Della Francia, dell’Italia e della Grecia. O del tracollo

Pieter Bruegel. La parabola dei ciechi, 1568. Napoli, Gallerie Nazionali di Capodimonte

Mala tempora currunt… e i numeri lo dicono. La Francia dopo aver consegnato il 19% dei voti a Marine LePen, domenica scorsa ha abbandonato Sarkozy per il più souple François Hollande (così dicono i francesi! …mostrava molta più grinta qualche anno fa la sua ex compagna Segolen Royal), che ha vinto senza nemmeno tutto il distacco che ci vuol far credere. I francesi hanno voluto cambiare e superare l’ostacolo destrorso di un presidente che faceva comunella con la Germania cercando di staccare gli altri Paesi di molte posizioni e che ha cercato di dare un’impronta di Grandeur volendo imitare gli antichi echi di un passato già troppo lontano. La Grecia è uscita ancor più sconfitta dal voto. I partiti di estrema sinistra hanno ben deciso di sostenere un popolo affannato e deragliato nella povertà, una povertà difficile da comprendere nel secondo decennio del XXI secolo. Quello di “2001, Odissea nello Spazio” che Kubrick nel 1968 ci lasciava presagire come un secolo di modernità e cambiamenti. Aveva torto!

In Italia poi c’è stato il tonfo della politica e la devastazione sociale che nessuno immaginava arrivasse così presto e con la quale invece oggi dobbiamo fare i conti. Duramente. Il numero dei cassaintegrati, dei suicidi e del debito pubblico ci parla chiaro. Tra terzo polo, cinque stelle e partiti-fossili che si vogliono spacciare per le vecchie glorie di un tempo, in questo paese non ci resta poi molto. Il Pdl,  quello che resta, si trascina tra le battutacce di un leader fantasma che vola in Russia per festeggiare l’ennesima finta elezione di un despota che soffoca con la repressione le voci di dissenso. Il Pd (o presunto tale), è guidato da una persona perbene ma hors du temps che vede nella vittoria francese un segno di cambiamento che muterà le sorti d’Europa (!!!!!). Il Terzo Polo, sembra resuscitato dall’immediato dopoguerra e i Grillini cantano vittoria per un consenso che nasce dal rifiuto delle vecchie logiche. Il paesaggio è desolante e privo di conforto. Non c’è un buco di speranza che le cose possano rivolgere al meglio. Purtroppo le logiche sono sempre le stesse e non ci sono nuovi volti (con la dovuta eccezione per le cinque stelle e qualche lista civica) ad illuminare una democrazia offuscata e piena d’ombre dove si avvicendano a distanza di tre, quattro, cinque decenni (…e per il Grande Vecchio, sei!) sempre gli stessi nomi. Sempre le stesse facce, che cambiano colore, imbiancano i capelli, ma sono sempre gli stessi. Sarà forse qualunquismo, ma il lupo perde il pelo, non il vizio.

Ascolto la radio, le persone, leggo i quotidiani, cerco di tenermi informato e non vedo altro che sfiducia e insoddisfazione. Ce ne vuole a mettere su dell’ottimismo con quello che ci sta girando intorno, e il dato peggiore e che dall’alto non arrivano messaggi rassicuranti. Pare che l’unico sostegno ci debba essere fornito dalle analoghe sorti (se non peggiori) di Spagna e Grecia. Ma questo non basta. No! proprio non basta. E occorrerebbe farlo sentire anche al Presidente del Consiglio che con uno spauracchio quotidiano, demolisce (in buona compagnia) ogni minimo residuo di idea del futuro che ci resta, non mancando di tessere, nelle ultime ore, le lodi del suo predecessore (follia senza più limiti!). E occorrerebbe poi dirlo a tutti gli onorevoli che continuano a campare sulle nostre spalle, senza voler rinunciare ad alcun privilegio. Queste persone stanno giocando sulla pelle dei più deboli, delle persone oneste e di quelli che non riescono più a tenere insieme il pranzo con la cena. È un momento pericoloso, all’interno del quale accadono tante cose. Tante brutte cose, che minano la vita e i nostri giorni. Ho letto ovunque, anche noi vostri post, della difficoltà che ci attanaglia e che ci rende più soli e più deboli. Isolati e confusi nei nostri giorni e nelle nostre contrastanti emozioni, ma soprattutto inermi di fronte a tanta impotenza. Io non ho ricette, non so cosa si possa fare. quali sono gli strumenti per far sentire la nostra voce. Io non lo so. E tutto questo mi sta facendo impazzire.

Ma voglio tenere ancora in vita un piccolo barlume di speranza e lascio le conclusioni di questi miei pensieri alle parole (che già una volta ho postato) di Chaplin, recitate ne “Il Grande Dittatore” (1940).

[…] in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore! Che dia a tutti gli uomini lavoro; ai giovani un futuro; ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse, e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse! Combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere; eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole. Un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia, siate tutti uniti!

Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia, abbi fiducia. Guarda in alto, Hannah! Le nuvole si diradano: comincia a splendere il Sole. Prima o poi usciremo dall’oscurità, verso la luce e vivremo in un mondo nuovo. Un mondo più buono in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità. Guarda in alto, Hannah! L’animo umano troverà le sue ali, e finalmente comincerà a volare, a volare sull’arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro. Il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù.

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16 responses to “Della Francia, dell’Italia e della Grecia. O del tracollo

  • FrancescoRoss

    Stupendo….eppure in Italia ci sono tante belle persone con tante belle idee…Ciao A presto!

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    • lois

      Si, c’è tanta voglia di fare e in tanti abbiamo rimboccato le maniche. Si può solo sperare che i risultati non tardino ad arrivare!
      A presto rileggerci 😉

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  • mauri53

    non ci resta che invocare ” Hannah “….

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  • Soliloquio in compagnia

    Oggi è il secondo messaggio di speranza che leggo… grazie, meraviglioso post. Ciao 🙂

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  • hetschaap

    Pensieri analoghi in momenti ravvicinati. E non credo proprio che siano solo nostri. E questo basta a fare un obiettivo comune. Bisogna solo vedere quando la gente se ne renderà conto, quando capiremo davvero che più voci unite fanno un grido che si sente lontano (e il nome del tuo blog indica che lo sai molto bene!). Intanto diversi Comuni stanno cominciando a togliere la riscossione dei propri tributi ad Equitalia con la motivazione che opera un accanimento contro le fasce povere della popolazione. E questa mi sembra già una notizia estremamente positiva!

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    • lois

      Io credo che sia giunto il tempo di una riscossa civile, di una conoscenza dei diritti (e doveri) di base di una comunità alla quale non si può negare il principio stesso dell’esistenza, Certo, la scelta di alcuni comuni, rappresenta un piccolo intervento, ma è così che può avere inizio una ripresa di stabilità e rinascita, economica, ma soprattutto civica.

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  • esercizidipensiero

    meno consapevolezza e più pigrizia, e un po’ di entusiasmo. e smetterla di correre dietro al carro del vincitore come cagnolini, forse un giorno il popolo italiano ce la farà. ah, ma per fare questo deve scendere dal divano, spegnere la televisione e smettere di pensare che cliccare I like su facebook sia un gesto di impegno politico. (stamattina sono caustica, acidissima, vado a fare una bella corsa che è meglio!) buona giornata caro.

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    • lois

      Sono mattinate (giornate) turbolente, è lecito essere caustici!… magari sarebbe il caso di comprendere, in definitiva, che i partiti e la politica non hanno più senso di esistere a queste condizioni. Occorrerebbe dare più valore al proprio voto e non svenderlo e rendersi conto che ciascuno di noi rappresenta un potenziale ed un capitale umano che messo in collettività può veramente promuoversi per il cambiamento. Ma la sfiducia… e le pantofole sono difficili da smettere!
      Buona giornata a te… e buono scaricamento!

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  • mondidascoprire

    Ci vogliono gli Avangers…uomini che lasciano da parte le fragilità e si mettono la maschere del bene diventando supereroi…

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  • labambinacolpalloncino

    bisogna partire dal basso, dal proprio quartiere, da cittadini … non arrendiamoci ad essere sudditi, non giriamo la faccia dall’altra parte quando vediamo qualcosa che non è giusta, che non va bene… solo così c’è speranza in un futuro migliore, non delegando ad “altri” ipotetici la nostra vita in questa società

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