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LOVE DIFFERENCES 2008
(Pistoletto in piazza)

14/36 Love Differences 2008 (Pistoletto in piazza)

14/36 Love Differences 2008 (Pistoletto in piazza)

Napoli e l’Arte, rappresentano un connubio solido e continuativo. Basterebbe solo ricordare la grandezza artistica raggiunta in età angioina (Giotto, vi soggiornò per cinque anni) e in quella aragonese, quando la capitale divenne una delle principali tappe del Mediterraneo culturale e commerciale.

Ma per non evocare tempi troppo passati, è sufficiente segnalare il nome di grandi galleristi (uno per tutti, Lucio Amelio) che negli anni Settanta hanno fatto di questa città il crocevia internazionale dell’arte contemporanea; Andy Warhol e Joseph Beuys ne sono una testimonianza indissolubile. A partire poi dalla metà degli anni Novanta, qualcosa di buono per l’arte fu fatto da uno degli amministratori tra i più amati ed odiati della nostra recente storia politica, quando la monumentale piazza del Plebiscito divenne in dicembre la sede ideale per ospitare installazioni artistiche di grande impatto, opere autentiche di nomi internazionali. La stagione ebbe inizio nel 1995 con la simbolica Montagna di Sale di Mimmo Paladino per poi concludersi nel 2009 con la presenza di cinque sculture di Jan Fabre.

Fu quello un tempo in cui il palcoscenico naturale della piazza si apriva ad una visione ampia e culturale, con la capacità di coinvolgere – nel bene e nel male – la coscienza emotiva di un pubblico vasto e variegato che non sempre ha compreso il valore di quello che ha visto e che spesso a forzatamente riattato ai suoi usi impropri e inqualificabili (la grande Spirale di Richard Serra, nel 2003, fu più volte usata come orinatoio!).

Nel dicembre del 2007 fu la volta di Michelangelo Pistoletto, esponente di spicco dell’Arte Povera, uno dei nomi italiani che ha partecipato alla ricerca artistica sin dagli anni Sessanta quando con i suoi celebri specchi s’impose nel panorama internazionale. Love Differences (dicembre 2007 – febbraio 2008), una grande pedana specchiante in forma di bacino del Mediterraneo fu installata nel mezzo della piazza a testimoniare la sua volontà di consolidare con l’arte, un percorso di trasformazione socialmente responsabile (ancora oggi in atto nel nucleo pulsante della sua Cittàdellarte di Biella). Una geografia ravvicinata da poter essere vista e riconosciuta a colpo d’occhio come uno spazio unico, in grado di specchiare tutto ed immergere così in una continuità ininterrotta qualunque passaggio e pensiero, anteponendo così alle differenze una visione globale d’amore.

Quella pedana fu calpestata da molti napoletani e turisti che furono ancora una volta, grazie all’arte, proiettati in una dimensione di bellezza fuori da ogni confine, approcciandosi (forse del tutto ignari) a quella cultura artistica che ci scorre intorno, indissolubilmente.
Giorno dopo giorno. Differenza dopo differenza.

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