Il Principe di Montparnasse

image

Dopo poche ore dalla sua morte, prima ancora che fosse sepolto lo definirono il Principe, il principe di Montparnasse. Lui che elegantemente attraversava il boulevard subito fuori rue de la grande chaumiere 8, lo studio-casa, poco più di una tettoia, che lo ospitò negli ultimi mesi vissuti in quel di Parigi, con la sua Nenette, la bella Jeanne dai lunghi capelli, la splendida musa delle sue più celebrate tele. Era d’inverno, a gennaio, il 24 e fuori si gelava. Il Principe dopo una vita di stenti, in un letto d’ospedale, esalò il suo ultimo respiro circondato da pochi amici. Nenette non c’era, arrivò dopo, era incinta del loro secondo bambino. L’italien, le Maudit, le peintre, uscì sconfitto dalla sua lunga malattia e dalla vita bohème. Quella vita fatta dei dessin à boire, tra la Rotonde, o la Dôme o La Cupole, disegni in cambio di un bicchiere, ritratti donati per qualche goccia di alcolico. Una vita per l’Arte e basta. Visi di modelli che ci hanno di loro trasmesso l’anima, i pensieri più profondi come solo Modì è riuscito a fare. Il ‘principe’ morì in un freddo giorno d’inverno. Poche, troppe poche ore dopo, Jeanne, la sua Nenette si lanciò dalla finestra della casa dei suoi, dov’era per l’ennesima volta stata segregata, nonostante ‘quello scansafatiche di un italiano’ si fosse fatto da parte. Era il 25 gennaio e a Parigi cadeva la neve. Modì fu seppellito dai suoi più cari amici al cimitero di Père Lachaise, dopo aver improvvisato un breve corteo nel suo amato boulevard. Fu sepolto in una tomba modesta, le cui spese furono sostenute da una colletta tra gli artisti e dall’intervento del fratello di Modigliani che dall’Italia garantì un funerale degno per l’artista. Intanto di Nenette, fu spostato il corpo, gravido e ormai inerte. Fu trasferito a fatica nell’atelier di Modì, al quarto piano di rue de la chaumière; tenerla morta suicida in casa sarebbe stata un’onta troppo forte per quel padre ostile all’amore.
Solo molti anni dopo e ripetuti e difficili tentativi (compiuti dal fratello di Amedeo) Jeanne fu finalmente sepolta accanto al suo uomo.
Nenette e Modì sono insieme al Père Lachaise di Parigi.

Annunci

Informazioni su lois

https://assolocorale.wordpress.com Vedi tutti gli articoli di lois

38 responses to “Il Principe di Montparnasse

    • Claudia Ponziano

      La vera storia di Amedeo Modigliani con la sua modella Elvira.

      La Parigi degli artisti, da Picasso a Renoir, da Cézanne a Matisse, la città della Belle Epoque, della mondanità e delle corse dei cavalli, dell’invasione tedesca nella prima guerra mondiale, ma soprattutto la Parigi di Modigliani coi suoi eccessi, la sua creatività, i suoi patimenti e la sua umanità, narrata attraverso la vita rocambolesca di una delle protagoniste di quel periodo, Elvira la Quique, che di Modigliani fu modella e amante. Carlo Valentini, giornalista Rai, propone con “Elvira, la modella di Modigliani” (Graus editore) una biografia-romanzo in cui si ripercorre tutta l’avventura artistica e personale di Amedeo Modigliani, ricostruendo il legame che unì il pittore alla modella di alcuni dei suoi celebri nudi, allo stesso tempo casti e ammiccanti.
      Attraverso Elvira, eroina quasi inconsapevole di una delle stagioni più esaltanti della recente storia artistica europea, l’autore, con stile stringato, quasi da reportage giornalistico, ci conduce nel cuore della Parigi bohemienne, ci fa conoscere i suoi abitanti poi divenuti famosi e ci guida in quelle irripetibili atmosfere in cui si intrecciavano libertà e gioia, frustrazioni e amarezze, illusioni e disillusioni, amori e tradimenti. Si tratta di una riproposizione della vita artistica di Modigliani da un’ottica assai originale che attinge anche a documenti inediti e che conferma come spesso la genialità nel mondo dell’arte venga riconosciuta solo dai posteri, non a caso l’artista morì di stenti mentre l’8 novembre 2006 la casa d’aste Sotheby’s ha aggiudicato a New York un suo quadro per 31 milioni di dollari.

      Mi piace

      • lois

        Ciao Claudia, benvenuta. Che Le opere di Modigliani (quelle originali; la sua produzione è costellata di innumerevoli falsi – proprio ora sto leggengo e ti consiglio “Fake!” di Clifford Irving – lupetti editore) rappresentino oggi una tappa fondamentale nel mondo del contemporaneo (e non di certo solo per i prezzi da record che raggounge), è innegabile!
        Ho letto il libro che citi (editore napoletano) e sinceramente trovo che sia lo stereotipo del Maudit, la cui vita è vista solo attraverso l’esplosione dell’eccesso e delle leggerezze. La conoscenza di Elvira è interessante, ma poi tutta la vicenda è condotta come una fiction, senza rendere giustizia all’artista.

        Mi piace

  • tramedipensieri

    Leggere di Modi e di come visse è sempre affascinante…nonostante l’epilogo…
    Ciao
    .marta

    Mi piace

  • gelsobianco

    Come ami Modì tu, Lois!
    E’ un amore grande il tuo!
    Si sente tutto quello che provi per questo grandissimo Artista italiano, che anche io prediligo, dal tuo scrivere, della sua morte e della fine tragica del suo ostacolato amore, in questo modo.
    Il tuo incipit parla!

    “tenerla morta suicida in casa sarebbe stata un’onta troppo forte per quel padre ostile all’amore.”
    Terribile.
    Lei, però, credo che preferisse essere, anche se morta, nell’atelier di Modì, al quarto piano di rue de la chaumière, con il loro bambino morto in lei.

    Ora Nenette e Modì riposano insieme al Père Lachaise di Parigi.

    Ho condiviso la tua emozione ed il tuo sdegno, Lois.
    Grazie.
    Buona domenica.
    gb

    Mi piace

    • lois

      Oggi sono stato alla sua tomba. L’emozione è forte. Li c’è racchiusa l’Arte che diventa la vita stessa.

      Mi piace

      • gelsobianco

        Sì, Lois!
        Ho colto la tua emozione grande, profonda, vera.
        “Li c’è racchiusa l’Arte che diventa la vita stessa.”
        Nella sua tomba.
        La sua Arte sopravvive ed è vita.

        Mi piace

  • labambinacolpalloncino

    grazie per averci trasmesso così bene la tua emozione!

    Mi piace

  • laGattaGennara

    Hai reso. Ho sentito odore di Parigi, anche.

    Mi piace

  • Branoalcollo

    Scritto molto bene, con sensibilità…buon soggiorno a Parigi, ciao Lois 🙂

    Mi piace

  • dafnevisconti

    L’epilogo della vita di Modigliani mi provoca, ogni volta, una grande commozione. Sembra dire: l’Amore esiste e con esso l’Arte.
    Grazie Lois dei tuoi racconti.

    Mi piace

  • sandro

    emoziona rileggere, col tuo stile, questa storia. modigliani pittore ebbe la cura del modellato, del fisico, dell’ombra e della luce per rendere vive e plastiche e reali le sue modelle disegnate con la leggerezza di un giapponese. l’unione della solidità europea e del sogno asiatico è ancora oggi esplosivo.

    Mi piace

  • marco

    Modigliani è morto soffocato dall’alcol e dalla droga, (all’epoca degli impressionisti era l’Assenzio) si è praticamente suicidato, per suicidare poi la sua compagna e il loro figlio al nono mese di gestazione.
    Di salute cagionevole da sempre, non si è mai curato più di tanto di cercare di sopravvivere a se stesso, anzi si direbbe che ha fatto di tutto per accelerare la fine.
    Ne ho conosciuti di artisti così, pur di cercare un senso alla loro vita si sono lasciati morire distruggendo il loro corpo con droghe e alcol.
    Non ho mai provato per loro una grande considerazione, forse sono stati dei grandi artisti, ma sul piano umano e affettivo non mi hanno mai empaticamente coinvolto.
    Ebbi a dire a uno di loro:

    -gli artisti non si dovrebbero sposare, ma soprattutto non dovrebbero generare orfani!

    Spesso l’arte viene interpretata come un lascia passare che possa sdoganare gli artisti e permettere loro di fare tutto quello che vogliono, anche usare e abusare degli altri, vedi Picasso per esempio, per me non è così.
    Anche un altro grande Nicolas de Staël suicido’ la moglie (credo nel 1946), morta di stenti e di fame in una triste e anonima camera parigina, Jeannine Guillou morta per denutrizione, perchè lui non riusciva a vendere nemmeno un quadro
    E lui, troppo alto di statura per governare la sua depressione, fini suicida nel 1955 ad Antibes vicino Nizza

    Buone vacanze allora…
    e se passi per il Grand Palais c’è questo:
    Un siècle de lumière et de mouvement dans l’art 1913-2013 –

    marco

    Mi piace

    • lois

      Ciao Marco, io non credo si devba parlare solo di ‘suicidio’. La vita di questi artisti che perseguirono con tutto loro stessi l’Arte in tutte le sue forme, è solo che in quel tempo la benevolenza non era troppa e poi il mercato dell’arte (ad eccezione di Picasso!)non premiava i contrmporanei. Modì ja abusato della sua vita boheme pur avendo dovuto riguardarsi per la tbc che lo stanava da bambino. Ma la sua passione parallela alla sua povertà era forte.

      Mi piace

  • mondidascoprire

    Gli artisti che esprimono nelle loro opere d’arte quella ricerca umana di grandezza, bellezza, felicità, che non trovano nella realtà come risposta chiara e viva, vivono il dramma di questa domanda infinita profonda che nemmeno un amore umano riesce a colmare. Joyeuses Fetes

    Mi piace

  • marco

    “Ed è in questo intricato nodo che nasce poi quell’intreccio solido che fonde l’Arte, la vita e l’amore.”

    Non intendo intaccare questo tuo sentimento idilliaco sui trascorsi dei vari artisti.

    Tuttavia ho una visione molto meno disincantata sui trascorsi di alcuni di loro, molto spesso hanno coinvolto nel vortice della loro sregolatezza persone che nutrivano veri e sinceri sentimenti per loro e questo gli costo’ molto caro.

    Io non sono mai riuscito a dissociare l’artista dai suoi comportamenti sociali: Gauguin ha avuto comportamenti ambigui, oggi li definiremo borderline. nei confronti della pedofilia. Pollok era pazzo e fini la sua vita in tragedia. Matta fu la causa del suicidio di Gorky. Pegeen Vail Guggenheim si suicido’ con un’overdose di farmaci…e tanti altri ancora.

    Io in tutto questo non riesco ha trovare alcun filo logico che possa essere riconducibile allo stato dell’arte, anzi, penso che saranno anche stati degli ottimi artisti, ma come persone, mariti, compagni e padri non sono stati certo di grande conforto.

    Mi piace

    • lois

      Sicuramente ciascuno di loro ha trascinato in un vortice senza fondo chiunque li abbia accompagnati. Nel bene e nel male amici e amori hanno “dovuto” seguire lo stesso cammino ritrovAndosi spesso più solo che mai. Sicuramente il loro è un atteggiamento egoistico, però continuo a credere che sia finalizzato esclusivamente al loro unico obiettivo: l’arte e basta a fronte delle loro vite.

      Mi piace

      • marco

        …però continuo a credere che sia finalizzato esclusivamente al loro unico obiettivo: l’arte e basta a fronte delle loro vite…

        Infatti è proprio questo il punto, una vita finalizzata all’arte, un aratro senza controllo che travolge in profondità tutti gli affetti che incontra, lasciando molto spesso profonde ferite aperte.
        Questo non toglie nulla sulla qualità professionali dell’artista, solo che deploro (e non lo dico per te sia ben inteso) l’atteggiamento di alcune persone che hanno un senso di religioso pudore nei confronti degli artisti maledetti ai quali perdonano tutto.
        Credo occorra nell’esercizio del nostro senso critico poter giudicare nel bene e nel male la globalità della biografia di un artista, il quale (e mi riferisco in generale non solo su Modigliani) se pur nel suo campo ha eccelso, non per questo gli vadano condonati i lati negativi.
        E scrivo questo a ragion veduta, come tu sai sono ben il figlio di un artista. Un grande artista, del quale però come figlio o per meglio dire come soggetto di contorno alla sua esistenza non ho ricordi eccelsi.
        Certo lui incarnava il concetto da te esposto: tutto è finalizzato all’arte, poi, forse viene il resto…
        E quanti di noi, quelli che definisco gli orfani degli artisti hanno fatto la stessa fine…quasi tutti hanno avuto rapporti conflittuali con i loro artisti/padri, ma questo molto spesso nelle biografie non viene menzionato…

        Saluti dal mar ligure…

        Mi piace

      • lois

        Mi è chiaro e comprendo il tuo pensiero (ma il mio è un debole!). È proprio come dici, come un aratro hanno trascinato via tutto senza distinzione. Sarebbe stato più semplice per loro non mettere su casa! Ma poi tutta la passione e il temperamento avrebbero affascinato ugualmente le persone vicine. In genere per questa categoria di artisti non userei neppure il termine abusatissimo di ‘maledetti’. Che significa? Loro sono stati bohemien e egoisti, tronfi del loro valore pur nelle situazioni più disperate (vedi Modì) e aver ricordo a particolsri atteggiamenti ha fatto parte anche di un tempo e di un’epoca. Era Parigi ed erano gli anni Venti! Ora non credo ci siano più artisti “maledetti”. Oggi è tutto business, o si è nel sistema e si vive come star, oppure non si esiste. È triste dirlo, ma forse era megli a quell’epoca, dove tutti, pur in povertà e con tutti gli eccessi, potevano vivere d’arte.

        Mi piace

      • sandro

        credo che, al di là dei deliri di egocentrismo a cui ogni tanto (spesso?) assistiamo, il porsi con onestà il tema di fare arte in un mondo che da sempre dell’arte se ne impippa se non per riverenze e ossequienze tutte formali, ecco sia un mestiere che pone a durissima prova l’equilibrio mentale di chi vorrebbe comunque una vita “normale”, normalmente avulsa dall’incubo dei soldi, normalmente colma di quel rispetto sociale “solido” di cui tutte le altre professioni godono. Nel caso di Modì, come dicevi giustamente Lois, c’è da tenere conto poi del momento e delle mode, che come onde scuotono la sensibilità di tutti noi, figuriamoci di chi, come gli artisti, di sensibilità ne hanno a bizzeffe. Di qui a perdonare o a giustificare eccessi e storture specifici ce ne corre, anche se in particolare proprio verso Modigliani (in quel periodo storico), così avanti rispetto al proprio tempo, una pietas maggiore andrebbe forse usata.

        Mi piace

  • penna bianca

    che triste questa storia e soprattutto che tristezza prendere atto che l’amore non vince sempre. Eppure l’amore è una grande e potente energia. Grazie per questi post. Da te imparo sempre qualcosa. ciao

    Mi piace

  • gelsobianco

    Oh, anche i commenti sono molto interesssanti!

    Ed io comprendo Marco e comprendo anche te, Lois.

    “l’arte e basta a fronte delle loro vite”
    Vorrei crederci fino in fondo come fai tu, Lois.
    Non ci riesco del tutto!

    Che bel blog il tuo!:-)
    gb

    Mi piace

    • marco

      “l’arte e basta a fronte delle loro vite” Perchè Lois ha una visione incantata e pura del senso dell’arte che io apprezzo e in parte condivido.
      Solo che avendo vissuto in prima persona in quell’ambiente da figlio o come spesso amo definirmi “accessorio” all’esistenza dell’artista ho una visione più disincantata
      E non posso sottrarmi alla critica di certi comportamenti esasperati portati volutamente all’estremo. L’arte, quindi, per me non puo’ essere l’alibi a tutte le manchevolezze nei confronti degli altri.
      Devo ammettere tuttavia che, forse non avrò’ avuto un padre, ma un artista che mi ha comunque permesso di accedere all’arte con una chiave particolare…

      Mi piace

      • lois

        Scusami Marco, io non metto in dubbio che sia giustificabile il “trascinamento” forzato degli altri nella vita sregolata di un artista. Ma nella fattispecie di Modigliani, stiamo parlando del 1920; c’erano altre ambizioni che non fossero quelle meramente economiche dei nostri giorni. Comunque c’erano degli stili di vita che erano perseguiti dall’intera società. L’assenzio, l’hashish e la sregolatezza che avveniva a tutti i livelli anche in quelli borghesi dove le apparenze si mascheravano d’altro. Modigliani come gli altri è stato anche vittima di quei tempi, un poco come negli anni Ottanta, Basquiat o Haring sono stati vittime dell’eroina e del mercato che li ha travolti e fagocitati con tutta la loro ingenuità. Probabilmente -e qui sono d’accordo con te- la mia visione è falsata anche anche da una conoscenza indiretta, ma continuo a credere che per alcuni l’arte è stata essa stessa vita, cioddetto non significa celare queste figure dietro un alibi.

        Mi piace

      • gelsobianco

        Marco, io ho compreso profondamente ciò che tu vuoi dire.
        E’ necessario anche avere un padre e, purtroppo, gli artisti, i veri artisti, lo sono molto poco, come sono poco mariti e figli e fratelli. Parlo per esperienza diretta.
        “continuo a credere che per alcuni l’arte è stata essa stessa vita” scrive Lois.
        E voglio continuare a crederlo anche io… anche se la visione di Marco è vera.

        Mi piace

      • gelsobianco

        Ho dimenticato di parlare anche delle artiste vere che, spessissimo, sono state pessime madri e mogli inesistenti.

        Mi piace

  • marco

    Vedi Gelsobianco, un uomo o una donna possono scegliere il loro percorso di vita consapevoli delle conseguenze, hanno comunque la facoltà di valutare se accettare o meno di condividere la propria vita con un compagno/a artista.
    Un figlio no, la strada è quella e basta.
    Comunque la tua comprensione rafforza le mie riflessioni….
    saluti

    Mi piace

    • gelsobianco

      Un figlio no. Non può scegliere. No.
      Proprio per questo ho parlato di padri e madri artisti.
      Poi, ho aggiunto, mariti e mogli perchè ci vuole una famiglia vera per i figli. E, troppo spesso, i figli degli artisti, non ne hanno una valida!
      E’ una comprensione “vissuta”, marco, la mia.
      Saluti.
      gb

      Mi piace

  • r.

    Grazie, come sempre. Bellissimo…

    Mi piace

  • Pendolante

    Sono stata sulla tomba di Modigliani, in quell’incredibile posto che è il cimitero di Père Lachaise, ma non conoscevo la storia della sua sepoltura

    Mi piace

    • lois

      Père Lachaise ha un fascino grandissimo, sarà forse per quell’aria che negli anni gli ha dato quel suo valore di monumentalità, facendo quasi scordare del tutto la sua vera natura. E poi passare accanto alla storia, ai personaggi che abbiamo letto sui libri, ai nomi dei poeti…
      Oggi la tomba di Modigliani è una tra le tante, ma come per lui qualunque sepoltura potrebbe raccontare storie che ci sono ignote!

      Mi piace

  • mirko

    Di tutti i romanzi che ho letto sul grande Modigliani, questo è senza dubbio il migliore e abbastanza veritiero.
    Per conoscere la reale vita dell’artista a Parigi consiglio di leggere il catalogo di Paul Alexandre relativo alla mostra che si tenne a Palazzo Grassi di Venezia nel 1993 dove furono esposti oltre 400 disegni inediti e di alcune lettere che fanno chiarezza sulle tappe percorse da Modigliani tra Livorno e Parigi.
    Invece la gioventù dell’artista sin dalla nascita ed i suoi ritorni nella sua città sono spiegati benissimo nel libro “Modigliani senza leggenda” scritto dalla figlia Jeanne che dedicò gran parte della sua vita a cercare scrupolosamente tutte le testimonianze e documenti necessari per epurare la vita del padre dal mito e dalla leggenda, il tutto con un indagine veramente accurata e critica.
    Purtroppo l’arte di questo grandissimo innovatore è stata infangata da innumerevoli falsi a lui attribuiti, la stessa beffa del 1984 ha contributo a fare piazza pulita di tutti i grandi esperti o presunti tali, che attribuirono 3 sculture fatte per scherzo (?) da dei ragazzi e da un artista locale.
    A causa di questa gaffe, sempre a Livorno, sono cadute nel dimenticatoio 3 autentiche sculture che si portano dietro una storia precisa e documentata che di per se autentica queste opere.
    Queste due storie sono raccontate nel sito che vi consiglio di visitare:
    http://testedimodigliani.xoom.it
    Saluti

    Mi piace

    • lois

      Di cose se ne son dette tante su Modigliani, fino a trasformare la sua figura in maniera del tutto inverosimile. Molte sono state anche le pubblicazioni (anche di recente) che hanno cercato di mettere dei punti fermi sulla sua produzione (invalidata e estremamente ingolfata da falsi e aggiungo brutti falsi!) e sulle sue vicende personali. Il carteggio con la famiglia Alexandre è uno dei pochi punti fermi (e precisi) soprattutto della prima presenza a Parigi (aggiungendo qualche nota lasciata da Anna Achmatova); anche lo scritto di Jeanne molto epurato dalla leggenda non risolve alcuni problemi, anche se per certi versi le sue fonti sono state anche di prima mano. Tutte le altre vicende (fino a quella dell’arresto di Parisot, direttore degli Archivi) hanno solo infangato il nome di questo grande artista che viene ora battuto alle aste a prezzi molto alti.
      Per quanto riguarda la beffa delle teste di cui quest’anno ricorre il trentennale (e credo siano esposte in un’apposita sala a Livorno) è stata utile per smascherare tanti falsi profeti ed esperti; ma forse non tanto per le loro capacità (dimostrate in tanti altri modelli), ma per il modo con cui ci si approccia a determinate situazioni. La foga di trovare a tutti i costi le teste avrebbe attribuito a Modì qualunque scoglio. Sul fatto che le altre tre potrebbero essere le originali non è più dimostrabile ormai e nessuno più azzarderebbe alcuna valutazione decisiva.
      Resta di fatto che per quanto mi riguarda le opere di Modì rilasciano un’emozione e mostrano la passione intrinseca della sua vita nell’arte stessa. Interazione che un flaso non è in grado di mostrare (ne ho visti alcuni riconosciuti e sinceramente mi chiedo come possano averlo -in prima istanta- introdotto nel catalogo).
      Infine, come ben saprai ci sono tanti critici e storici che si contendono le paternità e la conoscenza totale di Modigliani, ma anche tra loro non corre buon sangue ed il quadro è continuamente stravolto da ego esasperati e nuovi attacchi.
      http://www.secretmodigliani.com/cr-rastellini.html

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: