Déjà vu

en attendant 2012©lois_design

Guardo la panchina che mi ritrovo di fronte e mi sembra di averla già vista. Immagino sia la stessa che mi ha ospitato al musée Rodin. Forse l’associazione nasce da un luogo storico in cui si trova anche questa. Forse è il pomeriggio di luce e di bella aria che la circonda, nel quale mi immergo. Da lontano la osservo e la prima cosa che mi viene in mente è un pomeriggio a Parigi, avvolto dal sole e dall’aria bella che mi rese partecipe di belle emozioni. La sensazione del già vissuto del già visto e conosciuto mi accompagna spesso. In alcuni istanti le cose che ci passano intorno, che ci circondano, contengono sempre delle tracce di vissuto che ci ha visti protagonisti e impregnato di un humus emozionale che ci resterà dentro. Un déjà-vu poetico, impercettibilmente nostalgico ma privo di tutta quella indolenza che fino a qualche mese fa mi trascinava nel vortice dell’assenza. Una cognizione di causa tra mille gesti e ricordi, pensieri e silenzi che hanno mutato veste. Sono oggi i ricordi di un bel passato, recente, ma passato e ormai lontano dal presente che si staglia sotto altre forme e nella lucidità di giornate altre, aperte e disponibili verso nuove mete e nuovi mattini, fatti di luce e di aria fresca sulla faccia. La voglia di nuovo e di cambiamento o anche solo di rinascita, apprezzando l’essere se stessi con tutto quello che quotidianamente ci riserva la vita. Una vita vissuta nell’apprezzamento delle piccole cose e in tutte quelle gioie nate dagli affetti, dai piaceri e dalle parole che ci rendono unici anche nelle emozioni e nel confronto con gli altri.

Passeggiavo e di fronte alla panchina mi è sembrato di assistere ad una nuova fase. Rivedere lo stesso oggetto di qualche anno fa e ricordare per qualche breve istante tutto il bello che ha racchiuso e che oggi custodisco gelosamente come parte di un bagaglio da conservare scrupolosamente per il piacere puro e lo scambio di emozioni che mi ha dato e che ho condiviso senza interferenze.  Rivedere lo stesso oggetto e dopo aver ricordato per un istante tutto il bello, riconoscere il momento di un passaggio. Una nuova vista e delle nuove mattine ancora da aspettare.

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9 responses to “Déjà vu

  • uovadigatto

    Che bello quando succede.
    Ti senti sulla strada giusta. =)

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  • mondidascoprire

    Sì , le panchine ricordano i momenti romantici, ma a me ricordano le chiacchierate, le discussioni tra amici, quel cercare di capire la vita, se stessi, quel parlare dei desideri dell’uomo, del nostro destino e poi anche di ciò che diverte, del futile…insomma la panchina è per un simbolo di amicizia e bellezza !!

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  • iraida2

    …. riconoscere il momento di un passaggio. Una nuova vista e delle nuove mattine ancora da aspettare.
    Giusto!
    Bisogna fare davvero uno sforzo, quando ricordiamo, di non rimanere intrappolati nel senso agrodolce della nostalgia!
    Un abbraccio.

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    • lois

      Ben detto! La nostalgia a volte è piacevole e spesso ci occorre per non uscire fuori dal sogno ad affrontare la realtà.
      Ma poi è il mondo che ci aspetta e ci apre le porte verso altri “lidi” e nuovi mattini di sole. Come oggi!
      Buona giornata

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  • esercizidipensiero

    oggi è un momento importante. bisogna festeggiare.

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  • eglepiediscalzi

    Caro lois, mi hai fatto venire in mente un pezzo di Ugo Cornia:

    “… E quando siamo arrivati a Carpi, dopo aver pensato molto, mi ha detto che era una cosa importante la restaurazione dei luoghi. Ha detto che per un pò di tempo, dopo che uno si è lasciato, soprattutto se si è lasciato male, riuscire a restaurare un posto sembra impossibile.
    Ripristinarlo, cioè riuscire a riportarlo alla sua natura di posto qualsiasi, di un luogo che abbia la sua tipica insignificanza, che sia riutilizzabile sia in senso sentimentale sia per lavoro, o per qualsiasi altro scopo, non è mai facile. Ma questa restaurazione dei posti ci vuole, se no si diventa pazzi. Devono tornare a essere dei posti in cui ci passi senza che ti venga un collasso.”

    Io ho ancora un luogo da restaurare, chissà se mai ci riuscirò?
    egle

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    • lois

      Bella questa citazione [non la conoscevo, giuro! :)]
      Ci sono dei luoghi che si addensano di pesanti pensieri che ci affogano nella nostalgia. Poi un giorno, così, quando meno te lo aspetti riassumono tutta la loro tipica (poetica, aggiungerei) bella e “leggera” insignificanza!

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