Pasquale e Arianna. Ma l’amore non c’entra

piedistallo

Basta voltarsi e molto, molto vicino riconoscere il degrado e l’abbandono in cui verte il nostro patrimonio storico-artistico. Solo per un fatto di vicinanza posso citare gli scavi di Pompei e piazza del Plebiscito.

Sono giorni ormai che sui principali media leggiamo dei crolli di muri, tetti e colonne che stanno completamente cancellando il volto dell’antica cittadina romana ai piedi del Vesuvio che l’aveva nascosta per diciassette secoli. Non sono bastati i primi allarmi di qualche anno fa a risparmiare la bellezza di un luogo che ha rivelato al mondo negli ultimi due secoli quella che fu una civiltà di cui ancora oggi mostriamo i segni. Con le ultime piogge sono venute giù delle parti secondarie di quel patrimonio che abbiamo il diritto di tramandare alle nuove generazioni. Non solo, qualche turista intrepido favorito da una denutrita sorveglianza ha ben pensato di portarsi a casa un piccolo souvenir. Le condizioni metereologiche fanno la loro parte, ma l’assenza di tutela e di politiche di conservazione hanno responsabilità di gran lunga maggiori.

Piazza del Plebiscito a Napoli, cambia il luogo, cambia la scena ma la devastazione è similare, semmai peggiore vista la limitazione degli spazi. Nell’ampia superfice tra il palazzo reale e la basilica di San Francesco di Paola, che con la sua esedra abbraccia la piazza, il degrado è totale. Qualche buontempone ha ben pensato di imbrattare con le vernici i piedistalli delle statue equestri e i fusti di quelle colonne che finalmente, dopo anni di trattative e di progetti, adesso (dopo un accordo tra le parti) Soprintendenza e Comune si accingono a ripulire per riscattare quel luogo dopo decenni di abbandono. Ricordo benissimo quel degrado, la scuola che frequentavo è alle spalle della piazza. Oltre vent’anni fa, sotto quei portici vivevano i barboni e gli spazi erano utilizzati indistintamente come nauseabondi bagni pubblici. Non ricordo però di aver mai visto tutta quella vernice imbrattare quei marmi.

Attraversare oggi la piazza, mi ha lasciato sgomento. Non credo che chi ha lasciato quelle tracce, abbia mai saputo chi fossero quei personaggi equestri e quali scultori li abbiano realizzati e che la basilica in piazza fu voluta nel 1816 da Ferdinando di Borbone per tenere fede al suo ex voto.

Ma forse la colpa non è solo di quegli idioti che non hanno alcun rispetto del bene comune e della storia, forse la colpa peggiore è di quell’assenza di Cultura che sta trasformando il nostro Paese in un luogo di analfabeti ed ignoranti, di quella volontà di appiattire ad ogni modo la coscienza civica e di relegare i valori principali della conoscenza e dell’etica.

È da qualche mese che si dibatte sulla riduzione dello studio della Storia dell’Arte nelle scuole, una materia che dovrebbe costituire uno studio di punta per favorire il rispetto e la conoscenza di un patrimonio che fa(ceva) invidia al mondo.

Resta di fatto che passando oggi in piazza del Plebiscito, non si può non restare indignati di fronte a quei nomi sui piedistalli di Carlo III e di Ferdinando IV.

Il discorso da affrontare sarebbe lungo e periglioso, perché poi c’è da citare l’assenza dei controlli, la mancanza di sicurezza dei luoghi, l’inconsistenza delle pene per chi viene colto in fragranza di reato…

È semplicemente inconcepibile ed inaccettabile che nel Paese del Rinascimento i beni culturali stiano crollando principalmente sotto il peso dell’ignoranza e dell’arroganza e che Pasquale e Arianna debbano mortificare un bene di tutti con il segno della loro idiozia.

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29 responses to “Pasquale e Arianna. Ma l’amore non c’entra

  • Branoalcollo

    vero, gli stessi che imbrattano anche le sedie degli autobus con cuori giganti e scritte in inglese e si firmano con “by”, manie di “piccolezza” umana…

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  • Silvia

    Hai ragione è una vergogna!

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  • pegappp

    Cos’altro aggiungere…

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    • lois

      purtroppo niente altro…col rischio di sapere che abbiamo di fronte il baratro

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    • Soliloquio in compagnia

      Se si facesse un censimento delle opere d’arte deturpate per atti di vandalismo ci sarebbe da piangere… Non parlo di aggiungere all’analisi quelle rovinate dalla negligenza. La bella Italia non la riconosco più, dove l’abbiamo messa? Anche il patrimonio naturalistico, per la cui cura sarebbe bastata la costanza della vigilanza, è ormai in preda all’abbandono più totale. Che dire…che ho paura che le cose peggioreranno a vista d’occhio, considerando anche il fatto che se un governo non promuove la cultura, non aiuta i suoi cittadini (e qui parlo dei giovani) ad averne rispetto, perché la famiglia e la scuola iinsieme possono fare poco, se dietro non ci sono anche delle leggi ferree che tutelino il bene comune. Un saluto, Luis.

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      • lois

        È ovvio che oggi è l’intero sistema che è saltato, e che senza controlli l’educazione è nulla. La verità è pure quella. Leggevo ieri i commenti dei pochi negozianti che vivono la piazza, tanti di loro affermano di aver contattato chi di dovere, ma vuoi per difficoltà, vuoi ristrettezze, vuoi chissà per quali arcani motivi, nessuno si è visto. Sistemi di telecamere non ci sono (non che possano fare molto, ma almeno rappresentano un deterrente!) e dopo una certa ora, per quanto la piazza sia la principale della città, vige l’abbandono totale…
        La Cultura è sinonimo di Società, e senza quella dfficilmente si può andare avanti

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  • Man from Mars

    Inuile dirti che sono d’accordo e che mi rattrista vedere opere d’arte deturpate da questi scarabocchi. C’è da chiedersi anche perché le generazioni attuali siano così idiote ed irrispettose di qualunque grado di convivenza civile. A questo aggiungo il pensiero di quanto sia difficile (= costoso) rimuovere la vernice spray.
    Posso solo sperare che un giorno mi capiti di cogliere qualcuno in flagranza e di fargli avere ciò che si merita (sempre “a norma di legge”, si intende…).

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    • lois

      hai colto in pieno, quello che voglio dire è infatti ch la colpa di queste persone “non è solo loro”. Sono figli di un sistema creato a regola d’arte. Una decadenza ben assestata e nemmeno in tantissimi anni. Resta solo da sperare che dopo questa verticale caduta, ci si rialzi, prima che sia troppo tardi, per noi e per il patrimonio

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  • roceresale

    La sindrome del noial network non aiuta, che Bruna e Ciro e Pasquale e Arianna debbano sentirsi parte della propria città e delle cose con la nudità dei loro nomi… Io non ho più ottimismi, e speranze.

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  • Ralph Magpie

    Spero solo che non abbiano fatto un “selfie” per immortalare il tutto, ultima idiozia in voga nei (dis)social networks, autoscatto che se non serve a pubblicare una faccia da ebete, è solo una affannosa ricerca per dimostrare la propria esistenza con un “mi piace”.
    Ciò che vediamo è frutto di assenza di cultura, che genera assenza di intelligenza, e che rende le nuove generazioni più isolate che mai, quindi un ottimo parco buoi da manipolare e sfruttare.

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  • ilmiosguardo

    Purtroppo non posso che sentirmi completamente d’accordo con te, Lois,
    non c’è più (o ce n’è poco, perché non voglio generalizzare) rispetto delle persone e della cosa comune, chi rispetta è quasi considerato un fessacchiotto… insomma è una tristezza infinita!
    Ma non lo si capisce che non rispettare il nostro Paese e il nostro patrimonio artistico e culturale è come darsi la zappa sui piedi?? E’ così difficile da capire??

    Ma il rispetto, oltre che partire e dover essere insegnato dalla scuola e dalle istituzioni, deve primariamente essere insegnato in famiglia.
    E’ la famiglia il fondamento di tutto.
    Ma forse un tempo era tutto più facile: la famiglia e la società andavano di pari passo, verso una meta comune, anche se non era tutto oro nemmeno allora.
    In questo tempo invece una famiglia che voglia insegnare il rispetto, l’onestà, i valori fondamentali, si trova a combattere contro i mulini a vento….

    Nonostante tutto che sia una bella settimana Lois, con un sorriso
    Ondina

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    • lois

      ciao Ondina, la verità è proprio quella, che sono crollati i nostri valori sostanziali, la famiglia, la società, la scuola, elementi cardine senza i quali non si può sopravvivere e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti
      buona giornata anche a te

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  • tramedipensieri

    Siamo alla frutta dentro la marmellata 😦
    Ormai si vuole lasciare il segno del proprio passaggio ma non con la bellezza, cultura ed educazione ma con l’idiozia più stupida…

    buona giornata
    ciao
    .marta

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  • Nicoletta De Matthaeis

    Ma quale sensibilità si può aspettare da una società che sta creando, come tu ben dici, analfabeti e ignoranti? Se poi lo sommiamo alla corruzione abbiamo fatto centro.

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  • breakingdream

    Non ci sono parole per commentare quanto tu hai già messo in luce.
    E non si tratta di avere un minimo di amor di patria o di interesse per la cultura… Chiunque dovrebbe, a prescindere dalle attitudini/interessi, avere rispetto per ciò che non è nostro (che Pasquale ed Arianna si sentano liberi di scrivere sui muri di casa propria!) ma di tutti! Inoltre, una cosa che non sono mai riuscita a spiegarmi riguardo Piazza del Plebiscito è perché manchi un impianto di illuminazione… E’ bruttino trovarsela buia di sera, quando poi si potrebbe fare un minimo per fare in modo che possa essere splendida, agli occhi di chi arriva da Piazza Trieste e Trento, come lo è di giorno.

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    • lois

      Quello che manca è l’educazione civica (che si studiava ai miei tempi alle scuole medie). Per essere cittadini oltre che moralmente (per una serie di regole del buon vivere) occorre l’educazione che ormai è lontana mille miglia da noi… che poi la piazza andrebbe rivista è quella un’altra storia, ma ci addentreremo in strade impervie!

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  • labambinacolpalloncino

    eppure da qualche parte ci deve essere un seme di speranza… ci deve essere 😦

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  • gelsobianco

    E’ già terribile ciò che vediamo accadere sotti i nostri occhi!
    Che accadrà in futuro?
    Siamo in totale decadenza ora. Riusciremo a risalire in qualche modo?
    Sempre centrati i tuoi post e chiari.
    gb
    Buona serata per te!

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  • sherazade

    Ma soprattutto mancanza di cultura e di riconoscimento per le bellezze che hanno fatto della nostra povera Italia il leitmotiv di grandi scrittori. Viaggio in Italia di Goethe x esempio.
    sherazade

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  • Pietropaolo Morrone

    Un paese a cui non interessa l’istruzione, che taglia e consente l’esistenza di classi pollaio di trenta persone (assolutamente ingestibili), che non fa riforme significative nell’istruzione ma inventa solo arzigogoli da azzeccagarbugli, con i quali fa perdere tempo agli insegnanti, è un paese a cui non interessa la propria storia né il proprio patrimonio artistico.
    Tutto, nell’orrore, è fin troppo coerente…

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