Quella sottile linea di infinito

© Bord de Mer. Gabriele Basilico

© Bord de Mer. Gabriele Basilico

Nel Nord della Francia ho toccato l’infinito
Gabriele Basilico (Bord de Mer)

È una frase bellissima di un’intervista al celebre fotografo, una cui mostra è stata allestita a Napoli a Villa Pignatelli nel dicembre scorso. Erano una accanto all’altra le foto bianche e nere delle spiagge e dei piccoli centri abitati del nord della Francia. Perlopiù erano scattate in Normandia.

L’ho scoperta più di vent’anni fa. Non ne conoscevo l’esistenza. Ero uno studente appena arrivato all’Università e la scelta del Medioevo come protagonista del mio corso di studi, fu una delle cose migliori che potessi fare. La volontà, la costanza e la passione mi portarono fino al Nord della Francia, in Normandia, uno dei  luoghi tra i più carichi di storia e di bellezza che mi è entrato profondamente nell’anima e c’è rimasto.

La Normandia è in alto, sul Canale della Manica e con le sue coste guarda la Gran Bretagna che nel lontano passato ne divenne parte. In quel territorio dal grande fascino giunsero agli albori dell’anno mille i Vichinghi, quegli uomini che vennero identificati ben presto come i Northman, i Normanni. Quelli non erano più barbari, si erano civilizzati ed erano diventati gli eredi di un grande regno che comprendeva anche il territorio inglese. Poi però il territorio da spartire divenne ben presto piccolo e troppo stretto e allora una parte di loro viaggiò fino all’Italia, quella meridionale, partecipando alla creazione di uno dei momenti più belli della nostra storia, quello del regno normanno degli Altavilla, dalle cui fortune nacque poi quello di Federico II di Svevia.

Etretat

Etretat ©lois_design

Lì a Nord, il cielo è spesso grigio e la pioggerella (quella c’è molto più spesso) è ironicamente valorizzata come una delle caratteristiche del luogo (on dit toujours: Il pleut comme vache qui pisse); ma quando ci arrivai per la prima volta quel posto mi sembrò magico. Aveva una bellezza irrequieta, fatta di pietre sovrapposte fino a definire le grandi cattedrali normanne con le loro guglie aguzze. C’era la natura selvaggia immediatamente dietro le case. Boschi e sentieri a portata di passi, per sfuggire alla modernità e passare in una dimensione fresca e primigenia. C’era poi lo spazio della cordialità dei contadini e dei fattori che ti ospitavano per il solo fatto di essere uno studente alle prime armi con l’archeologia e quel sidro fatto in casa, da gustare con loro e cercare di scambiare pensieri e ricordi di tradizioni che si perdono nella notte dei tempi. E poi la sveglia di buon ora e andare sul campo a lavorare come certosini alla ricerca di qualche traccia dal passato. Tutta quella bellezza mi ha rapito e dopo gli scavi ci sono tornato e poi ritornato e poi tornato ancora, per rivedere ogni volta quei luoghi, gli stessi, ed ogni volta affascinanti come la prima volta.

Caen. Square Darnetal. St. Pierre

Caen. Square Darnetal. St. Pierre © lois_design

A Caen, dove ho vissuto per un mese e dove al posto dello scavo c’è ora una grande aiuola fiorita ed una targa che ne ricorda la scoperta, all’ombra della navata di St. Pierre, dove tante volte la mia voce ha trovato la sua eco. A Caen, divenuta ben più nota per Overlord, l’operazione che ha liberato l’Europa dal nazismo, dove ora a celebrarla c’è il Memorial, un museo che tutti dovrebbero vedere per comprendere quale sia stato l’orrore della guerra. E poi le abbazie, quella degli uomini e quelle delle donne, due immense meraviglie costruite per volere di Guillaume e Matilde, i duchi di Normandia che vollero espiare la colpa di un matrimonio tra consanguinei.

Bayeux

Bayeux © lois_design

Spostarsi poi lungo la costa e attraversare piccoli borghi incantanti, racchiusi tra quelle pietre che ne custodiscono l’anima. Arrivare a Bayeux dove c’è il più antico arazzo della storia, quello con la storia della battaglia di Hastings che diede i natali al reame normanno e passeggiare lungo le stradine con i ponti che attraversano dei rigoli d’acqua che ancora muovono le ruote di legno dei mulini antichi E poi spingersi vero l’interno ed andare a Jumièges dove c’è una cattedrale a cielo aperto, che da imponente abbazia benedettina nel medioevo e caduta in disuso nei secoli successivi, venne smontata pezzo dopo pezzo durante l’età napoleonica per fare rifornimento di materiale. E ti accorgi che proprio in un luogo come quello immerso nella natura, tra gli alberi che ne hanno sventrato le navate, si può ascoltare tutto il misticismo e la grandezza della spiritualità umana. Risalire poi e andare a Rouen, proprio quella città dove Monet ha dipinto oltre venti versioni di quella cattedrale che si indora al tramonto e e diventa viola al calare della notte. Restare ammirati di fronte alle scogliere di Ètretat, le cui immagini più note pure ci sono state tramandate dalle tele impressioniste di Monet che ha vissuto negli ultimi anni della sua vita in un luogo fiorito tutto l’anno che è Giverny il luogo più colorato dell’Alta Normandia.

Giverny. La casa di Monet

Giverny. La casa di Monet © lois_design

Fermarsi ad Honfleur, la città di Boudin col suo porticciolo romantico e cenare al lume di candela. Proseguire nelle scoperte e trovarsi a dormire nel castello appartenuto alla principessa Sissi a Sassetot-Le-Mauconduit e arrivare fino a Duville definita le 21 arrondissment di Parigi perchè d’estate è meta dei bobo. E poi scivolare silenziosamente in strade di campagna che costeggiano piccoli borghi con le casette di pietra ed i tetti spioventi e ritornare a Vieux (mai nome più adeguato) dove per più anni hai partecipato alla campagna di scavo e laddove c’erano sterminate spianate di terra battuta e spalata ora c’è un bel museo con le pareti di vetro a custodire quello che in minima parte anche tu hai contributo a cercare. E ti fermi a pensare a quegli anni di scoperta e di amicizie, di storia e di passione che ti hanno aperto lo sguardo verso mondi nuovi carichi di vita e di bellezza. Passare poi per St. Mâlo, la città dei pirati. E dopo di nuovo in macchina a seguire la costa verso occidente e avvertire tutta quella sofferenza e quei morti che sono serviti a liberare l’Europa dalle dittature, e vedi Omaha Beach dove lo sguardo si perde all’orizzonte e, ad Arromanches ti stupisci che ancora a largo ci sono le difese di cemento disposte dai nazisti contro gli alleati. Infine da lontano mentre pensierosamente prosegui lungo il viaggio, scopri ammirato quello scoglio meraviglioso che si innalza nelle paludi con la sua mole gotica e imponente. Una guglia in mezzo al mare lungo un orizzonte piatto. È  Le Mont Saint Michel che i bretoni si contendono con i normanni.

Le Mont Saint Michel

Le Mont Saint Michel © lois_design

È il luogo della meraviglia, che fai fatica ad immaginare come l’uomo lo abbia potuto costruire (le cave di pietra sono lontanissime), quel luogo dove la prima volta hai scoperto che anche le maree hanno un suono, un gemito crescente che ti strofina le orecchie e ti lascia incantato di fronte alla natura che spontaneamente appare con tutta la sua vita. E dormire in macchina quando si è giovani ed essere svegliati dall’uomo della sicurezza perché un nuovo crescente è in arrivo e ritornare a dormirci, da grande, ma dentro, nelle strette mura e gustarne il silenzio e le stelle quando le folle sono sparite e ti piace immaginare che le porte siano state chiuse.

E poi c’è quella voglia di tornarci che ti pervade e che non ti immalinconisce, perché sai che prima o poi ci ritornerai.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Informazioni su lois

https://assolocorale.wordpress.com Vedi tutti gli articoli di lois

48 responses to “Quella sottile linea di infinito

  • iraida2

    A Honfleur sono rimasta dieci giorni, una decina di anni fa, prima di raggiungere Mont Saint Michelle, in un viaggio che non dimenticherò mai. Non esagero se dico che quei luoghi, ogni volta, suscitavano in me un sentimento di grande commozione.
    Grazie per avermeli ricordati!

    Mi piace

    • lois

      probabilmente è un valore associato alla magnificenza dei luoghi che si sposano con la natura incontaminata che ancora gli vive accanto!
      grazie a te

      Mi piace

      • iraida2

        In quei giorni c’era la rappresentazione, in costume, dello sbarco del D dey. A sera, in grandi capannoni, simili a fienili agghindati a festa, si poteva ballare a ritmo di boogie-woogie e bere sidro a volontà.
        E chi se lo scorda!!!!

        Mi piace

      • lois

        mi sa che c’ero anche io in quel periodo… magari ci saremo pure incontrati 🙂

        Mi piace

  • poetella

    questopost mi sa che è stupendo…già le foto…

    ma ora non ho tempo di leggerlo. Ci torno, che promette e bene…

    Mi piace

  • penna bianca

    No sono mai stata in Normandia ma leggendo questo bel post di sicuro mi sono incuriosita. Certo è che per riportare alla luce pezzi sepolti da tempo e tempo ce ne vuole di pazienza e costanza. Bisogna saper guardare anche sotto e non solo sopra 😉

    Mi piace

  • tramedipensieri

    Questo posto è incantevole….così ricco di storia.

    …. son del parere che Le Mont Saint Michel è un sogno. Mi ha da sempre attirato sta storia delle maree…del mare che si ritira e poi….riappare annunciandosi con un fragore di acqua e vento e tutto ricopre, ancora.
    E questo castello lo vedi in due scenari diversi….si….dev’essere uno spettacolo…meraviglioso…
    ….. chissà se avrò l’occasione di vederlo?

    Bel post Lois…il tuo modo di esprimere le tue sensazioni, viaggi, vita…è molto delicato…
    Grazie
    buona serata, ormai…

    .marta

    Mi piace

    • lois

      grazie Marta. Le Mont Saint Michel è veramente un luogo magico. Avevo vent’anni la prima volta che l’ho vista e come scrivevo il rumore della marea che sale è qualcosa di indescrivibile e poi dopo pochi istanti vedere tutta quell’acqua che ricopre tutto…
      grazie del video! buona serata anche a te

      Mi piace

  • cacciatricedisogni

    In qualche modo il tuo post, mi richiama inevitabilmente luoghi e memorie.
    Sono nata in Puglia, anche se attualmente vivo in Umbria. E ho viaggiato in Francia, in Provenza dove ho alcuni parenti. Non ho mai visitato il nord della Francia e mi piacerebbe farlo. Piacerebbe anche a me poter andare a Mont Saint Michel, forse perchè tutto si ricollega. Sono nata a nord
    della Puglia, vicino a Monte S. Angelo (FG), dove anche lì c’è un Santuario dedicato all’Arc. Michele. Mont Sain Michel a detta di cari
    amici racchiude in sè qualcosa di veramente particolare oltre che spirituale. Anche Castel del Monte/Andria con la costruzione fatta erigere da Federico II di Svevia ha un alone di mistero. Nel mondo, ed in particolari luoghi, come quelli da te descritti, chissà quante cose ancora da scoprire ci sono… E’ un piacere leggerti, era molto che mancavo dal mio blog e da quello degli amici, spero di recuperare, ma il tempo spesso manca ultimamente. Un caro saluto e un buon fine settimana, Lori. 🙂

    Mi piace

    • lois

      Ciao Lori, benritornata. Hai centrato benissimo le similitudini Puglia/Normandia; il regno normanno in Italia ebbe molte relazioni col nord e Monte San Michele (quello sul Gargano) nasce (architettonicamente) proprio in similitudine al Mont St Michel e Andria è il luogo deputato dell’imperatore Federico, il cui nonno materno era erede degli Altavilla, gli Hauteville che proprio dalla Normandia sono partiti. Le relazioni sono interminabili e si potrebbe proseguire all’infinito, magari con un po’ di tempo in più potrei provarci.
      La Provenza è un altro luogo che amo, se ti va, ne ho scritto qualcosa!
      https://assolocorale.wordpress.com/2012/04/15/non-ho-mai-trovato-la-lavanda/
      Buona giornata a te, Lois

      Mi piace

  • cacciatricedisogni

    Grazie Lois, ripeto, è sempre un piacere entrare qui da te. Effettivamente
    sì, le similitudini sono moltissime. La Provenza.. ne hai parlato in un post..
    Ho un caro amico francese i cui antenati erano coltivatori di lavanda. pensa che lui ne è allergico…! :D. Corro a leggere il tuo post.
    Anche a te un buon proseguimento e una serena serata, Lori.

    Mi piace

  • mondidascoprire

    La natura è un tempio dedicato all’uomo e l’uomo ha creato opere dedicate alla sua grandezza e a Dio che è la sintesi di tutta questa bellezza. Mi è piaciuto molto il tuo post e anche la somiglianza alla mia cara regione ( per il resto agli ultimi posti).

    Mi piace

  • eklektike

    La Normandia mi affascina da sempre, anche se non ho ancora avuto l’opportunità di visitarla.
    Grazie per il bel post!

    Mi piace

  • gelsobianco

    Le Mont Saint Michel …
    Non riesco a scrivere un commento vero perchè lo spazio è coperto da “questo blog non rappresenta…”
    gb

    Mi piace

  • gelsobianco

    E questo tuo post è veramente un altro spartito che tu “dirigi” splendidamente!
    A dopo!
    Buona serata
    gb

    Mi piace

  • mariella54

    Ciao Lois ,mio figlio a Natale è partito in macchina per la Normandia ,ho visto le foto che ha scattato,deve essere meravigliosa una parte della Francia che mi piacerebbe visitare ,certi posti hanno qualcosa di magico.Ciao

    Mi piace

  • gelsobianco

    Come al solito, leggere i tuoi post, lois, è come venire con te e visitare tutto quello che tu descrivi e che illustri con splendide fotografie ed immagini. Oltretutto fai coglier le tue sensazioni in modo decisamente vero,

    non con retorica, ma con grande, semplice profondità. La Normandia… un incanto. Mont St Michel…
    “dove la prima volta hai scoperto che anche le maree hanno un suono, un gemito crescente che ti strofina le orecchie e ti lascia incantato di fronte alla natura che spontaneamente appare con tutta la sua vita

    .” Hai detto tutto! Riprendo a scrivere in un altro commento perchè non vedo più nulla…

    Mi piace

  • gelsobianco

    Mont st Michel è il luogo della “meraviglia”! Hai perfettamente ragione! Non si può definirlo in altro modo. Vi è un luogo, in Cornovaglia, altra terra splendida, St. Michael’s Mount ed anche lì resti incantato di fronte alla potenza delle maree, al cambiamento di tutto in poche ore. Anche lì puoi “toccare l’infinito”. Insomma hai diretto anche questa volta, la
    tua orchestra in un modo davvero notevole. Cambio commento. Non vedo più nulla…

    Mi piace

  • gelsobianco

    Perdonami, ma non so come fare… Ad un certo punto, mi saltano su le scritte ed io scrivo al buio!
    Tu, direttore d’orchestra, hai chiuso perfettamente anche! Le tue ultime note rimangono in chi ascolta il tuo concerto…
    Ho notato con piacere, in un commento, la similitudine tra la Normandia e la Puglia che, in realtà, esiste. La differenza è nei colori, secondo me. “Il pleut comme vache qui pisse” non può addattarsi alla Puglia, regione incredibile per la sua varietà anche, ma quasi sempre soleggiata. Hai visto, per caso,St. Michael’s Mount? Anche lì resti attonito e senza parole. Ti senti immerso nella natura . proseguo in un altro commento. PERDONO!

    Mi piace

    • lois

      Non so perchè c’è la difficoltà di scrivere i commenti! Ma non preoccuparti. Ho afferrato le tue parole. Ti ringrazio ancora innanzitutto, e poi credo che tu abbia colto le proncipali differenze tra Puglia e Normandia, anche se come dicevo prima, ci sono molti punti di contatto, soprattutto intorno al XII-XIII secolo. Mt st Michele di cui mi parli, non la conosco, ma la Cornovaglia è luogo in cui vorrei andarci presto.
      Ci fu intorno all’anno Mille, grazie alla presenza dei normanni, una diffusione estesa del culto di San Michele, cosa per cui, in diversi luoghi furono fondate delle abbazie (perlopiù benedettine) in onore all’arcangelo. Le chiese di St Michel in Normandia e in Cornovaglia e quella sul Gargano, nacquero per testimoniare delle visioni dell’Arcangelo Michele apparso in quei luoghi a difesa della fede, sempre più compromessa dal potere secolare della chiesa.

      Mi piace

  • sguardiepercorsi

    Caspita, mi hai fatto venire voglia di partire al più presto!
    Grazie… 🙂

    Mi piace

  • gelsobianco

    Non è esattamente solo sentirsi immersi nella natura, è farne parte. Io mi sentivo marea. Quel limite tra l’incanto e l’eesere nell’incanto era ampiamente superato da me. Io ero mare che si alzava ed abbassava. C’ero e non c’ero. Avevo il potere della marea. Sì, Prima o poi, ritornerò ad essere marea e natura e a non cogliere più alcun orizzonte.
    Grazie, lois.
    Un sorriso
    gb

    Mi piace

  • gelsobianco

    Ti chiedo ancora scusa, ma è un problema vero. Dopo un po’ si alzano le scritte e non vedo più nulla.
    Vai in Cornovaglia, lois!
    Vai nel Galles anche!
    Poi ci racconti tutto!
    Ciao, direttore d’orchestra!
    Grazie ancora.
    gb

    Mi piace

  • Giulia

    Anch’io ho molto amato la Normandia, così come la Bretagna, e ci tornerei davvero volentieri…

    Mi piace

  • Lia

    La Normandia ti entra nell’anima, ti sfiora il cuore con i suoi paesaggi e la pioggia che rende tutto etereo. E’ un luogo dove lasciarsi “contaminare” dalle emozioni.

    Mi piace

    • lois

      È proprio vero, è la sensazione che ho avvertito ogni volta. Sentirmi parte di un ambiente, della natura e di tutte quelle bellezze che mi sono rimaste addosso.

      Mi piace

      • gelsobianco

        “Io ero mare che si alzava ed abbassava. C’ero e non c’ero. Avevo il potere della marea. Sì, Prima o poi, ritornerò ad essere marea e natura e a non cogliere più alcun orizzonte.”
        Avevo scritto…
        Ciao, lois!
        gb

        Mi piace

  • ilmiosguardo

    Grandemente affascinante il tuo viaggio e splendide (alcune piene di poesia) le foto.
    Ettecredo che la Normandia ti sia entrata nel cuore!

    Buona giornata, ciao
    Ondina

    Mi piace

  • ironiaprimaditutto

    bellissimo post, elegante e appassionato.

    Mi piace

  • luna

    Mamma mia che paradiso….viaggiare arricchisce il cuore e la mente (anche se svuota le tasche) e fa conoscere un mondo che a volte è assai diverso dal nostro. Mi riprometto di essere più raminga tutte le volte che vedo foto come queste! Se ti va ti aspetto da me, mi piacerebbe avere la tua opinione sui libri che posto. Se sei un lettore il mio blog ti piacerà! Baci

    Mi piace

  • dafnevisconti

    è così che concepisco l’idea del viaggiare, dello stare nei posti; se c’è un motivo, se c’è un trasporto dentro rimane tutto quello che hai espresso con le parole.
    (P.S.: come mai non mi arrivano più i tuoi aggiornamenti fra i miei reader??)
    Ciao
    Dafne

    Mi piace

    • lois

      Cara Dafne, i misteri della tecnologia mi lasciano sempre stupito! Non so per quale motivo non ti arrivino più le notifiche! Potresti riprovare a disiscriverti ed iscriverti nuovamente!!
      Per quanto riguarda i viaggi, è solo così che li concepisco. Solo così mi lasciano qualcosa di solido!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: