Siamo l’elemento umano nella macchina

Noi siamo l’elemento umano nella macchina 
E ci facciamo del male per abitudine
Jovanotti. L’elemento umano (Ora, 2011)

Qualche giorno fa ho incontrato un mio vecchio amico. Non lo vedevo da un po’. Ci siamo conosciuti qualche anno fa all’istituto di francese, era il mio insegnante. Dall’inizio c’è stata una certa empatia. Abbiamo scoperto di avere molti punti in comune, ma soprattutto l’amicizia è nata quando ha saputo che conoscevo bene Caen, la sua città natale, in Normandia. Vi avevo trascorso qualche mese per uno stage archeologico. Da quel momento in poi c’è stata molta sintonia. Ha seguito alcune mie vicende personali, altre le abbiamo vissute fianco a fianco. L’amore e l’amicizia sono state sempre protagoniste. Poi ho interrotto le mie lezioni e ci siamo persi di vista.

Ci siamo incontrati sull’autobus, e fuori pioveva a dirotto, mentre nel Paese la neve copriva ancora ogni cosa. L’empatia, probabilmente mai sopita è riemersa subito e dopo pochi scambi di battute ci siamo inabissati lungo sentieri perigliosi. Dopo aver appreso di me negli ultimi mesi e di tutto il silenzio che mi ha travolto, prima di scendere alla sua fermata (con la promessa di rivederci per un caffè), mi ha confermato qualcosa a cui penso spesso: l’amore, quello più sentito, quello bello è quello che fa soffrire. È questa una riflessione che mi ha sempre coinvolto. Spesso le storie finiscono e nessuna volta un addio è uguale all’altro. A volte in quell’addio si nasconde un arrivederci, una pausa (indefinita nel tempo). Ci si rende conto che troppo cose sono state lasciate in sospeso, tante volte quell’amore è rimasto in stand-by. Sono quelle storie che non finiscono mai. Che spesso si riannodano ripercorrendo nuove strade. Gli amori adulti sembrano non terminare mai, forse perché si costruiscono con uno stile diverso, con maggiore disincanto e meno illogicamente di quando si ha vent’anni. Sono fatti di passione e di scambi, di sorprese e di sguardi. Sono quegli amori che ci apparterranno per sempre, in qualunque modo andranno a finire.

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21 responses to “Siamo l’elemento umano nella macchina

  • icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  • in fondo al cuore

    E’ vero, l’amore maturo è fatto da tante cose, da un insieme di emozioni diverse che ci legano con filo indistruttibile….. buona serata!

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  • Valentina

    Crescendo si cominciano anche a cercare cose diverse da quando si è piccoli, e quello che costruiamo è per forza più solido. 😉

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  • mariella54

    L’amore maturo è diverso forse perchè la vita è già a metà strada,non abbiamo tempo per altri amori come quando si ha vent’anni perciò le sensazioni sono molto più forti e poi ci portiamo dietro un grosso bagaglio con dentro tante cose ,esperienze ,delusioni,disincanti ,un miscuglio di sentimenti che ha vent’anni non hai ed allora vivi l’amore con più maturità .Ciao

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  • l'amara

    stasera, leggerti mi ha riempito il cuore

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  • Insenseofyou

    Probabilmennte sono quegli amori ai quali devi (nel profondo) di averti raggiunto e di averti permesso di costruire con reciproca intensità una nuova certezza che può vivere anche di sè. @—

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  • iraida2

    L’amore è l’amore, forse è sbagliato dargli un’età. E’ un sentimento complicato, spesso fa soffrire ma, come dice De Andrè, “meglio esserci lasciati che non esserci mai incontrati”.
    Buona giornata a te.

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  • valeprue

    Dipende da quello che siamo in quel particolare momento di vita. Se non ci fossero le passioni e i tormenti dei vent’enni non impareremmo mai a vivere un amore maturo. Poi ci sono anche amori capaci di maturare a loro volta, nascono giovani e folli, e interminabili, e diventano terreni e quotidiani…

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  • francescagoti

    ciao! post bellissimo e blog stupendo! se segui il link ti porterà ad un “Versatile Blogger”, piccolo premio per alcuni blogger 🙂 ho messo anche una motivazione

    http://lifetimediaryproject.wordpress.com/2012/02/13/fra-un-paragrafo-e-laltro/

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  • bumpyescape

    Non riesco a categorizzare l’amore. Per ora i sentimenti quando arrivano sono ugualmente travolgenti rispetto a qualche annetto fa. Cio’ che trovo di diverso e’ la riflessivita’…che cerca un po’ di filtrare le emozioni.
    Comunque, niente finisce del tutto. Mai. Per me, mai.

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  • strangethelost

    L’amore diventa maturo e consapevole solo dopo che per metà della nostra vita abbiamo sofferto, sbagliato e imparato a non avere troppe aspettative !! Solo allora si può godere di quel poco o tanto che la vita ci concede:
    Ciao a presto .Liù

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    • lois

      Probabilmente si impara ad essere più se stessi. Solo se riusciamo ad essere in pieno noi stessi e a vivere “soddisfatti” di come siamo, riusciamo a vedere anche nell’altra persona ciò che veramente è senza troppe idealizzazioni ed attese.

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  • mondidascoprire

    dall’incontro con un uomo o una donna può partire la conoscenza di un mondo nuovo, inatteso ed inimmaginabile …questa è l’avventura che riempie la vita di senso..

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  • m0ra

    Gli amori infelici non finiscono mai, lo dice S. Marai in un romanzo, ma non mi pare una cosa bella. I sentimenti che non hanno il coraggio dell’addio nascondono tanti vuoti, primo tra tutti la responsabilità su se stessi. Non posso essere che critica verso un amore che non finisce mai, forse perchè ho esperienza di cosa sia un sentimento “morto” vivente.

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    • lois

      Non credo si tratti sempre di un amore infelice. Ci sono dei momenti nella vita di ciascuno in cui i cambiamenti ci stravolgono e ci rendono infelici. Spesso il nostro amore trova degli ostacoli che sono solo nostri. Sono difficoltà che ci pungono nel vivo e ci devastano nelle relazioni. Spesso in quei momenti cerchiamo nella persona che abbiamo vicino le cose che ci mancano. Quella persona la idealizziamo, la vorremmo modificare secondo le nostre esigenze e le nostre carenze. Per cui non credo che sia quell’amore a farci soffrire ma è la nostra condizione di debolezza che ci annebbia la vista.

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  • Orso Chiacchierone

    Cedo tu abbia espresso al meglio il concetto di Amore adulto: parole molto belle.

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  • esercizidipensiero

    che meraviglia ritrovarsi dopo lungo tempo e scoprire di aver lasciato tutto lì, tutto intatto. mi viene in mente una frase della trilogia della città di k di agota kristof, dice qualcosa del tipo “la carezza sulla testa, quella no, non si può cancellare” no, le tracce degli altri le portiamo sempre con noi. (e stamattina mi sento romantica, e mi partono i pensieri, e mi fai pensare alle mie, di cose, a quelle che ho lasciato lì…).

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