Acv Acv 7

Acv Acv

7/36 SIMBOLI A COTTIMO
(Piazza del Gesù)

7/36 Simboli a cottimo (Piazza del Gesù)

7/36 Simboli a cottimo (Piazza del Gesù)

Napoli è una città carica di simboli. Esiste una tradizione storico-letteraria fondata sullo studio dei segni nascosti lungo le strade, nei monumenti, negli scritti. La città di Partenope è considerata un luogo mistico, patria dell’esoterismo celato dietro le normali apparenze delle cose. La chiesa del Gesù Nuovo nella piazza omonima, portale d’accesso alla fitta trama dei vicoli storici del centro, è il simbolo barocco dell’eccellenza gesuita che trovò nel Regno la sua giusta collocazione, tra il fervore e il misticismo, tra santi e diavoli. Ma la profusione dell’oro e dei marmi, degli altari e delle cappelle si scopre solo varcando la soglia di quel palazzo rinascimentale, già dimora dei principi di Sanseverino di Salerno, progettato da Novello di San Luca nel 1470, come recita l’iscrizione tra le bugne di piperno. Un edificio, che prima di mutarsi, ospitò finanche l’imperatore Carlo V che poté vederne quelle punte a diamante che oggi ancora modulano la luce nelle sue proiezioni geometriche, scandite dal rigore e dalla perfezione di uno schema che definisce la piazza da ogni angolo.

Su quelle pietre, ad ammirarle, perdendosi nei chiaroscuri sempre diversi e sempre nuovi, c’è da scoprire un numero indefinito di simboli, piccoli segni riconoscibili sui lati delle bugne. Simboli a cui si è tentato di attribuire ogni tipo di significato, da quello massonico fino a scoprirne dentro le note di un pentagramma pure musicato. Ma è forse vero che quei segni sono solo la firma degli operai che vi lavorarono. Ad ognuno di loro corrisponde una forma diversa e riconoscibile al punto che tutto il lavoro quotidiano potesse essere riconosciuto e pagato al legittimo esecutore. Un lavoro a cottimo, a quantità; più si produceva, più si guadagnava. Una metodologia pratica ed efficace già adottata nei cantieri medievali d’oltralpe, quelli delle grandi cattedrali.

Il bugnato in forma di diamante è certo una rarità, un lavoro di grande effetto che poteva nascere solo in età rinascimentale attraverso il calcolo preciso delle proporzioni e in Italia oltre a Napoli lo si ritrova a Ferrara, nel Palazzo detto appunto “dei diamanti”.

In piazza del Gesù, il bugnato sporgente coi suoi toni grigi, intervallato solo dal candore del portale scolpito dai Malvito è oggi il simbolo stesso della Napoli storica, quella della magnificenza e delle grandi epoche storiche, dove la bellezza è di casa e la storia dei simboli può solo integrare delle nozioni ad un valore sconfinato ed eccellente per sua natura stessa.

mappagesu

Annunci

Informazioni su lois

https://assolocorale.wordpress.com Vedi tutti gli articoli di lois

13 responses to “Acv Acv 7

  • Nicoletta De Matthaeis

    I segni lasciati sulle mura delle cattedrali non solo servivano per contare i blocchi. Ne esistono molti altri che vanno dalle firme ad altri con svariati significati, compresi quelli esoterici. E’ una tradizione secolare che viene dal Medio Evo. Lo studio di questi segni oggigiorno costituisce una disciplina a sé.

    Mi piace

  • ff0rt

    Ce ne sono di simboli da leggere, impressi studiatamente o involontariamente, in questa capitale spogliata, prima di tutto dai suoi stessi abitanti.
    Un saluto.

    Mi piace

  • mizaar

    mi dico sempre di venire a napoli e visitarla con la calma che merita e invece, tutte le volte, sono cose da mordi e fuggi. mi spaventa sempre il caos che regna sovrano!

    Mi piace

  • Pendolante

    Io preferisco la spiegazione dei lavoratori a cottimo. A volte dimentichiamo che dietro le grandi opere ci sono piccoli uomini

    Mi piace

    • lois

      Decisamante anche io propendo per una realtà molto più pratica, come dici tu, fatta di “piccoli, grandi” gesti, quelli che hanno segnato poi la quotidianità nella sua “semplice” grandezza!

      Mi piace

  • ilmiosguardo

    Sì a volte la spiegazione è molto più semplice di quel che crediamo.
    Non lo sapevo, come non so molte cose, di questa usanza di segnare le pietre….
    Grazie per avermelo fatto scoprire! 🙂

    Approfitto per augurarti un serenissimo Natale e un bellissimo 2014, Lois!
    Con un sorriso
    Ondina

    Mi piace

  • Martin Rua™ (@MartinRua)

    La spiegazione del lavoro a cottimo e senz’altro una delle più verosimili, di certo molto più della fantasiosa melodia che qualcuno ci ha voluto vedere di recente.
    Nondimeno, se raffrontiamo i simboli del bugnato del Gesù Nuovo con, per esempio, i simboli alchemici usati da Carl Wilhelm Scheele, ritroviamo una impressionante somiglianza. E dunque? Un caso, o forse gli scalpellini per marcare la giornata di lavoro usarono comunque dei simboli che avevano “anche” un significato più profondo?
    Con questa spiegazione salviamo capra e cavoli.
    Saluti.

    Mi piace

    • lois

      Convengo anche io con te. L’idea del pentagramma mi sembra veramente troppo. Quella dei simboli a cottimo oltrettuto è una storia antica, accadeva già nei cantieri delle grandi cattedrali romaniche e probabilmente era questo lo strumento più semplice per soddisfare le esigenze dei committenti e degli operai nel modo giusto.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: