Attendere


Io la vita l’ho goduta tutta, a dispetto di quello che vanno dicendo sul manicomio. Io la vita l’ho goduta perchè mi piace anche l’inferno della vita, e la vita è spesso un inferno… Per me la vita è stata bella perchè l’ho pagata cara. 
Alda Merini

Tutta la nostra vita è un rincorrersi di attività e di pensieri destinati al raggiungimento delle mete che ospitano le nostre speranze. Spesso, le nostre agitazioni, i nostri sforzi, si nutrono giorno dopo giorno di quell’attesa che sospinge testardamente verso la meta. Tutto nel suo divenire ci appare meraviglioso e prossimo alla felicità, poi un giorno, ti rendi conto di essere prossimo a quel risultato. Sei ad un passo dalla felicità (o almeno quella che avevi inteso come tale) eppure tutto non ti appare più così forte o comunque meritorio di tanto sforzo. Sei giunto alla meta, ma non è più come immaginavi. Nel lungo percorso di attesa, insofferenza, passione e vulnerabilità forse avrai mitizzato (anche senza volerlo) quel risultato, avrai valorizzato oltre ogni ragione quell’attendere [da lat. attendere, composto della part. ad e tendere distendersi, e traslar. volgere a un termine, inclinare, mirare, aspirare, stare in attesa, in aspettativa]. E poi, lì di fronte al nastro d’arrivo ti chiedi se ne è valsa veramente la pena. Lo spazio e il tempo di prima è stato più bello, più intenso.

Non mi prodigo nel dire che tutta la nostra vita deve essere vissuta pienamente in tutto quello che ci accade e ci occorre, che tutto quello che ci viene incontro deve essere preso a piene mani e che per quello dobbiamo credere e continuare a lottare…, ma spesso lo avverto, dopo tanto sforzo, quando finalmente sei dove avresti voluto, cominci a chiederti se non hai forse corso invano. Se tutto quello stare in attesa non è stato eccessivamente speso per un risultato che ha sfibrato ogni tuo pensiero, ogni tuo gesto, sostenendo probabilmente solo uno spazio personale in cui c’era un’eccessiva voglia di tempo e di attenzioni.

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19 responses to “Attendere

  • esercizidipensiero

    anche oggi risuono nelle tue parole. una vicinanza che attraversa l’italia per lungo.

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    • lois

      Questa tua ammissione un poco mi fortifica, nel senso che mi fa sentire un poco meno “pazzo”. Spesso mi ritrovo a pensare ai percorsi che ho compiuto e di quanto siano stati lunghi e di quei risultati che poi non mi sembravano affatto quelli attesi. Che dire, attraversando la penisola verso l’alto, immagino che forse sarebbe molto più semplice diventare un poco meno pensierosi e molto più narcisi…magari in un’altra vita (in quella di ora non ne sarei capace!)

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      • esercizidipensiero

        a proposito di pensieri da condividere, di quei pensieri che fanno sentire un po’ pazzi, leggi qua:

        “in realtà, più le stagioni e gli anni trascorrono e più sembra che al centro della mia vita ci sia una sorta di buco temporale. Uno strappo aperto attraverso il quale le cose continueranno a mischiarsi, anche solo per brevi attimi, il prima e il dopo, quello che sono stato e quello che sono […].
        Forse devo imparare a non oppormi più. Bisogna lasciarli scorrere, i pensieri, come se non ci appartenessero. Lasciarli fluire in modo da attenuarne la spinta distruttiva. Le dighe sono pericolose.
        Se scorrono, i pensieri passano e si inabissano verso qualche mare remoto portando via il dolore: Mentre scompare il dolore scompare anche un pezzo di vita, certo. Ma non esiste altra salvezza che questa. ”

        Marco Franzoso, Il bambino indaco.

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      • lois

        Grazie per la condivisione.
        Certo è una bella immagine ed una buona verità, occorrerebbe avere la capacità di mettere in pratica lo scorrere dei pensieri. Abbassare ogni diga, in ogni momento ed in ogni dove. Ma è impegnativo, è faticoso e soprattutto quando si parla di questioni di cuore. In alcuni momenti capita davvero di entrare in stand by, di non avere altri occhi ed orecchi. Momenti in cui tutti i pensieri entrano con forza e impeto dentro di te e di uscire non ne vogliono proprio sapere. A volte è così e non posso che sentirmi inerme di fronte a questa prepotenza. Poi però, grazie alle piccole felicità, quelle di cui abbiamo parlato qualche settimana fa, tutte le altre nostre mete, sono vicine e tangibili, le tocchiamo e con soddisfazione ne apprezziamo e vittorie.
        È così… siamo vivi e fatti di mille contraddizioni e di mille aspirazioni e di tanti, ma davvero tanti pensieri “pazzi”.
        grazie 🙂

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  • Orso Chiacchierone

    Il viaggio è sempre più bello dell’arrivo.
    Tant’è che, una volta arrivati, non possiamo fare altro che partire verso nuove mete.

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  • iraida2

    Sono d’accordo in pieno con il commento di Orsochiacchierone.

    Ricordi “Itaca” di Kavafis?
    ….devi augurarti che la strada sia lunga.
    che i mattini d’estate siano tanti
    quando nei porti – finalmente e con che gioia –
    toccherai terra tu per la prima volta:
    negli empori fenici indugia…..
    Un saluto a te!

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  • ilmondourladietrolaporta

    Mi hai ricordato Schopenhauer che affermava una cosa del genere: “La vita è come un pendolo che oscilla incessantemente fra dolore e noia, passando per l’intervallo fugace del piacere”. Ricordo quanto ero d’accordo con questo filosofo quando lo studiai! Per ritornare a vivere sosteneva che bisognava tornare a desiderare. Forse la vita umana è destinata ad andare avanti in questo modo, riservando solo a pochi il privilegio di vivere intensamente ogni attimo (ed io invidio queste persone!).

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    • lois

      Che la vita debba essere goduta in ogni suo momento è l’unica verità di cui dovremo disporre (e qui mi collego al post delle “piccole felicità” di esercizidipensiero che mi ha coinvolto qualche settimana fa. Attimo dopo attimo tutto dovrebbe essere vissuto con intensità, ma poi come sempre ci sono degli accadimento che ti rapiscono il cuore e ti inducono ostinatamente a perseguire una strada che ti mette in attesa… allontanandoti dalla gioia delle piccole cose!

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  • labambinacolpalloncino

    Nel raggiungimento dell’obiettivo c’è già la fine e tutto quello che porta, anche un pò di tristezza. Il bello è sempre nel “come” e nel “durante” anche se a volte ce ne accorgiamo solo dopo.

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    • lois

      Occorrerebbe sempre avere la consapevolezza delle proprie emozioni e delle proprie scelte, ma alla fine ci ridurremo ad essere come i replicanti di blade runner.. Per cui è nel nostro animo la predisposizione verso cammini sempre inerpicati e molto poco facili.
      Grazie. Buona serata

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  • m0ra

    Pensa che la mancanza di una meta è ancora più dolorosa del riconoscimento che la meta non è più adeguata alle aspettative. Vivere senza sperare, investire, progettare è fermarsi sull’orlo di una mestizia senza fondo.Ben vengano il senso di delusione, il riconoscimento dell’illusione, quando servono a guardare il passato per ripensare il futuro.

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  • mondidascoprire

    Penso che la risposta sia solo una : il nostro cuore aspira all’infinito, ecco perché le mete umane poi non soddisfano come ci aspettavamo. Invece è bello pensare che esiste una strada in cui l’infinito è sperimentabile e le mete umane possono soddisfare.

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  • eglepiediscalzi

    Dopo aver corso tanto, un giorno ho buttato via
    le scarpe. Le mete appaiono come miraggi e io
    continuo a inseguirle a dispetto dell’inferno.
    egle

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    • lois

      Certo correre a piedi scalzi è una sensazione ancora più bella e naturale, vuole in qualche modo essere il raggiungimento vissuto dei nostri sogni. Come dici, spesso però le nostre mete rappresentano dei miraggi, ma è bello poterli nuovamente rincorrere… anche a dispetto dell’inferno 🙂

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  • Soliloquio in compagnia

    Mi viene da ridere… ci rubiamo le parole dalle dita 😉 leggi questo: http://soliloquioincompagnia.wordpress.com/2012/03/22/tempo/. Penso che se facciamo una somma dei nostri post, l’argomento sia stata trattato in ogni sua sfaccettatura. A presto… 🙂

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  • Soliloquio in compagnia

    Il desiderio di raggiungere la meta e il tempo che ci impieghi nel farlo… poi quando la meta ti è vicina e come dici tu hai raggiunto il traguardo e stai per strappare il nastro, i tuoi occhi si sono rivolti altrove… hai perso l’interesse, il tempo è passato senza che tu te ne accorgessi e tutto ha perso il significato e l’importanza di prima… si è sfumato!

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