Una bellezza estatica

Questa era Venezia, la bella lusinghiera e ambigua,
la città metà fiaba e metà trappola,
nella cui atmosfera corrotta l’ arte un tempo si sviluppò rigogliosa,
e che suggerì ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi.
Thomas Mann

venezia | 2013©lois_design

venezia | 2013©lois_design

Che poi Edp me lo aveva detto che faceva caldo in questi giorni. C’è nell’aria un tasso di umidità altissimo, si cammina come immersi in mare, ma la laguna è bella e di prima mattina la suggestione è tanta. È un mondo strano, liquido e carico di riflessi che disperdono la storia della Serenissima in un tempo moderno affollato di turisti. Girando per le calle, soprattutto quelle più interne si scoprono scorci e dettagli che richiamano alla memoria epoche decadenti di secoli scorsi, come quelle descritte di Thomas Mann o dipinte da John Singer Sargent.

Da qualche anno si parla di Venezia come città turistica, capace di svuotarsi di sera e restare ombra di se stessa. E di sera infatti, c’è il silenzio umido che fa eco nei canali dove ritmicamente si susseguono i marosi, lungo rotte scure prive di luci alle finestre. Poche ore, poco buio e di nuovo il caos, che si sussegue incessante nell’accostarsi barcollante dei traghetti ai moli. Ma poi se hai la fortuna di restarci per qualche ora in più, ti accorgi che quell’anima antica, dipinta da Tiziano, Tintoretto, Veronese e Tiepolo (che si sono succeduti con tenacia nell’età d’oro) è ancora qui custodita, tra le sale di Palazzo Ducale e la Scuola di San Rocco, tra i Frari e l’Accademia.

E poi ci sono i ponti, che al tramonto cambiano. Diventano più leggeri, sollevandosi dall’acqua, svuotandosi degli innumerevoli passi che ora fanno eco.

Quello che manca in questa laguna è una vita nuova, un percorso che sia autonomo e definito. Ma oggi è così e anche in questa città la globalizzazione ha rotto gli indugi, trascinando via la personalità di un luogo, di una storia, mutata in moderno mordi e fuggi, dove è completamente assente l’ospitalità ed il piacere di sentirsi ben accetto. Dove forse i veneziani della laguna sono stanchi di condividere ogni attimo delle loro giornate con le folle, quelle stesse che però mantengono ancora vivo questo luogo.

Venezia è un luogo dove la storia è rimasta ferma negli antichi edifici o tra le piccole calle sotto i cui archi di giorno si affollano le gondole in un allineamento spoetizzante.

È la sera o al mattino presto che c’è maggiore bellezza, ma poi mentre t’incanti arriva l’ambulante con le rose o con quegli stupidi fosforescenti giochini volanti che ti distolgono i pensieri e le suggestioni.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Informazioni su lois

https://assolocorale.wordpress.com Vedi tutti gli articoli di lois

27 responses to “Una bellezza estatica

  • Branoalcollo

    Ciao Lois, ma sei a Venezia ora? Sicuramente non hai scelto i giorni ideali, decisamente troppo caldo, ma alla Biennale non sei stato?

    Mi piace

  • Cam

    Ciò che vedi anche a Roma, a Firenze, a Napoli… Noi il turismo proprio non lo sappiamo coltivare.
    (Venezia è al primo posto, le tue foto e i post di edp me lo confermano ulteriormente.)

    Mi piace

    • lois

      È una di quelle cose che da noi mancano completamente. Leggevo stamattina, che a Pompei l’ultimo week-end per tutta l’area degli scavi era aperta una sola biglietteria. E questo è solo per fare un esempio…

      Mi piace

  • ammennicolidipensiero

    a sorella edp bisogna dare retta, soprattutto se parla di venezia. ti dico solo che là la considerano un’istituzione. 😉

    Mi piace

  • edp

    Venezia è tutto questo e anche altro, Venezia la turistica si scontra con quella vita tipica e ridicola che si nasconde ai più, perché é vero, quel turistame poco rispettoso fa venir voglia a chi ci vive, di andare via, di nascondersi. E non c’è più differenza, e si trattano male tutti, senza distinzione, tanto la gente torna uguale. Se mi vedi camminare per il centro, obbligata a farmi spazio che se chiedo permesso a tutti, se aspetto che tutti scattino, faccio tardi al lavoro. Venezia più che magia è vita per me, io ci vedo dentro una vitalità che fa a pugni con l’immagine di città che muore, che affonda, che si svende. La cosa curiosa è vedere che le tue foto, i tuoi sguardi, che sono così diversi dai miei, è come se vedessi un’altra città dai tuoi occhi e la prossima volta che torni ti ci porto io a vederla, quella vita che ti dicevo, dietro le calli di Castello, intorno all’Arsenale, dentrodentro dove ci si perde. (il plurale di calle è calli).

    Mi piace

    • lois

      chiedo venia per le calli ma io sono straniero 🙂
      per tutto il resto mi rendo conto (ed è la prima cosa a cui ho pensato, non vorrei abitare qui come veneziano!) della difficoltà di dover affrontare una quotidianità così intasata, e quello lo posso anche accettare da chi ci vive e ogni giorno deve andare in ufficio o a fare la spesa e trovarsi invischiato nell’ennesimo gruppo di giapponesi (spagnolo, italiani, coreani……) che seguono la bandierina come degli ossessi. Dall’altro però penso che gli esercenti, albergatori, ristoratori… dovrebbero sputare meno nel piatto in cui mangiano, anche perché per quanto sofferto e faticato il loro lavoro è molto remunerato visti i prezzi (da denuncia!) che vengono praticati. Non solo, secondo me dovrebbero essere lungimiranti e non pensare che tutti siamo solo di passaggio che tanto poi non ci torniamo più e chissenefrega!
      Qualche eccezione l’ho incontrata e mi ha ovviamente lasciato un buon ricordo….

      Che poi io abbia visto i con i miei occhi un’altra città, diversa dalla tua credo sia normale e lo stesso accadrebbe invertendo le parti. Per visitare la biennale mi sono perso tra le strade che vanno dall’Arsenale ai Giardini e li ho visto anche i panni stesi, che fanno molto gemellaggio con la mia città, ed ho avuto la percezione di essere nella Venezia di tutti i giorni…

      Accetto volentieri il tuo invito e alla prossima volta mi guiderai tra le calli alla scoperta dei luoghi più veri! 🙂

      Mi piace

      • gelsobianco

        Così riusciremo a scoprire qualcosa che, da, stranieri, non riusciamo a trovare, lois! Così, con edp!:-)
        Sempre bello leggerti.
        gb

        Mi piace

    • gelsobianco

      “dentrodentro dove ci si perde”
      Ecco lì vorrei poter andare, guidata da chi mi sa far giungere “dentrodentro”.
      Ti chiedo aiuto, edp cara!
      gb

      Mi piace

  • marco

    Ciao lois, hai visitato la Collezione Peggy Guggenheim, alcuni dei quadri esposti sono quelli che furono presentati a Bordighera nel 1953, in occasione delle mostre degli artisti americani in Europa…
    http://www.bordighera.it/cultura/pubblicazioni/jean_cocteau,_peggy_guggenheim

    Mi piace

  • marco

    La prima volta che visitai Venezia avevo 8 anni, ricordo la domanda che feci a mio padre “ma dove sono i veneziani?” Già allora e parlo di 50 anni or sono Venezia era invasa da una moltitudine di turisti.
    Da allora vi sono tornato molte volte, l’ultima a giugno dell’anno scorso per: Picasso e Klint.
    In occasione di quel soggiorno abbiamo scelto un albergo vicino al ponte dell’Accademia, pochi passi da piazza S. Marco.
    Per evitare il vociante turismo di massa di giorno uscivamo solo per nutrirci cercando quei ristoranti ancora gestiti dai veneziani, pochi per la verità, sono fuggiti tutti.
    La nostra era diventata una vita notturna come quella dei gatti, al calar della sera quando le orde dei turisti finalmente prendevano il vaporetto, uscivamo e come gatti affamati cercavamo cibo…a base di pesce e prosecco…e poi via per le calli…
    Visitare Venezia di notte è molto suggestivo, ti accompagna un leggero senso malinconico, le calli e i ponti con le pietre di Verona lisciate e scavate dall’usura del tempo narrano storie antiche, saranno ancora presenti in un futuro che non sarà più il nostro.
    Non tutti i turisti lasciano il campo, ma sono meno chiassosi, più tranquilli, o forse solo più stanchi, i bambini non urlano più per il caldo torrido dormono nei loro passeggini.
    Il passeggio sulla Riva degli Schiavoni è meno caotico, qualche foto con il ponte dei Sospiri da fondo, qualche gondola con turisti asiatici, qualche risata, qualche amore che nasce, altri che finiscono.
    L’Accademia, è stata una delle visite più incisive, le porte erano aperte, nel cortile erano state poste delle statue degli studenti, sculture di sabbia che subivano gli effetti atmosferici consumandosi pian piano. Nelle aule che si affacciavano sul cortile interno si potevano ammirare i lavori dei vari studenti, alcuni decisamente apprezzabili, innovativi, altri con un taglio più classico,ma non meno interessanti. L’aria che si respirava all’Accademia era quella dell’arte, del sudore, della fatica, dei cervelli che elaboravano idee in un crogiolo innovativo.

    Ho, di quel soggiorno un incantevole ricordo, si concluse con la visita della Fondazione Guggenheim.
    http://www.guggenheim-venice.it/museum/fondazione.html

    Mi piace

    • lois

      Resta di fatto che la città architettonicamente ha una sua anima ben precisa, ed offre a tutti i livelli una quantità di monumenti di altissimo pregio. Le collezioni artistiche poi, rinnovate poi dalla Biennale e da tutto il circuito che ci gira intorno, sono di primo livello.

      Mi piace

  • Pendolante

    Giusto sabato scorso mio marito si è dato alla macchia e ha passato tutta la notte a fotografare Venezia. 3 ore di treno all’andata e tre al ritorno, ma ne è valsa la pena

    Mi piace

  • gelsobianco

    da “straniero” hai colto Venezia in scatti eccezionali!
    sempre bravo lois.
    è un piacere sostare qui, nel tuo blog.
    buona serata
    gb
    stimolanti molto anche i commenti e le tue repliche!

    Mi piace

    • lois

      Grazie sempre a te gb! Non ci crederai, ma attendo sempre ogni tuo passaggio 😉

      Mi piace

      • gelsobianco

        Grazie a te, lois. Mi fa piacere ciò che mi rispondi.
        Lascio sempre più commenti perchè leggo più volte i tuoi post e i relativi interventi dei tuoi ospiti e le tue repliche.
        Vengo più volte nel tuo blog ed, ad ogni mio nuovo passaggio, c’è qualcosa di diverso che capto.
        Lascio ciò che sento con grande sincerità.
        Un sorriso.

        Mi piace

  • labambinacolpalloncino

    è sempre piacevole leggere te e tutti i commenti ai tuoi bei post di primo mattino con il caffè e il gatto accovacciato davanti alla tastiera 🙂
    buona giornata da me e da pazzariè (il gatto) che si è finalmente acquietato 😛

    Mi piace

  • musa inquietante

    Ho sempre desiderato visitare Venezia.. ancora non ne ho avuto l’opportunità, ma questo post mi fa sognare di esserci… le tue parole materializzano nella mia mente gli acquerelli lagunari di Turner…

    Mi piace

    • lois

      È ina città le cui bellezze artistiche si riflettono mollemente nell’acqua dei canali, dove ci si perde a seguirlo tra le calli. È un luogo custode di bellezze di altissimo livello, con ricche collezioni di arte moderna/contemporanea che si amalgamano bene in quel substrato storico di gran contenuto, dove prima fra tutte primeggia la chiesa dei Frari dove l’Assunta del Tiziano rappresenta l’apoteosi del genio umano. Con quel suo fondo cosparso di giallo e con i suoi poco meno di cinquecento anni ti lascia estasiato.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: