Costruire

It's a Wonderful Life (1946)

It’s a Wonderful Life (1946)

[…] E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereno, infinito, immortale,
oh, d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male.
Giovanni Pascoli (X agosto)

Un anno fa avevo scritto la mia lettera di Natale, riponendovi in essa tutte le speranze e tutti i pensieri. Per un attimo ho creduto che l’impossibile diventasse possibile e che bastasse scrivere affinché i mutamenti della vita potessero cancellarsi e ripristinare le forme a me più care. Dopo tanto silenzio cercavo uno spazio consolatorio, ho provato a riavvolgere il nastro, ma il rewind era inutilizzabile ed il nastro ha continuato a scorrere. Come sempre. Senza sosta.

Ora è un altro Natale, quest’anno avrei da scriverne molte di cose e da fare le mie rimostranze per i desideri irrealizzati, abbandonati tra gli scaffali delle poste tra le lettere inesitate. Ma non voglio più attendere invano risposte che non arriveranno.

La mia bolla è scoppiata, ma il silenzio resta, sospinto da una malinconia lieve che mi ha trascinato lungo un altro anno invaso da vuoti ed attese che non sono state colmate. Poi ci sono i disappunti, lo sconforto per il mondo che va a rotoli e il nostro Paese sulla rotta del Titanic. Ma poi ci sono anche quelle giornate in cui per poco ti senti forte e fortunato, all’unisono con i battiti del giorno che adamantino illumina con luce radente dalla buona ora, quest’atomo opaco del male. Felice come mio nipote che gira gioioso e speranzoso nel negozio di giochi indeciso su cosa scegliere e farsi regalare.

E poi scorro con gli occhi tutto lo spazio che circonda la mia vita, i miei passi e spesso guardo un panorama che non mi piace, uno spazio disilluso, bello nelle forme, nei tramonti e nei colori, ma sempre più vuoto, sempre più quadro. E poi invece il giorno dopo, quella stessa scena è magnifica, uguale a sempre ma più bella che mai, capace da sola a riempirti gli occhi ed il cuore e farti sentire felice di essere vivo. Con così poco.

Di brutto c’è tutto il resto, un’economia implosa capace da sola a generare decadenza, un politica camaleontica, che tra deroghe e replay ci propina cose improponibili di assoluto spregio alla vita decente ed onesta di milioni di persone, un’asocialità dilagate irrispettosa del bene comune e poi tutta l’indifferenza verso chi in questo momento necessita anche solo di un sorriso rincuorante.

Ma è così. Sono i nostri anni, i nostri spazi, il nostro tempo, che non è bello come avremmo voluto, ma è il tempo in cui viviamo e che ciascuno di noi dovrebbe migliorare anche solo con un sorriso.

[…] nel mezzo c’è tutto il resto 
e tutto il resto è giorno dopo giorno 
e giorno dopo giorno è 
silenziosamente costruire 
e costruire è sapere e potere 
rinunciare alla perfezione […]

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