Del terremoto, di Ferrara e di Boldini. Divagazioni tra la vita e l’arte

L’insolenza del terremoto non contempla la vita e neppure l’arte. Non rispetta il passato e distrugge il presente.
Sono stato a Ferrara qualche anno fa. È una città incantevole e silenziosa. Avvolta da uno strato sottile di nebbia, riecheggia dei passi sul selciato di chi con calma procede lungo le strade di buon mattino. È una città metafisica. È un dipinto di De Chirico. È eterea e ordinata così come appare nel film “Al di là delle Nuvole” (Michelangelo Antonioni, 1995) dove la poesia abita lo spazio e ne percorre i vicoli. Il luogo ameno degli Estensi, città della cultura raffinata e delle menti fini del Quattrocento, città anch’essa oltraggiata dal terremoto. Volendo far di conto, i danni sono “lievi” se confrontati con quelli di altre terre dove la furia della natura ha spezzato in due, monumenti e paesi, che accartocciati e crollati sono stati ammutoliti e resi inospitali. È una tragedia umana che trascina molte vite, ma è anche il grido lancinante della storia. La devastazione della cultura. Meravigliose rocche rinascimentali, campanili e torri sono venute giù come una costruzione Lego.

È un Paese il nostro, in cui la cultura plurimillenaria ha segnato e formato il territorio. Ogni angolo, ogni sperone identifica un momento eccezionale e fecondo. Un momento di conquista e di elevazione del pensiero e dell’animo.

Ferrara ha dato i natali ad un artisti eccezionali, penso a Cosmè Tura, Ercole de Roberti, Francesco del Cossa, ma più recente mi viene inevitabile pensare al geniale e cosmopolita Giovanni Boldini. Un piccolo grande uomo che alla fine dell’Ottocento e nella prima parte del Novecento ha rivoluzionato, ingentilito e modernizzato l’arte e lo spirito del ritratto. Un pittore che ha reso immortali gli uomini e le donne, le belle donne di un epoca dorata, e che ha cavalcato il passaggio di due secoli, l’Ottocento e il Novecento. Un artista la cui fama oltrepassò l’oceano. Tutta la noblesse, la borghesia, ambiva ai suoi ritratti. Ritratti che guizzano ancora nelle loro pennellate rapide ed estemporanee, gettate sulla tela con la foga di chi stava cercando di cogliere il tratto essenziale ed elegante di quelle figure che incarnavano tutta la beltà di un mondo sfuggente al mondo reale. Un mondo fatto di bellezza, di moda, di incontri e di leggerezza. Un mondo di gossip e di bellavita lontana dalle fatiche della quotidianità. Oggi, anche il museo ferrarese, dedicato al maestro, è ferito dalle scosse. Il museo che custodisce molte opere di Boldini, che ha vissuto larga parte della sua vita nella più mondana Parigi.

Ritornando a divagare sui pensieri di questi giorni, purtroppo come sempre accade, la natura si accanisce sulle cose, seminando distruzione, una devastazione però che molto spesso è aiutata dall’incuria dell’uomo che negli anni non si attiva alla manutenzione ed al restauro. In ambito artistico-culturale infatti, non esiste una cultura della tutela, si corre ai ripari solo quando il danno è fatto. Solo quando c’è la distruzione. In Italia esiste la cultura dell’emergenza. Solo alla fine si corre e si grida al disastro. Tra il prima e il dopo non c’è via di mezzo.

Purtroppo poi, quando si arriva al dopo, oggi, neppure più è sufficiente la cultura dell’emergenza (ufficialmente non ci sono fondi, dopotutto al Ministero dei BBCC è destinato lo 0,3% del PIL, ca 6 miliardi di euro; con un Patrimonio infinito), basta vedere la città dell’Aquila a distanza di  tre anni. È ancora recintata e sprofondata nelle sue macerie (questo se non vogliamo ritornare all’Irpinia dell’Ottanta e ad alcuni palazzi che a Napoli ancora sono prigionieri delle impalcature dopo 32 anni!).

In questo Paese ormai vige l’abbandono. L’abbandono della cultura (basta pensare alla quasi totale eliminazione della Storia dell’Arte dalla scuole), l’incuria dei monumenti e l’allontanamento dal mondo reale, quello della vita comune. Una vita sconquassata dalla crisi e soffocata dall’aria pesante che si respira. Una vita in cui non si ha più neppure la certezza di ritornare a casa se hai sedici anni e stai andando a scuola. Una vita che non è più bella e che giorno dopo giorno ci affatica i pensieri e ci rende sempre più isolati. Ci resta(va) la cultura per riemergere e tornare allo scoperto. L’arte per ingentilirci nuovamente e farci vedere con occhi nuovi tutto il bello che la vita ancora può riservarci. Forse.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Informazioni su lois

https://assolocorale.wordpress.com Vedi tutti gli articoli di lois

23 responses to “Del terremoto, di Ferrara e di Boldini. Divagazioni tra la vita e l’arte

  • esercizidipensiero

    meravigliosa piccola parentesi di arte e vita, che quando vanno a braccetto è raggiunto lo scopo, e poi se ci si aggiunge il pensiero è davvero il massimo. una ventata di aria fresca le tue parole. (ferrara è anche la città delle biciclette, è un piccolo gioiello di convivenza civile, uno di quei posti in cui si ha da subito la sensazione di starci bene. quante volte qui da noi al nord si dice “me ne andrei in emilia romagna….”)

    Mi piace

    • lois

      Infatti, è stata la stessa sensazione che ho provato. Di ospitalità e felice inserimento all’interno degli spazi… e poi di bici ne ho viste davvero tante 🙂

      Mi piace

  • iraida2

    Sai, Boldini l’ho scoperto non molto tempo fa girando in rete, non sapevo fosse romagnolo. Come sempre, è un piacere leggerti, specialmente quando scrivi d’arte.
    Un abbraccio.

    Mi piace

    • lois

      Grazie sempre a te di leggermi!
      In effetti, la carriera di Boldini si è concretizzata e sviluppata principalmente a Parigi, nel momento di massima ascesa della borghesia. E lui è vissuto come un parigino à la page e soprattutto con la consapevolezza di essere un grande interprete della moda del tempo. Per non rinunciare alla sua gloria è andato finanche a NY dove fu acclamato come un eroe. È un artista affascinante che merita di essere conosciuto!
      Buona serata

      Mi piace

  • hetschaap

    Sfiori argomenti lugubri e pesanti. Magari potessero essere affrontati con la leggerezza che caratterizza la pittura di Boldini! Credo, piuttosto, che gli si adattino di più i tratti duri e metallici della pittura di Cosmè Tura… La tutela dedicata al nostro patrimonio artistico è totalmente insufficiente per garantirne conservazione e durata, purtroppo. E questo, al di là dei fondi che vengono stanziati, è proprio un discorso di mentalità. Purtroppo in chi ci governa questa non è giudicata una priorità.

    Mi piace

    • lois

      Quando scrivo d’arte attendo sempre un tuo commento. Mi piace molto il confronto con le tue conoscenze. Sicuramente un Cosmè Tura meglio avrebbe interpretato questo scempio con la sua arte adamatina. Ma l’idea di Boldini e del suo museo rovinato è stato un modo per introdurre il concetto di tutela del nostro Patrimonio. Un tesoro del quale vivere e invece.. Quello che accade, calamità naturali a parte, è sotto gli occhi di tutti! Basta pensare che tutti gli operatori dei bbcc sfornati dalle università, non hanno un albo e non possono neppure partecipare ai concorsi in soprintendenza! Ma che ne parliamo a fare… È solo sangue amaro

      Mi piace

      • hetschaap

        Non lo dire a me che dopo essermi diplomata in restauro mi sono vista emanare una legge con valore retroattiva che, praticamente, mi precludeva l’accesso ai concorsi pubblici! Eppure in Italia abbiamo un mucchio di persone con competenze straordinarie in campo artistico che restano inascoltate per la maggior parte del tempo. E la prevenzione, come dicevi giustamente tu, è un concetto totalmente sconosciuto o, forse, che si preferisce ignorare.

        Mi piace

  • mondidascoprire

    Bella Ferrara, io non l ‘ho mai vista, e molto belle le opere di Boldini.
    Il patrimonio dell’arte e della cultura è veicolo di conoscenza del nostro senso del vivere ed io ringrazio che nonostante tutto venga preservata dalle catastrofi .
    Perchè è vero che per quanto dobbiamo ripossedere attraverso la libertà l’eredità morale, cioè non é scontato che io sia cristiana per esempio, è pur vero che il primo credo con cui io mi confronto è con la mia tradizione e questa è nell’arte, nella storia e nel patrimonio culturale e architettonico.

    Mi piace

  • FrancescoRoss

    Molto bello, grazie per aver reso memoria…

    Mi piace

  • labambinacolpalloncino

    Voglio arricchire questo tuo post con alcuni stralci di un articolo di Giantantonio Stella che mi è capitato di leggere proprio questa mattina.

    “«La bellezza è un valore morale». Era un tormentone quello dell’allora vescovo di Locri Giancarlo Bregantini. Non perdeva occasione per raccomandare di intonacare le case, sistemare le strade, curare i giardini, perché «in un posto brutto è facile che i ragazzi crescano brutti». Insomma, insiste nel libro Non possiamo tacere , l’estetica è etica: «i paesi più brutti e trascurati sono quelli segnati dalla mafia».

    «Niente cultura, niente sviluppo», ha titolato Il Sole 24 Ore lanciando un appello per fare ripartire il Paese puntando su una «costituente» che «riattivi il circolo virtuoso tra conoscenza, ricerca, arte, tutela e occupazione». I confronti su 125 nazioni, stando ai dati dell’Università di Costanza, non lasciano dubbi: dove c’è più cultura c’è più innovazione, più sviluppo, più ricchezza e meno corruzione.

    Da dove ripartire, per fermare la dittatura dell’incuria? Dalla scuola: da lì occorre ricominciare. Se è vero che la nostra stessa identità è definita dai nostri tesori artistici e paesaggistici al punto che noi italiani per gli altri «siamo» la torre di Pisa e Rialto e Pompei, la storia dell’arte via via più maltrattata («sarà possibile diplomarsi in Moda, Grafica e Turismo senza sapere chi sono Giotto, Leonardo o Michelangelo», si indigna Tomaso Montanari sull’ultimo bollettino di Italia Nostra) deve essere materia di interesse nazionale. E permeare i nostri figli fin dalle elementari. Investiamo sulla bellezza e sulle teste: è un affare.”
    http://www.corriere.it/editoriali/12_marzo_04/la-dittatura-dell-incuria-stella_fdbf73d4-65ca-11e1-be51-f4b5d3e60e3d.shtml

    Mi piace

    • lois

      Grazie per il tuo contributo, mi fa sentire un poco meno solo nel pensare che l’arte è miglioramento di vita. La cultura accresce la curiosità, stimola la crescita ed è proprio vero che laddove non c’è, c’è bruttura e dove il senso estetico si annulla nascono mostri. Mostri di paesi e di città, dove tutto il peggio attecchisce rendendo ancora di più valore al brutto e alla decadenza.

      Mi piace

      • labambinacolpalloncino

        “Nella dichiarazione dei redditi del 2012 è stato inserito un sesto, apposito riquadro, in modo da consentire ai contribuenti, che intendano compiere questa scelta, di destinare il beneficio del 5 per mille al sostegno delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.”
        questo è fresco di pubblicazione, qualcuno cerca di correre ai ripari con il 5%1000… mi sembra un pò poco 😦

        Mi piace

  • loltreuomo

    Mi riconosco molto nella descrizione che fai di Ferrara, città che è piaciuta moltissimo anche a me. Condivido tutto quello che hai scritto sulla gestione improvvisata e incosciente del patrimonio culturale italiano. E ovviamente adoro Boldini. Le tue parole fanno piacere e sono veramente un antidoto a quelle consumante e laceranti dei media.
    Buon pomeriggio

    Mi piace

  • mariella54

    Sono stata a Ferrara ,una bellissima città piena di storia,non pensavo fosse cosi’ bella ,una città a misura d’uomo,.Boldini ,ho visitato la mostra qui a Como ne sono rimasta entusiasta ,bellissime le sue donne .Ciao Lois,buona giornata ,con tutte queste brutte notizie siamo un pò giù di morale .

    Mi piace

  • Milla

    Bravo Lois, uno dei miei post preferiti 🙂

    Mi piace

  • dafnevisconti

    Mi hai fatto ricordare una bellissima mostra su Boldini che ho visitato pochi anni fa. Un piccolo grande uomo, di una sensibilità raffinatissima, capace di rendere vividi gli elegantissimi pizzi e rasi delle donne ritratte, il suo amore fuoriesce dalle tele e raggiunge noi che guardiamo allibiti tanta maestria che non può non derivare da una forma di amore universale. E’ giusto ricordare l’arte dopo un evento naturale del genere, per ricordarci che sia l’arte che la natura operano al di sopra di noi, e per noi. Grazie, a presto

    Mi piace

    • lois

      Immagino sia la stessa mostra che ho visitato io a Ferrara a cui è seguita una più piccola ma molto bella e estremamente curata, poco dopo al Chiostro del Bramante a Roma. Effettivamente le opere di Boldini possono apparire “leggere” e modaiole, ma io credo che racchiudano la grande bellezza di un’epoca con lo spirito vivo che si respira in ciascun sup ritratto.
      Per quanto poi concerne il valore e la grandezza dell’arte, come avrai potuto vedere nel blog, sfondi con me una porta aperta. Io credo (mi piace immaginarlo) che l’arte ci sovrasta con eleganza conducendoci per mano in un mondo fatto di bellezza, dovel’esperienza estetica si fonde pienamente nel nostro qutidiano, provocando una sinestesia di sensi che cirende più gradevole la quotidianità.
      Grazie a te per essere passata, credo ci leggeremo spesso.
      Buona giornata

      Mi piace

  • ironiaprimaditutto

    quanto è vero, e quanto lo hai scritto meravigliosamente.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: