Postilla Caravaggesca

Mentre fuori imperversa la burrasca sui presunti disegni di Caravaggio*, tra schiaffi (e non solo morali) e minacce di querela che piovono a fiotti su chiunque (me incluso! – vedi la replica dell’autore al mio post), pensavo in questi giorni allo sconvolgimento che il Merisi ha portato nel mondo artistico ed al ruolo di star che ha assunto nel mondo contemporaneo. Basta citarlo e il successo è assicurato. Non a caso il suo valore aggiunto per la grande popolarità, fu fiutato anche dalla mafia, che nel lontano 1969 rubò “La Natività” di Palermo (dipinto di cui non si hanno più notizie) che pare avrebbe voluto riconsegnarlo in cambio di un alleggerimento del 41bis (questo è quanto si è appreso dagli interrogatori di Brusca).
Tutta questa popolarità e fortuna, a mio avviso è sostenuta da quella rivoluzione naturalistica che lo ha avvicinato all’umanità più profonda. I suoi santi, giravano tra la folla al mercato e le madonne assistevano i poveri cenciosi agli angoli delle strade.
Sempre restando in ambito alle polemiche suscitate dalle recenti sortite, i documenti e le testimonianze dirette di quei giorni, ci parlano di un pittore che raffigurava dal vivo; che costruiva davanti a se la scena da dipingere e la affollava di uomini e donne che si atteggiavano nelle modalità da lui richieste, e poi con la luce, quella delle finestre o delle candele – come un moderno scenografo – dava vita a quel moto dei sentimenti e delle reazioni umane.

Per fare chiarezza su quello che dico, mi vengono in mente, senza troppo pensarci, le grandi tele romane e quelle di Napoli.

In San Luigi dei Francesi, nei pressi di piazza Navona, c’è la cappella Contarelli che custodisce la prima grande prova romana del pittore giunto appena da qualche anno nella capitale (dopo l’apprendimento dei rudimenti alla ormai famosa bottega del Peterzano!). Ci sono i tre grandi dipinti che illustrano la storia di San Matteo (al secolo Levi d’Alfeo), che da romano, esattore delle tasse, fu folgorato dalla luce divina. Tra le due grandi tele laterali vi è la pala d’altare raffigurante Matteo (secondo alcune fonti analfabeta) che guidato dall’angelo inizia la stesura del Vangelo.

“San Matteo e l’Angelo” (1601 ca.) – Chiesa di San Luigi de Francesi, Roma

L’opera monumentale (1601 ca.) che possiamo vedere oggi è però la sua seconda stesura, una prima tela infatti fu rifiutata. Il motivo non è propriamente chiaro, ma sembra che proprio la grande naturalezza e l’umanità di questo vecchio che non conosce la scrittura e il suo essere guidato materialmente dall’angelo (che pur di natura divina era raffigurato in dimensioni umane, altro elemento di aberrazione per la chiesa della Controriforma), abbia raffreddato l’animo dei committenti (la cui affastellata storia pure potrebbe diventare soggetto di un post). Tra le varie ipotesi (Calvesi), pare che le gambe accavallate e i piedi sporchi in primo piano, quasi a sporgere dalla tela, offendessero la santità raffigurata e mancasse di rispetto al fondatore della cappella stessa, Matteo Contarelli. L’opera che purtroppo è andata distrutta a Berlino durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale (e che a mio avviso, era molto più forte di quella superstite), rappresenta con tutta la sua energia quello che era il nuovo corso della pittura e lo stravolgimento di tutti i canoni precedentemente consolidati.

“San Matteo e l’Angelo” – distrutto a Berlino

Altro episodio di grande valore è rappresentato da “La morte della Vergine” (1605-06 ca.), custodito oggi al Louvre. La Madonna, viene raffigurata nel pieno della sua umanità. Una donna in carne ed ossa, dipinta dal vero. Era una prostituta annegata poco prima nel Tevere e raffigurata ancora col ventre pieno d’acqua, a testimonianza della sua umana corruttibilità. Anche quest’opera ovviamente fu rifiutata.

“La morte della Vergine” particolare (1605-08) – Louvre, Parigi

La “Madonna di Loreto – o dei Pellegrini”, sempre tra le opere romane (1605 ca.) ha come protagonista assoluti, nell’immagine di insieme, i due pellegrini, cenciosi e con i piedi sporchi presentati in bella mostra ai fedeli-ammiratori.

“La Madonna dei Pellegrini o di Loreto” particolare (1605 ca.) – Basilica di Sant’Agostino, Roma

E poi mi viene da pensare alle “Sette opere di Misericordia di Napoli (1606-1607), custodita ancora oggi nel luogo per cui fu realizzata e che da sola varrebbe una vista al capoluogo partenopeo. Oltre alle figure colme di umanità (si guardi il povero a cui viene donato il mantello o la figlia che sfama il padre), immediatamente in alto, c’è la Madonna con Bambino, sorretta dagli angeli. Ebbene, oltre al fatto che le figure sembrano appena fotografate nei vicoli scuri e stretti della città, un aneddoto particolarmente ammaliante, narra di giovani che sempre ripresi dal vivo, si atteggiavano come angeli e che per la loro posizione disagiata e scomoda, indolenti avevano il sangue che gli gonfiava le mani, quelle stesse che oggi nel dipinto appaiono decisamente più rosse che tutto il resto dell’incarnato**.

“Sette opere di Misericordia” particolare (1606-07) – Pio Monte di Misericordia, Napoli

Ebbene, questi e moltissimi altri particolari, aneddoti e documenti ci parlano di un giovane geniale e innovatore, autonomo nelle scelte (sicuramente sedimentate in quel territorio lombardo dove la luce scura aveva fatto la sua comparsa nella seconda metà del Cinquecento) e attento osservatore della realtà, che difficilmente ci potrebbe far immaginare un artista impegnato in riproduzioni di se stesso. La sua pittura, può considerarsi ante litteram un’antenata della fotografia, dove l’effetto della luce e la riproduzione fedele della realtà era in grado di rendere immensa anche una foglia di vite invecchiata o una mela corrotta dal verme, perché come ebbe a dire il Marchese Giustiniani (uno dei primi eccellenti committenti romani): “Tanta manifattura gli era fare un quadro buono di fiori, come di figure”.

“Fiscella ambrosiana” (1596?) – Milano, Pinacoteca Ambrosiana

*
http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_luglio_24/20120724BRE07_21-2011147977220.shtml

http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_luglio_20/disegni-caravaggio-lite-curuz-giornalista-stampa-2011105495880.shtml

**
per chi volesse approfondire un po’ di più l’aneddoto, sulla scorta delle notizie, qualche anno fa ho scritto un breve racconto (Memoria dell’esposto)

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20 responses to “Postilla Caravaggesca

  • labambinacolpalloncino

    dovresti insegnare storia dell’arte… riusciresti a far appassionare anche l’alunno più disinteressato!

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    • lois

      Di fatto sono abilitato all’insegnamento per la Storia dell’Arte (dall’ultimo concorsone del 98!). Ma non ho avuto il tempo ne la forza per continuare a inviare richieste e a parlare con le Segreterie!! È una cosa che avrei amato molto!! Vorrà dire che mi sorbirete voi ogni volta 😉
      Grazie

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  • in fondo al cuore

    Sono sempre istruttivi i tuoi post, un vero viaggio nell’arte, sei davvero bravo e quando si scrive su qualcosa che si ama in modo particolare questo traspare da ogni parola. Buona giornata! 🙂

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  • Ralph Magpie

    Mi associo al coro di quanti dicono che divulghi in maniera passionale l’arte. Il fatto che qualcuno abbia risposto piccato a delle tue osservazioni, è dimostrazione di riconoscimento di competenza nel campo.

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  • esercizidipensiero

    ma che meraviglia questi pezzi d’arte, regali improvvisi, inaspettati. grazie caro. una boccata d’aria come sempre.

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  • mondidascoprire

    Sono bellissime opere , e quella della Madonna dei Pellegrini o di Loreto è molto reale… Ciao , bello il tuo post

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  • dafnevisconti

    Dal tuo post mi rendo conto quanto sia importante avere la percezione anche dell’artista come uomo, del suo carattere; da quello che scrivi si immagina un Caravaggio giovane e volitivo, deciso, a disagio nel suo tempo, autonomo, forse un po’ presuntuoso. Questo è molto affascinante. E quei piedi sporchi in primo piano ci dicono moltissimo su di lui, e su di lui rispetto al suo tempo, a conferma del fatto che i veri artisti sono anche dei rivoluzionari, uomini che creano uno strappo con il loro tempo, attraverso le loro opere. Grazie!

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    • lois

      Infatti, la loro capacità è stata proprio quella di stravolgere e riformare la loro arte, capace poi di sviluppare nuove propaggini in grado di diffondere quell’idea e quei contenuti in modalità tali da innovare non solo l’arte, ma la vita stessa. Ritorniamo (a mio parere) sempre al solito punto, l’arte come interazione alla vita e pertanto imprescindibile da essa.
      Grazie a te e buona giornata

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  • valeprue

    Io lo adoro…grazie per questo post!

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  • cacciatricedisogni

    Il “Caravaggio” è uno dei pittori che in assoluto preferisco. Ho avuto
    la fortuna di vedere le sue opere alla Galleria degli Uffizi a Firenze.
    Sono rimasta letteralmente sbalordita dai suoi quadri, che pur conoscevo
    guardandoli dai libri o dalle foto. Un quadro in particolare, sembrava
    fosse “vivo” e la sua luce era talmente vera, da guardare istintivamente
    se nelle vicinanze ci fosse qualche illuminazione particolare. Ma ancor
    più straordinario è il suo dipingere come bene hai detto tu, la vita reale
    di tutti i giorni, così come era in realtà, e non edulcorata per far piacere
    a chichessia. Un innovatore geniale questo è stato Caravaggio, forse
    crudo nei suoi dipinti, ma proprio per questo, da molti apprezzato, me
    compresa. Mi complimento con te lois, per il post, l’ho letto con piacere.
    Un abbraccio e buona giornata, Lori.

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    • lois

      Caravaggio è stato l’innovatore, con la sua luce ha squarciato la retorica e tante stucchevoli formalità inquadrata in canoni stereotipati che, come dici tu, erano per acconsentire scelte di potere dei grandi che manipolavano e dirigevano politicamente anche gli ambiti culturali. Lui invece, fuori da ogni schema ha tradotto quello che aveva intorno in meravigliosi ed ineguagliabili capolavori.Comunque se ti capiterà, a Roma c’è una cospicua quantità di opere disseminata tra chiese e musei e a Napoli, ci sono solo tre opere (in tre luoghi diversi), ma anch’esse di grande valore artistico e storico.
      Grazie a te di essere passata e buona giornata, Lois

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  • cacciatricedisogni

    Se mi capiterà di passare a Roma o a Napoli, lo farò
    con piacere. Buona serata lois, Lori. 🙂

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  • Zosimos

    Gentile Lois,

    sono capitato qui per caso, cercando qualche notizia sulla bufala estiva dei disegni di Caravaggio. Apprezzo molto il garbo con cui ha scritto questo articolo divulgativo, e soprattutto l’educazione (fin troppo controllata!) con cui ha saputo rispondere al Sig. Curuz.
    Non bastasse l’assoluta inverosimiglianza del metodo applicato, oltre che le ambigue circostanze logistiche alla base del presunto “studio”, direi che il livore e la presunzione del personaggio in questione siano più che sufficienti per definire il tenore ciarlatanesco dell’operazione. C’è da augurarsi che questa vicenda finisca ben presto nel dimenticatoio, sepolta assieme ai molti, troppi scandali e clamori che la violentata storia dell’arte è costretta a subire giornalmente.

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    • lois

      Grazie innanzitutto per i complimenti.
      La questione in oggetto dopo un avvio silente, ha suscitato molto clamore anche all’estero. Da appassionato, studioso e curioso, ho cercato di approfondire l’argomento, ma con tutta la buona e propositiva predisposizione, le argomentazioni appaiono molto deboli, ma non tanto nei presupposti (è effettivamente impensabile che il Caravaggio non abbia mai disegnato ed è probabile che i rudimenti li abbia acquisiti a Milano), bensì nell’assenza di scientificità e documentazione. In merito alla “scoperta” si poteva avviare con serenità e “proposte” un dibattito argomentato rivolto ad una risoluzione a all’accertamento dello studio e invece si è dichiarato con certezza “incontestabile” un risultato che senza documentazione certa non può essere considerato tale.
      Grazie ancora. Lois

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