Acv Acv 11

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11/36 CERCAVATE BANKSY?
(Piazza dei Girolamini)

11/36 Cercavate Bansky? (piazza dei Girolamini)

11/36 Cercavate Bansky? (piazza dei Girolamini)

L’idea che Banksy sia stato a Napoli è molto ghiotta e leggerne l’impronta sui muri di questa città ha il suo fascino, ma come tutto quello che riguarda la vita di questo ormai noto artista-writer di Bristol, anche la sua presenza partenopea non può essere certificata.

Da diversi anni è presente una raffigurazione (ottenuta con gli stencil) della Madonna in estasi sormontata da una pistola nella scenografica piazza dei Girolamini, nel cuore storico di Napoli. Un’immagine provocatoria e bella al tempo stesso, come tutte le opere di Banksy al quale è attribuita, un eccezionale esempio di Street Art, che autografo o meno ha ottenuto il rispetto della collettività che quasi con osservanza lo ha lasciato intatto laddove è stato creato. Aggiungo, da buon napoletano, che in quel quartiere c’è una popolanità verace, antropologicamente chiarificatrice della napoletanità, quella vera e contraddittoria; ai Girolamini c’è il crocevia di un mondo intenso e vitale che riesce ad essere caloroso e brutale al tempo stesso, il massimo dell’ospitalità ed il più avverso dei sentieri, il bene ed il male.

Eppure quella Madonna sopravvive al tempo e alle vicende, quasi a voler ripetere quella venerazione che tre decenni fa fu rivolta all’opera di strada di un altro grande artista che fu in grado di interpretare il nostro animo angelico e dannato, ma fortemente devoto e religioso. Era il 1984, quando Ernest Pignon Ernest, fece apparire sui muri sbrecciati del centro, sulle facciate di chiese e palazzi, immagini care alla napoletanità. Stralci in bianco e nero di dipinti del seicento, in particolare del Caravaggio e di chi come lui aveva introdotto nell’arte la vita vera, quella dei più semplici. L’artista francese operava di notte, usciva spesso con la scala e la colla per incollare i suoi disegni a grandezza naturale nelle strade più belle di quel centro che sembrò riportare in vita momenti e scene di altri tempi. Ed allora bastava arrivare a San Biagio dei Librai o a via Benedetto Croce per scoprire le madonne o carnefici o corpi nudi uscire da anfratti bui che disegnavano crudi trompe-l’oeil di forte impatto emotivo. Nessuno in quegli anni ebbe l’ardire di violare quelle opere che divennero la quotidianità fino a quando poi qualche tempo dopo furono consumati dalle intemperie ma non furono cancellati dalla memoria dei vicoli, dove ancora si ricordano.

Oggi con Banksy è accaduto lo stesso, l’immagine è diventata un’icona forte ed evidente nel mezzo della piazza bianca che riflette della monumentalità candida e marmorea della magnifica chiesa appartenente al più vasto complesso dei Girolamini, riapparso alle cronache di recente, per il furto spudorato e perpetrato ai danni della seicentesca biblioteca da parte del direttore che ne avrebbe dovuto tutelare le sorti e che invece ha sottratto oltre 1300 volumi di raro valore per immetterli clandestinamente nel mercato illegale delle opere d’arte. Con molto ritardo l’osceno e vergognoso traffico (che ha coinvolto anche più illustri e insospettabili persone) è stato scoperto, ma ormai il danno è assicurato.

Ma i Girolamini sono anche custodi di una splendida pinacoteca, scrigno di capolavori poco noti e di grande bellezza, testimoni di quell’età dell’oro che fece di Napoli una capitale di cultura e di passioni in quel Seicento che la rese illustre e nota in tutta Europa, divenendo un luogo cosmopolita dove l’interazione diede i suoi frutti in quel barocco sfarzoso ma sempre armonioso, carico di eleganza ed imponenza insieme in grado di accogliere benevolmente senza mai incutere soggezione. Un’interazione che è tipica delle città del Sud, coacervo di esperienze e fusioni di culture diverse che con la Madonna di Banksy (o chi per lui) prosegue ininterrotta per confermare che solo l’elaborazione di esperienze può dare vita a processi di bellezza e di collettività di gran pregio, da tutelare e sostenere a gran voce.

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17 responses to “Acv Acv 11

  • Soliloquio in compagnia

    Io adoro Banksy e se questa è opera sua credo che Napoli si possa vantare di un’opera d’arte eccezionale e diversa dal solito. So che nel suo sito ufficiale, lui ‘rivendica’ ciò che è di sua nano dopo un periodo di tempo sicuro…. Potresti dare un’occhiata lì, non si sa mai… 🙂

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    • lois

      Sicuramente il soggetto è suo! Esistono alcuni analoghi su tela passati alle aste. Ma il bello, come scrivevo è il rispetto che si è creato a prescindere dall’autografia. Probabilmente il fatto è dovuto al concetto ‘di sacralità’ (seppur alterata) a cui rimanda! Resta di fatto che è un bell’intervento artistico!

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      • Soliloquio in compagnia

        Sì concordo… Credo che sia vera anche la tua supposizione sul rispetto verso un’immagine che rimanda alla Vergine, anche se ha sopra il capo la sagoma di una pistola. Evidentemente ciò non è stato letto come segno di blasfemia, se no a quest’ora sarebbe stata già fatta sparire. Chi conosce Banksy sa che ogni suo intervento contiene una seconda lettura molto profonda nonostante il mezzo e le tecniche utilizzate siano banali e l’immagine alla portata e sotto la vista di tutti…

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  • Moralia in lob

    Bellissima… Se volessi tornare a Napoli avrei una guida d’eccezione!
    Buona Pasqua Lois

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  • Silvia

    Con i tuoi post ci hai fatto conoscere aspetti nuovi e, almeno per me, sconosciuti, della tua città, tanti auguri di una Buona Pasqua Lois! 🙂

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  • tramedipensieri

    Questa madonna è straordinaria…pare cammini, la vedo dinamica rispetto ad altre rappresentazioni.
    Una bella opera senza dubbio!

    Lascio qui i miei auguri di buone festevità
    un sorriso
    .marta

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  • roceresale

    Anche io passo per gli auguri e per respirare stavolta l’aria di un’altra piazza, non la mia solita ma so cambiare 😉 un abbraccio lois

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  • Branoalcollo

    Ciao Lois, approfitto anch’io per farti gli auguri di buona pasqua, mi hai fatto venire voglia di farmi un giro a Napoli, prima o poi capiterà, dato un’occhiata ad alcuni immagini di Pignon-Ernest, che non conoscevo, bellissime e di grande impatto, grazie 🙂

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  • intentipersi

    Adoro lui, ma ammetto che questo segno.. suo o non suo, resta Bello.

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  • enzo

    Conosci da dentro la tua città che così diventa veramente tua:non è cosa comune. Napoli è luogo controverso e culturalmente elevatissimo, questo non lo dice nessuno sopra una certa latitudine, città europea e umanissima, in genere chi la visita con un minimo di sale in zucca ne resta affascinato un po’ come l’altra capitale nell’isola… la mia città.
    Sono Enzo e sono anche qui, sei tra quelli cui volevo far conoscere il mio blog ma ci siamo già incrociati in rete tanto tempo fa.
    Enzo

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    • lois

      Ciao Enzo hai ragione da vendere. Queste nostre città sono state al centro della Storia e poi insieme sono state la bellezza, l’arte e la storia stessa, cob la loro monumentalirà e i loro substrati. Forse oggi prevalgono le rotture, i lati oscuri piuttosto che le amorose corrispondenze, ma restano due grandi realtà senzale quali non potrebbe esistere tutto il resto.
      Il tuo blog lo trovo molto interessante ma essendo blogspot non so iscrivermi! Illustrami come fare e saró tra i tuoi lettori più assidui!

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