Monotonia istituzionale

Poche parole di sdegno. Come se non bastasse la situazione già drammatica di per se, il nuovo presidente del consiglio, che ormai è sbaragliato su tutte le reti televisive (giusto per non farci perdere la abitudini già consolidate dal suo predecessore), dall’ennesimo salotto innalzato alle glorie parlamentari (neppure fossero delle appendici istituzionalizzate!) ci parla della monotonia del posto fisso. Ancora una volta la famosa crianza (così definita in napoletano) è un’accortenza che in Italia da decenni non si usa più. Quello che più fa rabbia e che in questo momento storico, in un Paese devastato nell’economia, con un tasso di disoccupazione che giorno dopo giorno avanza a dismisura, frasi del genere sono veramente inopportune ed ancora una volta ci dimostrano di quanto la politica sia distante dalla vita di tutti i giorni. Di quanto i nostri governanti sappiano veramente molto poco della vita dei precari. Già, i precari che oggi sono sinonimo di giovani. I precari che vorrebbero almeno lavorare, non a tempo pieno, ma semplicemente lavorare, con tutte le garanzie del caso. Quelle minime, fatte di legalità e rispetto. Che poi ci fosse da trotterellare da un posto all’altro (come spesso accade da tempo in altre città d’Europa), quello sicuramente potrebbe eliminare la noia, ma con la certezza di poter far parte di un sistema mobile ma sicuro, in grado di riconsegnare le chiavi del futuro ai giovani, che sono il futuro di questo Paese. Purtroppo, fino a quando avremo sugli alti scranni tutti questi gentili signori in grado di andare in televisione a raccontarci belle e monotone storie diverse dalla realtà, il nostro futuro tarderà ancora molto.

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28 responses to “Monotonia istituzionale

  • ipostmoderni

    mi dispiace ma mi trovi molto in disaccordo. Questa di Monti è una dichiarazione, a mio modo di vedere, sacrosanta. Ho l’impressione che in questo paese non si abbia la percezione della realtà, di ciò che accade. Che il futuro sarà costellato di mobilitazione lavorativa e maggiore flessibilità è una realtà già pienamente in atto nel mondo, nei paesi avanzati del mondo, quell’emisfero a cui il nostro paese fa riferimento. Monti ha fatto una dichiarazione tanto semplice quanto haimè, “esposta” alle critiche dell’opinione pubblica. Quando Padoa Schioppa dichiarò “le tasse sono bellissime” non stava facendo altro che un elogio a tinte macroeconomiche del ruolo delle tasse nell’equilibrio sociale/economico dello Stato. Era una dichiarazione molto più tecnica di quella di Monti. Personalmente penso veramente che sia monotono un posto di lavoro fisso per tutta la vita. E perché mai poi? Siamo il paese del posto fisso, ci ammazzeremmo per un posto fisso. Questa mentalità non la condivido affatto. Il mio percorso universitario forse mi ha portato in dote come maggiore convinzione la totale opposizione all’eventualità di un posto fisso qui in Italia. Specialmente se si tratta di PA. Non ne voglio proprio sapere. Se non altro perché il nostro mercato lavorativo, e non penso di svelare nessuna verità, è inficiato di quei vizi tutti italiani che si chiamano corporativismo e mancanza di meritocrazia. Se non altro perché all’estero chi lavora bene scala di posizioni nell’organico aziendale. Non capisco veramente questo paradosso Italiano. Chiediamo un energetico cambiamento, una rivoluzione e poi ci scagliamo contro chi sta rivoluzionando in pochi mesi tutti i settori più obsoleti della macchina statale? Tra l’altro nella stessa dichiarazione di Monti egli fa esplicito riferimento “alle condizioni accettabili” che devono esserci in ambito lavorativo e parla di come bisogna tutelare meno chi è troppo tutelato oggi in Italia e di più chi è in condizioni di precarietà assoluta. Insomma, sia chiaro questa è una mia opinione e non vorrei fosse travisata. Apprezzo molto che ci siano persone che come te diano importanza e risalto a queste tematiche. E spero proprio per questo che possa nascerne un discreto dibattito a riguardo! Un saluto!
    Stefano

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    • lois

      Ciao Stefano, forse mi sarò espresso male, ma la mia critica nasce non per le modalità che si vogliono accogliere (la mobilità lavorativa), ma per le cose che si dicono. In un momento come questo, non si può dire “solo” che i giovani devono perdere di vista il posto fisso. In questo momento che stiamo vivendo, la questione secondo me non è sul posto fisso, bensì sul lavoro. Sulla sicurezza lavorativa, in grado di dare assetto nuovamente a questa società che di fatto rispetto ai giovani (in primis) è fallimentare. Anzi, la mobilità, il cambiamento e la possibilità di cambiare lavoro, ben vengano. Che ci siano possibilità di poter andare da un impiego all’altro seguendo sia le proprie propensioni, sia le volontà di ascesa sociale costruita solo ed esclusivamente sui meriti. Quello che non condivido è il modo di porre questo tipo di discorso. Non puoi innanzitutto andare in televisione tutte le sere e partecipare ai talk show per spiegare quello che sta accadendo. Per quello ci sono le sedi ufficiali. Apriti una finestra in diretta al telegiornale o fai un comunicato dal tuo ufficio, quello di lavoro. Poi, seppur detto probabilmente in un tono sbagliato, non si può immaginare di dire ad un giovane che da anni non trova lavoro, che si è laureato, specializzato ed è sempre alla ricerca affannosa di un impiego, che come sappiamo, se lo troverà, purtroppo non sarà neppure lontanamente prossimo alle sue specializzazioni. E poi, dopo che stanno debilitando anche il valore del titolo di laurea, non si può dire a quelle persone che non hanno futuro (perché di fatto, oggi nel nostro Paese NON HANNO FUTURO) di abbandonare l’idea del osto fisso. Quella sicuramente non è presa affatto in considerazione.
      Sulla questione poi del posto fisso, mi trovi pienamente d’accordo, soprattutto nella PA. Fosse per me dimezzerei tutti i numeri ed avvierei verifiche semestrali per sostenere la qualità dei servizi.

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      • ipostmoderni

        Guarda è forse proprio qui che è da rintracciare il nostro disaccordo. Penso che Monti non abbia detto “solo” questo. Penso che abbia inviato numerosi messaggi a questa Italia. Penso che ci stia dicendo che il nostro sistema è obsoleto, che nel nostro paese chi ha conoscenze e chi è “inserito” è troppo tutelato mentre non lo sono proprio quei giovani di cui stiamo parlando noi, senza lavoro e precari, in un modo disumano. Nella sua dichiarazione Monti fa esplicito riferimento a questo, la monotonia è un giudizio forse anche troppo forte che fuoriesce dalle logiche istituzionali, come detto precedentemente è un giudizio molto “esposto”, ma ci sta, se si inquadra nella totalità del discorso. Io non critico l’eccessiva presenza di Monti in tv, anzi, ho molto apprezzato che il premier andasse a spiegare nel dettaglio la natura del suo lavoro e dei suoi provvedimenti, a mio avviso è sinonimo di coscienziosità e sincerità. Non deve cadere nella trappola mediatica ma continuare ad usare i mezzi per spiegare la natura dei provvedimenti che sta varando col suo governo i quali sono, effettivamente, molto complessi. Quel che voglio dire è che non mi pare sia stata un’uscita alla Martone, ma un’uscita alla Monti. Pacata e completa. Qui penso debbano passare messaggi importanti. I laureati e i precari, dice Monti, devono essere tutelati e poter lavorare nelle condizioni adatte pur preparandosi alla mobilità come, per dire, alla dimestichezza con le lingue straniere. Non voglio difendere a spada tratta il Governo ma penso sia ingeneroso attribuirgli concetti di cui non si fa portatore. E semmai dovesse esserci nel futuro più prossimo un Governo che si sforzerà tanto e sinceramente per dare ai giovani specializzati la possibilità di lavorare nell’ambito di ciò che essi hanno studiato penso che sarà proprio questo e il perché per me è presto noto: questo Governo, a differenza di altri, sin dal primo giorno ha dato l’impressione di sapere esattamente ciò che sta facendo.
        Detto ciò, apprezzo molto la tua cordialità nel rispondere, in questi temi di solito è facile farsi prendere dalla foga, specialmente quando si è un pochino in disaccordo.

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      • lois

        Di fatti, secondo me parlarne anche fra noi è giusto ed è importante, soprattutto farlo con giusta cognizione di causa mettendo in moto riflessioni e considerazioni che ci tengono sempre aggiornati e con attenzione sui problemi che ci riguardano da molto vicino. Sempre più spesso sento parlare di quello che non si conosce esprimendo pareri che vanno oltre ogni logica cognitiva. Ad ogni modo, sicuramente dando atto al valore di questo governo ed alle scelte che inevitabilmente non possono che essere impopolari, spero sinceramente che qualcosa a breve cominci a muoversi. Con molta schiettezza ti dico che non sono affatto ottimista e temo molto il futuro, ma non solo mio, anche quello delle persone che mi sono accanto. Sicuramente il linguaggio di Monti è differente da quello che abbiamo ascoltato tra risate e imbellettature, e sono convinto che sia giunto il momento di parlare franco, dicendo le cose come stanno veramente, portando fuori dal torpore tutti noi che probabilmente in tanti anni ci siamo adagiati sul pressappochismo e del tira a campare, sperando in cose non sono più prevedibili. Resta però il fatto (e scusami se insisto) che anche a certi livelli, c’è bisogno di modo per dire determinate cose.
        Comunque ti confermo tutto il piacere di dialogare su tutti i nostri argomenti.
        Buona giornata

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      • ipostmoderni

        Sono d’accordo sul modo, in effetti quel che penso, come ho detto precedentemente, è che non dovrebbero cadere in incidenti comunicativi di cui i partiti, messi profondamente in disparte dall’efficienza e concretezza di questo governo, sono pronti ad approfittare. E non solo i partiti anche i detrattori, coloro ai quali lo status quo, in fondo, ha sempre giovato molto (vedi la categoria evasori fiscali per fare un esempio).
        Per il resto io sono più ottimista di te probabilmente per l’immediato futuro, per il dopo di questo governo invece, il quale non potrà essere rieletto, nutro forti perplessità, quel che mi auguro è sicuramente che questa esperienza stia insegnando ai politici di mestiere come agire con competenza. Spero che questo governo dia una scossa politica all’Italia. Tornare ad un Berlusconi qualsiasi dopo un’esperienza del genere vorrebbe dire nuovo sconforto e nuova instabilità e non possiamo permettercelo più, per via delle sfavorevolissime contingenze economiche. Sono curioso di vedere cosa accadrà.
        Per tornare ai vecchi vizi di una volta non mi pare vero di esser passato da un la russa sghignazzante o un ghedini puttana a ministri che parlano inglese con dimestichezza e danno sempre l’impressione di sapere ciò di cui parlano. Condivido moltissimo, appieno con te la sensazione del “tutti parlano di ogni cosa”. In questo senso avere un governo tecnico mi solleva molto. Chi pensava fino a pochi mesi fa che la politica erano puttane, bunga bunga e gossip oggi di fronte a liberalizzazioni, aliquote, mercato del lavoro sono rimasti all’asciutto, senza niente da dire.

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      • ipostmoderni

        ovviamente confermo anche io il piacere, devo dire nuovo, di parlare di questi argomenti in questo modo. E penso che sia giusto, in questo contesto di blog, contenitori di parole e opinioni, che il muro contro muro venga finalmente abbattuto invece di persistere come spessissimo accade nei social network.
        Buona giornata!

        IPostmoderni

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      • lois

        Pienamente d’accordo.
        Buona giornata a te e a presto rileggerti

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    • iraida2

      Mio figlio, laurato in ingegneria civile dal 2008, insegnante in un geometra paritario per raccattare punteggio senza vedere un soldo, arbitro di pallacanestro per pochi euro a partita, qualche ripetizione di matemaica ogni tanto, stanco di inviare il suo curriculum all’universo mondo, non vuole il posto fisso, vorrebbe solo LAVORARE. In tempi in cui neanche un lavoro a termine e precario si trova, è un insulto all’intelligenza di tanti giovani che hanno investito soldi, danaro, tempo e progetti, dire quello che ha detto Monti. Bisogna essere accorti anche con le parole, perchè l’esasperazione è al limite!

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      • lois

        Infatti, io non giudico le motivazioni, ma le modalità con cui ci si esprime. Quello che manca è il LAVORO in tutte le sue forme, quindi andare in definizione e in quelle modalità è puramente superfluo ed indelicato, visti i tempi e l’inettitudine applicata al mondo del lavoro negli ultimi decenni.

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  • mondidascoprire

    Nel mio lavoro, come medico, il posto fisso, mi ha permesso di costruire la mia professionalità, cioè è come quando coltivi la terra, e semini e cresci e trovi soluzioni, perché conosci il terreno, come risponde la pianta al clima, ci vuole tempo per costruire un’opera, come il lavoro..non sono d’accordo con la precarietà. Sicuramente all’inizio, ed io ne ho fatta di gavetta …

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    • lois

      Ci sono sicuramente delle professioni che necessitano di continuità per cui l’idea del posto “fisso” credo si ponga a prescindere. Quello che negli anni ha distrutto il mercato lavorativo del nostro Paese è sicuramente stata la Pubblica Amministrazione dove è accaduto di tutto. Dove chi è stato assunto ha ricevuto a suo tempo una garanzia della quale ne paghiamo noi oggi le conseguenze. Ovviamente anche in questo caso non tutta la PA funziona allo sbando, ma sicuramente ha permesso a molti (forse troppi) di impegnare dei posti senza poi produrre quanto dovuto per sostenere la funzionalità degli enti. Continuo a dire, va bene la mobilità ma che sia rispettosa dei diritti e dei doveri.

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  • Mi....semplicemente

    Sai a volte mi sono trovata anch’io a pensare, oddio fare a vita sempre lo stesso lavoro dev’essere deprimente……ma il diritto al lavoro è sacrosanto !

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  • in fondo al cuore

    Io faccio parte degli impiegati statali e per me il posto fisso, soprattutto al giorno d’oggi, non è una monotonia ma un “privilegio” perchè ti da la garanzia di un lavoro, in quanto al tipo di lavoro io sono in servizio dal 1985 e, pur conservando approssimativamente le stesse competenze, è completamente cambiato, soprattutto nelle procedure, oggi è tutto informatizzato e si inserisce tutto in portali collegati direttamente con il nostro e gli altri Ministeri quindi di monotonia io davvero non ne ho riscontrata, anche perchè le tempistiche hanno scadenze ben precise e in parole povere, bisogna “darsi una mossa”! 🙂

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    • lois

      Probabilmente la parola monotonia è stata anche usata in senso figurativo. Certamente ci sono realtà, anche nelle PA che funzionano e crescono migliorando, ma questo credo accada di rado. La verità dei fatti e che occorre che tutti si diano una mossa, diventino interattivi e si modernizzino dinamicamente, ma in merito al lavoro, occorre forse prima gettare nuove fondamenta e crearlo. Favorire la crescita e consentire gli sviluppi affinché poi i cambiamenti possano avvenire anche ravvicinatamente e concepire la nostra vita sotto altre prospettive, ma con la certezza e la garanzia di un futuro lavorativo sano e in grado di consentire a tutti di progredire e costruire.

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  • lupus.sine.fabula

    Forse sarà monotono il posto fisso, ma vi garantisco che è da psicosi aver trent’anni e non potersi nemmeno fare una vita. Non parliamo di avere figli che, se non hai un posto fisso, come fai ad averne? Non riesci a mantenere nemmeno te stesso, figuriamoci i figli…
    poi, forse, lui pensa alla sua carriera, il caro signor Monti, ed è abituato a lauti stipendi. Il problema è che io devo fare il precario con meno di mille euro netti (gratias agamus!), senza riuscire a metter via una cicca per i mesi in cui sarò disoccupata (magari, come vorrebbero certe persone, senza nemmeno percepire la disoccupazione…).
    Eh sì. tempo fa c’era un pubblicità deleteria alla tv che chiedeva di ‘far girare’ l’economia. Sapete come si fa a far girare l’economia? Dando un lavoro fisso alle persone, che se hanno soldi spendono e fanno girare l’economia; se non si arriva a fine mese, l’economia e la produzione e il commercio (…) si chiudono a riccio su sè stessi e si innesca un circolo vizioso pericolosissimo.
    Io, trentenne, non penso al mio futuro ormai da molto: so di non averne.

    PS. Mi scuso se le idee che ho espresso potrebbero non sembrare troppo chiare, ma questi argomenti mi prendono e non riesco a non innervosirmi (ne risente poi anche la scrittura!).

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    • lois

      Invece è tutto molto chiaro, ed è normale che chi vive in prima persona i problemi reali del precariato e della disoccupazione si lasci trascinare dall’impeto. Purtroppo ai nostri politici e alla classe dirigente non è proprio chiaro che intere generazioni stanno pagando lo scotto di decenni vissuti al di sopra delle nostre possibilità. Ai giovani stanno tagliando il futuro e cancellando i sogni. È ovvio che a queste condizioni nessuno può progettare il suo domani ne soprattutto immaginare di mettere su famiglia. È un problema molto grave che per anni è stato taciuto e argomentato in maniera non idonea, ed anche oggi, alla luce della verità, si affronta con frasi e/o modalità che non sono giuste, soprattutto per tutti quelli che si stanno sforzando di vedere il bicchiere mezzo pieno.

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  • lupus.sine.fabula

    tante volte mi chiedo se, proprio perchè siamo gli unici ad essere in grado di VEDERe ciò che tutti non vogliono vedere, se possiamo fare qualcosa, smettendo di starne qua a parlare senza risolvere nulla.
    Ma poi mi rispondo che non avrei il coraggio di affrontare una rivolzione, e che nulla al di fuori della rivoluzione può cambiare le cose, nulla di meno sostanziale. Ma so anche che se facessimo una rivoluzione, come è successo in Egitto e in tutto il Nordafrica, nulla cambierebbe perchè nuove oligarchie, nuovi personaggi loschi si affaccerebbero alla politica semplicemente sostituendo la classe dirigente miope che anche oggi ci governa, E’ successo così per il comunismo russo che ha smantellato un regime e ne ha in pratica creato un altro, sta succedento in Egitto, succede in Libia, succederebbe anche in Italia. Ogni sforzo, ogni goccia di sangue sarebbe inutile perchè è il genere umano ad essere corrotto ormai. I rivoluzionari si assoggetterebbero comunque al loro benessere a discapito ancora una volta dei più deboli.
    Speriamo che esista un aldilà, che non sia solo un’utopia da persone illuse, speriamo che anche là non servano bustarelle per avere un posto di lavoro decente…. 🙂

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    • lois

      Piano piano… prima di immaginare l’aldilà (che suppongo – qualora esista – sia un bel posto luminoso e puro), non avviliamoci proprio del tutto. Sicuramente come dici tu esiste un problema di corruttibilità dell’uomo che poco o niente cambierebbe. E gli esempi che hai citato sono palesi e sotto gli occhi di tutti, finanche quelli più recenti. Spesso, in questi ultimi anni (con un accelerazione negli ultimi mesi) ho immaginato anche io che l’unica possibilità di far sentire la nostra voce – quella delle persone che vivono e soffrono tutti i disagi pratici della stravolta quotidianità – possa essere una rivoluzione fatta in strada, una rivolta che mostri una volta e per tutte il nostro grado di intolleranza verso tutta quella classe politica che negli anni ha distrutto il Paese e che però, per anni ha anche fatto comodo ai più furbi che hanno nuotato in quel mare dove tutto era possibile. Poi però cosa accadrebbe, si costituirebbe una Comune? E allora che fare? Questo non lo so ed è un malessere che mi porto dietro e che leggo anche in tanti altri blog. Alla fine emerge uno spaccato di persone che stanno elaborando dei veri e propri lutti personali, mettendo in gioco la loro stessa esistenza e la propria vita che si scontra ogni giorno contro muri insormontabili e senza via di fuga. È un clima esterno che si fonde inevitabilmente nel nostro essere, creando disagio e depressione. Ma credo anche che questo momento, rappresenti uno dei famosi cicli e ricicli di vichiana memoria che inevitabilmente di fronte ad un disadattamento collettivo non può che aprirsi verso nuove strade. Certo risalire la china sarà dura (e ne subiamo già oggi gli effetti), ma potrebbe darsi che in tutte queste fasi di riflessione, ciascuno prendi coscienza della propria vita e delle proprie potenzialità, mettendo in gioco tutto se stesso, recuperando forze e voglia di fare per non farsi trovare impreparati verso il nuovo che inevitabilmente dovrà avanzare. Facciamoci forza e cominciamo tutti a vedere il bicchiere mezzo pieno.
      Ce la possiamo fare! 🙂

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  • strangethelost

    Non so cosa dire perchè su questo argomento è stato detto tutto e anche troppo dal primo che ha commentato questo post,il ragazzo di buono ha solo l’eloquenza e la bravura nello scrivere ,ma peccato abbia scritto solo fesserie e meno male che è l’unico a pensarla in questo modo!!
    Forse è figlio di qualche pezzo grosso e non ha alcun problema economico per poter pigliare le difese di Monti!! Oppure fa parte proprio di quel mondo,chissà mica sappiamo chi scrive nei blog!!

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    • lois

      Sicuramente è stato detto di tutto, però è giusto che ciascuno si esprima per quello che sente. Non voglio prendere le difese di Stefano, mi sembra sia stato molto chiaro nelle sue motivazioni. Possiamo poi non essere d’accordo e di fatto io come altri abbiamo espresso opinioni contrastanti, ma non per questo credo debba essere tacciato di essere “uno di loro”. Probabilmente noi siamo molto prossimi al problema e lo avvertiamo in maniera più forte sulla nostra pelle. Devi mettere in conto anche la volontà di volersi avviare verso una speranza e poi se leggi il suo blog, avvertirai anche nei suoi post il disagio della situazione contemporanea. Ad ogni modo ribadisco, ognuno si può esprimere come crede, poi di ciascuno di noi nessuno conosce la vera entità, ma credo che in linea di massima ciascuno di noi è ciò che scrive!

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    • ipostmoderni

      mi sento chiamato un po’ in causa 🙂
      Di solito sono abituato a confronti che si basano su argomentazioni. Qui invece mi vedo attaccato (ma anche elogiato per bravura nello scrivere e eloquenza) senza molte spiegazioni. Non mi capita spesso di essere scambiato per qualche figlio di papà, o addirittura pezzo grosso. Se lo fossi, dedicherei molto più tempo al mio blog, senz’altro!
      Ad ogni modo, incuriosito, mi è capitato di andare a leggere l’ultimo post di strangethelost riguardante proprio il Governo Monti. Penso che il suo post raccoglie senza dubbio un malcontento estremamente diffuso e sicuramente comprensibile. La manovra Salva- Italia è stata un vero colpo di mannaia sulle famiglie italiane, specialmente per la ridotta fetta di contribuenti onesti i quali, ingiustamente, sono sempre molto diffusi tra le classi medio-basse della popolazione.
      Quel che penso però è che sia profondamente ingeneroso prendersela con l’ultimo arrivato per una situazione che perdura da decenni. E’ forse colpa del Governo Monti il debito pubblico, lo spread, la disoccupazione, la sfiducia dei mercati, l’evasione fiscale, la mafia, la camorra, la crisi di leadership partitiche, la corruzione, la mancanza di meritocrazia, il corporativismo, la malasanità, i tempi della giustizia, l’istruzione? E’ forse giusto sfogare la propria rabbia su coloro ai quali i responsabili dello sfacelo si sono affidati in ultima istanza per fuggire dal linciaggio pubblico? Chissà perché ma ho l’impressione che le mie ai suoi occhi appaiano frottole a priori in quanto prevenuta e armata di bellicoso spirito contro questo nuovo Presidente del Consiglio che a quanto pare, proprio non le sta simpatico.
      Forse è solo un’impressione, forse no..chissà.

      Grazie Lois .

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  • strangethelost

    Non che non è colpa sua!! Lui è arrivato solo per dare il colpo di grazia alla Nazione Italia e i farabutti che l’hanno ridotta così gli stanno leccando pure le scarpe!!Meriterebbero la ghigliottina tutti quanti.

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    • lois

      L’unica verità è che negli ultimi anni abbiamo assistito ad uno sfacelo etico, morale ed economico che ci ha riportato oggi con i piedi per terra, a combattere per ottenere una quotidianità normale. In tanti anni si sono avvicendati faccendieri, sciacalli e trogloditi che non meritavano di fare neppure gli uscieri di palazzo (con tutto il rispetto di quelli che onestamente lo fanno). Eppure hanno “legiferato” per un intero Paese, avendo in mente solo i loro interessi personali…ed oggi noi ci ritroviamo senza più niente. In uno spazio disfatto e stravolto dove non ci sono più certezze. Occorrerà a questo punto, o intrecciare le dita o molto più verosimilmente..scendere per strada, come alcune categorie già fanno (con o senza ragione), ma nel rispetto delle regole civili.

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  • fishcanfly

    Certo con un dovuto sistema di mobilità sicuro, la mobilità sarà ben accetta. Negli USA il posto fisso è raro. E lì l’art 18 non credo ci sia.
    Saluti dal blog Vongole&Merluzzi

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    • lois

      Hai pienamente ragione. Il sistema flessibile può essere il nostro futuro, ma la mobilità deve essere garantita e sicura, per consentire una continuità lavorativa che pure nel cambiamento possa consentire sviluppi e tranquillità, favorendo pianificazioni e programmi di vita.
      Resta di fatto che questo progetto ha bisogno di sviluppi seri, snellimenti burocratici e sostegno costante, ma soprattutto, e mi ripeto, di garanzie per i giovani. Diversamente tutto ciò non potrà accadere. Per quanto poi riguarda l’art. 18, potrà anche essere abolito, ma solo a mobilità garantita avviata. Il lavoro da fare è tanto, sarebbe il caso di avviarlo piuttosto che parlarne ininterrottamente senza passare alla pratica.

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