La provvisorietà del viaggio

Meleagro, Museo Archeologico (Napoli, 2012) © lois_design

Meleagro, Museo Archeologico (Napoli, 2012) © lois_design

Al termine di un viaggio c’è sempre un approdo. Esattamente un anno fa, Vinicio seguiva il sogno del mito, il viaggio coraggioso degli eroi, solcando le onde attraversate dalle balene e scrutate da Omero. Oggi quel viaggio si è temporaneamente concluso, e in quello stesso teatro, sempre Vinicio approda nelle terre omeriche giungendo nel porto di Patrasso. Seguendo il canto delle confortanti taverne.

Per una strana coincidenza ho seguito anche io le rotte di un viaggio, ma senza meta. Esattamente un anno fa, mentre Vinicio lottava con le Sirene io abbandonavo la nave, guardando negli occhi la mia sconfitta. Anche io come Ulisse ho attraversato inconsapevolmente i mari che mi hanno condotto. È stato un deragliamento dell’anima. È stata la consapevolezza dell’impotenza o forse più semplicemente l’istinto naturale di salvaguardia che mi ha spinto fuori dalla nave. Non mi sono calato con la scialuppa, quella non era prevista.

Vinicio Capossela, Rebetiko Gymnastas (Napoli, Teatro Bellini)

Vinicio Capossela, Rebetiko Gymnastas (Napoli, Teatro Bellini)

È iniziato così un nuovo viaggio, quello interiore che mi ha concesso silenzi assordanti, rimorsi e rimpianti. Quello che mi ha sprofondato nel mare dell’impotenza, dove anche restare a galla era fatica. È difficile riconoscere le proprie debolezze. Ma non ho potuto  farne a meno. Era difficile restare aggrappato senza più quelle mani che stringessero le mie.

Procida (2010) © lois_design

Procida (2010) © lois_design

L’ho abbandonata quella nave. Vigliaccamente. Non avevo altro mezzo, non più mani che mi trattenessero. Ho attraversato il mare impervio del silenzio e le strade senza nome per ritrovarmi insicuro e smarrito tra le trame di questi spazi che mi hanno reso noto nuove vite e nuovi viaggi. Ed oggi come Vinicio che canta speranzoso dei destini umani, quelli che sono un gradino più in basso degli eroi, io mi ritrovo al termine di un viaggio che non mi ha concesso né mete né onori. Un viaggio che mi conduce oggi verso altri lidi che ancora non conosco, un viaggio che si conclude (per ora, provvisoriamente) con una sconfitta che ha lasciato il segno e le sere dell’assenza* che mi hanno bruciato l’anima. E come Ulisse ora attendo nuove rive e parole nuove da cantare.

* Cristal. Vinicio Capossela (1997)
Più fragil del cristal  / fu il mio amor / appunto a te  / cristallo nel tuo cuor / nel tuo guardar / nel tuo sentir  / il tuo riso e la tua bocca  / e la nostra timidezza / sfiorandoti da sotto il tuo balcon / e ora solo so  / che tutto s’è perduto  / le sere dell’assenza / e niente tornerà / già lo so / niente ancor / talvolta un tuo saluto / e un addio / è niente ancor.

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22 responses to “La provvisorietà del viaggio

  • in fondo al cuore

    Prima o poi sono viaggi che tutti siamo costretti a fare…..servono a prendere coscienza di se stessi e dei propri errori…..con la speranza di non ripeterli. Buona giornata!

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  • tramedipensieri

    Il mare è talmente grande che ci vanno più navi. E’ impensabile credere che ve ne sia solo una e che, dal momento che si scende si debba per forza stare in balie delle onde.
    Il mare è crudele, imprevedibile…ma anche generoso.

    Non è da vigliacchi abbandonare la nave ma da persona consapevole che, questa, non è più governabile.

    La vita non è solo un viaggio. Ma tanti viaggi. Ed ognuno è una scoperta, un insegnamento, un nuovo straordinario incontro con sè stessi.
    Buon viaggio, Lois…

    Buona giornata
    .marta

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  • labambinacolpalloncino

    Mi hai fatto ripensare a questa frase di Pessoa, te la dedico!
    “Ho fatto naufragio senza tempesta in un mare nel quale si tocca il fondo con i piedi.”
    buona giornata e buon viaggio

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  • iraida2

    In questi giorni sto leggendo la poesia di José Hierro. Lui dice
    “..le strade non portano a nessuna meta; tutte terminano in noi..non c’è nulla: passato, futuro, ombre e gioie fuori di noi…..il mondo fu fatto per noi. Siamo il suo centro vivo e gira il tempo intorno. Passa e non può ferire col suo dolore remoto il nostro cuore vicino”

    Siamo noi il viaggio, Lois, “senti” il tuo cuore vicino “dimentica” il dolore lontano.
    Un caro saluto.

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    • lois

      Si è vero, è proprio la nostra vita il viaggio che prosegue senza mete apparenti ogni giorno. Ogni giorno c’è una nuova tappa, ogni volta è una nuova scoperta. Sono d’accordo, viviamo l’oggi, con qualche lingua di malinconia che a volte ci avvolge, ma con un sapore di ricordo. Il mare è ampio, continuo il mio viaggio.
      Buona giornata

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  • penna bianca

    “viaggiatore non c’è cammino. Il cammino si fa camminando”. Più o meno recita così una bel verso di Machado. E certi viaggi pur dolorosi e destabilizzanti sono inevitabili se vogliamo continuare a vivere pienamente. ciao Lois

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  • Cam Ramsay

    Ti invidio tantissimo, perché volevo esserci anch’io al concerto di Vinicio Capossela al Bernini, ma per vari motivi non ho potuto. Spero solo che ritorni qui a breve.

    Ritornando al post, non è detto che il viaggio sia terminato. Il destino umano è come il mare: imprevedibile. E poi anche Ulisse riuscì a ritornare nella sua amata Itaca, dopo tanti dolori.

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    • lois

      Infatti, lo credo. Alla fine come dice Iraida, il viaggio è la nostra vita, è un viaggio temporale con/senza meta né spazio né tempo, è un viaggio ad infinitum che attraversa i mari calmi e quelli irrequieti. Proprio come Ulisse infatti che ne ha passate di belle, ma ha vissuto anche momenti importanti.
      PS Capossela come sempre è in grandissima forma! Vale sempre un suo spettacolo…

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  • esercizidipensiero

    Un anno fa anche ero nel mezzo di un viaggio, proprio nel mezzo. Una bolla meravigliosa la mia. Il dolore è arrivato mesi dopo, e un altro viaggio allora, simile al tuo, profondissimo e orribile, che pareva non finire mai. Poi un altro ancora, mare calmo, sereno e poi chissà. Non ci si ferma mai. Ogni tanto il viaggio torna, il mio è tornato ieri per caso. Ed è stato bello vedere che il dolore può passare, lentamente ma passa, poco alla volta.

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    • lois

      Un anno fa molti di noi hanno intrapreso una parte del viaggio più impegnativa 🙂
      Si, comunque, il viaggio siamo noi e le nostre scelte e le nostre delusioni e le nostre sollecitazioni e i nostri desideri…

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  • loltreuomo

    Marquez parla della vita come di un accumulo di assenze a cui bisogna far fronte anche se non è sempre facile… Post molto bello e sentito…
    Buona serata Lois

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  • dafnevisconti

    la tua lucidità, è essa stessa una scialuppa per la vita..

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  • mondidascoprire

    Mi fai pensare all’Homo Viator, un uomo camminatore:un uomo colmo di dolore e di certezza, cioè umile, perchè consapevole che la speranza è nel Bene.Ciao e buona serata

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    • lois

      In effetti i miei ricordi, ma un po’ quelli di tutti, sono ricordi non sempre solo malinconici e nostalgici. Il mio viaggio mi ha lasciato anche tante belle emozioni che mi hanno arricchito. Ora umilmente proseguo lungo la rotta alla ricerca di nuove mete, ma senza dimenticare il bello che già c’è è stato…
      Grazie. buona serata a te

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  • semprevento

    Lois,
    non posso dirti nulla se non ” che meraviglia che sei..”

    vento

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  • Godot

    🙂 Che bello aver trovato questo blog. Diciamo che il mio viaggio nel web oggi è stato ben speso! Domani chissà! Alla fine tutto è un po’ viaggio, no?

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