FP n. 108: Ancora sul “Sacrificio dell’arte”.

FP_108

Per scelta e soprattutto per progetto condiviso, oggi gli FP di Cartaresistente sono ospiti di Assolocorale e ne approfittano per ritornare a parlare del “Sacrifico dell’arte”, idea nata con i migliori intenti che alla fine ha visto nell’ultimo periodo tanto sostegno da parte dei lettori dei rispettivi blog, ma sempre gli stessi autori a scriverne.

Non stiamo certo parlando di lavoro che manca, di sentimenti infranti, di morti o feriti per le strade, ne di alluvioni che in questo mese hanno sommerso Città e Paesi… in ginocchio e senza aiuto alcuno.

No, stiamo parlando di un dato forse marginale (anche se critico) ai tanti problemi che ci assillano: il disgregamento di buona parte dell’arte di questo Paese e del degrado conseguente della sua identità nata proprio su queste pietre, un tempo centro del Mondo oggi ai confini di Imperi che hanno centro in altri luoghi e Nazioni.

Diciamolo subito così non ci sono dubbi, perché il dato sembra sensibile e l’idea ha dato il la a questo post: se per pagare le tue Tasse arretrate tu oggi puoi parificare con lo Stato italiano cedendo opere d’arte, la Politica di questo Paese ha capito che forse metterla da parte non fa altro che candidarla a patrimonio?

Ora, se tu l’arte che hai in casa o che conservi e ne puoi disporre da proprietario la puoi quantificare, quindi è valida come merce di scambio economico, vuol dire che è ben conservata, in ottimo stato, originale pure, di un certo valore di permuta, altrimenti tu le tasse non le paghi.

Sempre ora la domanda è: perché la tua arte privata ha tutti gli onori del caso fino a trasformarsi in denaro liquido buono per sanare altri buchi di bilancio (magari Aziendali) e quella pubblica può andare ramengo perché tanto.. ce né da buttar via?

Domanda quanto mai di difficile soluzione o forse potremo aspirare a ottenere una qualche parvenza di verità se bene o male ogni singolo individuo ne tracci in un perimetro ristretto al suo vivere: il punto esatto dove si trova; in che stato si trova; dove e come quel valore andrebbe forse, dico forse, garantito a futura memoria perché ci sono attorno, dentro, attaccato al rudere delle questioni storiche che difficilmente ricrei se le perdi definitivamente.

Ma appunto, i forse si sprecano perché a parlarne sono sempre gli stessi e il ”Sacrificio” continua.

Davide Lorenzon
Focal point 108 ospite di Assolocorale
(raccolta di immagini e microstorie dentro l’iPad) 

Ringrazio Davide, convenendo con lui nel concetto espresso e sull’immenso valore (morale, sociale ed “economico”) dell’Arte auspicando che a questo dialogo in corso possano aggiungersi altre voci.
Lois

 

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5 responses to “FP n. 108: Ancora sul “Sacrificio dell’arte”.

  • elenaedorlando

    Il nostro patrimonio artistico è immenso ma evidentemente non lo sappiamo gestire né far fruttare nel modo adatto. La colpa evidentemente sta in alto ma anche nel nostro piccolo siamo responsabili del degrado che ci circonda. In ogni angolo esistono musei, chiese, castelli dai quali sono state rubate opere d’arte che ora fanno bella mostra di sè nei vari musei europei. La Grecia ha chiesto la restituzione dei fregi del Partenone, nessuno in Italia protesta per le opere rubate dai vari imperatori francesi, austriaci e tedeschi Non credo che chiederne la restituzione sia un’idea da sostenere ma un Paese con un po’ di rispetto di se stesso dovrebbe almeno chiedere un’adeguata compensazione economica ai vari stati europei che hanno riempito i loro musei alle nostre spalle e che ora ci chiedono sacrifici economici per far funzionare una Comunità Europea che serve soprattutto a loro.

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    • lois

      È un discorso quello delle restituzioni che mette in conto diversi soggetti e concetti. Per non allontanarci troppo dal nostro “Sacrificio”, la riflessione fatta da CRT e da me è legata proprio al concetto di non prendere in considerazione il “bene comune” e lo dice bene Davide in questo intervento, sulle proprietà personali ci si fa in quattro per recuperare al massimo il beneficio economico, sul Patrimonio comune fonte assoluta di introito e cultura invece si parla si straparla e non si educa. Come ogni passaggio all’interno della nostra Società occorre partire dai nostri piccoli gesti, come abbiamo già avuto modo di descrivere nei precedenti post sul Sacrificio.

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  • Tratto d'unione

    Infatti l’Italia, nell’immaginario del resto del mondo, è soprattutto arte e paesaggio. Vendere questo patrimonio significa rinunciare alla nostra identità e regalare ad altri la sovranità in casa nostra. Non averne cura, se non addirittura distruggerlo, significa agire da stolti e andare incontro a quella miseria culturale ed economica che già ci sta avvinghiando.
    Attività industriali, artigianali e commerciali sono certamente indispensabili per mantenere il nostro Paese. Tuttavia ignorare deliberatamente la “bellezza” di cui siamo ricchi e non farla fruttare è certamente imbecille.

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  • Stefano

    Quoto al 100% Tratto d’unione!

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