“Una giornata particolare”

Non guardo la televisione. Non mi piace, ma ieri sera (poco fa), ho ceduto di fronte alla replica di un film che non vedevo da molto e che rappresenta a mio avviso un capolavoro senza tempo. Una giornata particolare, un film del 1977 di Ettore Scola. Un film retto sulla sola presenza di due protagonisti e di qualche comparsa per niente influente. Erano altri tempi, quando anche al cinema vigeva il valore della qualità. Quando gli attori facevano il loro mestiere e basta!

È un film delizioso carico di spunti e di bellezza artistica che conduce fino alla fine senza tediare minimamente. È una storia come tante, dove la trama si dispiega sui discorsi e sull’emotività di due persone comuni, racchiuse ed inquadrate nella vita che gli è stata in parte assegnata, in parte obbligata. C’è una vestizione dei ruoli, all’interno dei quali, spesso ci chiudiamo a riccio, soffrendone, oggi come non mai (negli ultimi ventanni), aiutati da una quotidianità pesante che ci spinge verso un’introspezione sempre più diffusa e vincolante.
È un film che scorre con quelle sue sfumature vintage, quasi fossero sequenze di polaroid che in successione inventano un ritmo che si dipana nell’inestricabile sensibilità della psiche umana, sullo sfondo di un palazzone “razionale” di una Roma popolare, in un giorno del marzo del ’38, mentre Hitler faceva il suo corteo trionfale ai Fori Imperiali. Con un sottofondo incessante di radiocronache e canti fascisti (che possono solo lontanamente lasciar immaginare il lavaggio di cervello subìto dalla popolazione!) che fanno eco nello slargo di quel casermone, due persone che non si sono mai incontrate prima, confessano le proprie debolezza, la proprie vicissitudini e la volontà di riscatto della propria vita, di fronte ad una realtà che però li inchioda con difficoltà ad un destino -perlopiù- già scritto. Un destino sorretto e “corretto” dall’inqualificabile glorificazione fascista.

Alcune frasi, mi hanno colpito delle scene, perlopiù di interni accuratamente ricostruiti. Frasi che mi hanno fatto riflettere sul tema dell’isolamento che ci rende distanti gli uni dagli altri. Dopo il primo breve incontro, un bravissimo e credibilissimo Mastroianni, si rivolge alla sua stanca vicina (impersonata da Sofia Loren) dicendole: “Io abitavo nel suo stesso caseggiato da due mesi e non ci siamo mai incontrati” ed ho immaginato che è proprio quello che abitualmente accade a ciascuno di noi.
Siamo sempre d corsa, sempre a dover badare al tempo per riuscire a completare ciò che ci è assegnato (e del quale purtroppo non possiamo farne a meno!) e non guardiamo quello che ci scorre accanto. Scene, figure, persone, che sono probabilmente a noi più vicine di quanto immaginiamo, eppure ci passano accanto senza neppure che noi ce ne accorgiamo. Proseguendo ininterrottamente come automi nella nostra vita, in quella che (soprattutto in questi tempi) ci è stata assegnata e per la quale cominciamo ad affaticarci e a stare male. Ma poi dopotutto (è sempre Mastroianni, che prosegue), la verità è che “La vita, qualunque essa sia, vale sempre la pena di esser vissuta. E poi, arriva un pappagalletto (al quale è assegnato l’arduo compito di scatenare l’incontro del film) e te lo ricorda!”…

Sono tanti gli spunti che mi hanno smosso il cervello. Ma a quest’ora tarda, forse sono solo pensieri farneticanti di una notte che si appresta a rivelarsi insonne.

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18 responses to ““Una giornata particolare”

  • Emilia Basile

    Di una profondità di sentimenti e di una straordinaria bellezza. Quando il cinema era cinema. E si poteva anche danzare tra i panni in terrazza. Pura poesia.

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  • in fondo al cuore

    Questo tipo di film resteranno sempre nella memoria perchè non ne fanno più…..attuale oggi più che mai, sono convinta che ben pochi conoscano tutti i propri vicini….si è sempre di corsa e si tende all’isolamento ed è una cosa molto negativa purtroppo.
    Buona giornata!

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  • eglepiediscalzi

    Non so se sia meglio sentire o non sentire. Vedere o non vedere.
    La poca coscienza e sensibilità ci porta in un mondo di muri e luci fredde; ma la troppa sensibilità può lasciarci ferite incomprensibili agli altri.
    Ho provato in mille modi a isolarmi . Ovviamente non ci sono mai riuscita. I miei occhi non volevano vedevano i fili che ci legano inesorabilmente. Pur continuando a preferire la solitudine; cominciano a interessarmi tutti questi intrecci e ingarbugliamenti.
    egle

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    • lois

      Lasciarsi coinvolgere dalle persone e dagli eventi, inevitabilmente ci trascina in un vortice di emozioni che alterano le nostre percezioni e ci rendono sensibili a tutto ciò che rappresenta il teatro dell’umano. L’isolamento è una forma di difesa che però ci lascia in disparte e più sofferenti. Il coinvolgimento, seppure con difficoltà e sofferenza, ci rende vivi.
      Buona giornata

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  • cacciatricedisogni

    Ho letto attentamente le tue riflessioni su questo
    bellissimo film, e mi ci ritrovo in quello che pensi.
    Oggi si tende ad isolarsi è vero, specie nelle
    grandi città. Io sono fortunata a vivere in una
    provincia dove ancora, per certi versi, si respira
    meno indifferenza. Ho visto le due facce della medaglia;
    molti anni fa abitavo a Milano ed ora in Umbria, non
    tornerei più indietro. Forse il destino ha voluto far sì
    che riuscissi ancora a coinvolgermi, ad essere sensibile
    alle emozioni, forse è solo questione di carattere, ma
    non cambierei per nulla al mondo, anche se essere
    sensibile, in molti casi, è un’arma a doppio taglio.
    In questo caso, sono disposta a subirne le conseguenze.
    Non riesco ad isolarmi in certe circostanze, non potrei.
    Buon tutto, Lori.

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    • lois

      L’isolamento non porterebbe interazione. E l’iteragire umano è fonte delle nostre esperienze. Potersi confrontare, leggere e avvertire nuove e diverse esperienze ci consente di espandere la nostra mente e diventare più aperti e sensibili ai fatti del mondo. Ovviamente all’interno di una grande città tutto diventa molto più complesso e difficile, soprattutto in tempi di difficoltà, come quelli che stiamo vivendo.
      Buona giornata a te

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  • dafnevisconti

    Mi è piaciuto moltissimo ricordare quel film mentre leggevo il tuo post. Non so se sbaglio, ma quel film lo avvertii come una straordinaria storia d’amore. La sensazione che mi rimase fu che solo il sentimento d’amore può far vivere la nostra interiorità, e che a volte è necessario dimenticare tutto il mondo esterno (i due protagonisti sono totalmente assorbiti da loro stessi, mentre fuori tutti gli altri vivono collettivamente un qualcosa ritenuto importante e significativo), e che solo attraverso questo tipo di conoscenza interiore ci possiamo sentire uomini e donne. Forse ero in una fase romantica della mia vita?

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    • lois

      No. Credo sia proprio questo il significato chiaro del film. Ciascuno è se stesso solo se mette in chiaro il proprio essere. E questo significa non rinunciare alle proprie idee e al confronto, anche (in quel caso) con uno sconosciuto incontrato pochi minuti prima. C’è un momento del film in cui Mastroianni, dice (più o meno) di sentirsi vivo e di voler parlarne con la gente, far comprendere i propri sentimenti, le proprie scelte, che vengono poi messe in chiaro con la vicina che ignara di tutto, cerca di voler uscire dalla sua quotidianità aggrappandosi ad un sogno d’amore irrealizzabile e lontano dalla sua vita quotidiana.

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  • dafnevisconti

    Grazie, mi conforta condividere queste impressioni, mi sembrano più vere e significative. Che grande film, saper descrivere in maniera così semplice e comprensibile la complessità delle nostre vite è impagabile. A presto.

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  • laGattaGennara

    Se mai dovessi ricomprarmi un televisore, lo farei a giugno. L’Italia è stata una poesia, anche.

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  • esercizidipensiero

    diomio quanto è bello mastroianni. che bellezza d’altri tempi, che meraviglia.

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  • mondidascoprire

    E’ sempre attraverso le persone che conosciamo meglio noi stessi e la potenza dei nostri desideri. Cioè , nel caso della donna, è stato l’incontro con l’uomo a ravvivare il suo desiderio di felicità con l’innamoramento.
    Il punto è non fare cadere i nostri desideri perché sono l’indice dell’intensità della nostra vita. Quindi la donna non è più la stessa.

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  • hetschaap

    Non sai quanto anche io adori quel film! Per me è una pellicola perfetta sotto ogni punto di vista. Un grande intramontabile classico capace ancora oggi di commuovere e far riflettere. Insieme a C’eravamo tanto amati uno dei miei film preferiti.

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    • lois

      Probabilmente appartengono a quella categoria di Film (con la F maiuscola)che non costituiscono solo intrattenimento. Sono pezzi vita vissuta, “tranche de vie” che coinvolgono un po’ tutti.
      L’associazione dei due film è significativa. Li conosco entrambi bene e li adoro. Li accomuna (credo) la consapevolezza dei ruoli che inevitabilmente si scontrano con quella che è la vera dimensione dei sentimenti e della spontaneità di ciascuno. Uno scontro tra il senso del dovere, il perseguimento dei propri sogni e l’afflato dei ricordi, che ci riscalda per tutta la vita ma che a volte ci rende impotenti e sconfitti di fronte ai fatti della vita.

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      • hetschaap

        Hai ragione. Non avrei saputo esprimerlo meglio. Probabilmente perché sono pellicole che appartengono ad un’epoca in cui ancora il senso del dovere e la responsabilità verso se stessi e gli altri costituivano dei valori.

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      • lois

        Già. Il senso di rispetto e i valori. Roba di antiquariato ormai!
        Buona giornata

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