Una bella principessa

In questo momento storico in cui l’Italia si trova a dover fare i conti con tutti i suoi problemi e con il suo calo di protagonismo agli occhi del mondo, c’è un italiano solo che riesce a tenere alto il nome del nostro Paese, è Leonardo, Leonardo da Vinci che poi in fondo in fondo mantiene alto il suo nome che solo a seguire poi si associa al nostro paese e non viceversa. A Londra, alla National Gallery è stata allestita una bella mostra di sue opere (per la precisione sette dipinti e una cinquantina di disegni) che richiama un numero infinito ed ininterrotto di spettatori, pare che i biglietti esauriti già da molto tempo siano perfino in vendita al mercato clandestino con prezzi da capogiro. Comunque sia, verità o leggenda (l’ennesima sul maestro vinciano), il nome di Leonardo da sempre rappresenta la genialità mai superata del genere umano. Un uomo del Rinascimento che è diventato lui stesso Il Rinascimento. Un genio come lo ebbe a definire anche Freud, che spaziava da un pensiero all’altro alimentato dalla sua curiosità. Principalmente è noto per le sue invenzioni e per la sua pittura, che poi tutti associano indissolubilmente alla Gioconda o al massimo (ma già entriamo tra i più attenti conoscitori) all’Ultima Cena, opere realizzate entrambe a Milano nel suo periodo più fecondo. All’esposizione londinese sono presenti solo sette opere dipinte, ma se si considera che nel mondo ne sono note solo quattordici (di quelle universalmente attribuite), quella della National Gallery è una mostra che resterà un unicum negli annali della storia dell’arte. Mettendo da parte tutta quella che è stata l’attività architettonica, ingegneristica e scientifica di Leonardo, mi ha sempre affascinato la sua pittura e soprattutto i suoi ritratti. Ricordo che quando ho avuto modo di studiare la sua opera (ormai la prima volta risale a tempi immemorabili! e ricordo anche che ho amato molto di più Michelangelo, per la sua introspezione) sono sempre stato attratto dalle sue donne, quelle ritratte nelle loro vesti rinascimentali. Quelle belle. Amanti dei potenti, donne abbigliate sempre alla moda e donne soprattutto che mostravano tutta la modernità di quei tempi. A vederle anche oggi, non si può non pensare alla bella figura che dovevano avere e al fascino che avrà sedotto gli uomini che poi le avranno volute tutte per loro.
Ricordo che uno dei miei primi incontri de visu, è stato anni fa a Roma dove potei ammirai la meravigliosa Cecilia Gallerani (ai più nota come Dama dell’Ermellino), giunta nella Capitale dopo un tour italiano partito dalla sua residenza museale di Cracovia. È un ritratto muliebre, splendido. Lei è bellissima e dai lineamenti delicati e soprattutto quello che colpisce è la sua posa elegante e raffinata. Delle le sue mani affusolate e del suo naso sottile mi innamorai. Ed è notizia di questi ultimi mesi che forse il corpus leonardesco si amplia di un’altra bellissima donna. È la Bella Principessa, un dipinto su pergamena di piccolo formato (cm 23,9 x 33), ritrovata per caso alla fine degli anni Novanta. Fu acquistata da un gallerista genericamente come ritratto ottocentesco di area tedesca, ad un’asta newyorkese per poco più di ventimila dollari. Dieci anni dopo (2008), un collezionista vista l’opera nella galleria del mercante che l’aveva acquistata, la comprò immaginando che potesse trattarsi di un’opera rinascimentale. Da quel momento in poi è stata avviata la ricerca con i maggiori studiosi dell’artista e ad oggi pare che non vi siano dubbi. Quel meraviglioso ritrattino è quasi certamente autografo di Leonardo (il che aumenterebbe il valore economico del dipinto a cento milioni di dollari!). È dipinto su pergamena, perché apparteneva ad un codice miniato (La Sforziade, conservato nella Biblioteca Nazionale di Varsavia) al cui interno manca un foglio e i segni di strappo aderiscono completamente al foglio del ritratto. Le analisi al radiocarbonio poi hanno confermato la datazione similare a quella del libro. Si è a questo punto risaliti anche alla donna ritratta. È Bianca Francesca Sforza, figlia del duca di Milano (Ludovico il Moro) che nel 1496 andò in sposa a Galeazzo Sanseverino. È il ritratto di una ragazzina di quattordici anni, che morirà pochi mesi dopo il matrimonio per una gravidanza extrauterina.

La Bella Principessa così ribattezzata, a prescindere dal riconoscimento ufficiale del suo autore (che a mio modesto avviso potrebbe essere Leonardo, gli occhi sono similari agli occhi del ritratto di fanciulla della Biblioteca Reale di Torino) rappresenta un bell’esempio di ritratto rinascimentale. Il suo sguardo ha una profondità malinconica e nient’affatto rigida (come invece è quasi sempre presente nella ritrattistica di quegli anni), e il suo profilo si staglia nitidamente sul fondo grazie ad un accurato disegno delle linee, che riportano inevitabilmente alla scuola fiorentina e alla magnificenza del tratto di Leonardo che ci ha lasciato un’infinità di disegni abilmente realizzati solo con il segno delle sue matite e degli inchiostri. Comparando poi, la Principessa con gli altri ritratti del genio, sono molteplici le analogie e soprattutto quella lunghezza dello sguardo che arriva fino all’anima di quelle donne (anticipando il ritratto moderno) che ancora oggi, grazie a queste superbe testimonianze dipinte sono giunte fino a noi. E chissà se ognuna di loro avrebbe mai immaginato che quel loro ritratto avrebbe richiamato folle e folle di visitatori disposti a trascorrere ore intere in fila davanti ai musei e che qualcuno di loro avrebbe comprato il biglietto finanche al mercato nero, pagandolo fior fiori di sterline.

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12 responses to “Una bella principessa

  • hetschaap

    Ma che bello questo post! Davvero ispirato 🙂
    A me Leonardo, più che come pittore, ha sempre incuriosito come sperimentatore. Ho avuto occasione di studiare le molteplici tecniche da lui usate per le sue opere e sono rimasta strabiliata di quanto quest’uomo geniale fosse assetato di conoscenza, di sapere piuttosto che preoccuparsi della trasmissione delle sue opere ai posteri. E questo è proprio delle scienziato più che del pittore. Secondo me, alla fine, Leonardo era un pittore solo perché ne aveva le capacità più che per scelta. Nel suo animo più profondo era un bambino che sperimentava.

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    • lois

      Sono d’accordo. Non a caso le sue opere sono quasi tutte incomplete e risultato di sperimentazioni che purtroppo non sempre sono state felici e alcune di esse poi non hanno consentito di tramandarle.

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  • mondidascoprire

    Mi piace di Leonardo la passione e la curiosità e la ricerca nella conoscenza in generale che lo ha portato a spaziare in ambiti diversi, un vero uomo di cultura . Mi sarebbe piaciuto conoscerlo e magari, perché no..posare per lui…

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  • ironiaprimaditutto

    Che bel post.
    Leonardo è un genio. Il Genio.
    Cosa non ha fatto e cosa non ha sperimentato….
    Parlando di arte i suoi ritratti, sono bellisimi, conservano una sensualità così nitida ed elegante. Ammiccano, avvincono, senza mai perdere la loro aristocratica bellezza e dignità.
    La bella Ferroniere mi piace particolarmente.

    (anche se dal punto di vista storico-artistico gli preferisco Michelangelo e Donatello)

    🙂

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    • lois

      Come diceva prima anche Hetscaap, l’arte per Leonardo era anch’essa un pretesto per sperimentare. Ed ecco allora che tutte le sue opere rappresentano un livello altissimo di perfezione stilistica, anche se poi cone dicevo i personaggi ritratti mostrano tutta loro profondità.
      Certamente, artisti cone Donatello e Michelangelo coinvolgono di più perchè mostrano nelle loro opere tutta l’inquietudine e le turbolenze dell’anima, diventando improvvisamente molto più “moderni” di quanto non lo fossero i loro contemporanei.

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  • icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  • francescagoti

    Bel post, veramente. Leonardo è un grande ed è un peccato che sia stato costretto ad espatriare. Personalmente non amo molto la pittura Rinascimentale, sono più una tipa Barocca/Neoclassica/Preraffaellita, però Leonardo è il genio indiscusso e le sue opere non possono non lasciare stupiti.

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  • valeprue

    E’ il fascino di un uomo che non si fermava mai…e quali traguardi ha raggiunto in tanti campi?Genio indiscusso…è sempre un piacere poter leggere di opere d’Arte.

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  • lupus.sine.fabula

    Fantastico Leonardo… l’afflusso a certe esposizioni è la conferma che solo allora si ocnosceva la vera bellezza; e soprattutto è la conferma che il mondo ha immenso e profondo bisogno di VERA bellezza (non di certi pasticci moderni. politici. contermporanei…).
    VERA BELLEZZA come qualcosa di sublime, che vada diritto al cuore!

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  • parolesenzasuono

    bel post—

    peccato che il nostro Paese sia lodato solo per avere dato i Natali a figure come quelle e poche altre mentre non è di dominio pubblico il fatto che ci sono tanti italiani che quotidianamente vivono una vita bella ed onesta che nulla ha da invidiare ai loro concittadini europei—

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  • PROF. ERNESTO SOLARI

    In merito agli articoli apparsi in questi giorni sulla stampa nazionale, internazionale e sulla rivista della National Geographic

    LEONARDO …fori di verità o di falsità?

    è apparsa una nuova prova o una nuova falsità su Leonardo, questa poi sembra essere estremamente grossa e gelida come il clima di questi giorni.
    Dopo il Cristo Salvator Mundi, esposto alla National Gallery di Londra, il Prof. Kemp coadiuvato da altri prof.ri, (D.R.Edward Wright, Pascal Cotte) continua la serie di affermazioni ricche di imprecisioni e inesattezze. Queste dimostrano ancora una volta una superficiale conoscenza della storia di Milano, di quella degli Sforza e tantomeno del nostro Leonardo.
    Il Prof. Kemp ha affermato di aver trovato una prova inconfutabile sull’autenticità e l’attribuzione a Leonardo del dipinto su pergamena, la bella Principessa.
    Ho già avuto modo di scrivere su questo ritrovamento sostenendo che molte cose non quadravano e che quelle che il Prof. Kemp considera prove non dimostrano in realtà proprio nulla a cominciare dall’impronta digitale di Leonardo.
    Ma vediamola quest’ultima e determinante grande prova: si tratterebbe del ritrovamento presso la Biblioteca Nazionale di Varsavia di un volume della Sforziade scritta da Giovanni Simonetta (fratello di Cicco Simonetta segretario e amico del Duca Galeazzo Maria Sforza) e che, come tutti gli storici sanno, trattava della storia della famiglia Sforza fra il 1442 e il 1466.
    Gli storici sanno anche che il Simonetta venne perseguitato dal futuro Duca Ludovico il Moro, nonché padre di Bianca Sforza, e che il Simonetta morì in esilio a Vicenza nel 1490. Tutti sanno inoltre che le nozze di Bianca e Galeazzo Sanseverino avvennero nel 1496. Quindi come si vede sono tante le date e i numeri che non sembrano coincidere con la tesi proposta con tanta sicurezza dal Prof. Kemp.
    Come ebbi a scrivere in precedenza pensai anch’io per primo (Il Prof. Kemp lo affermò nove mesi dopo il sottoscritto) ad una possibile identificazione col volto di Bianca Sforza figlia del Moro così come probabilmente aveva fatto pensare ed in modo superficiale il frontespizio del miniaturista Giovan Pietro Birago che era alla corte sforzesca solo dal 1470 e cioè dopo la morte di Francesco Sforza. Gli illustratori e miniaturisti della Sforziade erano stati, prima del Birago, Cristoforo De Predis e gli aiutanti della sua bottega fra i quali vi era il fratello, quell’Ambrogio De Predis che dopo pochi anni affiancò e aiutò Leonardo nella realizzazione di diverse opere. (Leonardo arrivò a Milano solo nel 1482 e prima di entrare nelle grazie del Duca dovettero passare alcuni anni)
    Sulla base di tali considerazioni la mano di un bravissimo e geniale Ambrogio De Predis la possiamo facilmente ritrovare nella bella principessa così come possiamo ritrovare quella sigla che Ambrogio inserisce nella maggior parte dei suoi dipinti, una sorta di segno suo di riconoscimento. E allora se l’autore può essere Ambrogio l’effigiata chi può essere? Non certo Bianca Sforza figlia del Moro ma Bianca Landriani che andò in Sposa a Carlo Sforza figlio di Galeazzo Maria Sforza e Lucrezia Landriani. Lucrezia che era nata a Milano nel 1440 appare, in un ritratto del pittore Domenico Veneziano, molto bella, con biondi capelli, occhi azzurri ed eleganti lineamenti, molto in linea con i lineamenti della splendida fanciulla oggi definita la bella Principessa che potrebbe essere il ritratto di sua figlia e del Duca Galeazzo Maria Sforza. Non dimentichiamo poi che Bianca Landriani era sorella di Caterina Sforza a proposito della quale parlai dei due simboli che si trovano nella Chiesa di Melzo nel mausoleo di Galeazzo Maria e che lega il dipinto della bella principessa proprio agli Sforza.
    Pertanto l’equivoco potrebbe proprio essere nato sul nome della effigiata che è sempre Bianca ma non la figlia del Moro ma di Galeazzo (non Sanseverino ma Sforza).
    Ritengo che tali importanti precisazioni dovessero essere portate a conoscenza dei numerosi lettori che in questi giorni sono stati attratti da tanti “fori di verità”molto discutibili.

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    • lois

      Gentile Professor Solari, la ringrazio per il suo commento in merito a quello che era un mio post nel quale sottolineavo rispetto alla Bella Principessa, che tra le ipotesi più accreditate ci fosse quella dell’autografia leonardesca (la mia è una visione da appassionato d’arte, conoscitore della materia, ma senza le grandi competenze degli esperti). Poi ho cercato di esporre brevemente quelle che sono le tipologie ritrattistiche dell’artista di Vinci, ponendo nel discorso l’accento sul ritratto in questione. Come avrà potuto leggere, questo, nel quale mi fa molto piacere che sia giunto, è solo un Blog privato, all’interno del quale scambio, con gli altri internauti, idee e riflessioni sugli argomenti più disparati. Sono comunque lieto di aver ricevuto anche la sua importante e particolareggiata opinione in merito al ritratto che resta comunque una grande opera di maestria rinascimentale, anche se non fosse ascritta a Leonardo.
      Cordialmente

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