Chiusura del progetto “il Sacrificio dell’arte”.

Chiusura_Sacrifico_arte
È arrivato il giorno in cui si chiude e il giorno è oggi. Si chiude di solito quando i risultati di una certa operazione non tornano o sono pessimi, rare sono le vicende che vengono chiuse mentre stanno funzionando bene.
Quindi chi ci ha seguito fino a qui non avrà difficoltà a capire perché abbiamo deciso di chiudere “il Sacrifico dell’arte”, mentre per chi ci legge la prima volta basterà dire… no meglio rimandare ai post precedenti (qui in questo blog e qui nel blog Assolocorale).
Ci siamo chiesti in questo periodo dove fosse l’errore per non riuscire a creare quel minimo di interesse all’argomento: tracciare l’arte di questo Paese che si sta disgregando, segnalando ognuno dal posto in cui si trova cosa c’è che stiamo perdendo, giusto appunto per conoscere l’entità del problema e la conseguente perdita di identità sociale che in buona parte ci lega storicamente a questa arte.
Ma niente, o molto poco, anche spostando il progetto su un blog più affine all’argomento che non Cartaresistente, o meglio, c’è da segnalare lo spassionato interesse blogger a rilanciare la notizia in mille rivoli di comunicazione, o accettare la richiesta di far girare lo stesso articolo in “flash mob” senza poi avere ritorni.
Noi che abbiamo continuato a crederci ci siamo fatti una domanda, più o meno questa: l’impegno verso argomenti molto più frivoli, tipo la salute del nostro gatto, coinvolge i lettori molto più dell’arte che diventa maceria? (luogo sotto casa dove il gatto va magari a fare i suoi bisognini).
Ma CRT non cerca risposte a questa domanda provocatoria, piuttosto prende coscienza e quindi ecco la decisione di non languire ma di chiudere (intendiamoci, non dolorosa ma consapevole) preferendo anche noi “tornar a pettinare le bambole”.
Lo facciamo senza rammarico, dopotutto non si avvia un blog per discorrere di altro che non sia quello che alla fine piace a noi, per dimostrare che ci siamo, siamo vivi, abbiamo della critica da fare alla TV, al Cinema, alla Politica, alla Nazionale di Calcio. Piace esibire il bello anche dei problemi perché già ne viviamo abbastanza e da questo concetto non rimane fuori neanche Cartaresistente che ogni tanto azzecca dei progetti che sono delle solitudini (tutta esperienza).
Noi ci fermiamo qui, anche se all’inizio avevamo la sensazione di avere comprato un biglietto creativo per fare il giro d’Italia sfidando il controsenso: la ricerca delle cose più brutte e dei luoghi del degrado. Oppure non è così perché il degrado è intorno a noi e per abitudine non lo vediamo neanche più, o lo vediamo benissimo e ci allontaniamo da esso per sentirne meno il peso di averlo sotto casa e pieno di cacca di gatto.

Noi ci fermiamo qui ma se avete la pazienza di continuare, qui sotto c’è un altro pensiero “corale” che vi invitiamo a leggere.

I Cartaresistenti

* * *

Il Sacrificio dell’Arte chiude. È stato un progetto che mi ha coinvolto subito perché aderente alla mia passione. Ringrazio CRT perché hanno avuto fiducia in me e mi ha affidato una ‘sua’ creatura.

L’entusiasmo c’è stato tutto sin dal primo momento e ci siamo spesi per sollecitare adesioni e creare una catena (per una volta, seria) di informazioni a sostegno del nostro Patrimonio. Qualcuno obietterà che con le parole si fa poco, ma dalle parole nasce tutto. Le parole hanno un peso ed un valore. Dalle parole nascono le idee e si muovono i fatti.

Le mie parole non sono un atto di accusa ma vogliono testimoniare l’assenza di attenzione su di un problema che meriterebbe un impegno maggiore da parte di ciascuno. Ma è probabilmente questo un tempo sbandato (citando Fossati), un tempo dove ciascuno è preso dai fatti della vita e dall’assenza di serenità che ci coinvolge (perché non tutti viviamo di selfie!). Ma quel Patrimonio è fonte di bellezza e di grandezza per ciascuno e, lasciarlo in abbandono, significa negarci il piacere ed il conforto dell’anima.

Un ringraziamento all’unica persona che ha risposto alla nostra chiamata: Renato Volpone con un’importante testimonianza archeologica dell’Appia Antica, segnalatoci da Francesca de “i Calamari”.

Lois

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8 responses to “Chiusura del progetto “il Sacrificio dell’arte”.

  • elena

    MALE! Per ottenere risultati concreti ci vuole molto tempo ed impegno. Abbandonare il campo dopo nemmeno un anno mi sembra un po’ prematuro. Per difendere il patrimonio artistico nel nostro Paese io sono partita dal punto di vista opposto al vostro; segnalare le cose belle che ci sono ancora, insomma aprire gli occhi ai miei lettori che all’inizio erano pochini, oggi aumentano lentamente. Quando le persone incominceranno a guardarsi intorno allora spontaneamente chiederanno la protezione del nostro patrimonio artistico.

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    • lois

      Ma la sensibilità deve essere stimolata e dopo numerosi tentativi nessuno ha raccolto l’invito. Le cose belle ci sono e sono tantissime, ma il degrado avanza alacremente e con indifferenza sotto gli occhi di tutti. Le cose belle restano li tutelate da chi si mostra attento, in altri luoghi il patrimonio è devastato senza che nessuno intervenga ne opponga resistenza… o anche solo un pensiero. Questo era il nostro scopo, ma è evidente che forse abbiamo intrapreso una strada sbagliata o… forse abbiamo battuto un sentiero completamente sterrato dove nessuno più ha voglia di addentrarsi con nostro grande rammarico.

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  • Soliloquio in compagnia

    Mi dispiace per la decisione di chiusura perché l’iniziativa era molto interessante. Forse solo adesso mi rendo conto che avrei potuto parteciparvi. Faccio un mea culpa per non aver avuto il ” coraggio” di farlo. Spero a un vostro ripensamento…

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  • cacciatricedisogni

    Nell’arte come nei rapporti umani, la maggior parte delle
    persone sta diventando sempre più superficiale. L’italia
    è piena di bellissime opere d’arte, ma anche molte altre,
    ahimè, in rovina ed è un vero peccato. Molti sono occupati
    a immortalarsi nei selfie, se si facessero selfie a tutte le opere
    d’arte in completo sfacelo, forse quest’abitudine avrebbe più senso. Mi spiace che questa iniziativa si chiuda qui.
    Un caro saluto, Lori.

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  • frperinelli

    La strada è inevitabilmente lunga e in salita per qualsiasi “causa persa”, ma chiudere questa iniziativa non vuol dire smettere di battersi. Forse occorre ripensare il metodo. Non è vero Lois? 😉

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  • roceresale

    Mi fa male, ma taccio, colpevole anche io di interesse solo passivo.

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  • Branoalcollo

    Scusa Lois, mi dispiace che tu abbia chiuso il progetto, non sapevo che avesse una scadenza, le persone magari non hanno partecipato perché prese da altre incombenze, non necessariamente per menefreghismo e disinteresse. E poi per costruire ci vuole tempo, abbiamo una burocrazia lentissima solo per ottenere un permesso, coinvolgere e smuovere le istituzioni ce ne vuole.

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