente.
    Un fallimento, quest’ Europa è stata un fallimento per noi e per i nostri figli. A partire dalla moneta unica, il cui controllo è sfuggito di mano, volutamente sfuggito ad ogni controllo, e noi ci siamo ritrovato con un potere d’acquisto ridimensionato. Certo questo ha favorito solo la libera professione, non certo i dipendenti.
    Intanto sugli scogli del Balzi Rossi i migranti sognano un futuro, rivolgendo lo sguardo sulla costa francese, a poca distanza persone sono sedute nei bar, altre passeggiano, molte portano generi di conforto.
    Molti ragazzi dei centri sociali hanno istituito una tenda al fine di testimoniare con la loro presenza un sostegno di questi disgraziati. Parlando con loro hanno saputo che molti nelle loro terre di origine erano anche riusciti a diplomarsi, alcuni si sono anche laureati, ma poi le guerre tribali, i massacri degli integralisti di cui i media parlano poco, li hanno costretti a fuggire, aiutati economicamente da amici e parenti.
    Un giovane con cui mio figlio ha parlato in un perfetto inglese, gli spiegava che nelle scuole viene insegnato loro : il francese, l’inglese e, in alcune anche l’arabo.
    Per molti la fuga è durata anche anni, molti non ce l’hanno fatta e sono morti in imboscate ove gli è stato rubato tutto quel poco che possedevano, anche la vita, molti sono morti di patimenti di fame e di sete, altri durante traversata in mare, molte ragazze vendute per fini immaginabili.
    Io li vedo tutti i giorni, attraversando la frontiera e tutti i giorni penso che l’Europa si è fermata a Ventimiglia…
    Saluti, da questo lembo di terra infame…

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    • lois

      Caro Marco purtroppo la tua lettura dei fatti è chiara ed è estendibile a tutti i paesi di questa Unione che ha fallito la sua missione. La devastazione, memore di altri anni è ritornata a pieno titoli nella “civile” Europa. Poi come sempre accade, a pochi metri gli uni dagli altri, ci sono di poveri migranti e le persone che passeggiano tra le vie chic!
      Brutture e storture di questo mondo che è evidentemente imploso sui diritti basilari del vivere.

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  • Stefano

    Le immagini parlano da sè. Le tue parole esprimono tutto. Io non guardo più la tv da settimane. L’altra sera ho discusso (per non dire litigato) con mia suocera, che sosteneva che la Merkel è un ottimo leader europeo, perchè ha capito che l’Italia va aiutata. Adesso va aiutata? Solo perchè la fuga biblica ormai aggira l’italia, passando dai balcani ed arrivando direttamente in Germania?
    E poi, cosa deve pensare il cittadino medio, bombardato da un lato dalla demagogia di chi vuole cavalcare l’omicidio della coppia in Calabria, dall’altro le foto scioccanti dei morti, soprattutto bambini.
    Sono stufo ed incaxxato di questa finta Europa. Qualche settimana fa, sul mio blog mi chiedevo se ci piace un’Europa così. Ogni giorno che passa il NO diventa sempre più grande.

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    • lois

      Purtroppo caro Stefano l’Europa non c’è mai stata, almeno nel progetto di Unione di cui tanti si sentono ideatori. Non è solo per le foto che sono state pubblicate in questi giorni, ma per la devastazione sociale a cui assistiamo, ai poveri per strada, ai bambini abbandonati, ai morti senza nome, alle truffe milionarie, alle assenze di pene, all ingiustizie sociali… purtroppo nessun obiettivo è stato raggiunto e gli episodi di questi giorni ce lo dimostrano.

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  • roceresale

    Sono un altro struzzo. E sono uscita da due giorni dai cosiddetti social. Perché il rimbalzare delle nostre responsabilità negate e delle nostre evidenti incapacità mi sta strozzando.

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