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È DI NUOVO MATTINA
(Piazza Vittoria)

1/36 È di nuovo mattina (Piazza Vittoria)

1/36 È di nuovo mattina (Piazza Vittoria)

C’è la notte è c’è il giorno. Ma a Napoli anche la notte è giorno. Di notte si gira e nelle strade, fiumane di giovani fanno compagnia alle voci dei bassi; quelli dei quartieri che un po’ più sopra s’inerpicano sulla collina che arriva fino a San Martino.

In piazza Vittoria c’erano le carrozzelle, quelle per i turisti da portare in giro. Li, dove terminava la Villa Reale per il passeggio dei sovrani e cominciava la sequenza dei palazzi nobiliari. Quelli belli, ricchi e pieni di camere, dove l’infilata dei saloni crea una prospettiva architettonica, testimone di balli e vestiti struscianti di altre epoche. Echi d’archi e di risate dotte anticiparono i tempi del Gattopardo che nell’Isola del Regno furono patria di decadenza. A Napoli in piazza Vittoria però la nobiltà era di casa e di fronte alla Villa aveva le sue dipendenze e i suoi affacci; oggi ancora in quella stessa piazza i palazzi scolpiti mostrano la loro grandezza.

Di fronte alla Villa divenuta oggi comunale quegli antichi fastigi vivono nella luce di ogni giorno, quella che sorge dal mare. E gli stucchi prendono vita sugli stipiti delle finestre monumentali abitate da busti classici che come sentinelle pazienti attendono quotidianamente l’arrivo del sole. È in piazza Vittoria che s’incontra la Napoli bene con la città “che sale”, quella che arriva dalla periferia e dai vicoli per affollare nei fine settimana il “lungomare liberato” tra le pizze dei locali ed il pranzo a sacco, tra le corse di mattina e i bagni al lido “mappatella”. Qui dove d’estate si accorre alla ricerca del fresco, tra i tuffi dagli scogli e i panini sotto l’ombrellone improvvisato. E mentre tra le onde gli scugnizzi e i cani fanno tuffi a perdifiato e le auto scorrono con rapidità sulla lingua calda dell’asfalto, di fronte, dietro i vetri di quelle case monumentali la vita lentamente si risveglia evocando la mollezza degli antichi fasti, tra le camere dagli stucchi sbrecciati e gli affreschi umidi e staccati.

È nella piazza della Vittoria, dove delle carrozzelle non v’è più traccia, c’è oggi il giornalaio, il posteggio dei taxi e ci sono i guardamacchine (quelli abusivi!) e in prima fila, quel negozio di cravatte, quello famoso dove a Natale c’è la fila fino a vico Satriano. L’eco del passato vive invece tra lo smog ed il traffico, e tante ne ha viste quella sentinella che ogni mattina aspetta il solo per rifarsi occhi, alla buon ora, quando le auto sono assenti e nel silenzio dell’alba si sente solo il rumore del mare.

NAPOLI MAP 1

NAPOLI MAP 1 dett

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