Quel genio di Picasso!

“Ci vogliono molti anni per diventare giovani”
(P. Picasso)

Lo ammetto Pablo Picasso non è tra i miei artisti preferiti. Gli riconosco grandissimi meriti ed opere magistrali, ma credo che con l’accezione di genio si sia molto abusato.

Si parla delle sue doti già poco più che bambino (al Museo Picasso di Barcellona ci sono disegni che hanno dell’incredibile se riconducibili alla sua età anagrafica), doti accresciute dal fatto di avere un padre pittore. L’arrivo a Parigi della fin de siècle, quella che si apprestava a diventare bohème fece il resto. Il periodo azzurro, poi quello rosa e poi la scoperta di Cezanne e dell’arte negra al Trocadero conclusero quell’apprendistato che fecero nascere il mito.

Les Demoiselles d'Avignon (1907) - MOMA di NY

Les Demoiselles d’Avignon (1907) – MOMA di NY

Era il 1907, erano le Damoiselles d’Avignon. Era nato il cubismo.
L’arte si era frammentata, aveva percorso nuove strade fino ad acquisire nuove prospettive, nuove forme. Il cilindro, il cono e la sfera, come aveva anticipato il maestro di Aix (Cezanne) erano i protagonisti dello spazio.

Scienza e carità (1897) Museo Picasso, Barcellona

Scienza e carità (1897) Museo Picasso, Barcellona

Pablo Picasso nacque in Spagna, a Malaga nel 1881, lo stesso anno in cui Van Gogh decise di dedicarsi alla pittura. Visse poi a Barcellona, dove a sedici anni ottenne il primo tributo ufficiale, il suo dipinto Scienza e Carità fu premiato a nell’ambito di un concorso, ma la Spagna gli andava stretta. Il suo carattere esuberante e la sua voglia di apparire lo spinsero nella capitale dell’arte, a Parigi (che vantava due milioni di abitanti).
È alla fine dell’estate del 1900 il tronfio diciannovenne già passeggiava nelle strade della capitale francese.
È il primo anno del nuovo secolo ed è l’avvio di una nuova stagione artistica.
Picasso (il cognome che scelse per firmarsi fu quello della madre; in Spagna i figli potevano scegliere l’uno o l’altro) instaurerà amicizia con i principali protagonisti della scena letteraria, Breton, Jacob e Apollinaire e con una colta e ricca donna americana, giunta a Parigi in compagnia del fratello. È Gertrude Stein, mente sopraffina e mecenate illustre per tutti i nuovi talenti; celebre era il suo salotto di rue de Fleureus (suo è anche il forte ritratto che le fece l’artista nel 1906, noto per un famoso aneddoto. La modella dopo aver visto il dipinto – conservato al Met di NY – disse all’artista che non gli somigliava per niente, e Picasso di tutto punto disse: “Le assomiglierà nel tempo!”. In effetti aveva ragione se consideriamo che oggi la figura della Stein ci è nota solo attraverso quel ritratto).

Gertrude Stein (1905) Metropolitan Museum of Art, NY

Gertrude Stein (1905) Metropolitan Museum of Art, NY

A Parigi poi, l’artista non tarderà ad incontrare l’amore, il primo di una lunga catena, che sarà per lui e per le sue donne indissolubile fino alla morte.

Fernande Olivier (ed un suo ritratto del 1905 "Ferande con la mantiglia nera")

Fernande Olivier (ed un suo ritratto del 1905 “Ferande con la mantiglia nera”)

Fernande Olivier, fu la sua prima musa, quella che condivise con lui gli angusti ambienti del bateau lavoir di Montmartre, la malinconica tristezza del periodo blu e i primi soggetti del periodo cubista. Fernande (che morirà sola e in povertà nel 1966) fu abbandonata nel 1912 dall’astro nascente per la bella Eva (al secolo Marcelle Humbert) protagonista di un amore sfrenato, interrotto bruscamente nel 1915 da una tubercolosi fulminante che portò via la giovane donna e segnò profondamente l’artista.

Eva (e "I love Eva" del 1912 a lei ispirato)

Eva (e “I love Eva” del 1912 a lei ispirato)

Poi scoppiò la guerra, la Grande Guerra e Picasso la guardò da spettatore disincantato in quella sua Parigi che giorno dopo giorno perdeva i principali protagonisti. Fu un momento di viaggi, ritornò per poco in Spagna e poi si recò anche in Italia dove scoprì l’arte classica che influenzò per un periodo le sue tele. La sua pittura non conobbe interruzione e gli stili si avvicendarono uno dopo l’altro, intrecciandosi tra loro e fondendosi, ponendo in atto una nuova pittura fatta di estemporaneità e trovate che resero celebre il nome dell’artista spagnolo in tutto il mondo.

Il nome Picasso era la modernità, lo sperimentalismo, l’innovazione, l’arte stessa. E anche la sua vita fu un continuo evolversi anche in amore.

Olga Khokhlova (e un suo ritratto in poltrona del 1918)

Olga Khokhlova (e un suo ritratto in poltrona del 1918)

Dopo il dramma di Eva, nel 1917, mentre lavora al grande sipario di “Parade” conobbe la ballerina russa Olga Khokhlova che portò Picasso nei salotti buoni della città (si sposarono nel 1918 e dalla loro unione nacque il primo figlio, Paul) e poi un giorno rimase folgorato per strada da una giovane ragazza. Era Marie-Therese Waltner, aveva diciassette anni, lui già quarantasei.

Marie-Theres (e un ritratto del 1937)

Marie-Theres (e un ritratto del 1937)

Lo spagnolo la vide e le sussurrò ad un orecchio: “Sono Picasso, vorrei farle un ritratto” e l’affascinante donna, nel fiore dei suoi anni divenne la sua amante e nel 1935 madre della piccola Maya. La nascita della nuova erede sentenziò la fine del matrimonio con Olga e l’inizio di una lunga causa di separazione che fu sempre ricordato da Picasso come il peggior periodo della sua vita (Olga morirà circa vent’anni dopo completamente pazza). La storia con Marie-Therese che aveva segnato uno dei periodi più fecondi per l’arte del maestro non però durò molto di più. Nel 1936 Picasso incontrò una nuova donna, è Dora Maar (Théodora Markovitch), colta, fotografa per passione e amica dei surrealisti Breton e Man Ray (il grande artista fotografo). Dora aveva vissuto per diversi anni in Argentina parla fluentemente lo spagnolo ed è molto vicina alle idee della sinistra politica.

Ritratto di Dora Maar (e in un dipinto del 1937)

Ritratto di Dora Maar (e in un dipinto del 1937)

Ma quelli sono pure gli anni della guerra civile spagnola e in Europa l’ego sterminata del Führer prepara i campi di battaglia.
È il 1937 e Picasso è incaricato dal governo repubblicano spagnolo di rappresentare la nazione iberica all’Esposizione mondiale di Parigi. L’artista aveva già intrapreso delle opere per la decorazione del padiglione, ma il 26 aprile del 1937, i tedeschi, alleati dei franchisti bombardarono la cittadina basca di Guernica, seminando morte e terrore tra la gente inerme. Indignato Picasso mutò il soggetto della sua opera e nacque la gigantesca tela esposta oggi al Reina Sofia di Madrid (la cui genesi è ricostruibile da una lunga e celebre serie di foto realizzate proprio dalla compagna Dora Maar).

Guernica (1937) Museo Reina Sofia, Madrid

Guernica (1937) Museo Reina Sofia, Madrid

Un altro aneddoto famoso è legato a questo enorme dipinto simbolo di quella cruenta e meschina operazione bellica. All’esposizione di Parigi, quando un gruppo di militari tedeschi, indicando il quadro, chiese all’artista se lo avesse dipinto lui, Picasso rispose: “No! lo avete fatto voi”, alludendo al massacro ignobile dei civili. Fu così che passarono gli anni della nuova guerra e passò anche l’amore per Dora (che si suicidò a Parigi nel 1997).

Ritratto di Françoise Gilot (ed un disegno del 1946 che la ritrae)

Ritratto di Françoise Gilot (ed un disegno del 1946 che la ritrae)

Nel 1944 è la volta di una nuova giovane, Françoise Gilot. Aveva ventidue anni, lui sessantatré. Due anni dopo nasce il figlio Claude e nel ’48 Paloma più volte ritratti in famose opere.

Picasso, Françoise, Claude e Paloma (1953)

Picasso, Françoise, Claude e Paloma (1953)

La sua fama come la sua ricchezza, è immensa. Picasso è ambito ed invitato in tutto il mondo. Nel 1949 disegnerà la famosa Colomba della Pace (tra le opere più riprodotte in assoluto) per il manifesto del Congresso Mondiale di Parigi.

La colomba della pace

La colomba della pace

Picasso è una stella. Picasso è irrequieto e agli inizi degli anni Cinquanta Françoise lo lascia (potrà vantarsi di essere stata l’unica donna ad averlo fatto), ma appena pochi mesi dopo arriva Jacqueline Roque, una donna divorziata che in gran segreto sposerà il genio ormai ottantenne, restandogli accanto fino alla fine quando all’età di novantuno anni Picasso morirà per un attacco cardiaco a Mougins, una ricca cittadina à la mode dell’alta provenza dove si era rifugiato. Anche Jacqueline, non terminerà i suoi anni in pace, nel 1986 morirà suicida.

Picasso, Jacqueline (e un suo ritratto del 1954)

Picasso, Jacqueline (e un suo ritratto del 1954)

Quelle citate, furono solo le donne ufficiali della sua vita, ma la sua carriera di tombeur de femmes è stata sempre costellata di relazioni che hanno accresciuto ancor più la sua fama e soprattutto hanno legato alla sua vita per sempre la vita di quegli amori che sono stati schiacciati dalla sua immenso ego.

La sua è stata una produzione sterminata che è penetrata nella vita di ogni persona al mondo, consapevole o meno. Sue opere sono in ogni parte del globo e la sua voglia di sperimentare lo ha condotto alla realizzazione di ogni tipo di lavoro, dalla scultura alla ceramica, dal disegno alla pittura senza fermarsi di fronte a niente, a nessun materiale. Il suo patrimonio, ancora oggi inestimabile (alla sua morte, Picasso, probabilmente l’artista più prolifico di sempre, ha lasciato circa 7 mila disegni, 3 mila ceramiche, 1.200 sculture e oltre 10 mila incisioni più un numero indefinito di dipinti, gestiti dalla fondazione che porta il suo nome e curata da Claude, il figlio nato da Françoise Gilot e riconosciuto solo di fronte alla giustizia) è nelle principali collezioni e vanta un numero di musei a lui dedicati che nessun altro artista ha mai ottenuto. Il principale è forse quello di Parigi, costituito proprio col lascito ottenuto in luogo delle tasse di successione da parte degli eredi, seguito poi da quello spagnolo di Barcellona e da quello di Antibes (Provenza) dove tra l’altro è custodita la personale collezione di opere d’arte accumulata da Picasso stesso nel corso della sua vita. Poi c’è la casa natale a Malaga e il numero infinito di opere in America, dove su tutti i musei primeggia il MOMA, custode delle Damoiselles d’Avignon, l’opera capitale dalla quale si può romanticamente far partire tutto il fortunato percorso dell’artista.

Picasso mentre dipinge Guernica (fotografato da Dora Maar)

Picasso mentre dipinge Guernica (fotografato da Dora Maar)

Di Picasso amo molte opere, quelle del periodo rosa (i Saltimbanchi) e quelle delle prime sperimentazioni cubiste, le opere ispirate al classicismo italiano e le ceramiche in cui si libra tutta la bellezza della linea. Poi ad un certo punto, dopo i grandi lavoro, conscio del suo ruolo e della sua potenza, credo che Picasso ci abbia giocato un brutto tiro. Immagino che consapevolmente abbia cavalcato l’onda della sua popolarità e della sua divinità – creata dai critici e dal mondo dell’informazione che lo ha seguito sin dai primi passi anche per la sua vita che ha dettato note di colore all’intera sua arte – affidandoci opere che a mio modesto avviso, mancano di bellezza (e non parlo di quella estetica). Sono quelle opere morte, senza personalità, che non racchiudono un messaggio, non contengono una dote (come le altre). Sono quelle opere che servivano a lui e al mondo per veicolare quella firma che ancora oggi è incisa su una moltitudine di prodotti e su cui impera la Picasso Administration che raccoglie nel mondo un eredità economica con decine di zeri.

Quella di Picasso, è una firma che costituisce una garanzia. Basta pensare che ogni anno le mostre intitolate a Picasso (o solo minimamente a lui afferenti) sono un numero spropositato nel mondo e sono sempre tra le più affollate. Una delle ultime si è inaugurata nei giorni scorsi a Milano.
Guernica (insieme alla Gioconda di Leonardo) è forse l’opera più visitata al mondo.
Le sue opere passano all’asta creando sempre nuovi record, nel 2010, il nudo di Marie-Therese con foglie e frutta del 1932, viene aggiudicato da Sotheby’s a New York per 106milioni di dollari.

Nudo verde, con foglie e frutta - Ritratto di Marie-Therese (1932)

Nudo verde, con foglie e frutta – Ritratto di Marie-Therese (1932)

Su di lui sono stati scritti fiumi e fiumi di parole e non si sono sprecati i complimenti e le attribuzioni di genio. Resta però innegabile che Picasso è stato un grande artista, forse lo è stato un po’ meno come uomo, ma è evidente il suo ruolo nello sviluppo e nell’evoluzione del mondo culturale ed artistico contemporaneo.

P.S. È un post lunghissimo, ma per parlare di Picasso è necessario attraversare in lungo e largo pezzi della sua vita e degli eventi contemporanei. Molte sono le cose che ancora andrebbero dette. Forse proseguirò con altri aneddoti e altri pensieri.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Informazioni su lois

https://assolocorale.wordpress.com Vedi tutti gli articoli di lois

78 responses to “Quel genio di Picasso!

  • Soliloquio in compagnia

    Non fa niente se il post è lungo, quando le informazioni vengono dette in un modo così piacevolmente dettagliato e senza suscitare il desiderio di cambiare pagina prima di averlo terminato. Complimenti

    Mi piace

  • gelsobianco

    Bellissima e vera la frase di Picasso sotto la sua fotografia.
    Con calma e con vivo interesse leggerò tutto ciò che hai scritto.
    Poi ti dirò.
    🙂
    gb

    Mi piace

  • in fondo al cuore

    Molto bello e interessante, si legge in maniera fluida e non pesa la lunghezza, sei molto bravo complimenti!

    Mi piace

  • esercizidipensiero

    Leggevo di recente su Internzionale -mi pare- qualcosa sugli eredi di Picasso, sul patrimonio che ha lasciato, sui figli e nipoti che lo amministrano. Ieri ho visto la locandina della mostra a MIlano, oggi il tuo post. Lo conosco così poco, Picasso. Grazie per queste parole, aspetto il seguito.

    Mi piace

    • lois

      Sull’eredità Picasso è stato pubblicato un bell’articolo sul giornale dell’arte, ma siccome è tradotto dall’americano, probabilmente sarà lo stesso che hai visto anche tu. Come vedi Picasso è ovunque. La mostra di Milano potrebbe essere un buon punto per avere la conoscenza di questo autore, c’è una vasta esposizione che può consentire un quadro completo (sono le opere del museo di Parigi che è attualmente in restauro). Io conto di andarci, la mostra è fino a gennaio… magari possiamo fare un incontro tra blogger!!!
      buona giornata, Lois

      Mi piace

  • bumpyclimb

    Mi preparo per Palazzo Reale!

    Mi piace

  • loltreuomo

    Anche io ci sto… Peri il momento mi hai rubato l’artista di Novembre 😀 Be comunque complimenti coma al solito pezzo ricco di informazioni, piacevole e ben corredato dalla opere. Quasi quasi lo rebloggo… Lo rileggo con calma poi ti dirò.
    Ciao Lois, buona giornata

    Mi piace

    • lois

      Bello, mi piace questa idea del gruppo che si incontra a Milano per la prima volta e in occasione di una bella mostra!
      buona giornata a te
      mi farò promotore e organizzatore di questa gitarella… a breve cercherò di segnare dei tempi e ce li condividiamo
      ciao

      Mi piace

      • loltreuomo

        Allora ti rinnovo i complimenti per il post 🙂 Sulle opere io preferisco quelle del periodo blu (soprattutto “La vita” e “Il pasto cieco”. Menzione a parte riguarda Les Demoiselles, considerato come tu ricordi lo spartiacque verso la pittura moderna. Adoro, in chiave cubista, anche il “Ritratto di Ambroise Vollard” tanto che potrei guardarlo all’infinito…

        Potresti aggiungere un post sul raffronto con Matisse. Lui e Pablo rappresentano le due anime dell’arte del XX secolo. Matisse rappresenta la pittura della grazia e della decorazione , mentre Picasso la forza e l’energia.

        Buona domenica Lois

        Mi piace

      • lois

        Grazie innanzitutto!
        Anche io preferisco il Picasso del primo decennio. Sul ritratto di Vollard, convengo con te, ci si può scovare dentro l’infinito. Ho letto di recente le memorie di Vollard e pare che ne fosse molto contento di quel ritratto. Ora mi sto imbarcanfo in un nuovo libro che parla anche del rapporto che Picasso ebbe con Rosenberg, l’altro mercante. Al termine magari ne trarrò materiale let una piu specifica riflessione. Sulla questione Matisse/Picasso, in linea di massima ho sempre pensato (nonostante l’enorme differenza) che seguissero tutti e due la stessa modalità si operare (neno “rumorosa” per il francese); entrambi forti delle loro capacità, hanno posto la spontaneità prima di tutto!
        Allora, ad un prossimo confronto su Picasso!
        Buona domenica anche a te

        Mi piace

  • iraida2

    Continua, continua pure… è un piacere leggere. Questo post, poi, l’ho divorato. Mi è venuto in mente che da me al liceo, i ragazzi sarebbero felici di avere un prof. di storia dell’arte come te!
    p.s.
    l’idea del gruppo di blogger che si incontrano per una mostra è geniale, e poi, con una guida come te!!! Aspetto notizie.
    Un abbraccio.

    Mi piace

    • lois

      Grazie Iraida, ma il prof proprio pare non me lo faranno fare. Abilitato nel ’99 adesso non trovo spazio perché la classe A61 non è contemplata. Una magra consolazione, ma non tanto per me per tutti quelli che avranno sempre più difficoltà a studiare la storia dell’arte!
      Per la mostra cercherò di organizzare quanto prima per rendervi partecipi. Ce ne fossero a Napoli di mostre, potremo pensare pure di farle da noi… ma come avrai notato il panorama è desolante!

      Mi piace

  • mondidascoprire

    Picasso aveva un’inquietudine che veniva colta profondamente nei suoi quadri, come un’incompiutezza continua e una ricerca continua. Il suo continuo cambiare le donne corrisponde proprio a quella inquietudine ma in questo c’è una grande verità ed è che niente della vita finita ci basta, anche un amore per un donna.
    ciao

    Mi piace

    • lois

      quella credo sia l’inquietudine che coglie tutti e il continuo rinnovarsi è sintomo stesso di essere vivi. Magari Picasso avrebbe dovuto farlo con un tantino di rispetto ed umiltà in più… ma lui era un genio!

      Mi piace

  • mondidascoprire

    Penso che l’amore per una donna possa durare per sempre, nonostante la finitezza del nostro essere , solo quando incontriamo la risposta vera alla nostra inquietudine , perchè esiste una Carne, una Verità che ci rigenera all’infinito e anche nei sentimenti per una donna o per un uomo.

    Mi piace

  • dafnevisconti

    Il post non è affatto lungo e ti incoraggio a farne altri ancora su Picasso. Devo dirti che Picasso mi entusiasma, sento una spontaneità fortissima nelle sue opere, che mi arriva diretta. Percepisco tutta la libertà del suo agire, le sue opere le sento strabordanti di questa libertà e forza. Capisco, leggendo ciò che scrivi, che quello che mi entusiasma è l’avvicendamento degli stili, la sua irrequietezza che lo conduce a fare un tuttuno fra vita amore ed arte. Sento molto vera ed importante la considerazione che fai riguardo alla non bellezza, alla mancanza di estetica di una certa sua produzione, quella che lo ha reso più riconoscibile. Di nuovo sento qui la sua possibilità di essere libero, poteva dipingere ciò che voleva come voleva, quasi incurante. E’ quell’essere incurante la fonte di un inquietante fascino. Grazie!!

    Mi piace

    • lois

      Cara Dafne quell’incurarsi è la sua forza che risiede proprio in quella sua libertà del fare che gli ha consentito la produzione sterminata e libera. Come dici, lui viveva per l’arte e di arte (ci risiamo con quell’intreccio indissolubile) e nessun limite lo arginava. Delle doti che aveva ne era consapevole. Nei musei spagnoli ho visto disegni di quando era talmente piccolo!! Cosa che prefigurava la sua autostima (e quella che gli attribuivano gli altri).
      Grazie sempre a te

      Mi piace

  • labambinacolpalloncino

    Posso dire una cattiveria prima di staccare? Non l’ho finito di leggere, ne ho letto più di una buona metà… finirò con calma domani. La cattiveria la dico subito perché dal racconto mi è venuto da pensare: “un po’ si vede che non è il suo preferito… è bravo come sempre a raccontare ma non gli sta riservando la stessa attenzione di un Caravaggio, sembra la storia di un “putt..ere” 😛

    Mi piace

  • semprevento

    …bello questo scambio…tra te e la bambina….. 🙂
    ..picasso è Picasso…si sa…ma non tutto mi piace di lui…
    solo alcuni suoi lavori…. 🙂
    Cmq, come sempre, i miei complimenti….
    al palazzo blu di Pisa c’è Kandinsky..che dici? vado? 🙂

    Mi piace

  • tramedipensieri

    A parte il genio creativo…devo dire che ha avuto una “vita” molto intensa. Il Picasso del primo periodo mi piace…anche se, devo ammettere, la scelta è molto difficile.

    Trovo la sua inquietudine, questo cambiare amori in continuazione, come una ricerca dell’elisir di lunga vita.
    “Ci vogliono molti anni per diventare giovani”….

    Ama la spontaneità dei bambini, i loro disegni semplici: pochi tratti, figure schematiche…a volte la luce li attraversa scomponento figure ed oggetti.
    Picasso un grande, grandissimo che ha prodotto tantissime opere..

    A me ha sempre dato l’impressione di una persona piena di sè…..non saprei dire con esattezza ma, non l’ho mai sentito “vicino” come artista.

    Complimenti per il post..esaustivo e ben articolato.
    ciao
    .marta

    Mi piace

    • lois

      Sulla sua grandezza non v’è dubbio, soprattutto per quella sua spontaneità che gli ha consentito di rinnovarsi ogni volta e rinascere nelle forme e nei modi che hanno aperto la strada ai giovani artisti che probabilmente gli devono molto. Sicuramente, da come letto, il suo ego era smisurato e la sua consapevolezza pure, una cosa questa che però dovetti fargli perdere l’umiltà rispetto al rapporto con gli altri. Non ho letto moltissimo, ma le testimonianze delle donne e delle persone che gli sono state vicine, non son affatto lusinghiere!
      buona serata. Lois

      Mi piace

  • odinokmouse

    Interessante e originale abbinare al ritratto le fotografie dei soggetti per consentire un confronto immaginando di vedere attraverso la sua genialità. Molto belli post e blog.

    Mi piace

    • lois

      Grazie. È un modo per comprendere con quale quanta intensità la vita e l’arte si compenetrano diventando poi un unicum all’interno del quale riconoscere passioni ed emozioni che sono possibili solo in un percorso che si fonde all’unisono, determinando il piacere e la conoscenza della vita attraverso l’arte.

      Mi piace

  • pass

    Post molto interessante. Amo l’opera di Picasso e mi affascina la sua complessa personalità. Mi piacerebbe riuscire ad andare alla mostra di Milano. Ci sto pensando anche se non sto proprio dietro l’angolo.
    Un saluto

    Mi piace

    • lois

      Se puoi, ti consiglio di andare a Milano (anche per me è distante!), la mostra è fino al 6 gennaio. Credo sia bella perché sono esposte le opere che sono normalmente custodite nel museo parigino che è ora in ristrutturazione. C’è un’ampia selezione di opere e tutte attraversano i vari percorsi da lui seguiti!

      Mi piace

  • penna bianca

    A me Picasso invece è sempre piaciuto. Ho visto il suo museo a Barcellona e a Parigi. So che a breve ci sarà una una mostra a Milano.
    Al di là del pittore credo che nella vita privata non sia stato facile averlo accanto.Tempo fa, vidi un film sulla sua vita, se non ricordo male s’intitolava “Surviving Picasso”. Non so quanto sia vero o quanto ci sia di romanzato ma se così fosse, chi lo aveva amato ne aveva passate parecchie.

    Mi piace

    • lois

      Anche io ho visto tra la Francia, la Spagna e l’America tutto quello che si poteva visitare di Picasso! Il film che hai visto è molto vicino alla realtà. È stato un uomo difficile da affrontare e chi lo ha amato ne è stato travolto!
      Alla fine tutto sommato anche a me piace, ma vedendo e studiando molto mi viene spontaneo fare queste riflessioni e settorializzare la sua produzione!!! Anche io sono un “tipo difficile”!
      Benvenuta

      Mi piace

  • hetschaap

    Che dire? Molto interessante il tuo punto di vista e, in generale, la tua trattazione. Su Picasso siamo, tendenzialmente, sulla stessa linea. Neppure io lo amo e anche io, per tanti aspetti, lo considero sopravvalutato. Penso che sia , in un certo senso, il primo artista moderno dove, con questo termine, intendo una figura estremamente consapevole del potere derivato dalla sua arte e capace di sfruttarlo e di pilotarlo. Con questo non voglio dargli una connotazione negativa ma solamente affermare che l’arte, ad un certo punto della sua storia, ha cominciato ad invadere la vita quotidiana (un po’ come succedeva, ad esempio, nel Rinascimento ma con una consapevolezza del tutto diversa perché allora pochi ne conoscevano e riconoscevano la potenza e la utilizzavano per acquisire fama e potere, oggi, in un periodo di globalizzazione pure della cultura, i contorni sono più sfumati e tutto si confonde e si mescola) e diventare uno strumento forte per veicolare idee. Poco conta se, queste idee, sono, spesso, vuote. E Picasso è stato uno dei primi a capire tutto questo standoci dentro. E questa è una dote non da poco. Se vogliamo lo definirei genio in questa accezione.

    Mi piace

    • lois

      Innanzitutto bentornata!
      In effetti è proprio questo quello che credo di Picasso. Potremo considerarlo quasi un antesignano di Warhol nella famosa accezione dei “15 minuti di notorietà”, Dici bene, quando parli di consapevolezza del suo ruolo. Una consapevolezza, sostenuta certamente dalle sue doti, che gli ha permesso e consentito di diventare una star fuori da ogni canone, capace di “pilotare” il suo ruolo e le sue opere nella direzione che voleva. Il che effettivamente gli deve essere riconosciuto!

      Mi piace

      • hetschaap

        Infatti. Pensavo proprio a Warhol come raffronto. Nel senso che Warhol, senza Picasso, non sarebbe mai potuto esistere. E Pollock allo stesso modo. Ma non per questioni artistiche (o, meglio, non solo per questioni artistiche) quanto per la consapevolezza di essere dei personaggi pubblici capaci di entrare nella realtà quotidiana di milioni di persone.

        Mi piace

      • lois

        …esclusivamente nel loro ruolo di “star”…

        Mi piace

  • germogliare

    Ammetto di non averlo mai amato, anzi, nel percorso degli studi lo detestavo anche, per il personaggio che ne scaturiva, e questo comportava una non attenta lettura del suo lavoro, a parte alcune scelte come Guernica che è geniale a prescindere possa piacere o meno lui. Qualche anno fa lessi una raccolta di sue lettere e mi si aprì tutto un mondo, beh! ora lo adoro.
    un saluto

    Mi piace

  • gelsobianco

    Ho finalmente letto tutto il tuo lungo, ma interesantissimo post.
    Hai saputo far vivere Picasso attraverso le tue parole e le immagini da te scelte.
    Non era certo una persona facile Picasso, ma…
    Quale “genio” può essere semplice?
    Lui è stato consapevole del potere della sua arte!
    Grande innovatore!
    Continua pure, lois, a parlarci di altri aneddoti ed altri pensieri…
    Anche io ho letto le lettere di cui parla germogliare.
    Beh… anche a me si è aperto un mondo.

    Grazie!
    gb

    Mi piace

  • gelsobianco

    Senza alcun dubbio!
    gb

    Mi piace

  • gialloesse

    Semplicemente penso che occorrono almeno altri due o tre secoli di evoluzione per cominciare a comprendere il creatore Picasso.

    Mi piace

    • lois

      Non lo credo. Di Picasso conosciamo già tanto, certo la sua produzione sterminata e la sua vita lunga andranno ancora approfondite, ma il “mondo Picasso” è ormai noto e anche le sue relazioni con l’arte in genere. basta pensare a tutte quelle interazioni e a quegli stimoli che l’arte stessa gli ha fornito. Tutte le sue “ripetizioni” di opera famose… tra tutte basta citare il ciclo de “las Meninas” da Velasquez. C’è molto da leggere e molto da guardare, andrebbe approfondita un po’ più la sua vita, ma per uno strano caso che non so spiegarmi (forse per motivi di copyright o semplicemente per esosità di diritti), in Italia non è stata mai pubblicata la monumentale biografia (in tre volumi) di John Richardson, che rappresenta ad oggi la “bibbia” in grado di fornirci risposte sulle quali spesso si è evaso.

      Mi piace

  • gelsobianco

    E’ vero!
    Speravo tu sapessi il perchè non è stata mai pubblicata in Italia quell’opera che tu citi.
    Comunque vi è molto da poter leggere su Picasso.
    Certo Lui, come ogni Genio, rappresenta un “mistero” per noi.
    La genialità…
    gb

    Mi piace

    • lois

      Ho provato a cercare di capire, perchè di quella biografia non ne è stata mai fatta una traduzione nel nostro Paese, ma credo sia veramente un problema di diritti editoriali (o di grosso costo per acquistarli); ma auspico che quanto prima arrivi anche da noi, è scritta da una persona che ha vissuto quasi quotidianamente accanto a lui e in un tempo lungo, cosicché le pagine si sono sviluppate contemporaneamente agli eventi. Certo, sicuramente è un’opera soggettiva, ma secondo me è utile per scoprire un mondo.

      Mi piace

  • gelsobianco

    Scoprire quel mondo!
    Dici niente…

    Grazie.
    gb

    Mi piace

  • Elena

    Non è nemmeno il mio preferito, ma la mostra a Milano mi è piaciuta moltissimo!

    Mi piace

  • Novembre | delloltreuomo

    […] Dopo Pollock e Nicolas De Stael, per Novembre avevo pensato ad un quadro di Picasso. Ma Lois mi ha anticipato, ragion per cui vi rimando al suo bellissimo post a cui non aggiungo nulla vista la […]

    Mi piace

  • giusymar

    Molto interessant eil tuo post. Complimenti, ho scoperto un sacco di cose nuove.
    Qualche hanno fa ho visitato con mia figlia il museo a Malaga. Ma non è tra gli artisti che mi fanno trattenere il fiato e battere forte il cuore…

    Mi piace

  • ironiaprimaditutto

    Picasso non rientra nella mia schiera di preferiti, anche se non gli si possono negare alcuni meriti artistici. I ritratti di Françoise Gilot mi piacciono molto, secondo me rientrano tra i più belli.
    Per il resto…sai niente del fattaccio che si cela sotto la Guernica? (una tradizione parallela afferma che sarebbe nato come quadro commemorativo per un torero, ma poi – per l’occorrenza- riadattato… cosa fare? crederci?)

    🙂

    Mi piace

  • gelsobianco

    Anche io avevo avuto saputo del “fatto” che si cela sotto la Guernica.
    Non ci avevo badato molto.
    Adesso chiedo notizie!
    Lois, help me, please!
    Thank you.
    gb

    Mi piace

    • lois

      Oddioooo!!! Questa volta mi mettete in difficoltà. Di questa storia ammetto, non ne so niente!! La storiografia ufficiale non si è mai spinto così dentro al gossip!! Sorry
      Potrei immaginare che si tratti di qualcosa di fondato, ma poi voglio sostenere la tesi buonista del genio 😉

      Mi piace

  • gelsobianco

    Allora sosterrò la stessi tua tesi, lois, la tesi buonista del genio. 😉

    Cercherò qualche altra fonte.
    Ti terrò informato naturalmente!
    Non dubitare.

    Scusami anzi.

    Un saluto molto caro per te
    gb
    Grazie sempre.

    Mi piace

    • lois

      @gelsobianco e @ironiaprimaditutto, ora mi avete messo un tarlo in testa. A monte vi dico che mi sembra molto una favola metropolitana per screditarlo, anche perché a ben pensarci esiste una campagna fotografica fatta durante tutta la realizzazione di Guernica, dalla tela bianca al termine del lavoro e poi al Reina Sofia sono esposti miglia di disegni preparatori, ma proprio tantissimi…
      comunque avendo acquistato tempo fa un bel libro su tutta la genesi del dipinto (e che non ho ancora letto!!), sarà mi premura tenervi aggiornate 🙂

      Mi piace

  • ironiaprimaditutto

    Attendiamo notizie!….anche se penso che questa è una di quelle cose di cui non se ne verrà mai a capo, tipo chi era veramente Shakespeare oppure che cavolo ci fa una torta con le candeline (se quella si può definire torta con candeline) nell’ultima cena di Tintoretto e cose del genere!

    Ma lasciamo che voyager faccia il suo corso e lo scopriremo! (certo..)

    🙂

    Mi piace

  • amuart

    Un bellissimo articolo, grazie per avermelo segnalato! E grazie mille per essere passato dal mio blog!

    Mi piace

  • ironiaprimaditutto

    A quando un post su Sol Lewitt (che nel frattempo è in mostra al MADRE di Napoli)? 🙂

    Mi piace

  • marco

    Buon giorno,

    Amo dire che un artista è come il pesce…togli la testa, togli la coda, quello che resta è la sua vera arte.
    Mio padre dipinse fino alla fine, fini a 91 anni, consapevole tuttavia di essere giunto alla coda…

    Complimenti per l’impegno, e per la critica seria composta e costruttiva, anche pungente in alcuni aspetti della vita personale.
    Aspetti che riconosco molto bene, quando i famigliari diventano, spesso, elementi di contorno con cui l’Artista deve fare i conti.
    Rimane almeno per me, il privilegio di aver avuto un padre Artista…

    Cordiali saluti
    marco

    Mi piace

    • lois

      Buongiorno Marco e benvenuto, grazie per i complimenti. Come avrà letto Picasso non è uno degli artisti che amo particolarmente, ma ne comprendo l’altissimo valore ed il ruolo con il quale ha contribuito alla rivoluzione artistica del 900. Quello che credo (da amante appassionato dell’arte in tutte le sue forme) è che l’arte sia inscindibile dalla vita personale dell’artista. È inevitabile che gli eventi, i ruoli, gli amori, la famiglia costruiscano i significati delle opere e del percorso di ogni singolo artista; per cui credo che molto abbiano significato le interazioni tra le persone, nel caso di Picasso, le donne hanno avuto un ruolo consapevole/inconsapevole altissimo nell’intera produzione (basta guardare i ritratti di ogni sua amata!). Si potrebbe dire che la femminilità e la passione per le donne rappresentano gli elementi fondanti delle sue opere capitali.
      Mi piacerebbe molto conoscere della figura di suo padre, da lettore (oltremodo appassionato) di biografie artistiche, mi piace cogliere le sfumature delle relazioni e degli affetti che hanno parallelamente aiutato gli artisti. Leggevo di recente proprio in merito a Picasso, la biografia del suo sarto e della sua famiglia che ha interagito per qualche anno nella vita del sommo spagnolo; ciascun elemento di quella tribù ha contribuito in maniera essenziale alla costruzione di quei tempi e quegli spazi che avrei amato vivere.
      Sarò lieto se me ne vorrà raccontare.
      Saluti, Lois

      Mi piace

  • marco

    Salve,

    La vita è un gioco strano, in Francia dove lavoro da 34 anni, (mi scuso, tra l’altro per l’italiano approssimativo, ma dopo un così’ lungo periodo passato all’estero ho delle notevoli difficoltà a scrivere, aggiungo anche che la tastiera AZERTY essendo priva di alcune lettere accentate mi costringe all’uso dell’ apostrofo), in occasione dei 30 dalla morte di Picasso 1973/2013 è stato trasmesso su France un bellissimo servizio che riassumeva l’opera e la vita dell’artista, a seguire il film sulla sua vita “Il mistero Picasso”con una sottolineatura sulle figure femminili che hanno seguito l’artista fino alla fine, e tragicamente finite anch’esse nei modi peggiori così come ha descritto LOIS.
    La visione di questo servizio mi ha stimolato a fare delle ricerche nel Web, le quali mi hanno condotto qui, ed ho scoperto questo interessantissimo Blog.
    Devo riconoscere che la lettura di questo pezzo scritto (tra l’altro i complimenti sono dovuti, per la cura dei dettagli con cui il percorso è stato tracciato) da LOIS nel lontano 2012 calza perfettamente con il servizio televisivo visto.
    Questo mi ha portato a pensare che l’autore di questo Blog non solo sia un semplice appassionato d’arte, ma qualcosa di più, qualcuno che l’arte desideri penetrata per comprenderla dal suo interno…ma è come prendere le nuvole con un retino, più noi ci avviciniamo a lei, più ci sfugge in mille sfumature, come la ricerca dell’infinito nell’universo…
    Condivido l’analisi sui risvolti che gli affetti e la famiglia hanno nella vita di un artista , in effetti un artista senza amore difficilmente raggiunge quella guerra\pace interiore che lo porti all’orgasmo artistico.
    Un esempio per tutti le tristi vicissitudini di Vincent van Gogh, non ebbe mai né la gioia di un amore sereno, né la soddisfazione di vendere un solo quadro. Quando ancora giovane tento’ un approccio amoroso venne ostacolato dalla famiglia della giovane amata, che comprensibilmente vedevano in lui un uomo senza arte né parte. Cerco’ poi un approccio con una prostituta ma nemmeno questo progetto porto i suoi frutti, l’apice del fallimento lo raggiunse quando vide sfumare il progetto di una “comune d’artisti’ in quella “Casa gialla” di Arles a cui in un primo momento Gauguin rispose con entusiasmo, ma poi resosi conto della follia di Vincent dovette scappare…
    Gli amori gli affetti sono le solide basi sulle quali l’artista vive, usando e abusando al tempo stesso di esse, in un labirinto esistenziale che spesso, anzi troppo spesso lo porta per la sua cecità, per il suo egoismo, per la sua arroganza a non vedere più chi gli sta intorno come esseri umani capaci a loro volta di provare dei sentimenti, ma oggetti strumentali da sacrificare sull’altare dell’arte come “Il Sacrificio di Isacco” così’ anch’essi per autocelebrare il proprio ego cavalcando le macerie della loro esistenza, ignari spesso dei danni provocati.
    Tuttavia anche se l’artista si rende conto di tutto questo non puo’ andare contro la sua natura, come fece del resto Nicolas de Staël che lasciò’ morire la moglie di stenti per suicidarsi poi.
    Anche Modigliani fini tragicamente corroso dall’alcool suicidandosi e spingendo al suicidio la moglie incinta qualche tempo dopo.
    Che dire poi dello scellerato Pollock che all’apice del successo sapientemente costruito dalla mecenate Peggy Guggenheim, non seppe gestire il suo alcolismo fino ad uccidersi insieme alla sua amante.
    Parlerò’ senz’altro di mio padre, certo mi imbarazza, non è mai facile per un figlio parlare del proprio, vero è che non parlerò’ di lui, ma dell’artista con cui coabitava

    Grazie Lois per l’opportunità
    marco

    Mi piace

    • lois

      Marco, lei mi onora troppo,
      mi fa piacere però sapere che seppur tra le pagine virtuali appare di me un’immagine in grado di trasmettere la passione di cui mi nutro. Ho studiato arte per anni e ancora continuo a farlo, ma per me, perché la considero un’opportunità in più per apprezzare la bellezza della vita. Quando posso vado alla ricerca delle opere, nei musei, nelle gallerie, la leggo nei libri e pertanto la sua presenza qui mi sollecita ancora di più. Se vorrà parlarmi della sua esperienza ne sarò lieto (se non vorrà esporsi, potrà farlo anche in privato!).
      Per tutti gli esempi di cui ha citato, potremo restare ore a parlarne, se poi ha sfogliato un po’ le altre pagine, avrà certamente scoperto che Modigliani è il mio autore preferito, quello che ho letto ed amato più di tutti, proprio perché ha intrecciato indissolubilmente la vita con la sua arte e viceversa, senza alcuna riserva, fino alla morte.
      Il fatto che poi lei viva in Francia, è una cosa che la rende ancora più gradita tra questi spazi. La Francia ce l’ho nel cuore, la Provenza, la Normandia e Parigi sono i miei luoghi di appartenenza emotiva…
      Attendo con piacere sue nuove!
      Grazie a lei

      Mi piace

      • marco

        Lois in privato preferirei, non me ne voglia il resto dell’utenza, ma mi sembrerebbe di abusare del luogo per sponsorizzare l’opera dell’artista.
        Credo conosca la mia mail se mi manda un messaggio le daro’ tutte le informazioni necessarie.
        Marco

        Ps; grazie per aver rimediato…se poi volesse cancellare anche il mio messaggio d’aiuto…

        Mi piace

  • marco

    AIUTO!!!!
    Scusi Lois non so cosa ho combinato, ma il mio scritto appare tre volte,
    già è fin troppo lungo di suo e me ne scuso, ma cosi è una vera catastrofe!!!!

    Cordiali saluti
    Marco

    Mi piace

  • gelsobianco

    lois
    8 novembre 2012 at 09:41
    “comunque avendo acquistato tempo fa un bel libro su tutta la genesi del dipinto (e che non ho ancora letto!!), sarà mi premura tenervi aggiornate”
    Lois, io vorrei sapere qualcosa di certo da te che sei persona attendibilissima.
    Grazie e scusami.
    Un sorriso
    gb

    Mi piace

    • lois

      Si hai ragione, mi ero impegnato nella ricerca senza poi darvi risposta (ma il tempo non è mai troppo e gli impegni gravano!). Io non ho trovato traccia di quell’aneddoto su Guernica, è stata probabilmente una diceria messa in circolo probabilmente dai tanti che non hanno amato il successo ed il protagonismo di Picasso! Non solo, ad una assenza di fonti in merito, si contrappone una documentazione accurata della genesi dell’opera, a partire sin dal primo bozzetto risalente al 1 maggio del 37 (considerando che le bombe furono sganciate il 26 aprile, i conti sono presto fatti!). Poi le riprese e lo stesso stage di Dora Maar ci testimoniano di un’opera work in progress nata proprio a trstimonianza del grave evento.

      Mi piace

  • sandro

    Caro Lois, Picasso era inquieto, come dici giustamente, mai sazio e proprio per questo per chi fa arte è ancora oggi un riferimento. da un punto di vista della mano era uno toccato da Dio. I dipinti e le opere di Barcellona sono stupefacenti, così come Guernica e le Signorine. Come sai mi rifiuto di pensare a Duchamp come il padre dell’arte contemporanea, anche perché è impossibile costruire una geneaologia tanto precisa. Certo di quella famiglia (e in particolare di quella dei pittori) Picasso è stato quello che Pelè fu per i ragazzi cresciuti negli anni 60: un mito.

    Mi piace

    • lois

      Ovviamente a Picasso gli va riconosciuto il valore ecelso che ha avuto nella “rottura” e nella prolifica e creativa produzione senza eguali. Di certo ha rimodulato e aggiornato il valore dell’artista e della produzione, immettendosi a pieno titolo come padre del Novecento

      Mi piace

  • tachimio

    Un post che mi è servito per conoscere tutte le donne avute da Picasso nella sua lunga vita. Di solito si è sempre sentito parlare dell’ultima anche per la figlia Paloma. Interessanti notizie e visto che hai parlato di questo artista se mi permetti vorrei lasciarti due miei link
    http://isabellascotti.wordpress.com/2013/09/30/george-braque-e-pablo-picasso/
    htpp://isabellascotti.wordpress.com/2013/09/30/george-braque-…-parte-seconda/
    Grazie. Isabella

    Mi piace

  • martina ciao

    scusami lois ma per domani dovrei fare una ricerca sulla colomba che ha disegnato Picasso mi potresti dare qualche nozione ? grazie

    Mi piace

    • lois

      Ciao Martina
      per quello che ne sono (non molto) la colomba della pace di Picasso, divenuta oggi simbolo universale, fu un disegno che Picasso realizzò su commissione del Partito Comunista di cui lui era menbro. Nel 1949, infatti, il Partito molto attivo con le azioni pacifiche chiese al pittore spagnolo di realizzare un simbolo per il Movimento della Pace. Il pittore (pare che d’istinto) disegnò immediatamente una colomba col suo tratto rapido ed essenziale, avendo bene a mente quelle (bianche) che lui aveva in gabbia nel suo atelier e quelle che -come racconta- ricordava ci fossero sugli alberi nella sua Malaga ai tempi della sua infanzia. La colomba fu disegnata nell’inverno del ’49 (da pochi anni era terminata la secodna guerra modniale) e pochi mesi dopo divenne lìicona della pace diffusa in tutto il mondo, con grande soddisfazione dell’autore che ha sempre sostenuto che l’arte non può essere solo un “diletto” o semplice attività di distrazione!

      Mi piace

    • sandro

      da un punto di vista “pittorico” la colomba di picasso è la prova evidente del suo virtuosismo grafico. d’altronde la mano di picasso ha pochi eguali nella storia recente della pittura, no Lois?
      per il resto si iscrive a pieno titolo ed anzi ne costiruisce un nuovo capitolo nella storia della stilizzazione e della nuova iconografia del secolo scorso.

      Mi piace

      • lois

        Sono d’accordo Sandro. Il virtuosismo legato alla rapidità e maestria con cui disegnava (che è riscontrabile nell’altro grande artista che è Matisse)

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: