Il vuoto di senso

È in quel di Vicenza che in una notte umida sul prato di una villa palladiana sento tutto il mio vuoto di senso. Non so esattamente come si possa definire diversamente, ma esprime nella sua esatta insignificante espressione, tutto quello che in questo momento mi lascia sospeso nei pensieri e nell’assenza.

Sono qui sotto un cielo stellato e sono altrove, sono vicino e sono distante, ho parole che non uso e gesti che non riconosco. Ho un vuoto, un vuoto di senso che disconosce ogni mia espressione. Mi rifletto nello specchio senza più riconoscermi. Ripeto le parole che mi risuonano nella testa senza poi tradursi in dialogo. Sotto le stelle di un umido cielo veneto sul prato bagnato di questa villa palladiana mi perdo senza trovare risposte e sono solo. Solo senza immagini ne confini.

Poi ti ricordi di quel vino, potresti esserne ancora inebriato, ma no, non è così. Quello è già sfumato.
Potresti partire. Cambiare. Andare. Ma poi, il senso di vuoto è lì che ti riconosce e si ripropone in tutta la sua assenza.
Alla soglia dell’esser grandi mi rendo conto poi di quanto sia difficile relazionarsi e uscirne indenni. E poi ti osservi negli occhi chiari. I suoi. Sempre gli stessi. Sempre quelli. Quelli che ti hanno scavato dentro (gli unici che ti hanno finalmente scalfito!), che ti hanno riportato a calpestare le terra e ti hanno ricordato di quanto sia duro dover rinunciare a qualcosa in cui credevi e ancora credi e ti dici che non è spiegabile ne possibile. E poi allora ti senti un enorme vuoto che ti spinge a terra pur senza avere peso. Senza avere forma.

E poi ti ricordi che hai cercato anche negli occhi belli, quelli come il lago che non si è mai prosciugato. Che ancora hai rivisto. 

E poi ti rendi conto allora che tutto quello che hai perso probabilmente ha a che fare con te e solo con te. Nessun altro. E poi ti confermi quello che hai sempre saputo e che non hai voluto ammettere, e poi vorresti correre e non pensare e poi invece rivedi quello sguardo chiaro di oggi dietro al calice di rosso e ricordi la malinconia che ti ha gonfiato gli occhi e che lei non ha visto mentre l’autoradio trasmetteva una canzone degli Oasis di cui non ricordi il nome e il vento dal finestrino rapido ti storceva le ciglia.

E poi di nuovo i suoi passi, il fumo di sigarette che ti attraversa lo sguardo e la voglia di uscire allo scoperto. E poi no. Perché pensi che non potresti nuovamente uscire indenne da un’altra  sconfitta e allora disteso sotto un cielo umido e stellato di un settembre veneto cominci a vaneggiare, a pensare all’immensità dello spazio e alla moltitudine dei suoi astri. E di tutto quel vuoto, quel vuoto di senso che ti assorbe e scompone. E tu sei lì e non sai più il perché, ne dove ti porteranno i nuovi giorni.

E intanto ammiri stancamente le stelle di questa notte insonne… e il naufragr m’è dolce in questo mare.

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27 responses to “Il vuoto di senso

  • flaneriefeminine

    “Perché pensi che non potresti nuovamente uscire indenne da un’altra sconfitta…”

    È vero, è quello che pensiamo.

    Ma la cosa sorprendente è che ci accorgiamo ogni volta che in fondo non siamo così deboli. Se ne siamo usciti indenni la volta precedente, usciremo indenni anche la prossima volta, e la prossima…

    Purtroppo le sconfitte (non solo sentimentali) nella vita non sono poche, ma – almeno così voglio credere – l’essere umano è un essere forte!

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    • lois

      Le sconfitte ci fortificano e spesso -lo credo- sostengono e costruiscono in modo duraturo la nostra autostima. Ma in alcuni momenti c’è quel “vuoto di senso” che necessità di restare lì, trasportandoti sotto un cielo stellato verso altri lidi e altre considerazioni!

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      • flaneriefeminine

        Sono d’accordo.

        Forse quello che volevo sottolineare è che questi momenti non sono necessariamente – come dire – tristi o negativi. Anche se “tu sei lì e non sai più il perché, ne dove ti porteranno i nuovi giorni”.

        … e poi chi vuole sapere dove ci porteranno i nuovi giorni? 😉

        Ciò detto, ti faccio molti complimenti per questo blog entry scritto veramente molto bene! 🙂

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      • lois

        La malinconia non è necessariamente soggiogante o negativa. Sotto quelle stelle il mio “vuoto di senso” si è amplificato espandendosi in seno all’Infinito che mi copriva facendomi sentire all’unisono, piccolissimo e parte integrante di quello stesso cielo.

        Grazie per i complimenti. Mi lusingano molto. Ma quello che mi fa maggiormente piacere è sapere di riuscire ad esprimere con chiarezza il mio sentire!

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      • flaneriefeminine

        Mi fai venire in mente “L’Infinito” del Leopardi. La mia poesia preferita al liceo.
        Tanti anni passati all’estero e mi accorgo ora che è da tanto, troppo tempo che non leggo un libro in italiano! Shame on me…

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  • mondidascoprire

    La risposta al vuoto che si avverte è immanente nella realtà, il desiderio di felicità è il vuoto che noi percepiamo e cerca la bellezza che è immanente nel mondo coesistendo con la contraddizione, per dirla alla Dostoevskij con le parole di Mitja : ” Forse che la bellezza si trovi a Sodoma ? Credimi, per la stragante maggioranza degli uomini è rinchiusa proprio a Sodoma: ”
    Allora che i suoi occhi di riportano al senso è vero, perché non sono il senso mail segno di esso.

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  • loltreuomo

    Magnifico…

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  • eklektike

    Un momento di smarrimento può portarti a scoprire cose di te stesso che non sapevi. Buona ricerca 🙂

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  • valeprue

    Vorrei poterti dire come si fa ad uscire dal vuoto di senso ma, forse, posso solo farti compagnia!

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  • E.

    Splendido post…

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  • dafnevisconti

    L’impressione che più mi è rimasta e mi piace della descrizione della tua esperienza è il senso di pienezza di un sentire e di abbandono ad esso, pur nostalgico ed ai limiti della sofferenza; ciò che infonde forza nel tuo racconto è il non evitamento di una sensazione che così incide in te diventando profondità di animo, che credo si potrà leggere nel tuo sguardo. Ogni approfondimento emotivo agisce sui nostri volti.

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  • gelsobianco

    splendido post!

    quel “vuoto di senso” si espande talmente da farti sentire parte dell’Infinito.
    io esprimo questa sensazione con un mio modo di dire: “mi sento cielo e mare.” mi accade spesso.

    mi è piaciuto veramente tanto il tuo scritto… per quello che comunichi e per come lo sai scrivere.

    ritornerò nel tuo blog.
    sono rimasta colpita molto favorevolmente.

    “il senso di vuoto è lì che ti riconosce e si ripropone in tutta la sua assenza.”
    è così!
    ci sarebbe da scrivere molto di più, ma sono di fretta ora.
    grazie.

    a presto!
    gelsobianco

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  • gelsobianco

    sei una scoperta decisamente interessante!
    grazie ancora a te.
    gb

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  • esercizidipensiero

    leggo queste parole in un’insonne notte veneta, di pensieri, bilanci e solitudini….

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  • nunziadaquale

    Ascolta ed riempi lo sguardo con la meraviglia…

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  • Emilia Basile

    mai rinunciare all’amore. Anche se si fa male. Anche se non si concede. Mai rinunicare a provare ad essere felici. un abbraccio e il senso di vuoto andrà via.

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  • mariella54

    Ciao Lois anche se il mio tempo da un pò di tempo in qua è limitato trovo momenti per seguirvi ,ho letto questi tuoi pensieri che faccio anche miei Purtroppo la vita non è qualcosa di statico è sempre un movimento è fatta di alti e bassi i nostri umori cambiano ci sono attimi che ci sembra di aver capito come funziona la vita ed attimi che ci chiediamo che senso ha ,in questo periodo mi capita sovente di fare questa riflessione:Cos è che conta veramente nella vita?Sono sincera non so cosa rispondermi ,non ho voglia di fare ragionamenti filosofici ,mi sento confusa ,non sempre si ha in mano verità.Certe volte mi sento “contenta “solo al pensiero che nonostante il mio malessere interno esiste la bellezza dell’arte ,l’incanto davanti ad un quadro ad un tramonto ,una camminata in alta montagna davanti allo splendore della natura,ecco non so più cosa dire mi fermo qui,anche ragionare certe volte stanca .Ciao

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    • lois

      Ciao Mariella, bentrovata. Credo che il tuo commento dica tanto e soprattutto si avvicina ad un comune sentire. Proprio come ben dici, credo sia terminato il tempo di filosofeggiare, è un tempo questo (per tutti) di grande confusione, del crollo di certezze e di aspettative oniriche. Probabilmente in tutto questo “vuoto” che ci trasciniamo e nel quale siamo inghiottiti è importante saper riconoscere ed apprezzare le piccole cose e la bellezza (dell’arte e dei paesaggi…) in grado di condurci seppur minimamente a dei momenti di breve ma concreta serenità.
      Questo tuo commento, come quello degli altri, mi sostiene molto e mi fa immaginare che siamo in fondo tutti molto simili, accomunati da una “coralità” che ho trovato con molta sorpresa proprio attraverso il blog.

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  • gelsobianco

    “siamo in fondo tutti molto simili, accomunati da una “coralità” che ho trovato con molta sorpresa proprio attraverso il blog.”
    è così!
    io cerco proprio questo nel web… entrando nei vostri blog…
    per il momento io sono solo un viaggiatore che si ferma e si svela!
    un sorriso
    gelsobianco

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  • eglepiediscalzi

    Per me il vuoto di senso è la corda che tiene chiuso
    il sacco della vita prima che si apra all’ignoto.
    egle

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  • gelsobianco

    perfetto, Lois.
    un sorriso
    gelsobianco

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