Raffaele Lippi, aggiudicato, paletta 703

Lo ammetto.
Come ormai è chiaro, la mia passione irrefrenabile è l’arte. Mi piace studiarla, approfondirla, guardarla e conoscere le personalità che hanno in qualche modo contribuito a darle lustro o semplicemente permesso di diffondersi. Ma lo confesso, da alcuni anni la inseguo ancora di più, cerco di avvicinarmi e di possederla. Nei limiti a me concessi partecipo alle aste di contemporaneo, e vi dirò, è un’emozione difficile da descrivere. Ogni rialzo è un fremito e quando poi la battuta finale è per me, raggiungo un livello emotivo invidiabile.

Qualche giorno fa mentre fuori infuriava la tempesta ho partecipato ad una sessione d’asta contemporanea. Sono bastati tre rilanci e mi è stato aggiudicato. Paletta 703. Era molto che ambivo un suo dipinto. È una tela di Raffaele Lippi, uno dei protagonisti della stagione pittorica napoletana appena passata. È una figura sdraiata del 1969. È un olio su tela di grande forza e di struggente bellezza.

Raffaele Lippi

Raffaele Lippi

Lippi è stato un autodidatta della pittura. Nato nel 1911 in una delle zone più popolari della mia città (il Vasto), si è avvicinato all’arte giovanissimo, è del 1925 il primo autoritratto che di lui si conosca. Ha fatto i lavori più umili, è stato anche un conciatore di pelli, cosa che lo preoccupava moltissimo, perché la lavorazione gli procurava dolori lancinanti alle mani, quelle stesse che si dedicavano alla pittura. Non studiò come i suoi colleghi e futuri protagonisti di quella stagione. Lavorava, si arrangiava a fare di tutto e nel tempo rimastogli dipingeva. Non era mai contento di ciò che produceva, spesso ritornava su quelle opere (realizzate su materiali di fortuna), modificandole e rifacendole, spesso le distruggeva. Poi verso la fine degli anni Trenta partecipò alle prime mostre organizzate dal GUF (gruppo universitario fascista), era indispensabile parteciparvi per non restare ai margini. Poi venne la guerra e senza santi in paradiso, nel ’42 Lippi fu inviato sul fronte russo per spartire il bottino con i tedeschi (o almeno così pensava il duce). Gli eventi però – come sappiamo – furono tutt’altro che favorevoli e per 85mila nostri connazionali non ci fu scampo, circa altri 35mila rimasero congelati. Quando fece ritornò a Napoli nell’autunno del ’43, Lippi sembrava uno scheletro, testimonia il suo amico e collega Armando De Stefano (altro grande protagonista della scena pittorica napoletana dei tempi “più recenti”). La guerra aveva lasciato in lui tracce evidenti e la sua pittura ne divenne manifesto. Poi ci fu il Gruppo Sud alla fine degli anni Quaranta e poi la città come proscenio di quella pittura e poi alla fine degli anni Sessanta, quando il suo nome, legato alla storia del partito comunista e alle delusioni ad esso derivate (per i tristi eventi dell’Ungheria e dell’Europa orientale) aveva trovato posto nella schiera degli eletti, Lippi introdusse nelle sue opere la figura umana che divenne protagonista assoluta nelle opere del ’69, quando ci fu la sua personale alla Galleria San Carlo di Napoli. Poi fu tutta un’ascesa ed evoluzione (fino al 1982, anno della sua morte) che ha foraggiato la nascita di opere museali che oggi sono visibili nelle principali raccolte cittadine. Di Lippi ormai è riconosciuto il ruolo e l’originalità.

La mia figura distesa è proprio del ’69, di quella fase figurativa che segnò la nuova svolta di quel pittore autodidatta la cui storia è fatta di umiltà e sofferenza sempre messa in secondo piano rispetto a quella passione che gli ardeva dentro e che gli ha consentito di ritagliarsi un ruolo da protagonista nella cultura artistica dell’ultimo Novecento.

Raffaele Lippi "Nudo disteso" (1969) olio su tela, cm 61x61

Raffaele Lippi “Nudo disteso” (1969) olio su tela, cm 61×61

E dopo essermi – nuovamente – dilungato su temi a me cari, volevo solo sottolineare quello che sostengo da tempo, che l’arte non può essere scissa dalla vita stessa degli artisti e soprattutto che rivolgersi verso essa è riuscire a carpire tutta la bellezza e il significato dello spirito umano che come con la poesia, si spinge verso una liricità che ci rende il mondo molto più piacevole e rassicurante.

PS ora l’ho confessato. Questo artista lo seguivo da tempo, ma solo ora ho avuto la fortuna di poterlo acquistare. Ora è in bella compagnia, con altre opere di suoi colleghi. Sarà un po’ narcisistico, ma vi assicuro che uscire al mattino e dare un ultimo sguardo a quelle pitture e ritrovamele ogni sera al rientro è un’emozione che non si può spiegare.

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41 responses to “Raffaele Lippi, aggiudicato, paletta 703

  • DISTRATTA

    Nel mio “piccolo” so… che si prova.
    Un abbraccio.

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  • flaneriefeminine

    Che bello che collezioni opere d’arte! Si tengono molte aste a Napoli? Viaggi anche per partecipare ad aste fuori di Napoli?

    🙂

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    • lois

      Napoli, non è una gran città aperta all’arte, purtroppo! Ci sono alcune gallerie e alcune sono di levatura nazionale. Molto si tende ancora uno sguardo all’Ottocento, alla scuola di Posillipo e al contemporaneo non viene assegnato il giusto valore. Potessi, mi spingerei anche oltre per partecipare alle aste, ma con i miei mezzi (ed i miei limiti) ancora non posso spingermi oltre, magari un giorno… chissà… potrei passare da Christie’s o Sotheby’s 🙂

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  • tramedipensieri

    Amo l’arte in tutte le sue forme…non ma non c’è paragone a quello che vedo e leggo qui.
    Interessante questo pittore autodidatta, semplice..dalle linee morbide, pennellate distese e al tempo stesso precise. Riuscire ad esprimere un sentimento è difficile…lui è riuscito. Bravo…
    Penso anche io che non si può scindere la vita di un artista da quello che realizza.
    Grazie per avermi dato la possibilità di apprezzare questo pittore.

    In bocca a lupo per questo “dono” che ti sei fatto e per, mi auguro, tanti altri che verranno ad incontrarti.
    Ciao
    .marta

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    • lois

      Grazie sei molto gentile. Parli bene, è proprio un “dono” che mi sono fatto e (per me), non c’è regalo che tenga. È da qualche anno che nei miei limiti, mi dono l’arte. Riscoprire poi dei valori e dei personaggi di così belle doti, mi consola doppiamente!
      Grazie ancora

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  • Antonio De Simone

    Bel quadro…complimenti!!!

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  • gelsobianco

    Io ti auguro di continuare a “donarti” l’arte in tutti i sensi!
    Sei, poi, così bravo nel “contagiare” i tuoi lettori con la tua passione per l’arte.
    Questo pittore mi piace!
    Devo scoprirlo di più.
    grazie.
    gb

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    • lois

      In rete c’è qualche scheda biografica e qualche brano di antologia, ma qualche anno fa gli è stata dedicata una grande retrospettiva (a Napoli, al Caste dell’Ovo), e ne è stato pubblicato un bel catalogo critico, dove ci sono molti elementi biografici ed una buona selezione di opere!
      A presto 😉

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  • in fondo al cuore

    La tua passione per l’arte emerge da ogni tua parola, fai bene a coltivarla, immagino la soddisfazione di vedere le opere che hai acquistato, buona giornata! 🙂

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  • esercizidipensiero

    oooooooooooo è la sola sillaba che mi esce in questo momento. Che meraviglia, i soldi meglio investiti sono quelli spesi per le cose che ci fanno bene, dare uno sguardo a quell’opera dà il senso a tutti i rospi che hai ingoiato al lavoro in tutta la vita. Io pensavo che nella vita normale non esistessero le persone che hanno delle opere d’arte vere in casa, non immagino neanche quanto possa essere bellissimo, mi lascia senza parole, come questo commento confuso. Ho preso in mano solo una volta degli acquerelli di Turner ed è stata un’emozione incredibile, mai avrei pensato per una come me che ne sa così poco di arte. Ecco io se avessi i miliardi forse cercherei MIrò, sì, credo di sì. MIrò.

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    • lois

      Si è una bella soddisfazione. Io di soldi non ne spendo molti, c’è in giro anche tanta cattiva informazione, anche con “poco” si possono acquistare belle cose. Alla fine è un problema di cultura e di conoscenze. oggi quanti ragazzi andrebbero ad un’asta piuttosto che fare la fila di notte per essere i primi ad acquistare l’ultimo modello di smartphone? Purtroppo l’annullamento quasi definitivo della storia e dell’arte e un’avvicinamento guidato anche da parte dei docenti (che poi di fatto hanno una o due ore a settimana per classe!!) crea questo grave vuoto. Pensa che in sala sabato scorso, io – che non sono proprio giovanissimo – abbassavo di molto la media d’età!!
      Anche io se avessi disponibilità di molti soldi acquisterei tutto quello che potrei acquistare, magari girando per il mondo alla scelta dei pezzi più belli (e ci metterei anche io uno o due Mirò). Ma come vedi nel mio piccolo riesco a soddisfacermi ed a circondarmi di cose belle, perché poi il fine è quello, ritrovarsi tra le cose belle (non ho mai comprato niente per investimento economico e lungi da me qualunque minimo pensiero di vendita…)
      PS che bello che bello che hai potuto toccare dei Turner. I suoi acquerelli credo rappresentino tutta la profondità dell’animo umano. Buona giornata 🙂

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  • occultoantonio

    complimenti per l’acquisto. ricorda un po’ fausto pirandello per il tratto.

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    • lois

      Grazie. Si , il tratto è molto vicino a quello di fausto Pirandello che mi piace molto, anche se è poco noto e poche sono le cose che si vedono in giro. Attraversano entrambi quella fase di figurativo neo-realistico che si spinge fino agli anni Settanta.

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  • mondidascoprire

    E’ vero avere in casa un’opera d’arte è vivere portandosi dietro quello stupore, quella meraviglia che ,nonostante i drammi della vita, sono immanenti nel nostro cuore e si rivelano nell’arte come la possibilità di conoscere ciò che va oltre noi ma che ci riguarda profondamente.
    Buona giornata

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  • loltreuomo

    Ripasserò con calma a leggere il post. Intanto bravo, hai preso un pezzo di notevole bellezza…
    Buona giornata Lois

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  • Cam Ramsay

    Per fortuna ho avuto al liceo due insegnanti di Arte molto preparate. La seconda, poi, mi ha fatto amare l’arte contemporanea, che prima odiavo con tutto il cuore. 🙂 Quando ci portò al Madre mi si aprì un mondo davanti, e mi rimase impressa soprattutto la sala in cui erano contenuti i dipinti di Francesco Clemente – mi pare fosse la sala centrale, ora non ricordo. Questo per dire che è un vero peccato che una persona con un’inestimabile passione come la tua non possa insegnare nelle scuole, perché ce ne sarebbe davvero bisogno, visto anche il poco amore che certi insegnanti impiegano nel loro lavoro – parlo della mia personale esperienza, non vorrei generalizzare.
    Ps: il quadro che hai acquistato mi ha incuriosito parecchio soprattutto per la posizione innaturale del corpo. Non potevi farti un regalo migliore di questo.

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    • lois

      È un vero peccato infatti non motivare i giovani all’arte e soprattutto a quella contemporanea che poi è quella che ci circonda e nella quale ci immergiamo ogni giorno. Vedi ad esempio proprio a Napoli quello che c’è nelle metropolitane! Al Madre c’erano belle cose, ora come avrai letto non c’è quasi più nulla, a parte le sali dipinte e tra le quali c’è quella di Clemente (napoletano di nascita e americano d’azione).
      Il Nudo di Lippi, come tutte le sue figure sono a cavallo tra la realtà e il sogno ed è questo che secondo me lo rende bello. Una figura isolata ma non sola ne triste. È quasi un monocromo, se non fosse per la parte terminale delle gambe che la rende fortemente viva.
      Grazie, buona serata

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  • dafnevisconti

    E’ stato bello leggere il tuo post e l’emozione vera che descrivi. Poco tempo fa ho fatto il mio primo piccolissimo acquisto al mercatino antiquario della mia città. Mentre passeggiavo, un piccolo quadrettino che rappresentava un vaso di fiori mi ha quasi stregato, ma solo il giorno successivo ho avuto il coraggio di chiedere il prezzo. L’autore non è famoso ma sicuramente riconosciuto, (avevo avuto “occhio”), si tratta di Alvaro Danti, della scuola livornese dei post-macchiaioli, il prezzo era più che accessibile (il quadrettino proveniva dallo svuotamento di una casa). L’ho comprato, la soddisfazione è stata grande soprattutto perchè l’acquisto è stato successivo ad una sorta di innamoramento.

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    • lois

      Non conosco l’artista che hai comprato, però credo che la bellezza di un acquisto per piacere è quanto di più bello possa esserci. Un acquisto finalizzato al piacere e non all’investimento. L’ho fatto già diverse volte e per nessuna ragione al mondo mi separerei mai dai “miei quadri”! Ma l’ho fatto sempre presso le gallerie, nei mercatini dalle mie parti ormai non c’è più niente di bello e/o minimamente interessante!
      Buoni nuovi acquisti

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  • feritoie

    La vergogna è il rovescio della curiosità.

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  • labambinacolpalloncino

    ti auguro di farti e di farci tanti bei doni come questo 😉

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  • semprevento

    …sei tutto da scoprire…
    Complimenti….di cuore.
    vento

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  • gelsobianco

    “ogni sera al rientro è un’emozione che non si può spiegare.”
    Ci sono emozioni che si provano e che non si possono spiegare con le parole… forse con lo sguardo e con il sorriso…
    Quanto sei vero, lois.
    Quanto è bello “stare” in casa tua!
    Grazie… di cuore.
    gb

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  • paolo

    salve , complimenti !

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  • paolo

    ti consiglio un gruppo su fb ,ARTE E ARTISTI A NAPOLI, dove si discute di questi autori è naturalmente del grande Raffaele Lippi.

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  • marco

    Complimenti per l’amore nei confronti dell’arte e per come riesci a coinvolgere il lettore nelle tue emozioni.
    Nel merito dell’artista, come per tutti gli autodidatti ha dovuto sudare non poco per ottenere il posto che gli spetta nel mondo dell’arte.
    Ho sempre pensato che artisti si nasce, Lippi me lo conferma ancora una volta.

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    • lois

      Di Lippi mi innamorai la prima volta che vidi una sua opera e poi qualche anno fa, nell’ambito di una importante retrospettiva che si tenne a Napoli ne ho approfondito le conoscenze.
      Da amante dell’arte poi è capitata sulla mia strada questa spendida tela che considero un piccolo capolavoro da custodire gelosamente (le opere che ho le considero un po’ come dei figli, che, al contrario delle leggi di mercato, non metterei mai via!)
      Con molta soddisfazione, quando lo ammiro, mi sento molto orgoglioso di avere in casa un (bel!) lavoro di Lippi, finalmente riconosciuto un grande artista e collocato nel costruendo Museo del Novecento!

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  • Marco

    Lois,
    Sai che L’acquarello “il primo Maggio” del 1953 di Lippi mi fa pensare che Guttuso se ne sia ispirato per il suo capolavoro “I funerali di Togliatti” del 1972…in fondo erano compagni!
    Cosa ne pensi?

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