A chiederci un bacio e a volerne altri cento*

L’estate è nel pieno e l’afa in alcuni momenti è asfissiante. Tutti scappano al mare, in montagna, all’estero. Tutti fuggono, fuggono e vanno via ad ammassarsi verso altri lidi, altri spazi. Chi (come me) è ancora al lavoro, avverte tutta la stanchezza pesare sulle palpebre. In fondo, la fuga d’estate è un po’ come la fine dell’anno, rispetto al lavoro si termina un ciclo per riavviarne poi un altro, a distanza di qualche settimana. E si giunge a bramare finanche i primi minuti di meritato riposo. Questa volta volutamente e con forza mi radicherò nella mia città. Non partirò, non farò vacanza, almeno nel senso che abitualmente s’intende. Resterò nella mia città, della quale amerò lo spopolamento e la bellezza delle strade un po’ più deserte ma un po’ più pulite. Mi perderò tra i vicoli e godrò delle ombre fresche dei portoni barocchi del centro. Farò colazione nelle piazze deserte, dove di prima mattina oltre ai colombi che barcollanti cercano avanzi tra le fughe dei basoli, si vede qualche turista mattutino che zaino in spalla e sandali freschi già s’inerpica lungo i Decumani. Dai miei amici più cari ho ricevuto inviti a scappare, ma questa volta non mi va. Sento addosso il peso di un lungo tempo trascorso a pensare, a pesare le parole, i gesti e le scene che passavano incessanti dietro le palpebre chiuse. Questa volta spegnerò i contatti e leggerò, mi dedicherò ai miei libri (ne ho già una pila eccessiva che mi aspetta, li ho scelti nel tempo e li leggerei bramosamente tutti insieme), ma lo farò con calma. Ho voglia di un tempo tutto mio, fosse anche fatto di silenzio e lentezza dei gesti. Un tempo che per quanto breve, si dilati a dismisura fino a sconfinare negli spazi che riempirò.

Amore che vieni, amore che vai (Fabrizio De André, 1966)

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35 responses to “A chiederci un bacio e a volerne altri cento*

  • loltreuomo

    Esattamente quello che ho fatto io Lois. Certo non in città, ma in un locus amoenus di rara bellezza. Ma la bellezza la trovi un pò dappertutto se sai guardare.
    Buona serata

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  • in fondo al cuore

    L’importante è staccare la spina….poi dove non ha tanta importanza 😉 Buona serata!

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  • mellie

    Essere in vacanza è uno stato mentale.

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  • mondidascoprire

    Faccio un lavoro da turnista e di estate si lavora tanto, quest’anno per alcuni mesi per motivi di salute sono stata ferma , mi rendo conto che mi mancava proprio un periodo di rilassamento,l’ avere tempo per leggere, pensare, contemplare, guardare la mia vita , questa fragile vita che noi pensiamo di incasellare nei ritmi, progetti e risultati, levando allo stupore, alla bellezza, al desiderio tutte le energie.

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  • noeffetticollaterali

    Anch’io passerò l’estate nella mia città semi deserta: un po’ a lavorare, un po’ a girovagare per i vicoli mano nella mano con una bella persona. sarà comunque una bella estate. Godiamocela per quel che abbiamo. notte

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  • labambinacolpalloncino

    Mi hai fatto tornare in mente,e non era difficile visto che l’ho letto pochi giorni fa, questo racconto di Francesco Piccolo.
    “Più baci del necessario”
    Non parti mai, d´estate. Te ne stai sempre a casa di giorno e giri per la città di notte. E´ il periodo dell´anno che ti piace di più. Agosto. La parte centrale di agosto, meglio. Una settimana, al massimo dieci giorni, quello è il momento perfetto. Tutti vanno via e tu rimani qui. E´ la tua vacanza senza vacanza. E´ come se avessi un balcone che affaccia su tutta la città e la vedessi riempirsi di più a giugno con le notti piene di cose da fare e la gente che non ha nessuna voglia di tornarsene a casa. E´ come se cominciassi ad accorgerti, a un certo punto, che di gente laggiù comincia a venirne meno. Se ti sporgessi a cercare di ascoltare le parole, sentiresti che si salutano perché domani partono e ci rivediamo quando torniamo. E poi piano piano si svuota. E in mezzo ad agosto saluti il tuo ultimo amico che parte anche lui e finalmente rimani solo. Così la chiami: la tua vacanza senza vacanza.
    Tutto il racconto si può leggere qui http://www.feltrinellieditore.it/FattiLibriInterna?id_fatto=1750 anche se al momento è inserito anche in “Momenti di trascurabile felicità” edito da Einaudi.
    Buona vacanza 😉

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    • lois

      Che bello! Tu ed “esercizi” avete citato lo stesso libro e il brano che hai trascritto sembra cucito su di me. La prima cosa che farò oggi (in attesa di un’altra settimana di lavoro) sarà quella di andare a comprare il libro (un altro ancora da mettere in lista) ed aggiungere a quelle pagine un nuovo “trascurabile” momento!
      Grazie per queste belle parole!

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  • esercizidipensiero

    che bellezza deve essere questa tua città così deserta, magari presto al mattino. ho in mente alcune pagine di francesco piccolo “momenti di trascurabile felicità” in cui parla proprio della città estiva, deserta. anche io rimarrò qui fino a fine mese, in vacanza ma qui. riempiamoci, facciamo della nostra quotidianità e della nostra città una festa.

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    • lois

      D’estate sembra un’altra città. Non più quella che leggi sui giornali per le cose non belle. Nelle strade strette, scure d’ombra e di aria umida riesci a sentire i tuoi passi e a sentirti straniero in terra. Sono momenti di piccoli piaceri che come dici sono di pura felicità!
      Buona giornata

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  • laGattaGennara

    c’è molta simiglianza, qui. certo potrei scriverti oh quanto è uguale al tuo costume il mio. sì, da bagno. nel cassetto.

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    • lois

      Si quest’anno lo lascio lì nell’armadio, sperando però poi di riutilizzarlo l’anno prossimo e che oltre a me stesso possa ritrovare dopo tanto prossimo “ozio” anche la mia linea! 😉

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  • Gapemotivo

    come buoni propositi di inizio anno…

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  • hetschaap

    Io da anni ormai resto in città ad agosto. Per scelta. Mi piace la città svuotata. Mi piace guardare le cose da nuove prospettive. Mi piace il senso di pace e di calma che si respira per le strade. E mi piace anche l’idea di essere un po’ una sopravvissuta in un mondo che pare finito 🙂

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    • lois

      infatti è quella la sensazione più bella,sentirti un sopravvissuto e non uno dei tanti che si accalca tra spiagge, strade e aeroporti!
      buona sopravvivenza allora!

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  • eglepiediscalzi

    Mi sa che tenterò anch’io di dilatare il tempo.
    La mia pila di libri sono delle pile. Buona estate
    egle

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  • Badev

    allora buone non-vacanze, Iois! e buona lettura (la “pila” di libri ti ricaricherà)

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  • dafnevisconti

    Provo sempre un certo disagio quando osservo questa impazienza generale del partire, come se il lavoro di tutto un anno fosse finalizzato alla “fuga” estiva. Ho sempre pensato che la la quotidianeità vada curata e bramata più di una qualsiasi vacanza. L’immagine che hai dato di te, nei giorni di non lavoro, invita ad approfondire il pensiero sull’importanza del tempo che dedichiamo a noi stessi. A presto.

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    • lois

      Sostanzialmente, credo che il problema sia proprio questo. Tutti iniziano nuove corse e nuovi affanni che a mio avviso a tutt’altra accezione che vacanza e riposo! Alla fine fermarsi per un po’ non credo rappresenti la fine del mondo, forse se ne potrà trarre solo beneficio. Ma è evidente che occorre molta volontà e capacità di stare bene con se stessi!
      buona giornata

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  • iraida2

    Questa poesia di Juan Vicente Piqueras mi pare si addica molto alla tua scelta, te la dedico augurandoti bei giorni.

    Vigilia di restare

    Tutto è pronto: la valigia,
    le camicie, le mappe, la fatua
    speranza.
    Mi spolvero le palpebre.
    Ho messo all’occhiello
    la rosa dei venti.
    Tutto è pronto: il mare, l’atlante, l’aria.
    Mi manca solo il quando,
    un diario di bordo, il dove, le carte
    di navigazione, venti a favore,
    il coraggio e qualcuno che mi ami
    come non so amarmi io.
    La nave che non c’è, la mani attonite,
    lo sguardo intento, le imboscate,
    e l’orizzonte un filo ombelicale
    sottolineando questi versi sospesi…
    Tutto è pronto: è serio, è vano.

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