Napoli sotto(e)sopra

Catacombe di San Gennaro - lois©assolocorale

Catacombe di San Gennaro – lois©assolocorale

Nel pieno di questa strana estate, quando Caligola ha già ceduto il posto a Lucifero che ha reso (se possibile) l’aria ancora più calda e irrespirabile, Napoli vive ancora nel suo torpore, che non è più quello ferragostano, ma è suo per indole. Sopra, in superficie, lungo le strade vuote e afose, la città è deserta, sotto nelle sue cavità, l’umido frescore mi serve da riparo. Parthenope, la città-sirena fondata in tempi remoti, nasconde nel suo sottosuolo una dimensione parallela, fatta di vuoti e di spazi sgombri lasciati silenziosi dagli abitanti e dai costruttori del passato. Tutto quello che è Napoli oggi (o perlomeno fino alla cementificazione selvaggia che ne ha sfigurato il volto a partire dagli anni Cinquanta) con i suoi cortili rinascimentali ed i suoi palazzi barocchi, è nato dalla lavorazione del tufo, una pietra di origine vulcanica di cui il sottosuolo era costituito. È una pietra dal particolare colore giallo e dalla struttura porosa, qualità che la rende molto malleabile alla lavorazione. Non a caso di tufo sono tutte le volute che abbelliscono i palazzi d’epoca e tutte le spesse pareti che rendono gli stanzoni che hanno ospitato nobili e regine, di una frescura invidiabile. Ebbene tutta quella pietra, che costituisce la materia prima dell’architettura napoletana, è stata sottratta proprio a quel sottosuolo che oggi è perlopiù vuoto e fatto di caverne: era d’uso, scavare sotto le fondamenta (con le dovute accortezze) per recuperare la pietra con cui costruire in superficie. Quasi un gioco speculare, svuoto sotto, riempio sopra.

Tra le tantissime cavità (buona parte ancora inesplorate), diverse hanno origine nella notte dei tempi, quando prima i greci e poi i romani divennero stanziali di quella città dall’ameno clima. Molte sono le antiche cisterne per le riserve d’acqua e di alimentazione agli acquedotti, molte altre rappresentano le prime necropoli di una città che in poco tempo si espanse a dismisura divenendo tra le più grandi del passato, tutte poi costituirono rifugi sicuri per le popolazione durante l’ultima guerra.

Sotto, al fresco oggi ho visitato le Catacombe di San Gennaro, al santo intitolate per la presenza delle sue spoglie attestate nel IV secolo d.C.. Quegli spazi, custodi e testimoni dei corpi corruttibili e disposti per il transito nell’aldilà, rappresentano uno spazio oggi, di grande suggestione e bellezza. Un luogo dove l’arte, la cultura e la storia si fondono in un unicum dalle eccezionali dimensioni (fisiche ed emotive). Un substrato di grande fascino, aree che labirinticamente si espandono senza confini sotto la città che sopra, al caldo agostano langue nell’afa.

Catacombe di San Gennaro - lois©assolocorale

Catacombe di San Gennaro – lois©assolocorale

Nel caldo colore del tufo si svelano di volta in volta frammenti di affreschi risalenti finanche al III secolo a.C., molti di essi rappresentano Santi e vescovi, altri i defunti e su molti di essi (azzerando uno spazio-temporale che rende Napoli nel culto dei morti una città esoterica e solidamente credente) tracce di graffiti antichi, che richiedono grazie e protezione a quegli uomini già traslati nel mondo eterno. Stare lì sotto, con i pensieri al fresco, riusciva a farti sentire nuovamente orgoglioso di una città che però appena tornato in superficie, ti rendi conto di come stia andando a rotoli. Una città, quella di sopra, che in barba alla sua stratificata storia, negli ultimi decenni ha fatto di tutto per diventare un cumulo di macerie. Una città dove finanche le Catacombe di San Gennaro, sono gestite da una cooperativa sociale che si è fatta largo nel vuoto politico e culturale che ampiamente si è diffuso nella mia città. Un cooperativa che rimboccandosi le maniche ha fatto rinascere un luogo che oggi rappresenta un’eccellenza nel panorama dismesso della cultura partenopea, laddove, ultimo solo per ordine di tempo, il museo Madre è giunto al capolinea, dopo una fulgida ma breve vita.

Napoli, quella di sopra, è oggi ingoiata nel vuoto istituzionale che si è creato nei decenni appena trascorsi, anni in cui per la cultura si è fatto poco o niente e per il sociale ancora meno.

Napoli, quella di sotto, affidata ai morti, alle anime del Purgatorio (vedi il cimitero delle Fontanelle con i resti di oltre 40mila cadaveri), vive ora di nuova vita.

Napoli, quella di sopra, affidata ai vivi, che vorrebbe poter aggrapparsi a più concrete speranze, proprio quelle di cui oggi ne sente la necessità.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Informazioni su lois

https://assolocorale.wordpress.com Vedi tutti gli articoli di lois

29 responses to “Napoli sotto(e)sopra

  • esercizidipensiero

    napoli adesso mi pare di sentirla un po’ più mia. grazie. e continua, continua i tuoi pellegrinaggi curiosi, che poi leggiamo, leggiamo leggiamo.

    Mi piace

  • occultoantonio

    napul’ e’ ‘na carta sporca
    e nisciuno se n’ emporta
    e ognuno aspetta ‘a ciorta…

    p.s.: sono stato a Napoli una sola volta, un giorno solo. Avevo 15anni. Prima di sera mi ero già innamorato di una ragazza. Napoli è come Venezia, una città stregata.

    Mi piace

  • iraida2

    E che dire della rete di strettissimi cunicoli dell’acquedotto romano della Napoli sotterranea? Se scendi dal lato di piazza San Gaetano, ci trovi una scala a chiocciola che ti porta a 40 metri sotto il livello stradale. I cunicoli, così stretti che ci passa a stento una persona alla volta, servivano per l’approvigionamento idrico della città fino alla fine dell’ottocento, inizi novecento. Diventarono, poi, rifugi antiaerei, durante la seconda guerra mondiale. In quei luoghi ci sono ancora graffiti che testimoniano i pensieri e le paure di tanti napoletani. Qualche anno fa, durante una visita, scoprii una scritta sul muro “oggi sposi”, chissà forse erano proprio due sposini che magari erano scappati dopo la cerimonia!
    E’ proprio vero, Lois; questa città la ami e la odi ma ormai, noi napoletani ce l’abbiamo nel sangue.
    Buona domenica

    Mi piace

    • lois

      Probabilmente abbiamo anche noi un sotto e un sopra. Qualcosa di inspiegabile e viscerale che ci aggrappa ad ogni pietra con avidità e passione, e qualcosa che poi agendo con la percezione oggettiva e mentale ci provoca rigetto e aberrazione!

      Mi piace

  • iraida2

    E’, più semplicente, il senso di appartenenza che sentiamo più forte proprio quando Napoli è schernita, oltraggiata, non amata da coloro che dovrebbero proteggerla e, tra questi mi dispiace dirlo, ci sono anche tanti napoletani!

    Mi piace

  • ilmondourladietrolaporta

    E’ un peccato leggere l’amarezza nelle tue parole, ma allo stesso tempo sono affascinata dall’orgoglio e dalla magia delle tu minuziose descrizioni.Mi convinco sempre più che prima o poi dovrò fare una capatina a Napoli….sia quella sotterranea che superficiale!

    Mi piace

  • Milla

    Io non ci sono mai stata, a Napoli. Mi ci porti?

    Mi piace

  • mondidascoprire

    È questo esempio di sussidiarietà , testimoniato dalla cooperativa e dal loro encomiabile lavoro, una possibilità di rilancio della nostra economia se il governo desse più spazio…
    Buona serata napoletana …

    Mi piace

    • lois

      Infatti, è encomiabile il lavoro e la passione di queste persone che riescono con le proprie forze a sostituire le carenti gestioni politiche! Buona serata anche a te!

      Mi piace

  • labambinacolpalloncino

    “Di come si accudiscono le anime pezzentelle nel segreto del tufo e di come si possa«scolare» nel sottosuolo e biancheggiare poi in bella mostra come divinità. Di una città gialla e antipodale fatta di cave, cisterne, cunicoli e rifugi antiaerei dove ci siaccoppiava sotto il fragore delle bombe. Delle acque sotterranee e delle voragini,delle fogne monumentali e degli spiritelli dei pozzi.”

    Leggende del tufo, la Napoli sotterranea … ho appena scoperto che Mario Tozzi gli ha dedicato tutto un capitolo del libro “Italia segreta”.

    Io non ho mai amato molto Napoli… odiavo prendere il treno da Salerno e venire per qualche piccolo “servizio”. Ci sono sicuramente dei posti bellissimi ma superare tutto “il casino” per poterci arrivare mi è sempre piaciuto poco 🙂

    Mi piace

  • dafnevisconti

    Mi affascina tantissimo l’idea del tempo, il fatto di poter vedere opere risalenti addirittura a prima di Cristo, e che siano lì, semplicemente, sotto la città moderna che pulsa. Avverto il monito del tempo.

    Mi piace

  • Carolina

    La prima volta che ho visto o Napoli sono rimasta affascinata dal calore umano e un pò anche dal traffico e dagli insulti che mi prendevo vista la mia guida lenta da piemontese…ma ho visitato la Napoli “di sotto”…e non mancherò certo di farlo.

    Buona calda nottata.

    Mi piace

    • lois

      Napoli è piena di avversità e viverci diventa ogni giorno più difficile, ma resta di fatto che gode di un fascino che la rende molto suggestiva e particolare. La dualità, tra il sopra e il sotto è una prerogativa che gli attribuisce molta originalità!
      Buona giornata, che si preannuncia più calda della “nottata”! 😉

      Mi piace

  • lupus.sine.fabula

    Non conosco Napoli per ignoranza; non conosco nè la città in superficie nè i suoi antri e le sue viscere. Non conosco Napoli, o forse la conosco solo attraverso i pregiudizi più o meno sbagliati che circolano sul suo corpo di bella donna malridotta e seviziata.
    Ma conosco il fascino della cavità con la loro-luce-non-luce e le loro ombre-più-ombre; con la loro umidità tipica dell’assenza di vita o della presenza di una vita da fantasmi.
    Questo tuo post mi ha fatto venire in mente le ‘Città invisibili’ di Calvino; non per un preciso riferimento, ma perchè in ogni nostra città c’è qualcosa di invisibile; così come in ognuno di noi sotto la superficie c’è un labirinto di cavità inestricabile…

    Mi piace

  • ironiaprimaditutto

    napoli é la città più bella e più brutta del mondo. le sue contraddizioni la rendono unica ed assolutamente inimitabile.

    Mi piace

  • eklektike

    Che bella la Napoli sotterranea: la visitai anni fa, in una gita scolastica, e ne conservo un bellissimo ricordo. Quando poi si riemerge in superficie, sembra di essere stati in un’altra dimensione.

    Mi piace

  • ilmiosguardo

    Nonostante le sue contraddizioni, a me Napoli piace tanto.
    Ho avuto la fortuna di poterla visitare più volte e conoscerla almeno un pochino, visto che tengo amici che vivono nel Golfo.

    Nel settembre dell’anno scorso poi il cimitero delle Fontanelle ha rappresentato per me una piacevole sorpresa e un’interessantissima scoperta che mi ha inoltre permesso di attraversare i quartieri Mater Dei e Sanità.

    Complimenti per l’ottima tua “guida” alle catacombe di S. Gennaro!
    Buona settimana ciao

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: