Untitled

Opere di Tiziano Martini

Opere di Tiziano Martini

La passione per l’Arte ormai e cosa nota per chi mi legge, ed il piacere di goderne e di scoprirla è un dato ineliminabile che alimenta la curiosità e ci porta alla conoscenza del bello e del nuovo in ogni sua forma. Il mondo dell’Arte è una continua scoperta col suo rinnovarsi di informazioni e storie che ciascuna opera racchiude.

Opere che possono essere viste ogni volta con occhi nuovi per regalare nuove emozioni, perché è quello il valore principale che racchiudono, la capacità di suscitare ogni volta nuove interazioni. E questo è il valore universale dell’arte, quello che sovrasta ogni altro, finanche quello economico che rispetto al mercato ne ha preso il sopravvento, riuscendo a declassarne (unicamente per fini commerciali) anche il fattore emozionale.

Ogni volta che mi pongo di fronte ad un quadro (o scultura, o altra rappresentazione artistica), prima di comprenderne forme e storie, attendo quel fremito di bellezza che mi stimola i pensieri e la vista. Ed il bello è che in tanta massificazione di comunicazione e nell’ampio bombardamento di immagini che quotidianamente ci sottrae spazio alla riflessione, c’è sempre qualche segnale più forte che ci coinvolge ed affascina. A volte l’attenzione è stimolata da un’affinità di gusti, altre volte è qualcosa di nuovo e sconosciuto, spesso è una sensazione di bello.

È proprio quella sensazione che spesso mi spinge all’approfondimento ed alla conoscenza di arte nuova e stimolante. Un’arte rappresentativa dell’azione creatrice, che spesso mi coinvolge per quella sua libertà che la forma e definisce.

Ci sono alcune cose che mi rapiscono per la loro atavica bellezza, per una spontaneità che mi pare di leggere nell’immediato, a colpo d’occhio.

Per una serie di coincidenze e di ricerche, ho trovato di recente proprio una di quelle cose che mi ha emozionato. È una piccola opera, ma che è molto più di un dipinto, di un intervento. È una di quelle espressioni che emozionano e lasciano sbirciare lentamente verso un mondo infinito, fatto di arte, quella spontanea ed emotiva, un’arte di conoscenza ma anche di artista che si concentra per l’esecuzione dell’opera stessa, senza voler troppo o forzatamente apparire.

Nell’ammirarla molte cose mi sono venute in mente, alcune riflessioni e domande che ho voluto rivolgere proprio a Tiziano Martini (le sue risposte sono in corsivo nel testo), autore di questo Untiled che spero incanterà anche voi, affinandovi e stimolandovi per nuove interazioni.

untitled

* * *

Il cartiglio del Premio Celeste, riportava una tua dichiarazione, secondo la quale ti definisci elemento tra gli elementi dell’opera (mi viene da pensare a Piero Manzoni, al tempo degli Achrome); l’artista quindi è il tramite tra gli elementi e l’opera? E l’opera a questo punto è il risultato della casualità?
L’artista attorno a cui ruota tutto non ha senso a meno che non sia un performer. È il lavoro il fulcro, non conta chi lo fa, perché lo fa lui ecc. Nel mio caso l’opera è la risultante di un’azione non casuale in se, ma che può dare risultati casuali anche convincenti.

La presenza di elementi quali l’alluminio, la colla, le abrasioni sulla tela, sono delle realtà che sono già apparse nel mondo dell’arte (da Picasso che inseriva carta di giornale nelle sue tele ai tagli studiati di Fontana); sono degli interventi per “uscire” dal confine della tela pur utilizzandola come oggetto ineliminabile nella produzione artistica?
Sono utensili, come i pennelli, i colori, i medium. Non hanno importanza per me. Ed è bene esserne pienamente consapevoli. Sono utili se congeniali al metodo.

La necessità di interazione con le tue opere è forte. Di fronte ad ogni tuo intervento c’è la volontà di indagare, anche se poi alla voglia di conoscenza subentra l’apprezzamento estetico. Secondo te, la contemplazione nasce dal voler mettere “ordine” nella casualità per trovare un equilibrio emozionale? Mi spiego meglio. Nell’opera Untiltled che illustra il post (come in tante altre visibili sul tuo sito) sul vortice caotico si stagliano gli elementi geometrici, che per forma e colore creano una sorta di equilibrio a contrasto; l’intento dell’artista è quello di voler prendere posizione nel caos creativo e lasciare un segno della sua presenza, nonostante si consideri elemento tra gli elementi?
Non esattamente: l’intento dell’artista è semmai sostituito dall’istinto. Io non ho espressamente l’intento di creare equilibrio o di organizzare situazioni caotiche: questo sarebbe un atteggiamento già troppo egocentrico o vanitoso. Le cose prendono forma secondo una loro logica, ed è giusto che sia così. Ovviamente io compio delle manovre intenzionali, ma solo perché il supporto o la situazione lo richiedono

La capacità di rendersi liberi e senza vincoli di fronte alla superficie delle tele o di uno spazio (come quelli utilizzati per le tue installazioni), rappresenta a mio avviso la vera libertà di quel “fuoco creativo” che nasce da un impulso atavico dell’uomo. La tua opera nella sua varietà appare come l’esternazione di uno spirito libero che non teme la propria indipendenza (anche se poi c’è sicuramente una sedimentazione di gusti e di stili nati dagli studi e dalla conoscenza); come viene elaborato il tuo approccio ad ogni nuovo lavoro?
Sono d’accordo, anche se non per forza un artista che apparentemente ripete un’immagine si può definire arenato. Dipende molto dalle necessità di approfondire che uno ha.
Personalmente faccio tesoro di molte lezioni di altri artisti, raramente di pittori. Il mio approccio rimane assolutamente visivo e mutevole di volta in volta.

Il tuo è un percorso verso la “ricostruzione e la riproposizione” del termine pittorico; questa ricerca (attraverso la tecnica e i materiali) credi si evolverà automaticamente verso nuovi mezzi (tecnologici, virtuali etc…) oppure sarà ineliminabile il tuo rapporto col supporto tradizionale come la tela, la carta, il cartone, il legno…?
Come ho detto sopra, ogni materiale va bene. A patto che abbia una funzione all’interno del disegno. È la necessità verso il fare stesso che decreta anche questa scelta.

Premesso che credo che tutti possono esprimersi artisticamente, con risultati più o meno validi e apprezzabili e che l’arte per essere definita tale debba soprattutto rientrare anche in un processo di storicizzazione e critica; nel mondo contemporaneo (inflazionato e distorto dal mercato) cosa fa la differenza tra il puro esercizio tecnico e l’esecuzione di un manufatto che sia intrinsecamente spinto verso l’arte?
Da questo preciso periodo storico dovrebbero uscire le proposte più interessanti e oneste. Credo che una buona chiave di lettura spietata per individuare la qualità sia proprio il successo di un’artista.

* Ringraziando Tiziano per la gentilezza e la professionalità con cui ha interagito, per chi volesse approfondirne la conoscenza delle opere, qui vi rimando al suo sito

Annunci

Informazioni su lois

https://assolocorale.wordpress.com Vedi tutti gli articoli di lois

11 responses to “Untitled

  • dafnevisconti

    Mi piace molto il concetto di impulso atavico, mi dà spiegazione concettuale del gesto artistico.
    Molto interessante l’idea tua Lois, di scovare artisti e proporceli.
    Ciao.

    Mi piace

    • lois

      Ciao Dafne, io credo che sia insita l’arte in ciascuno di noi, dopotutto le prime testimonianze risalgono agli albori della storia e di certo la definizione di artista è subentrata solo in seguito. Una cosa importante la dice Tiziano, l’arte deve venire prima di tutto, non può esserci il protagonismo assolto di chi la fa!

      Mi piace

  • mizaar

    l’approccio all’arte in tutte le sue forme, in modo quasi ” virginale “, con gli occhi candidi e senza sovrastrutture è qualcosa di estremamente positivo. positiva è anche la tua proposta, grazie!

    Mi piace

    • lois

      Credo che la lettura “senza sovrastrutture” sia necessaria per la lettura di ogni operazione artistica, dall’antico all’attuale. È il modo giusto per apprendere il valore essenziale sul quale poi si sedimentano tutte le altre cose: la storia, gli anedotti, la critica…

      Mi piace

  • tramedipensieri

    Mi piace questa proposta che permette di farci conoscere artisti, ci vuole una ventata di aria nuova, di nuovi pensieri, di nuove emozioni. Ogni artista ha un suo modo di raccontare e raccontarsi.

    Non so come si titoli quest’opera che hai pubblicato…di primo impatto m’ha ricordato Picasso….il suo Arlecchino pensieroso\seduto….
    …con colori pastello delicatissimi…

    Grazie Lois,
    buona serata
    .marta

    Mi piace

  • roceresale

    Anche io ho avuto la stessa impressione di tramedipensieri. Ma con me hai da lavorare, son zuccona!

    Mi piace

  • cacciatricedisogni

    Non possiamo far finta di nulla davanti all’arte, ogni giorno
    ne vediamo l’espressione. Il corpo umano, la natura, i dipinti
    astratti e non, che, rappresentano emozioni e profondità dell’anima,
    della nostra interiorità, credo che tutto sia arte. Ed è
    soprattutto un’arte saperla raccontare con ogni mezzo, ciascuno
    con le proprie peculiarità.
    Ci sono molti bravi artisti che andrebbero scoperti, grazie per
    farceli conoscere e per ammirare la loro arte, serena giornata,
    un abbraccio,

    Lori

    Mi piace

  • penna bianca

    I tuoi post mi regalano sempre bellezza.Oltre che tante cose nuove da scoprire. Ma questo perché ho tanto da imparare 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: