Del Papa, di Moretti e dello smarrimento

Habemus Papam, Nanni Moretti (2011)

Habemus Papam, Nanni Moretti (2011)

Lo ammetto, non sono un estimatore di Nanni Moretti; solo oggi ho visto Habemus Papam, alla luce degli ultimi accadimenti e non ho potuto fare a meno di apprezzarne la bellezza e la delicatezza con cui è stato affrontato il tema della fragilità umana e dell’umiltà (grande interpretazione di Michel Piccoli). A distanza di una settimana dalle dimissioni di Benedetto XVI, ho maturato una serie di pensieri, che credo siano pressappoco quelli che si sono insinuati in tutte quelle persone che come me non possono fare a meno di sentirsi smarriti, in questo tempo dove non ci sono più certezze, neppure quelle che sembravano assolute.

Sono cattolico di nascita, ma poi col tempo e con le esperienze personali, ho vissuto sempre meno la Chiesa e tutto quello che c’è in essa, non dimenticando però l’assioma secondo il quale, la Fede vince ogni cosa.

In hoc signo vinces, con questa frase e con l’apparizione della croce all’imperatore Costantino, la Chiesa ha avviato quella fase di consolidamento e la costruzione della basilica di San Pietro sul colle Vaticano, da dove è (ri)partito solidamente il cammino della Fede. Le dimissioni pontificie, rappresentano secondo me uno spartiacque senza precedenti che avrà conseguenza non di poco conto per il mondo intero; a prescindere dal credo personale e dalla laicità, la Chiesa (istituzione) svolge un ruolo di primo piano nel sistema socio-politico internazionale.

[…] Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato.
Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che… […]

Di fronte a questa rinuncia, l’incredulità è stata la prima reazione, poi sostituita dallo smarrimento.

Francis Bacon. Ritratto di Innocenzo X

Francis Bacon. Ritratto di Innocenzo X

Pur non essendo un fervente cristiano, pur essendo molto critico rispetto alle implacabili sentenze della dottrina, che non sempre e non per tutto(i) adotta lo stesso rigore, questo atto di rinuncia mi ha lasciato veramente spiazzato. Immaginavo che la Chiesa con tutto il buono (ed il brutto che contiene) fosse lì come una roccia che non si scalfisce, e poi invece ricordi che negli ultimi anni, molti sono stati gli scandali che l’hanno coinvolta e che ci hanno mostrato il suo aspetto di piccolo, grande Stato dove esiste la politica (ed il potere, come ci hanno testimoniato secoli di potere temporale) e non solo la fede. In questo quadro, le parole del papa, sui mutamenti, lasciano intendere molto; probabilmente parlano di uno spazio in cui la materialità è diventata preponderante, dove gli interessi in gioco si sono molto allontanati dalla Parola di Dio. Non solo, ritornando al famoso In hoc signo vinces ed alle cose che ci hanno insegnato, questo abbandono improvviso (almeno come aspetto mediatico), rappresenta a mio avviso un crollo di quell’idea fondante della religione stessa. Ricordo al corso per la comunione le parole dell’insegnante: la Fede ci conduce per mano nelle sofferenze e nelle complicanze della vita; e allora questa consapevolezza di non farcela, non mette in dubbio l’aiuto della Fede?

Probabilmente papa Ratzinger, come è stato detto più volte (dalle fonti del Vaticano, ovviamente, che ci mostrano incredibilmente un Papa martire!) ha posto in primo piano umilmente (e qui mi riallaccio al film di Moretti) la sua natura umana a scapito di quella di capo della Chiesa, e questo gli fa onore, ma sinceramente, credo sia un segno, forte della profonda crisi che non ha risparmiato neppure uno dei capisaldi cristiani. Da questo, a mio avvio nasce uno smarrimento che è molto più profondo del dispiacere di questo abbandono; è uno smarrimento che – senza voler essere blasfemo – mette in discussione la religione stessa. Certo, il papa è un uomo, ma con la sua nomina è diventato il capo della Chiesa, il prosecutore di Pietro (e su questa pietra fonderai la mia chiesa) e vicario di Cristo in terra.

Il film di Moretti, che consiglio a chi non l’ha visto, è stato incredibilmente profetico e si conclude con la rinuncia del neo pontefice, che abbandona il balcone di San Pietro nell’incredulità dei cardinali e nel silenzio degli astanti.

 

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48 responses to “Del Papa, di Moretti e dello smarrimento

  • poetella

    quel quadro di Bacon!

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  • cacciatricedisogni

    La pensa come te lois, per me dietro alle dimissioni… “dimissioni” termine più aziendale che cristiano, c’è molto altro. Troppi scandali, troppo interesse verso qualcosa che non ha nulla a che a che fare con ciò che era il vero messaggio di Gesù Cristo, ossia, la povertà, l’accoglienza, il perdono. La chiesa, ha sempre puntato il dito verso noi comuni mortali, e mai si è fatta autocritica. Mi chiedo come mai solo in questi ultimi anni abbia cominciato a farlo, forse che molte cose stiano uscendo allo
    scoperto e molte altre non abbiano una giustificazione. I cardinali si
    sono preoccupati non tanto della gravità della cosa, ma di chi sarebbe stato il successore dello IOR, http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ior-cardinali-in-lotta/2200574.
    La chiesa mi piace sempre meno.
    Un carissimo saluto, Lori.

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    • lois

      In effetti, negli ultimi anni abbiamo assistito alla devastazione materiale temporale di un istituto che avrebbe dovuto principalmente essere sostenuto dal valore spirituale e che invece si è disperso in mille attività principalmente politiche. Lo IOR e lo scandalo dei finanziamenti ne sono una riprova. Ma non è neppure questo il punto. Secondo me è assurdo il fatto che si sia sempre parlato di dogmi e di correttezza e poi, a partire dalla gestione della pedofilia è stato tutto riprovevole.
      A contrario di quanto si è sempre detto, se non ci sarà un rinnovo generale della Chiesa, la fede diventerà una vocazione personale da gestire autonomamente nel rispetto delle proprie convinzioni e soprattutto nella consapevolezza della propria emotività.
      Un saluto a te

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      • cacciatricedisogni

        Infatti, il caso IOR è solo l’ultimo nodo di una questione ben
        più contorta, L’ipocrisia e la non coerenza con appunto i vari dogmi (solennemente proclamati) e la correttezza che tutti ci aspetteremmo da un istituto così importante, per chi ancora
        crede nei valori dettati da Gesù Cristo.. c’è, la loro ipocrisia va oltre il lecito quando parlano di aborto e, nella
        realtà di alcuni conventi, questo è ciò che mi ha raccontato
        mia madre quando abitava in Puglia, e persone che abitano
        qui in Umbria, mi hanno raccontato di come siano state
        trovate ossa di neonati nelle fondamenta di questi luoghi sacri.
        La chiesa non vuole adeguarsi ai tempi, e fa molto male.
        Concludo affiancandomi alla tua affermazione e convinzione, se un papa è vero che sia stato scelto, tramite i cardinali,
        dallo Spirito Santo, dovrebbe portare a termine la sua missione, il suo compito, come fece Gesù e come prima di
        lui, papa Giovanni Paolo II, che lo fece fino al suo ultimo respiro.

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  • dafnevisconti

    Ho avvertito anche io la sensazione di spartiacque. E questa sensazione credo che colpisca chiunque, al di là dell’essere credenti o meno. E’ come se tutto, proprio tutto, stesse per scollarsi e cedere, senza tentare di resistere. Anche io penso che queste dimissioni abbiano delle conseguenze sulla società e sul nostro pensare.
    Il film di Moretti non mi piacque molto, lo avvertii retorico, ma soprattutto troppo semplicistico nel trattare il dramma umano di una persona come il futuro Papa. Alla luce dei fatti, però, evidentemente anche il Papa, inquanto uomo, ha insito in sè il “semplice”. Ma allora: come si può dire che sia il vicario di Cristo in Terra?
    Comunque del film di Moretti non potrò mai dimenticare la scena bellissima e geniale della partita di pallavolo dei Cardinali. Bellissima.

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    • lois

      È quello che mi chiedo anche io! Non è il Vicario di Cristo in Terra? Gesù avrebbe mai rinunciato a salire sulla croce?
      Comunque ritornando a Moretti, ci sono molte belle scene, tipo quella che ricordi tu; non è un capolavoro, però secondo me va rivalutato!

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  • ilmiosguardo

    Effettivamente sono stata spiazzata anch’io da questa inaspettata rinuncia. Che intensifica la confusione e lo smarrimento di questi anni densi di grandi e gravi rivolgimenti a livello mondiale…

    Molto interessante e puntuale la tua riflessione, Lois, in cui ho ritrovato anche alcune mie perplessità e dubbi.

    Buona settimana,
    ciao
    Ondina

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    • lois

      Sono giorni che ci penso al valore di quanto è accaduto e quello che mi sconvolge è proprio una dissonanza con quel concetto di “forza della fede”! Ed ora ci parlano di una scelta da “martire”. Mi sento molto perplesso onestamente!
      Buona serata a te

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  • ninatrema

    A mio modestissimo parere la chiesa è ed è sempre stata una istituzione di potere: potere temporale, potere sulle coscienze, e non mi stupisce che sia investita dalle sue dinamiche. Sono anzi stupita di leggere riflessioni che trattano del potere e della corruzione della chiesa solo come fenomeno a noi contemporaneo. Signori, guardate che un tempo i possedimenti della chiesa cattolica andavano per oltre la città del Vaticano e che essa sanciva il diritto degli imperatori del Sacro Romano Impero a governare. Abbiamo avuto papi che rispecchiavano l’immagine di Cristo molto meno degli odierni, alcuni con ambiziosi figlioli illegittimi e altri in sella a cavalli da battaglia. Partendo da questo, mi è piaciuto il film di Moretti e anche io l’ho trovato delicato e più rispettoso di quanto mi sarei attesa. Un papa che rinuncia all’incarico è un segnale di una crisi in atto, è chiaro. Come risponderà la chiesta a questa crisi? Cosa farà il gregge dei credenti? Stati e mondo della finanza come reagiranno? Sono stata battezzata ma non sono credente da tempo, eppure l’affanno del colosso cattolico mi rende incerta.

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    • lois

      Che la Chiesa avesse rappresentato sin dal Medioevo una potenza temporale è un dato assunto. Era uno stato a tutti gli effetti, con tanto di esercito, armi, annessi e connessi (vogliamo parlare di Alessandro Borgia?)…
      Quello che “sconvolge” oggi è la modernità di un gesto inatteso che lascia perplessi. Un gesto che appare molto più politico che altro. Le conseguenze secondo me saranno abbastanza rovinose per l’intero apparato, soprattutto per la finta modernità di cui si è rivestita ed il forte conservatorismo lasciato a sostegno di una “non apertura” al mondo.
      Ed il mondo non potrà non tenerne conto.

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  • Soliloquio in compagnia

    Io credo che il gesto del Papa debba essere visto secondo un`altra ottica. Secondo me sta succedendo qualcosa che ancora noi non conosciamo (e chissà se mai verrà fuori) e che sta stravolgendo, anzi che ha già stravolto il trono papale. Vi ricordarte lo scandalo del maggiordomo e dei documenti segreti? Cosa contenessero quelle carte nessun “profano” lo sa. E se avessero messo in atto una serie di ricatti ai danni del Papa stesso, che pur di cedere o rivelare qualcosa abbia deciso di dimettersi? E non parlo di questioni come la pedofilia, lo IOR o cose simili. La salute che lui ha addotto come giustificazione è, a mio parere, solo una scusa. Papa Giovanni Paolo II è morto portando in sé la sofferenza e la sua condizione di rappresentante della Chiesa e Ratzinger, salendo al soglio pontificio, sapeva di farsi carico dello stesso fardello. Ricordiamo anche che questo Papa è uno dei più grandi conoscitori di teologia dogmatica e non avrebbe fatto uno scivolone simile, mettendo a repentaglio la sua credibilità e quello della Chiesa di Roma, solo per i motivi suddetti.

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    • lois

      Al di là di ogni probabile segreto che mai verremo a sapere, continuo a ripeterlo, a sostegno della Fede (che tutto puó sopra ogni cosa), queste dimissioni sono un autogol alla già decadente situazione ecclesiastica.Se poi facciamo un confronto col suo predecessore, allora non c’è spiegazione alcuna che tenga.

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      • Soliloquio in compagnia

        Sì sicuramente, ma credo che per fare un gesto simile le conseguenze a cui andrà incontro adesso la chiesa o il Papa in persona siano inferiori rispetto al fatto di rimanere in “carica” (scusa ma non mi viene un termine più corretto). Quello che intendo dire è che da cattolica praticante il suo gesto mi spiazza, mi lascia interdetta e con una sensazione di disapprovazione, però voglio pensare che sia un gesto al di sopra della sua volontà e solo per il bene della futura chiesa e non per interessi personali. Vorrei concedergli il beneficio del dubbio, non conoscendo noi tutti i retroscena. Perdona la mia debolezza nel volermi illudere cosi. Anche Gesù sembrava, per i suoi contemporanei, un eretico che compiva gesti insulsi e riprovevoli… solo il futuro ci darà forse una risposta.

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      • lois

        Lungi da me la volontà di parlare di opportunismi, anzi spero di essere stato corretto nelle parole e nei modi per non urtare la sensibilità dei credenti di cui ho io massimo rispetto.
        Anche io credo (lo voglio ben sperare!) che Ratzinger lo abbia fatto per il bene dell’istituzione da lui presieduta. Probabilmente, scioccato e stravolto per gli scandali che ganno reso la Chiesa molto più “terrena” di quanto lui volesse, avrà ben pensato di lasciare il compito a qualche cardinale più tenace e meno spaventato dallo scontro.
        Resta di fatto che da lunedì scorso, è tutto un work in progress, sulle modalità d’azione, sul prosieguo e sul futuro, tutte cose che immagino scuoteranno un bel pó l’animo dei credenti.

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      • Soliloquio in compagnia

        No, Lois, tranquillo non hai usato parole scorrette, né tant omeno hai offeso alcuno. Quella frase era riferita a un pensiero che ho da quando è successo tutto. Credo anche io che ci sarà un bel trambusto soprattutto perché il Papa se ne andrà in piena Quaresima e con gli impegni pasquali alle porte…. a noi rimane per adesso sperare che il successore sia un tipo all`altezza.

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      • lois

        Sai che c’è? È che ormai la nostra vita è diventata tutta una speranza, anche rispetto a determinate figure che rappresentavano una presenza inamovibile!

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      • Soliloquio in compagnia

        Sì anche questo è vero, ma non è anche vero che ormai è l`unica cosa che ci è rimasta e sembra essere l`unica cosa solida e certa che ci sia?

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      • lois

        …ai posteri l’ardua sentenza…

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      • Soliloquio in compagnia

        Già… alla prossima Lois e grazie per la chiacchierata… buonanotte 🙂

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  • mondidascoprire

    La Chiesa è un’istituzione che ha sempre risentito del dinamismo della vita, non è statica, e questo ha comportato e comporterà sempre tanti cambiamenti . Ciò che smarrisce, onestamente è proprio il fatto che siamo fragili , ma anche i santi e i martiri lo sono stati e , per alcuni, ci sono voluti anni per essere riconosciuti, penso a Giovanna D’Arco, Padre Pio.

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    • lois

      La Chiesa non è statica ma poi si rinchiude nel dogma ma senza rinunciare ad alcune “modernità”!
      Secondo me, la Chiesa, come la Società, dovrebbero riavvolgere il nastro e risalire ai valori fondanti, cercando di avvicinarsi di più alle persone e non diventare delle “fredde istituzioni”; perchè poi diciamocelo, la Chiesa umana, quella che svolge la sua ttività quotidiana è quella dei preti di frontiera o dei missionari.

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  • mondidascoprire

    Ma i preti di frontiera e i missionari sono i più fedeli alla Chiesa, penso tu ti riferisca al clericalismo, che ha fatto fuori la figura di Cristo come Presenza viva e reale ma si sia fermato alla devozione e al bigottismo.

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    • lois

      I preti di frontiera a cui penso sono ad esempio quelli che dalle mie parti, vivono a Scampia o a Forcella, nel mezzo della devastazione socio-culturale; loro sicuramente sono quelli più vicini al senso di Chiesa, alla solidarietà ed al senso di conforto ed aiuto insito nell’atto di Fede. Quello che invece vedo sta accadendo da qualche anno, è una “politicizzazione” ed una chiusura della gerarchia ecclesiastica centrale, che è sempre più distaccata dalla missione originale. È forse un caso che anche l’ex cardinale Martini, sebbene malato, si tiró materialmente fuori da quell’organismo? Non credo. C’è in atto una volontà di ripristinare i valori veri della Chiesa, e per fare questo ci vogliono grandi rivoluzioni che chiaramente, come da lui espresso, il papa non si è sentito in grado di fare. Il nuovo eletto avrà ina grande responsabilità. Ho avrà la forza di “risanare”, oppure sarà lo sfascio finale.

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  • gelsobianco

    Ah, quel quadro di Bacon…

    Al solito, un post molto umano, molto misurato, molto profondo il tuo.

    Ho lo stesso tuo smarrimento, lois!

    Grazie

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    • lois

      Quel papa di Bacon, nato dallo studio e dall’evoluzione di un altro dipinto (Innocenzo X di Velasquez) che l’artista considerava tra i più belli al mondo, è molto eloquente e racconta, a distanza di anni dello “smarrimento” dei nostri giorni.
      Grazie sempre a te

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  • Giulia

    Il quadro di Bacon è davvero impressionante!

    Ma personalmente non avverto alcun senso di smarrimento, perché non ho mai visto nulla di sacro in un’Istituzione umana, umanissima. Il papa è un uomo come tutti gli altri. Trovo molto nobile che sia stato proprio un papa a riconoscerlo implicitamente, rinunciando a farsi bello di presunte infallibilità dogmatiche a vita.
    Non mi pare che rinunciare a un incarico di prestigio equivalga a “scendere dalla croce”, ad abbandonare la nave. Continuare a fare il rappresentante di un’Istituzione “portandosi dietro la sofferenza” della malattia non è certo più gravoso che fare umilmente un passo indietro e rinunciare al potere e alla visibilità mediatica, portandosi sempre dietro la sofferenza della malattia: tanto, quando si è stanchi e malati, anche se non si rinuncia palesemente all’incarico, si smette di assolvere il proprio dovere e si delega tutto ai collaboratori (salvo continuare a farsi inquadrare dalle telecamere).
    Ma non è più il tempo dei monarchi assoluti, che si tengono stretti al trono fino all’ultimo respiro (anche se il papa è uno dei pochi monarchi assoluti rimasti al mondo). Nel mondo moderno, gli incarichi sono a tempo, poi si passa il testimone. Dovrebbero impararlo anche certi politicanti, che si aggrappano alle poltrone come naufraghi a un relitto: al prestigio e alla popolarità non bisogna assuefarsi, bisogna saper rinunciare. E fare come Cincinnato, che accorreva quando Roma aveva bisogno di lui, ma poi se ne tornava umilmente al suo campicello. E fare come Carlo V, che a un potere immenso seppe rinunciare per finire la vita in un convento. A me il gesto di Josef Ratzinger è sembrato solo elegante, laico, moderno appunto.

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    • lois

      A parte che l’esempio per i politici dovrebbe essere lampante, creo che sia proprio il valore “laico” della scelta che non può essere condiviso.

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      • Giulia

        Qui è questione di punti di vista. 🙂 Certo ho pieno rispetto per il tuo, ma a mio parere la forte consapevolezza di essere umana (portavoce di un messaggio divino, ma umana, troppo umana, con tutti i limiti e i vincoli e i difetti dell’essere umano) può fare solo che bene anche all’istituzione del pontificato.

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      • lois

        Qualunque siano le motivazioni e le non-motivazioni che ciascuno di noi ritiene opportune, c’è solo da sperare che tutto questo trambusto possa rappresentare una fase di reset e di riavvio valido e in linea con i ruoli che competono. Magari lo stesso potesse accadere con i nostri politci!

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  • Cam Ramsay

    Bisogna anche dire che un papa, per ciò che rappresenta, non può prendere decisioni, diciamo così, laiche. Perché è pur vero che molti politici dovrebbero prenderne esempio, ma qui non si sta parlando di politica. Il papa, per il credente, non è un monarca assoluto, ma un esempio spirituale da seguire. In quanto religione, il Cristianesimo è formato da dogmi che vanno al di là di decisioni o prese di posizione razionali (anche etimologicamente, fede=vera=vara, che in slavo vuol dire pilastro, dogma), altrimenti non sarebbe tale, non sarebbe religione. Uno di questi è agire per il Bene anche a costo del dolore, della sofferenza e del giudizio degli altri. Quindi la decisione di Benedetto XVI di mettersi da parte, secondo la religione che lui stesso rappresenta, è biasimabile su tutti i fronti. Poi ovvio che lui è un uomo come tanti altri, e che il suo gesto è, da un punto di vista razionale e umano, umile. Però dal punto di vista della Fede no no no, tirate d’orecchi a non finire. Hai proprio ragione, Lois, quando scrivi che questo smarrimento mette in discussione la religione stessa. (Scusami la prolissità, ma l’argomento mi sta particolarmente a cuore – e a chi non starebbe a cuore…)

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  • cacciatricedisogni

    Ci tengo a precisare che il mio ultimo commento non vuole
    giustificare l’aborto, affermando che la chiesa deve adeguarsi,
    ma bensì a ribadire quanto sia incoerente con ciò che va
    predicando.

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    • lois

      Ma infatti, oltre a scendere nello specifico dei singoli episodi, ci sono delle incoerenze che vogliono mostrarci oggi come segno di modernità e rinnovamento, laddove la modernità invece non c’è mai stata (come forse è giusto che sia, per un dogma).Sinceramente continuo a pensare che quella delle dimissioni è proprio una cosa che stona e distorce il cammino pastorale della Chiesa. O è moderna sempre o non lo è e basta.

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  • masticone

    Che gran bel post
    Chapeau

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  • penna bianca

    Mi stavo perdendo sotto la montagna di notifiche ( e di neve e di casini oer la neve;-)) questo bel post e mi sarebbe dispiaciuto. I tuoi post ,Lois, sono sempre ricchi di spunti di riflessione e molto profondi. A me questo papa non è mai stato troppo simpatico ma sinceramente con questa dichiarazione mi sono un po’ ricreduta. Insomma chissà quanto premeditata (forse anche da altri) me l’ha reso un po’ più simile a noi umani.

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    • lois

      In realtà questo Papa è dovuto subentrare dopo 22 anni di pontificato di un papa che aveva radicato molta umanità e “normalità” rispetto ad un ruolo di grande isolamento. Questo credo lo abbia molto penalizzato.
      Sul suo gesto molto umano ci sarà molto da discutere e ciascuno potrà seguire le proprie idee, ma resta il fatto che dopo secoli si è rimesso in discussione l’intero apparato ecclesiastico.

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      • gelsobianco

        “dopo secoli si è rimesso in discussione l’intero apparato ecclesiastico.”
        Che tutto questo possa portare a qualcosa di positivo!
        Eppure io rimango totalmente disorientata.
        gb

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  • Nicoletta De Matthaeis

    Anche a me è piaciuto il film di Nanni Moretti anche se la critica che fa all’istituzione è un po’ ‘decaffeinata’. La chiesa deve rinnovarsi e molto, deve capire in che mondo vive e avvicinarsi di più alle persone e dialogare con i settori critici che ci sono nel suo seno e che, nonostante gli sforzi per emarginarli, ancora ne esiste qualcuno, anche se la maggioranza si sono completamente allontanati. Un’istituzione qualsiasi che non accetta la critica interna o una voce discordante è destinata a morire o a trincerarsi in un mondo irreale. La critica interna, il dialogo, e non il dogmaismo, rafforzano e rinnovano un’istituzione dal dentro, riconoscendo gli errori. Se siamo arrivati a questo punto è anche colpa di Ratzinger che era chi muoveva i fili durante il papato di Giovanni Paolo II. Un tandem molto conservatore e radicale (nonostante l’aspetto populistico del secondo e le sue grandi doti di comunicatore). Il nuovo papa sta dando dei buoni segnali di avvicinamento ma ha ancora molto da dimostrare. Le gatte da pelare sono molte. Dovrà prendere delle decisioni importanti e non farsi dominare dagli interessi creati e dalle lotte di potere che ci sono nel seno della Chiesa. Chi vivrà vedrà.

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    • lois

      Ne sono convinto anche io. Il nuovo Papa riesce a comunicare una “vicinanza” che fino ad oggi è mancata (almeno negli ultimi 8 anni), ma la strada è impervia e ne avremo ancora del tempo per giungere a delle conclusioni. Certo è che in pochi giorni, Francesco (mai nome più propositivo e comunicativo) è riuscito ad ombrare il suo predecessore. Riuscirà a portare lustro anche nella Chiesa?

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  • marco

    Non sono credente, per la verità agnostico e conosco veramente molto poco le dinamiche della Chiesa,
    Ho provato tuttavia un certo interesse nel seguire le varie interpretazioni che via via sono state date all’evento.
    Personalmente credo che, in tutta consapevolezza questo buon uomo si sia reso conto che gli anni e la salute gli sarebbero stati di impedimento
    a svolgere quei compiti che la chiesa è chiamata a risolvere se vuole rinnovarsi.
    Vidi il film di Nanni, e credo che averlo visto prima sia molto diverso che dopo l’evento, in quando la finzione è stata lungimirante.
    Molto spesso Nanni ha di queste letture antitempo, anche con il Caimano nella scena finale i politici inneggiano al loro capo e scherniscono i giudici sulle scale del tribunale.
    Anche in un altro film di cui ho il titolo sulla punta della lingua, (ma credo non voglia uscire) l’attore si rivolge al pubblico dicendo “pubblico di merda” e loro tutti in piedi a ripetere pubblico di merda…
    Ebbene questo non è poi molto distante da quanto è accaduto in parlamento quando il Presidente nuovamente eletto nel rivolgersi alle camere riunite ha ricordato loro che erano degli scellerati per aver lavorato poco e male e loro hanno applaudito, ognuno nella certezza che Napolitano si rivolgesse al loro compagno di banco e non a loro….
    Di due cosa l’una o Nanni prevede, oppure gli altri si ispirano a lui Papa compreso, in tal caso lo esorto a non produrre più questi drammi non oso pensare per il futuro…

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