Una favola. Come Fedro, ma senza morale

C’erano una volta in un Paese non troppo lontano ne tanto normale, tre strani personaggi. Si chiamavano A, B e C.
A, era un tipo strano, in passato aveva fatto la voce grossa, poi improvvisamente, per lasciare spazio a qualcuno altro che avrebbe fatto la voce grossa, divenne capo di un grande gruppo; ma era poco credibile, la sua voce non era più grossa e di nascosto c’era un capo ben più grande di lui che parlava a governava senza però dirglielo (senza neppure fare la voce grossa).B, era fermo nel tempo e nello spazio, dopo innumerevoli tentativi non era riuscito a farsi credere capo di un altro gruppo che non aveva proprio le idee chiare, un gruppo che piuttosto che un gruppo sembrava una baraonda, e lui, B sembrava non accorgersene (e neppure il suo gruppo che ancora cercava un capo).
C, era il più bello, il più elegante e ricco di charme, era anche lui un capo, di un gruppetto, ma la sua forza era quella di essere sempre disposto a tutto, senza pensarci poi più di tanto, lui proseguiva nelle sue imbarazzanti scelte, spostandosi ora a destra ora a sinistra, senza alcuna remora.

A, B e C, tanto tempo prima, quando erano un poco più giovani, non si amavano poi tanto. Poi un bel giorno, si resero conto che il loro ruolo di “Capi” non dava mica tanto i frutti sperati, e decisero allora di sorridersi e di diventare amici. Ed ecco allora che A, B e C (che tutti avrebbero visto tra di loro gli antipodi), da un giorno all’altro divennero buoni e bravi amici. Stavano sempre seduti insieme e si facevano pure fotografare insieme, anche con un altro personaggio, ma questa è un’altra storia.
Avvenne un bel giorno che in quel Paese, dove per anni avevano comandato, le persone si ritrovarono stanche e deluse, sfiduciate e arrabbiate. Era un periodo non buono, c’era la crisi e tutti dovevano sudare fino all’ultimo centesimo per tirare a campare. A, B e C, però, che insieme ai loro gruppi, non ne avevano affatto di questi problemi, tutt’altro, decisero che avrebbero dovuto essere forti e non farsi attaccare da quella crisi: «Nessuno ci seguirà? Pazienza saremo forti da soli, col sistema elettorale che ci troviamo possiamo decidere tutto in autonomia».
A, B e C, insieme ai loro gruppi, avevano sempre mangiato tanto, tantissimo, senza dare mai conto a nessuno di tutto quel ben di dio che non stava né in cielo né in terra. Loro mangiavano, mangiavano, mentre gli altri in molti anni di regno avevano perso tutto ciò che avevano e a chi ancora restava qualcosa, doveva lottare per tenersela stretta.
Un bel giorno però, un certo numero di signori, che facevano la voce grossa dalla grande stanza dei bottoni, decisero che anche A, B e C dovevano finire di gozzovigliare, perché non stava bene. Non era bello nei confronti degli altri che non avevano più neppure da mangiare.
A, B e C, insieme a tanti altri piccoli scriteriati amici, decisero che tutto ciò non era giusto ed era contro la libertà. Se qualcuno avesse deciso per loro che fine far fare a tutto quel ben di dio, non ci sarebbe stato più un mangia mangia corretto e sereno! E tutto ciò non era giusto, lo avevano sempre avuto ed ora qualcuno avrebbe volto toglierlo.
Fu così che A, B e C, alla faccia dei loro gruppi e dei loro pensieri (se mai ne avessero avuti) decisero che era giunto il momento di stare insieme, in barba a quello che pensavano gli altri. L’unione fa la forza, e la voce grossa sarebbe stata ancora più grossa. A, B e C, sorridenti, si fecero scattare una nuova fotografia e dissero a tutti che il tutto quel ben di dio, doveva restare al suo posto, cioè a loro disposizione, e a tutti gli altri che non avevano più neppure un centesimo, dissero che non c’era da preoccuparsi. Che il peggio stava passando e che prima o poi tutto si sarebbe rimesso a posto.
Gozzovigliando, ridendo e cantando A, B e C, si resero conto che c’era poco da lottare, ma che era stato buono fare la voce grossa. Tutto quel ben di dio, sarebbe rimasto al loro posto. Avrebbero così potuto sopravvivere a lungo e bene fino a quando la crisi non sarebbe passata e anche se non fosse passata… chissenefrega, loro di centesimi ne avevano a palate, tanto da potersi permettere di farli conservare anche a quegli imbroglioni dei loro amici che ne avevano spesi tanti, ma davvero tanti da non saperli neppure più contare.

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