Art. 140

Art. 140
Tutti i cittadini hanno diritto di conoscere la verità.
Dal film “Viva l’Italia”, Massimiliano Bruno (2012)

vertia
È un tempo questo, dove anche le informazioni sono manipolate e strumentalizzate, dove la verità è lontana dall’essere tale. Appena qualche settimana fa l’intero Occidente doveva essere falcidiato dall’ebola che ci sconvolge tanto e, non per il fatto stesso che esista (perché in Africa ancora sta sterminando – nell’indifferenza – le popolazioni inermi) ma per la sua capacità di attraversare i mari. Oggi tocca invece all’influenza ed all’improbabile colpevolezza dei vaccini che starebbe colpendo gli anziani. Anziani? Ma fino ad oggi non ci avevano detto che l’età media della popolazione si era alzata? E le persone di 67 anni sono ora diventate anziane? E tutti i matusalemme che affollano i banchi della politica? Nessuno di loro è stato mai definito deputato anziano! E poi, la presenza di tuttologhi in ogni dove, pronti ad acclamare verità malsane… E noi nel mezzo trascinati dalla corrente della malainformazione mordi e fuggi che nasce e muore nel giro di poche ore. È il tempo della superficialità questo. Un tempo in cui non si da peso alle parole, eppure le parole lo hanno un peso ed andrebbero calibrate ed utilizzate nei giusti modi e col giusto valore.

E poi le promesse! Vogliamo parlare delle promesse affidate alla tempestività di un tweet? Ci hanno insegnato da piccoli che le bugie non si dicono (almeno a noi, che di anni ne abbiamo già alcuni) eppure ogni giorno ci riempiono di “palle” (chiedo venia non trovo un termine più consono da usare) solo per il gusto di essere l’argomento o il personaggio del giorno. Ci parlano di economia, di euro, di leggi, di stabilità, di incontri e di rimedi, mentre intorno il mondo, quello vero in cui viviamo, si è disgregato senza ombra di dubbio. E mentre sempre noialtri navighiamo in questo mare in tempesta quelli sorridono e continuano a raccontare e raccontare di storie sconosciute che non ci appartengono.

E allora non ci resta che sperare (o muoverci al punto di renderlo reale) nell’auspicio dell’onorevole Michele Spagnuolo (protagonista del film Viva l’Italia) per un Diritto alla Verità che almeno ci conceda la possibilità di pensare. Lontani da untori e spettri.

 * * *

[…] Ragazzi, ricordatevi, siete ancora in tempo per cambiare le cose, perché siete proprio voi che state andando a votare. Che è meglio pensare, che credere. È meglio scegliere, facendo sacrifici piuttosto che fregarsene, fare gli indifferenti, credetemi. Perché se ci sono contrasti, significa che ci sono idee, e se le idee sono tante, diverse, allora si, c’è la democrazia.[…] (dal monologo finale del film)

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