Basta

Questa volta non scriverò di amore, di distanze, di solitudine. Questa sera voglio dedicare questi pensieri ad una donna che non conoscevo. Una signora di 78 anni che a Gela, dopo aver ricevuto l’ennesima decurtazione della già misera pensione, non ha resistito e si è gettata dal balcone. Stavo seguendo distrattamente il telegiornale quando è passata la notizia. Non ho voluto continuare ad ascoltare. Disgustato, deluso ed amareggiato ho spento la TV. Non ho potuto fare a meno di immaginare la disperazione di una donna, già alle soglie della sopravvivenza a cui hanno tolto anche l’aria. Non ho potuto non correre col pensiero all’ennesimo scandalo di fondi pubblici che ha travolto anche oggi l’ennesimo partito che guarda caso si proclama innocente. Io dico basta all’idea dei complotti. Basta accusare la magistratura. Basta con le spese esorbitanti per finanziare i partiti. Basta con l’accanimento sulle povere persone. A novembre ci fu detto che questa manovra sarebbe stata di lacrime e sangue, ma per la troppa crudezza fu poi subito ribattezzata salvaitalia, ben pensando di rendere meno amara la pasticca.

Non voglio ora fare il populista, non ne ho le carte, non ho un ruolo. Non sono nessuno. Sono un cittadino qualunque stanco di subire e di ascoltare. Un cittadino come tanti a cui stanno rubando i sogni.
Tutti poi ci chiediamo per quale motivo tutto intorno si respira un’aria di chiusura.
Ognuno di noi è solo.
Ciascuno si ritrova in uno spazio vitale sempre più stretto ed affollato. Uno spazio in cui non vi è più possibilità di respirare. Un luogo in cui la nostra serenità si disperde sempre più a beneficio (maleficio) di un’introspezione che ci conduce verso dei buchi neri che giorno dopo giorno assorbono le nostre energie. Siamo diventati tutti isole, lo confermo.

Lo si avverte ovunque. Tra le persone che ci sono vicine. Tra quelle grandi e tra i più giovani. Lo avverto in rete. Lo ritrovo tra voi amici di blog. Sempre più spesso leggo di solitudini e di sgomenti (quasi che i nostri post potessero avere effetti terapeutici), di voglie di rinascita, di grandi domande alle quali non sappiamo rispondere. Nel blog di Mora, leggo di riflessioni, di umiltà, in quello di EserciziDiPensiero spesso ritrovo le mie stesse mancanze, l’attesa infinita, la propensione verso mete che a volte ci appaiono meno desiderate di quanto credevamo. Gli esempi che potrei citare sono tanti. Ci sono Strangethelost o Silvia che non mancano mai di sottolineare articoli e o notizie che hanno per oggetto proprio le difficoltà che le persone incontrano di questi tempi, volendo in qualche modo porre l’accento, laddove ve ne fosse ancora bisogno, su problemi che ormai vanno affrontati, ma in maniera efficace e concreta.
Siamo ora in attesa delle benedetta riforma del lavoro che non prospetta niente di buono. Il precariato ormai, in Italia, è sinonimo di disoccupazione.
È ora di dire basta. E non credo siano sufficienti firme o proclami politici. Ormai per fortuna (lo spero), l’unica cosa buona che ha portato questa crisi è la negazione totale dei partiti. Immagino che chiunque, conservi ancora un poco di buonsenso, abbia solo ribrezzo e distacco di fronte all’inadeguatezza della nostra classe politica, dei tanti profeti in terra che ancora non provano vergogna e ancora non sono scappati in un luogo dove fare silenzio senza mai più apparire.
Io credo che ora sia veramente giunto il momento di dire basta. Non può esserci più un tempo di attesa. In pratica non saprei cosa realmente si possa fare. Io per primo non ho una soluzione e non credo agli scioperi selvaggi come quelli che qualche mese fa hanno spaccato il Paese.
Vorrei poter sapere cosa realmente sia giusto e pratico fare, ma il mio senso di impotenza non fa che aumentare il mio disagio e i miei pensieri.

Avevo in mente di scrivere di tante altre cose, non avrei voluto tediare chi mi legge. Ma il pensiero di quella donna, mi si è fissato in mente e non riesco a non pensarci.

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20 responses to “Basta

  • in fondo al cuore

    Purtroppo sono sempre di più quelli che smettono di lottare…..stanno diventando notizie quotidiane…chissà, forse è proprio questo lo scopo…stanno distruggendo la dignità delle persone. Le parole ormai mancano, ma non bisogna rassegnarsi, questo MAI! Spero solo che quando al mattino si guardano allo specchio gli vengano in mente tutti questi suicidi che hanno sulla coscienza….ma la domanda è questa, ce l’hanno una coscienza????

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  • ipostmoderni

    leggevo il blog di orso chiacchierone l’altro giorno in cui riportava la citazione di una ragazza/ina la quale diceva pressappoco così “i giovani non faranno la rivoluzione perché non hanno ideali”.
    Diciamo che io penso che grosso modo, questa sia la verità più grande e più deprimente dei giorni nostri. Lo studio è considerato non un altissimo momento di crescita personale e acquisizione di valori ma il mezzo per lavorare.
    La mentalità che osservo in molti miei coetanei è scevra di idee, se c’è qualcosa contro cui scagliarsi bene ma guai a parlare delle loro idee. Le università sono covi di collettivi con idee vecchie 50 anni che fanno lotte ideologiche patetiche. Occupano i posti di potere nelle Università “per controllarle da dentro” (così mi disse una rappresentante del collettivo di scienze politiche della Sapienza).
    L’Università dovrebbe essere il termometro della voglia di cambiare ma l’Università è morta, il fermento non c’è, i pochi/tanti ragazzi con un cervello emigrano lontanissimo da qui.
    Lo stesso movimento dell’onda di qualche anno fa era un movimento dei soliti noti. Sono sempre le solite facce a veicolare potere e contropotere.
    Penso che il grande grandissimo problema politico di questo paese sia la mentalità retrograda, il livello di controllo e manipolazione dell’opinione pubblica da parte dei poteri forti, la crisi di leadership politica, la mancanza di forze fresche e capaci di influenzare. Difficile cambiare un sistema quando questo è per intero occupato da gente bassa e meschina. Tuttavia in questo governo vedo una ventata di novità e spero che questo possa aiutare molti italiani a mettere in discussione il sistema politico partitico italiano. Intanto sono stati costretti, finalmente, a parlare di cose concrete e non di leggi contro le intercettazioni o salvaprocesso.
    Spero che la ventata di novità non si plachi al placarsi dei venti di crisi economica perché solo con un processo continuo e duraturo di innovazione culturale ancor più che sistematica si potranno fare passi avanti.

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    • lois

      Come dicevo l’abbattimento finale dei partiti è l’unica nota positiva che ad oggi si può sottolineare. Gli interventi di questo governo sono tesi a risolvere la crisi economica. È un lavoro impegnativo ed arduo, soprattutto rispetto al deserto che è stato fatto fino a pochi mesi fa (dopo inattività, soprusi, illegalità e errori di decenni), ma credo che non si possa fare tabula rasa passando su tutto e tutti. Forse delle attività andrebbero meglio calibrate e sostenute da alternative.

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      • labambinacolpalloncino

        Sono d’accordo con te lois. A questo punto è necessario intervenire anche per combattere il default sociale e civile, e il primo passo che nessuno vuole fare, almeno a me così sembra è combattere la CORRUZIONE. Se non si farà questo tutti i sacrifici saranno vani.

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      • lois

        Di fatto le operazioni che ogni tanto fanno a Cortina piuttosto che nei locali notturni di Milano, rappresentano una tantum d’effetto. Il problema come al solito andrebbe risolto alla base, nelle piccole cose, negli escamotages che tutti ai minimi livelli fanno. Ci sono ancora negozi che non hanno il registratore di cassa! allora, come dici, se non si parte sul serio, qualunque intervento sarà vano.

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  • cacciatricedisogni

    Se solo penso agli “stipendi dorati” INTOCCABILI
    dei vari deputati e quant’altro, mi ribolle il sangue.
    Non un taglio ma miliardi andrebbero fatti proprio lì.
    Che desolazione vedo anch’io in giro…
    Credo che ancora ci sia spazio per un brandello
    di rassegnazione, ma credo che quando finirà
    forse, per disperazione, cominceremo a lottare
    davvero.

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  • hetschaap

    Queste cose sono atroci. Vorresti non sentirle. Vorresti non saperle. Perché, quando accadono, ti danno la dimensione di quanta disperazione ci sia accanto a te, di quanto poco basti per distruggere una persona che è già al limite della sopravvivenza. Togliere prospettive future ad un essere umano equivale ad ucciderlo. Pure se ha 78 anni.

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    • lois

      Purtroppo l’abbandono di questi tempi non ha età… ed è la cosa che rende il tutto ancora più triste, perché tra i giovani, tra noi, non è che serpeggiano stimoli o ottimismi diversi… purtroppo

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  • bumpyclimb

    E solo almeno 16 le vite spezzate dalla disperazione dall’inizio dell’anno.
    Sul resto concordo, concordo soprattutto sul senso di impotenza. In molti siamo convinti che siamo arrivati al limite della decenza, anzi, ormai si e’ abbondantemente superato, ma cosa fare? Come fare?

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  • mondidascoprire

    A ciascuno di noi sicuramente capita di imbattersi in persone e situazioni dove prendere una decisione, scegliere un’ azione, cioè condividere quel bisogno che denuncia quella realtà. Questo per me è l’unico e vero atto di partecipazione, che allargandosi a ventaglio viene a riguardare i livelli più alti fino alla politica e alle scelte sul nostro futuro economico.

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  • mondidascoprire

    Per esempio, mi è capitato personalmente di conoscere un donna con tre figli. Il marito separato con un’altra famiglia è disoccupato e non passa i soldi. Con il Banco Alimentare ho iniziato a portare ogni mese il pacco di alimenti, ma nel frattempo è venuto fuori il bisogno di sostegno allo studio dei figli che una volta alla settimana vengono a casa,faccio i dolci per loro,ho dato dei soldi per l’affitto, poi insieme a me si sono mossi gli amici. Questa donna poteva fare la fine della pensionata, ora c’è il sorriso sul suo volto. E’ tutto ancora da costruire, ma lei non si sente sola e può sperare in tanto per sé e per i figli…

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    • lois

      Questo è ammirevole ed è quello che in piccolo ciascuno di noi potrebbe fare. Tante piccole azioni potranno aiutare tante piccole vite, allontanando da loro con l’umanità, ogni paura.

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      • mondidascoprire

        A livello politico io penso sia la stessa cosa, in realtà i nostri politici non hanno passione e non si fanno provocare dalla realtà , per convenienza, per tornaconto, per ideologia. Invece basterebbe entrare fino in fondo nel problema e con l’aiuto di esperti scegliere la soluzione migliore per il bene comune, anche sull’esempio di soluzioni vincenti in altri paesi.

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      • lois

        I nostri politici sono lì per convenienza e affarismo (personale), e gli accadimenti di questi giorni, oggi come non mai lo testimoniano!

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  • lucianaele

    E’ inaccettabile.
    Ormai la disperazione prende sempre di più il sopravvento.
    Senza parole………

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  • esercizidipensiero

    il popolo italiano dovrà prima o poi cominciare a pensarla come te, allora dirà basta a questo modo di essere, di fare e di pensare. e forse le cose cambieranno. per il momento mi pare siamo in un limbo, tutti siamo stanchi ma nessuno rinuncia ancora a quei piccoli privilegi old style (iperconsumo, uso smodato del bene comune, piccole evasioni fiscali eccetera).
    qua la barca sta affondando ma a me pare che l’orchestrina suoni ancora…

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  • cacciatricedisogni

    Quoto pienamente esercizidipensiero, ma è anche un dato di fatto
    che una buona parte di noi, non si può più permettere di fare sprechi,
    e sta ulteriormente tirando la cinghia, sempre di più. Non sarà sempre e solo colpa nostra. C’è ancora gente onesta in Italia. Mi chiedo invece,
    quando i vari politici, intenderanno dare il buon esempio agli italiani
    che si possono ancora permettere di usufruire di beni non necessariamente fondamentali per la sopravvivenza.

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