Bufala caravaggesca in salsa milanese

uno dei presunti disegni caravaggeschi

La settimana scorsa è stata riportata dai giornali e dalle televisioni la notizia della riscoperta di un fondo di circa l00 disegni tutti attribuibili a Michelangelo Merisi da Caravaggio. Una notizia del genere di solito, stravolge il mondo dell’arte e diffonde nuova luce su uno degli autori più noti ed amati della pittura. Tutto nasce dallo studio di due ricercatori, Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli, i quali durante delle ricerche, hanno ritrovato in una cassa custodita al Castello Sforzesco di Milano il cosiddetto “fondo Peterzano”, una raccolta di disegni già noti agli studiosi del maestro lombardo.Cominciamo col dire che Simone Peterzano, fu il maestro di Caravaggio negli anni lombardi, poco prima della sua maturità artistica e prima che arrivasse a Roma e di lì avviasse la rivoluzione naturalistica dell’arte. Il giovane Caravaggio fu a bottega da quell’artista tra il 1584 e il 1588 (ci sono i documenti di un contratto) per apprendere i rudimenti della pittura.

Tutti avranno sentito parlare di Caravaggio e della sua pittura teatrale e drammatica, chiunque avrà visto qualche suo dipinto e tutti conosceranno pure in parte le travagliate vicende della sua vita. Quello che forse è un po’ meno  noto a tutti è che del Merisi (Caravaggio è il nome che gli derivò dal luogo in cui nacque) non è nota la sua attività di disegnatore. O meglio, di lui non si conoscono disegni (fatta eccezione per due frammenti alternativamente attribuitigli), pare che non ne facesse, o che comunque riducesse all’osso lo schema per i suoi dipinti. Sui fondi delle sue tele scure, non vi sono tracce di matita, non v’è traccia alcuna di elaborazione grafica, tutto quello di cui si avvaleva era una rapida incisione (probabilmente realizzata con l’asta del pennello stesso) sul colore ancora bagnato. Egli tracciava per somme linee la disposizione dei personaggi e l’ingombro degli spazi. Oggi, infatti, queste “incisioni” rappresentano un elemento di definizione per le attribuzioni certe del Caravaggio. (Ri)trovare e (ri)conoscere oggi in cento disegni la mano del giovane pittore ha dell’incredibile e dell’insperabile.

“San Giovanni Battista”, 1603-04 ca., Galleria Nazionale d’Arte Antica a Palazzo Corsini, Roma

Quando ho letto la notizia la settimana scorsa, riportata nelle pagine di cultura dei principali quotidiani non ho strabuzzato gli occhi ne ho immaginato minimamente che la cosa potesse cambiare il corso della conoscenza del Maestro lombardo. E questo non perché sono scettico di natura, ne perché sono un saccente. Un po’ di buonsenso basterebbe ad insinuare il dubbio in chiunque, e poi perché nel mio piccolo ho potuto leggere e studiare molto di questo artista (per un solo esame c’erano da confrontare una decina di saggi). E non mi sono fermato alle biografie, ho letto e ascoltato le varie scuole di pensiero che gravitano intorno alla sua figura (in particolare sugli stessi temi, esistono questioni di tipo naturalista spingendosi verso la rivelazione scientifica e questioni di tipo iconologiche che si spingono nel mondo filosofico). Ciò detto, a seguito della notizia ho cercato di approfondire il senso dei questa scoperta. La prima cosa significativa è che non è stata indetta alcuna conferenza stampa ne è stato organizzato un convegno scientifico di divulgazione (una scoperta del genere stravolgerebbe ogni biografia); non solo, eccetto le poche fotografie trapelate tra giornali e media, tutto il resto era visibile su due e-book acquistabili sul sito di un noto rivenditore online (al costo totale di 35 dollari). Di fronte a tutto questo è lecito che sorgano dubbi e diffidenze. Oltretutto, con tutto il rispetto per i due ricercatori, ma i loro nomi sono completamente assenti dal panorama degli studi artistici. Non solo. Da conoscitore appassionato, da quei pochi disegni che ho potuto vedere nei giorni scorsi, vi erano si delle analogie iconografiche, ma con lavori che Caravaggio ha prodotto oltre dieci anni dopo. Allora mi sono chiesto: “se questi disegni fossero realmente autografi, significherebbe che l’artista li avrebbe avuti con sé al momento in cui ha realizzato le opere a cui si associano; non poteva ricordarli a memoria così bene da poterli (oggi) quasi sovrapporre! In seguito chi ha rimesso insieme quei fogli? E poi, non si è sempre letto nei documenti che Caravaggio dipingeva solo dal vero? Che aveva di fronte a sé sempre i modelli? Le persone che in posa restavano per ore ed ore? Che per ottenere le luci che voleva fece finanche scoperchiare il soffitto di una casa?”

Incredulità di san Tommaso, 1600-1601 – Bildergalerie, Potsdam

Chiunque abbia studiato di Caravaggio credo abbia pensato immediatamente alle stesse cose. Ad una scoperta del genere ci sarebbe dovuta essere almeno la pubblicazione cartacea di un volume di mille pagine fitte di ricerca.
E poi, come mai gli illustri studiosi del lombardo non sono intervenuti? Mi vengono in mente tra i tanti, Ferdinando Bologna, Mina Gregori e Maurizio Calvesi. A distanza di una settimana, però, leggo finalmente un intervento di quest’ultimo che ovviamente pone tutte le sue perplessità di fronte a questa “scoperta” soprattutto in virtù del fatto che tutti i più insigni studiosi conoscevano da sempre l’ormai famoso “fondo Peterzano”. Non solo, il giallo estivo (come è stato già battezzato) si rinforza, e pare che il Comune di Milano voglia avviare un’indagine interna per capire chi ha dato accesso fuori dagli orari di visita del Gabinetto dei Disegni agli studiosi (come ha più volte detto Curuz).

La cattura di Cristo, 1601 – Galleria Nazionale di Irlanda, Dublino

C’è da dire che intorno al Caravaggio è da anni che gira una grandissima speculazione e da anni cercano di propinarci con cadenza quasi periodica, nuove opere e nuove scoperte (solo l’anno scorso sono stati ritrovati almeno quattro nuovi dipinti autografi!!). E pensare che di Caravaggio era ignoto ai più, prima della scoperta di Roberto Longhi negli anni Cinquanta. Da allora intorno al pittore, sono state scritte pagine e pagine si storia e di torbide biografie, tutte incentrate sulla sua presunta omosessualità, sul suo difficile temperamento, sulle sue scorribande, e tutto questo per costruire un business di vendita e di successi (hanno ovviamente già individuato un eventuale valore economico dei cento disegno in circa 700milioni di euro!!!!!). Basta solo pensare che introdurre il nome dell’artista all’interno del titolo di una mostra contribuisce ad ampliare almeno del 50% il numero di biglietti venduti. Se poi parliamo di monografiche (penso a quella di Roma di due anni fa) allora il colpo è fatto. Ad ogni nuova scoperta (quasi sempre poi rivelatasi un flop), seguono nuovi libri e nuove letture. Negli ultimi dieci anni, se si considerassero valide tutte la nuove attribuzioni, il corpus caravaggesco aumenterebbe di oltre il doppio, comprendendo una mole di dipinti disumana per un solo artista, dato che Caravaggio non si avvaleva né di garzoni né di bottega.

La verità è che il fascino di Caravaggio è comprensibile da molti per l’umiltà delle figure che partecipano dal vivo ai drammi messi in scena. Sono figure estrapolate dalle strade, figure che vivevano la quotidianità e che hanno segnato la vita di quei giorni. I santi, le Madonne, sono persone del popolo. I loro piedi sporchi, le loro rughe profonde, i loro abiti sgualciti e strappati, li vestono di umanità. Li avvicinano alle persone comuni. La verità del Caravaggio fu proprio questa. Riportare alla naturalezza e alla realtà ogni cosa. Anche la Madonna era una donna, anche San Matteo era un uomo con tutte le sue contraddizioni, con tutte le sue brutture e le sue bellezze. Questo è Caravaggio. La verità della vita e non lo sfruttamento di un brand infinito che dimentica ogni rispetto pur di fare business.

PS i disegni sono stati resi pubblici sul sito del Comune di Milano. Ciascuno potrà farsene un’idea.

PS.PS. aggiungo il link di un video esclusivo dell’Ansa in cui vi è l’intervista dello studioso:
http://wwww.ansa.it/web/notizie/videogallery/spettacolo/2012/07/05/intervista-Maurizio-Bernardelli-Curuz_7149031.html

Annunci

Informazioni su lois

https://assolocorale.wordpress.com Vedi tutti gli articoli di lois

19 responses to “Bufala caravaggesca in salsa milanese

  • occultoantonio

    la solita solfa: ogni anno salta fuori qualcosa di eclatante e poi resta solo una bufala o una svista grande quanto una casa. Tutto questo perché c’è gente incompetente, non seria o semplicemente raccomandata che occupa il posto sbagliato. Un tempo era diverso, un tempo c’era l’arte e il rispetto per essa.

    Mi piace

  • iraida2

    E’ solo incompetenza o c’è da chiedersi “cui prodest?”

    Mi piace

    • lois

      Che dire cara Iraida, l’incompetenza regna sovrana e nomi forti che hanno segnato la storia dell’arte non ce ne sono più. Purtroppo accade in questo settore quello che accade ovunque. L’approssimazione, la mancanza di basi solide e soprattutto l’umilità nel riconoscere i propri limiti porta alla ricerca di pochi minuti di successo, che poi per fortuna “quasi” sempre scadono nell’oblio. A volte invece, tutto questo giova a poche persone che traggono enormi ricchezze a scapito della comunità (vedi il caso Gerolamini a Napoli). A mio avviso però, in questo caso siamo di fronte alla faciloneria spicciola che avrà la durata di una meteora. O almeno lo spero!

      Mi piace

  • hetschaap

    Ho seguito anche io la vicenda e l’ho trovata allucinante. Oltre per i motivi che hai così ben elencato tu soprattutto pensando al fatto che questi due presunti esperti abbiano potuto pensare di fregare, in qualche modo, tutto l’ambiente artistico italiano e straniero con un’operazione francamente ingenua ed imbarazzante.

    Mi piace

  • mondidascoprire

    Sai che c’è un App (gratuita)dell’iphone dedicata a Caravaggio , è la mostra della Scuderia del Quirinale.
    Comunque leggevo che molti sono i dubbi sulla paternità di questi lavori e che sono molti i soldi in gioco…

    Mi piace

  • semprevento

    …che figuracce però!!!

    Mi piace

  • esercizidipensiero

    o che privilegio questo piccolo bignami che continua. ne so di più anche io, mi passa il tuo amore per l’arte, la tua conoscenza. è un mondo che conosco così poco. grazie, che privilegio. sapere che sulle tele non ci sono i disegni ma solo segni fatti con l’asta del pennello mi riporta all’immagine di un uomo mentre dipinge, mi sbalza indietro di quattrocento anni. grazie.

    Mi piace

    • lois

      Sono contento che questi miei post riescano a trasferire la mia passione, dopotutto una delle mie aspirazioni era quella di fare l’insegnante di storia dell’arte per riuscire a trasmettere la passione ed il rispetto verso un mondo che racchiude la forma estetica e l’arte come esperienza di vita. 
      Per Caravaggio (come per Modigliani), è imprescindibile la conoscenza della vita per comprendere la sua arte. Poi è vissuto molto a Napoli, lasciandoci tracce prestigiose e importanti, e questa vicinanza riesce a farmelo amare ancora di più!
      Buona giornata

      Se ti fa piacere, c’è un altro interessante aneddoto che mi ha ispirato per un racconto (è in Libreria);
      http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/805644/dell_esposto_degli_amori_e_di_altre_storie#!

      Mi piace

  • maurizio bernardelli curuz

    Che gruppo di giovani retrivi! Vi lamentate che non ci siano più storici nuovi e cercate di divorare coloro i quali, in modo dadaista, compiono un’operazione che salta i vostri protocolli e le loro forche caudine, per proporre la propria ricerca, che ha tutti i crismi della serietà e della novità. Perchè Amazon non inserisce i volumi e siamo stati costretti a cercare la via “clandestina” dell’autopubblicazione su lulu.com? Possibikle, vi chiederete, che su Caravaggio scatti una censura simile a quella che vale per Ultimo tango a Parigi, per il materiale poedopornografico o per il revisionismo nazista? E’ un semplice, rivoluzionaro studio di storia dell’arte. Perfettamente documentato. Che fine ha fatto kl’articolo 21 della Costituzione? Non vi siete accorti che, al di là dei contenuti – a nostro giudizio, ineccepibili – la forma rivoluzionaria che abbiamo adottato è finalizzata a creare una rivoluzione tra i poteri fermi dei musei e delle università?? Altrimenti come sarebbe possibile? Vi dico che sporgeremo querela per diffamazione a mezzzo stampa nei confronti di chiunque ci definisca dilettanti. Siamo professionisti, pertanto è un discredito gravissimo. Punto secondo,riconosco un interrogativo molto intelligente di quel signore che scrive il proprio fondo, qui sopra. Il mistero è proprio questo. Come fa a disegnare a Milano cose e applicarle in modo identico a Roma? Questa frase ci dà pienamente ragione. Finalmente una persona intelligente e non totalmente limitata dal pregiudiziol Nel libro ci sono risposte.
    Quindi se avete voglia di ascoltare Maurizio Calvesi, meditate sulla profondità del suo pensiero esegetico. Se avete vogli di vedere qualcosa di sconvolgente andate su lulu.com. Senza sospetti che sia un’operazione commerciale. Sennò dobbiamo chiedere a Calvesi perchè non doni al mondo tutti i suoi libri; così a Mina Gregori e agli altri.

    Mi piace

    • lois

      Gentile dott. Curuz, innanzitutto la ringrazio per aver lasciato la sua diretta testimonianza e la sua presenza in questo post, che come ho detto, scrivo da appassionato d’arte. Io non nego assolutamente lo sviluppo di nuovi studi e modalità di conoscenza, anzi ben vengano per ringiovanire e rinforzare lo studio dell’arte che nel nostro Paese viene sempre più boicottato. Deve però concederci il beneficio del dubbio, probabilmente alimentato anche da una alterata informazione giornalistica mirata sempre più a fare scoop piuttosto che notizia (ma questa è un’altra storia). Ad ogni modo, chi anche minimamente ama il Caravaggio non si lascerà semplicemente guidare da approssimative letture di articoli di giornale. Come in tutte le cose credo che per farsene un’idea propria e priva di condizionamenti è opportuno giungere alla fonte dell’oggetto in questione. Quelli che ho scritto ed indicato sono solo alcuni dei quesiti che mi sono posto, e per mia natura non li lascerò senza risposta. Leggerò i volumi per cercare di comprendere maggiormente, approfondendo tra i suoi scritti quali sono state le strade che vi hanno condotto a quelle attribuzioni.

      Mi piace

  • lois

    A distanza di qualche giorno i media e gli interventi di settore, stanno approfondendo sull’argomento. Continuo anche io a cercare tra i vari quotidiani (anche stranieri, vedi LeMonde.fr) quali sono gli esiti e non solo della stampa. Si iniziano a sentire molte campane, anche quelle di studiosi e referenti storici. Continua ad esserci molta confusione e poca chiarezza. Gli e-book sono stati pubblicati da un nuovo editore online e sono consultabili (previo acquisto) da chiunque. Ci sono cmq alcune pagine selezionate dalle quali poter iniziare a farsi un’idea di ciò che è stato analizzato e in che modalità; sul sito del Comune di Milano fino a qualche giorno fa si potevano scaricare tutti i disegni oggetto della contesa e cercare di capire più da vicino e secondo le proprie competenze. Tra i commenti (non so se avrai letto) sabato c’è stato proprio il dott. Maurizio Bernardelli Curuz uno dei due ricercatori ed autore dello studio, che sottolinenando la bontà dei quesiti che io (come tanti) mi sono posto, ci invita a trovare tutte le risposte proprio nella pubblicazione. Credo che a questo punto sia l’unica strada per poter giungere a delle conclusioni che non siano alterate dalla stampa e dai media. Previo poi aspettare nuovi commenti e letture scientifiche di tutti gli esperti, ricercatori inclusi, autori della scoperta.

    Mi piace

  • Bricolage

    Come promesso sono venuta a leggerti, ache se con giorni di ritardo rispetto al tuo commento. bravissimo. continuiamo a leggerci (se ti va! 😉 )

    Mi piace

  • Maddalena | assolocorale

    […] l’ultima sensazionale scoperta (solo per citare quella cha ha fatto più rumore), soggetta anche qui alle ire del suo autore (!), una di quelle che avrebbe rivoluzionato il modo e la comprensione […]

    Mi piace

  • Caravaggio è di scena a Tolosa | assolocorale

    […] stesso modo in cui, negli ultimi anni lo è già stato per tutta una serie di scoperte, novità e catastrofiche attribuzioni! Evidentemente, come ha scritto qualche tempo fa lo storico Tomaso Montanari, La madre dei […]

    Mi piace

  • Caravaggio, l’Addolorata e Napoli | assolocorale

    […] Caravaggio non si conoscono lavori preparatori ne disegni (vedi l’episodio milanese di qualche anno fa); c’è tutta una parte della sua attività preparatoria che non ha mai avuto certezze ne […]

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: