Ho incontrato Dorian Gray!

dorian
Qualche giorno fa in un appuntamento di lavoro mi è capitato di incontrare delle persone e per una serie di coincidenze si è passati a discutere dell’età e di come prima tutto sembrava più bello, dell’innovazione che inevitabilmente sta portandosi dietro anche cose brutte… e tutte quelle cose che superati i quaranta ti fanno rimpiangere di aver detto troppe volte ai tuoi nonni o ai genitori di essere solidamente attaccati al passato.

Ebbene si, ora li comprendo chiaramente quei loro discorsi che mi sembravano così vecchi, ricordandoli, non a caso sempre più spesso mi sento un vecchio brontolone più propenso a scoprire la magagna nascosta dietro l’apparentemente perfetto! Vedi le nuove riforme politiche, sociali, le promesse elettorali etc… ma quella è un’altra storia.

Intorno al tavolo della riunione, tra persone più o meno creative si citavano aneddoti e personaggi chiave che nel bene e nel male hanno fatto la storia della comunicazione. Quello che mi appariva sempre più chiaro è che anche nel mondo dei creativi (per intenderci, pubblicitari, grafici, fotografi, stylist e affini) l’età conta, come contano le esperienze e che l’età anagrafica inevitabilmente si scontra con l’età che avanza. Mi spiego meglio.

Tra un quarantenne ed un trentenne le diversità di lettura e di visione su alcuni elementi del modus operandi sono ben evidenti. Credo sia naturale e per pura questione anagrafica, i momenti di vita vissuta in una società che si sta evolvendo (o involvendo) rapidamente apportando cambiamenti eccezionali in un range di tempo strettissimo ci hanno reso partecipi a vari livelli con varie modalità di adeguamento/apprendimento.

Mi sembra naturale che uno nato nel 1983 abbia una percezione ed una conoscenza più vicina agli stili e ai cambiamenti degli ultimi dieci anni di quanta ne possa vere uno nato nel ’73 (…ogni riferimento a persone e cose è puramente casuale!!).

È evidentemente molto più semplice per il trentaduenne avere una capacità di linguaggio più simile ai simboletti dello smartphone o concepire come bello un pantalone strappato (a dir poco) che non per il quarantaduenne che non ama i selfie e non si mette per strada a sfilare come nella settimana della moda a Milano pur mantenendo un suo stile.

Scherzi e digressioni a parte, credo che sia nella giustezza delle cose un differente approccio alla freneticità ed ai cambiamenti. Per cui -sempre al tavolo di cui sopra- espongo questo concetto, parlando come da prassi e da conoscenze scolastiche (grazie al Devoto Oli!) senza sapere usare minimamente termini smart… e in quel momento si consuma il dramma.

Tutti mi additano e mi dicono di non fare il vecchio che dopotutto che differenza ci potrà mai essere tra trenta o trentadue anni!!! Sbalordito e lusingato confesso la mia età nel più assoluto silenzio. La riunione si scioglie e il trentaduenne che mi era accanto e parlava tutto come lo smartphone (beata gioventù!) mi saluta dicendo… ho incontrato Dorian Gray!

PS a questo punto mi sorge un dubbio: non so’ se si tratti di un complimento oppure… è un modo per dire che sono vecchio… magari è scattata la vendetta sottile! Non lo saprò mai, non parlo smart.

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