Sconcerto “colossale”

“L’immagine è puramente indicativa” (purtroppo)

al limite non c’è mai peggio

Antefatto: Napoli inizio estate, in cartellone tra le rare rassegne estive (ormai senza fondi e senza volontà, anche la cultura ha chiuso per ferie) appare l’Aida Colossale “per la prima volta a Napoli, avrà luogo il 6 luglio 2012 alle ore 21, una rappresentazione dell’opera Aida di Giuseppe Verdi in forma colossale con 300 artisti, scene maestose, una piramide di 12 metri, un tempio, obelischi… costumi e decorazioni prodotte e lavorate in Egitto”. È un evento da non perdere mi son detto. Anche se la lirica non è di facile ascolto, ad una maestosità scenica di questa portata non si può rinunciare.

Fatto: Venerdì 6 luglio 2012, ore 20.45. Arena Flegrea
C’era traffico, ma con lo scooter siamo riusciti ad arrivare per tempo ugualmente. Biglietto alla mano ci inoltriamo in questa grande arena all’aperto pieni di entusiasmo. Come i gladiatori guadagniamo l’ingresso nell’immensa esedra e tra la folla vociante intravedo sullo sfondo del palco, quattro (dico 4) riproduzioni di colonne egizie, un’enorme testa di faraone (da dozzinale scenografia cinematografica degli anni Sessanta) ed una sedia dorata, poco più grande di quella che abitualmente uso in ufficio. Era il trono (ed io non ho manie di grandezza!). Se è vero che il buongiorno si vede dal mattinovabbé mi fanno gli altri, non cominciare come tuo solito a lamentarti, non hai ancora visto niente (…è questo è il bello! ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare! ma non sono stato il solo). Leggermente propositivo ci dirigiamo verso le maschere che ci aiutano a cercare il nostro posto numerato. Non hanno chiare le idee, e dopo aver vagato per un quarto d’ora finalmente pare lo abbiano trovato. Giunti a destinazione però, scopriamo (nonostante aver pagato quaranta euro a biglietto) che nella stessa fila e per quei posti avevano emesso più volte gli stessi biglietti. Caos. A poca distanza la scena si ripete con un’altra fila ed altri spettatori. Qualcuno si arrabbia, qualcun altro impreca, alla fine in maniera random ci riassegnano nuove posizioni. Lo spettacolo sta per iniziare. Visto dall’alto, quel miserrimo trono dorato assume sembianze ridicole e fumettistiche, per non parlare poi del faraone e delle quattro colonne.
Di certo non mi aspettavo la faraonica Aida di Zeffirelli. Provo a non pensarci immaginando che tutta la maestosità di cui si parlava sia prossima ad entrare, magari trecento figure avranno la loro importanza in scena… mhhh

21.15; 21.30; 21.45… la gente scalpita. Di orchestrali neppure l’ombra e il faraone sul palco sembra sghignazzare nella sua bruttura. 22.00; 22.15… finalmente un uomo ingiacchettato entra poco trionfalmente sulla scena. Non si presenta, ma è parte della dirigenza dell’Ente Mostra d’Oltremare che ospita l’evento, a prescindere da quello che tutti sanno che dirà, è accolto da un coro di fischi ed urla. “Siamo mortificati, ci sono stati dei problemi e ci scusiamo per il disagio… blà blà blà…” mentre lui continua a cercare parole per uscire dall’impasse di un ritardo notevole e dalle aspettative distrutte dell’intero pubblico, degli orchestrali non se ne vede neppure l’ombra. Voci di corridoio, parlano di fuga e di abbandono per mancati accordi economici e che in fretta e furia si cerca di rimediare qualcosa. Dopo circa un quarto d’ora entrano in scena i musicisti, il Maestro si scusa (pur dicendo che non dipende da loro) e come in una sit commedy inizia un esilarante botta e risposta con il “tecnico” delle luci. Sugli spartiti arriva una luce un tantino accecante… ma dopo qualche minuto di contrasti a microfoni spenti, due uomini ragno si arrampicano sulle strutture metalliche a vista con le luci per modificare le direzioni dei fari. Sembrava la struttura di ospitante un concerto rock!
Intanto dietro le quattro colonne, in assenza totale di altra scenografia, con le quinte a vista, si vedono tutti i movimenti dei figuranti e degli organizzatori, per cui ogni sorpresa, ogni uscita è anticipata dai movimenti tutti chiari e visibili da ogni dove. Non solo. Dopo il triste inizio, dei loschi figuri appartenenti evidentemente all’organizzazione passano indisturbati avanti e dietro la scenografia catturando l’attenzione di tutti ormai giunti alla delusione totale e alla voglia di chiedere il rimborso. È inutile dire come si sono svolti i fatti. I trecento figuranti, forse erano ridotti ad un terzo. Tutti incartati in abiti acquistati probabilmente in saldo o in stock alla fine dell’ultimo carnevale e Radamess, dall’alto sembrava mago Otelma… Devastazione della cultura. 

Epilogo: Dopo circa un’oretta di sperpetuo di questa specie di recita scolastica di fine anno, la marcia trionfale di colossale e maestoso aveva solo gli improperi degli spettatori che hanno abbandonato copiosamente gli spalti. Ho cercato di resistere per capire dove si sarebbero spinti e per comprendere quale potesse essere il limite sopportabile, ma alla fine del secondo atto, dopo trenta (dico 30) minuti di sospensione, in attesa che ripartisse l’opera, ho ripreso il mio caro scooter e con l’aria sul viso ho cercato di scaricare tutto lo schifo che avevo dentro.
Il povero Verdi, avrà avuto conati di vomito e sussulti d’ira laddove si trova. Gli organizzatori di questo assurdo, osceno spettacolo avranno ben pensato di avere di fronte una platea di stolti (quattromila biglietti venduti solo per ieri – stasera, forse! si replica – a cifre comprese tra i 25 e i 60 euro).

Come tutto ormai in questo Paese, c’è approssimazione, incompetenza, incapacità e arroganza.
Ma comprenderanno bene questi signori il termine “Colossale”?
In Italia, spaventa la mediocrità, per cui tutto o è infimo oppure è colossale, vie di mezzo non ci sono, ed evidentemente neppure più il rispetto per le persone e per la cultura che lascia il tempo che trova.

Annunci

Informazioni su lois

https://assolocorale.wordpress.com Vedi tutti gli articoli di lois

23 responses to “Sconcerto “colossale”

  • Ralph Magpie

    Quoto una tua frase … “approssimazione, incompetenza, incapacità e arroganza” … Ed aggiungerei la convinzione che il prossimo sia un beota che non se ne accorge. Non esiste più una selezione per chi ha posti di responsabilità e queste sono le conseguenze. Del resto il degrado viene da lontano e purtroppo è arrivato anche in campo culturale, li dove dovrebbe essere esempio di come si campa. E’ deprimente!

    Mi piace

    • lois

      Si, proprio non ci sono più parole. Mi sento sinceramente sfiduciato. Non credo di questo passo vedremo cambiamenti e miglioramenti. Forse come diceva Voltaire “Il faut coultiver son jardin”, chiudersi in casa e vivere unicamente tra le proprie certezze e tra i libri, forse resterà l’unico modo per fare cultura!
      buona giornata

      Mi piace

  • dafnevisconti

    Che tristezza il tuo racconto ed anche una conferma della faciloneria tipica italiana e dell’impunità di chi compie questi veri e propri atti vandalici contro la cultura e tutta la società. Sono triste, ma grazie della tua preziosa testimonianza, dà forza di reazione.

    Mi piace

  • eklektike

    Terribile…

    Mi piace

  • occultoantonio

    Mi batto da anni sul Pressapochismo diffuso nel nostro paese. Sono un pittore, da 10 anni, e per non aver calato le braghe mi barcameno tra numerosi lavori insulsi e sottopagati. Ho solo una soddisfazione: la mia dignità è intatta.

    Mi piace

  • mondidascoprire

    L’approssimazione è sicuramente figlia della nostra apatia e atrofia della vita. Perchè se c’è vera passione , c’è la cura dei particolari e l’attenzione agli altri che ne vengono coinvolti.

    Mi piace

  • iraida2

    Il detto “Il faut coultiver son jardin” non è un rimedio. Trovo, invece, che hai fatto benissimo a denunciare questo episodio di pressapochismo e superficialità, che ahinoi, sembra dilagare non solo nella cultura e nell’arte ma ovunque nel nostro tempo.
    Buona domenica.

    Mi piace

    • lois

      E il bello sai cos’è? Che la replica di ieri sera è stata annullata e i biglietti saranno rimborsati, gli spettatori di venerdi, oltre al danno hanno ricevuto anche la beffa!!
      Ma l’Italia sta diventando questo…un misero palcoscenico dove si assiste inermi a tutta questa squallida decadenza!
      Buona domenica a te

      Mi piace

  • esercizidipensiero

    a me pare che non ci siano parole, e mica per lamentarsi, no. dico che non ci sono parole perchè hai detto tutto, ci sono dentro questo post tutti gli elementi per capire, per vedere più a fondo e per cercare di cambiare se si vuole. io spero che qualcuno un giorno -prestissimo- con il sorriso sulle labbra, senza violenza, si alzi a gridere che il re è nudo e che, insomma, è finita l’epoca in cui ci siamo fatti prendere in giro. è finita l’epoca di alzare le spalle. ed è finita anche che questo paese viva d’inerzia basandosi sulle glorie culturali del passato. insomma, via verso avanti con l’aria sulla faccia dello scooter.

    Mi piace

    • lois

      Immaginando e sperando che il tuo augurio possa diventare presto realtà, non ci resta che sperare. Io intanto, per principio, rispetto a questa storia sto cercando di mettere insieme un po’ di persone e scuotere l’opinione pubblica. Sui giornali di oggi qualcosa già è stato scritto, ma la parte importante tocca a noi!

      Mi piace

  • maria rosaria

    Tra le alte schiere, dove tutto è lecito, non c’è dignità. Spero che almeno l’indignazione della gente prima o poi sollevi la rabbia vera per non vergognarsi più di essere napoletani.

    Mi piace

  • Man from Mars

    Mi spiace innanzitutto per te e per tutti gli altri spettatori che si sono trovati in questa situazione surreale e irrispettosa. Da troppi anni riscontro che l’offerta culturale della nostra città si è ridotta in quantità e qualità. I cartelloni dei teatri sono un’accozzaglia di spettacolini di pochissimo spessore. Non che ciò sia un male in sè, ma è un male la mancanza di alternative. Ed il pressapochismo di queste organizzazioni “colossali” è l’incentivo definitivo a non degnare più neanche di uno sguardo le programmazioni fuori stagione, che potrebbero invece essere un’ottima attrattiva turistica, oltre che un’opportunità per i napoletani stessi.

    Mi piace

    • lois

      Alla fine veramente ti cadono le braccia, vedi che poi in tutto questo caos, niente, ma proprio niente funziona veramente. Ieri sui giornali è uscita la notizia del flop “colossale” e del fatto che gli spettatori del sabato di cui è stata annullata la replica saranno rimborsati, quelli di venerdì che hanno assistito allo scempio (e parzialmente), non saranno rimborsati. Ora non è per i soldi, ma è la rabbia che monta in assenza del rispetto più totale delle persone e delle regole!

      Mi piace

  • melodiestonate

    che tristezza il tuo racconto…….ma cmq dobbiamo essere sempre positivi……….o almeno cerchiamo di essere positivi………ciao caro

    Mi piace

  • labambinacolpalloncino

    scusa se leggendo mi è venuto un pò da ridere, per un attimo ho pensato che foste sul set di un “colossale” scherzo :((

    Mi piace

    • lois

      per non urlare a squarciagola più di Radamesse, ho voluto sperare fino alla fine che fosse “scherzi a parte!”… ma la realtà ha di gran lunga superato la fantasia… 😦

      Mi piace

  • Bruno

    Accidenti, che bella esperienza !
    Per fortuna non ho mai assistito a simili spettacoli nello spettacolo, temo che la mia reazione sarebbe stata assai peggiore della tua !

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: