La bellezza grande

Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. 
E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile
Gep Gambardella (Toni Servillo)

La grande bellezza da inseguire e perseguire ad ogni costo.

Una Roma con le luci della notte che schiarano all’alba scoprendo l’unica vera bellezza, quella dell’arte, del paesaggio e della storia che si mostra in tutta la sua gloria. Le spettacolari terrazze romane del Pincio e del Gianicolo, la suggestione notturna della fontana dei fiumi del Bernini, le gallerie di antichità e la Fornarina a palazzo Barberini, il Galata morente e la Villa del Priorato di Malta sull’Aventino, dove la mirabolante visione prospettica di Piranesi conduce con l’artificio l’occhio fino alla michelangiolesca cupola di San Pietro. E lo scroscio suggestivo delle fontane monumentali, quelle del Seicento innalzate a gloria dei Papi e ancora il lungotevere di buon mattino e gli immensi giardini.

Quello di Paolo Sorrentino è un percorso emotivo, lo è tutta la sua filmografia. Una sinergia di suoni, immagini, parole, silenzi. La Grande Bellezza è un quadro spietatamente romantico. Il ritratto del vuoto colto nella sua estetica lentezza, fatta di impolverati broccati e lussuosi appartamenti, centri nevralgici delle feste e degli incontri della mondanità che profuma d’antiquariato o di inezia. È il timore dell’Horror Vacui di certa società, è la profusione dell’inganno dei ruoli, il carro della vanità ed il trionfo delle apparenze che percorre parallelamente i giorni normali di una città normale che vive con la sua moltitudine di gente normale presa dalla praticità del suo vivere.

È nel film (dalla splendida fotografia) che si narra di un mondo dove nessuno primeggia e dopo una settimana tutti si equivalgono (come dice una delle attrici), dove tutti si conoscono senza conoscersi davvero. È un film dove l’unica bellezza è quella di Roma e di quelle poche altre cose che scorrono in un tempo piacevole, dove senza troppe pretese anche l’occhio vuole la sua parte.

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14 responses to “La bellezza grande

  • edp

    io l’ho amato, e mi ha profondamente commossa a momenti…

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    • lois

      È un percorso emotivo fatto di piccole suggestioni. È una bellezza a sprazzi, come dici intervallata da brani forti, la scena più coinvolgente inmagino sia stata per te quella della bambina pittrice, una scena che mi ha molto colpito e commosso!

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      • edp

        La scena che più mi ha commossa è stato l’incontro con Mme Ardant, quel minuscolo candore infantile dello scafato Gep. Ho pianto come una fontana.

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      • lois

        forse solo perché in quell’istante si rende conto che c’è qualcosa di vero alla quale non si può mai rinunciare? Che poi la verità è la normalità di un incontro casuale.

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  • mac

    Ah, un consiglio perfetto per la domenica. Lo vedo dopo, grazie!! 🙂

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  • mondidascoprire

    Nella realtà piena di contraddizione dobbiamo alla fine decidere cosa ci urge di più…. se l’effimero, le guerre, il chiacchiericcio o la bellezza, che unisce e fa costruire, l’unica a riempire il cuore dell’uomo, ciao

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  • laGattaGennara

    Ho sentito pareri contrastanti, molto. Me lo sono perso, ahimé.

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    • lois

      In effetti la critica nostrana lo ha snobbato, ma come sempre accade in questo Paese ci sono degli artisti e delle cose che divengono capolavori assoluti e basta! Pare che Sorrentino sia uno di quegli autori che deve essere eccelso a priori! E non è così! Si grida al capolavoro senza aver ancora visto il film. Io non credo che questo lo sia (ho amato il precedente), ma è una pellicola di suggestioni e di grande spessore estetico, in grado di stimolare nuove idee ed altri pensieri.

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  • sandro

    sono d’accordo su quasi tutto, salvo che il quadro dipinto da sorrentino è barocco, non romantico. non c’è sturm und drang, ma inazione, stupore, meraviglia. La bellezza di Roma annichilisce. forse il film (ipotesi) vuole anche ritrarre quel sentimento che pare abbia colpito molti scrittori e artisti arrivati a roma e rimasti, per l’appunto, annichiliti di fronte alla grande bellezza. che altro dire o fare al cospetto di tanta arte e perfezione? bellissimo. decadente, forse (in senso d’annunziano), ma bellissimo. ciao

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    • lois

      Forse barocco (inteso come pieno, sovraccarico e a tratti asfissiante), hai ragione, è il termine che da solo potrebbe indicare con un aggettivo l’intero film. È una sequenza di inettitudini intervallate proprio da quella bellezza di cui parli e rese Roma meta del grand tour, una bellezza non a caso ripresa sempre al tramonto o alla sera!
      Resta di fatto che si tratta di un bel lavoro.

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  • ilboscosospeso

    grazie del consiglio, prezioso.

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