Una strana estate

Giuseppe Casciaro

Giuseppe Casciaro

È un ferragosto strano, in un’estate africana, ancora più strana delle altre. Per mia scelta, mi ritrovo oggi in una città semideserta, ma meno del solito, a percorrere le strade ombrate del Vomero. Un quartiere relativamente giovane, nato agli inizi del secolo quando tutto era ancora campagna e della frescura si godeva in ogni angolo. Dal basso afoso della città le carrozze salivano affollate nei giorni di festa a percorrere le strade della ‘Nfrascata a beneficiare del clima. È bello percorrerlo quando c’è poca gente che struscia tra le ombre degli alberi che concedono un poco di tregua al solleone. È bello poter alzare lo sguardo e perdersi con lo sguardo nelle palazzine liberty che appaiono oasi di bellezza tra i palazzi svettanti di moderna fattura. E tra le belle architetture degli anni Venti, in cui ogni linea, ogni modanatura è assegnataria di uno spazio ben definito, scorgi anche la villa rossa in cui è vissuto il pittore Giuseppe Casciaro che ha trascritto nei suoi meravigliosi pastelli d’inizio secolo anche tutta la collina verdeggiante e i suoi scorci mozzafiato.

È bello ritrovare quegli spazi ridimensionati ad uno spazio umano fatto di lentezza e di parole sussurrate dove finanche puoi sentire i passeri che svolazzano tra i rami. È una strana estate questa, fatta di persone per strada che strusciano senza meta ma che appaiono lontane mille miglia dalla via che percorrono. È una strada di panchine e alcune sono ancora vuote e tu devi ancora farci l’abitudine, e che finalmente dopo un po’ scegli quella più in ombra e quella che ti sembra più fresca all’angolo dei grandi negozi che oggi sono tutti chiusi tranne uno.

È l’estate in cui condividi una panchina e senti borbottare e fare pensieri che vanno oltre il quotidiano. È un’estate in cui credevi di essere tu quello disadattato e di volerti fermare a pensare. È un’estate questa invece dove ti rendi conto che ben oltre la crisi c’è qualcosa che non va e che si assiepa nelle pance di tutti.
È un’estate che pure quelli che sono a mare, costretti nuovamente a fare la fila nel traffico a scalciare per avere il posto in spiaggia ti rispondono al telefono con la voce scocciata e con i pensieri chissà dove. Un dove che non è fatto di fuga e di allentamento, ma un dove pesante e senz’aria. E allora ti rendi conto che tutto sommato quel tuo essere strano è un essere che accomuna in un disagio contagioso, fatto di pochi soldi, ma non solo di quello. E te ne accorgi dalla fila al supermercato, dove le signore nei loro abiti leggeri e gli uomini in bermuda tutto sommato non sono corrucciati dalle ferie forzate.
E allora  ti chiedi se tutto questo ci stia portando da qualche parte o soltanto alla deriva e così non aspetti altro che arrivi settembre ed il fresco e capire se tutto questo ci condurrà verso altri lidi.

Annunci

Informazioni su lois

https://assolocorale.wordpress.com Vedi tutti gli articoli di lois

16 responses to “Una strana estate

  • in fondo al cuore

    spero che tutto questo serva almeno a rendersi conto in che mani sia il nostro paese…..ma ne dubito, servirà a gonuno di noi per capire, forse, quali davvero siano le cose importanti e che di tante altre, ormai solo convenzioni e abitudini, si possa fare a meno….. non lo sò, ma spero che, comunque alla fine tutto questo serva a qualcosa di positivo.
    Buon ferragosto Lois! :).

    Mi piace

  • iraida2

    Anch’io ho la sensazione che questa sia un’estate diversa da quelle che l’hanno preceduta. Sembra un tempo d’attesa, un interludio vissuto con poca convinzione e con qualche ansia in più. C’è solo da non perdere del tutto la speranza.
    Buona serata.

    Mi piace

  • esercizidipensiero

    venezia risponde uguale, con gli stessi pensieri, gli stessi dubbi. festini maniacali di turistame di massa in centro storico e appena fuori lo stesso smarrimento che descrivi al vomero. un ferragosto che sembra strano, e chi lo sa che almeno questo non ci unisca da nord a sud e che prendiamo qualche provvedimento. chi lo sa. che non sia la volta buona che ci vediamo a roma, in manifestazione, a metà strada. per dire la nostra, ferragosto o non ferragosto. e la nostra non riguarda la crisi, riguarda molto di più. molto altro.

    Mi piace

  • Mi....semplicemente

    condivido tutto questo…io ieri sono stata al mare, dista da me 15 km, e ti dirò che mi ha colpito il numero di ombrelloni vuoti…..da che posso ricordare a ferragosto se arrivavi senza prenotare manco un lettino sgangherato trovavi più già alle nove di mattina…..ma mi ripeto forse tutto questo ci aiuterà a capire i veri valori della vita 🙂

    Mi piace

  • nunziadaquale

    …io sono rimasta chiusa in casa, complice il caldo torrido, mi ricorda atmosfere africane, ma non ricordo fosse così umido. Ho scelto di lavorare in questo agosto strano, dove a Roma circolano solo orde di turisti, assiepati sugli autobus sostitutivi perchè la metro per un tratto è stata chiusa. Il fatto strano è che, in vacanza le persone sono dimiunite, ma le metropoli sono deserte, c’è qualcosa che non torna…o forse, per via di crisi, che ci stanno propinando in tutte le sale e in ogni momento della giornata, la gente sta chiusa dentro casa, proprio come me. La cosa triste è che in Spagna, in Grecia la gente scende in piazza, noi siamo stati capaci di riunire le nostre forze solo in un’unica occasione…e tu puoi immaginare sicuramente quale…finchè non staremo veramente con la faccia nel fango (per usare un eufemismo) , non si smuoverà un bel niente, di questo sono sicura e quando andremo a votare, vedremo le solite facce beote e noi ancora più beoti, daremo il nostro consenso sempre agli stessi, cosicchè nulla potrà cambiare.
    Scusa, ma sono molto pessimista in questo momento.

    Mi piace

    • lois

      Ti capisco, anche io ormai mi sento lontano da ogni speranza. Sembra che tutto sempre debba smuoversi e poi non accade nulla che possa smuovere le coscienze. Ognuno è sempre preso dalla foga e dai problemi casalinghi e personali che tutto il resto sembra non dover contare. E invece è proprio questa la causa che ci degenera e non sconfina come in Grecia o in Spagna dove le persone hanno veramente compreso il valore della socialità. Non ci resta che aspettare settembre e vedere che svolta ci attende!

      Mi piace

  • mondidascoprire

    È un’estate che assomiglia alla vita , le certezze crollano e siamo scoperti, tranne che riconosciamo che per vivere dobbiamo cercare qualcosa che non crolla, una roccia che nel tempo diventa sempre più certa. Il mio ferragosto è stato casalingo ma in compagnia di amici , questa amicizia , vissuta nell’esperienza di fede, è una certezza per me che la vita è buona.

    Mi piace

  • labambinacolpalloncino

    Giorni tra lo smarrito e l’inconsapevole con il caldo opprimente che rende ancora più difficile pensare.
    E’ meglio fuggire, continuare a non interessarsi di quello che succede oltre la porta di casa, oltre il nostro piccolo mondo fatto di piccole certezze che però poi crolla con un piccolo soffio di vento.
    In qualche intervento si parla di scendere in piazza… in piazza si scende se si hanno dei valori condivisi, un senso di comunità oppure se stai “alla fame” e in questo momento mi pare manchino questi elementi.

    Mi piace

    • lois

      Sono d’accordo con te! Forse in questo momento (le persone sono distratte dalle ferie) manca una comune volontà di condivisione. Esiste ancora un “relativo benessere” che rende come distaccati dalla percezione di una deriva imminente!

      Mi piace

  • marco

    …tra le belle architetture degli anni Venti, in cui ogni linea, ogni modanatura è assegnataria di uno spazio ben definito…

    Bello questo passaggio. Dove ancora l’architettura aveva il senso dell’armonia. Dove ancora esisteva l’estetica del bello…Oggi l’estetica del brutto sconfina in ogni dove…;

    Grazie anche di avermi fatto conoscere questo pittore di cui ignoravo l’esistenza…
    marco

    Mi piace

    • lois

      Ci sono degli artisti che perlopiù sono sconosciuti al grande pubblico, ma che meriterebbero molto più di tanti altri che vivono sugli allori non meritandolo. Giuseppe Casciaro ha una bellezza nel tratto che da solo vale l’ammirazione di ore. Aveva il dono dell’essenzialità ma capace di raccontare nel dettaglio il carattere ed il valore delle cose.

      Mi piace

      • marco

        L’importate che siano riusciti a vivere della consapevolezza di tutto questo.
        Spesso l’anonimato aiuta l’artista a restare vergine, senza il peso del fare su commissione.
        L’arte in fondo, non si misura (e questo per fortuna) con il martello del battitore d’aste….

        Mi piace

      • lois

        …per nostra fortuna, gli artisti che poi segnano il passo li troviamo avanti nel tempo e con maggiore enfasi nei libri di studio.

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: