Riflessioni, blocchi e disagi

Ne accadono di cose in questi giorni. Ci sono gli scioperi selvaggi che bloccano l’intero Paese. Oggi mi chiedevo se sono giusti tutti questi blocchi che poi di fatto interrompono la vita civile creando disagi a tutte le persone normali che devono ogni giorno andare a lavoro, prendere i figli a scuola, partire. Non è che non reputo giusto lo sciopero, ma secondo me andrebbe fatto con altre modalità. Probabilmente è vero che se non ci fossero questi blocchi totali nessuno ne parlerebbe e nessuno comprenderebbe il reale valore di quanto sta accadendo in questo momento in Italia. Ma fatto così in maniera selvaggia credo sia veramente dannoso e poco costruttivo. Tutto ciò accade solo per i grandi “sacrifici” a cui ci ha sottoposto il nuovo organico di governo? Sono sacrifici dettati da una riforma di rigore che dovrebbe (almeno in teoria) ripristinare un assetto quantomeno equilibrato dell’economia nostrana, evitando di farci sprofondare nel baratro (come se non lo fossimo già!) provocato e consolidato dalle scelte barbare e devastanti delle precedenti legislature. Oggi quei signori che purtroppo ancora occupano a nostre spese gli scranni di Montecitorio si rivoltano o si turano il naso contro questi interventi obbligati dalla loro indisciplinata condotta. Sono sacrifici però questi che non possono sempre e solo ricadere sulle spalle delle persone che già faticano a mettere insieme il pranzo con la cena. Non voglio fare il populista, ma credo che di fronte alle rivolte parlamentari che nascono non appena si cerca di intaccare le loro tasche o su riforme per adeguare i loro stipendi agli standard europei oppure ancora dopo l’ennesimo condono per le affissioni selvagge dei partiti, non si può più tacere ne tollerare. Non si può più assistere inermi di fronte alle interviste rilasciate da questi “onorevoli” tra l’altro neppure più scelti da noi, che si lamentano perché non arrivano a fine mese o che si dicono istigati al suicidio. “Lacrime e sangue” ce le ritroviamo nuovamente sulle nostre spalle e tutto questo è insostenibile. Ma blocchi selvaggi così sistematici e improvvisi secondo me non rendono il giusto valore della protesta, forse la sminuiscono creando un ulteriore disagio sociale ed un susseguirsi di scontri e rivalità di categorie, oltre che aizzare gli animi di tutti i comuni mortali. Poi però mi chiedevo pure, perché mai queste rivolte selvagge sono nate solo ora quando tutto sembra minare quell’unico piccolo valore di normalità che ci è rimasto? Perché non ci sono state rivolte di fronte a tutto il fango che ci è stato buttato addosso nell’era del berlusconismo? Perché di fronte a tutto quel disagio e la vergogna solo pochi movimenti si sono fatti sentire? Sono domande che probabilmente non avranno affatto risposta e noi ci ritroveremo ancora per giorni “tappati” sulle autostrade o in fila dai benzinai in attesa di rifornimenti.

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15 responses to “Riflessioni, blocchi e disagi

  • in fondo al cuore

    E’ vero…ma sinceramente penso che a questo punto non siamo stati…..tra la perdita di lavoro, la cassa integrazione e gli aumenti sconsiderati di tutto la gente non sà più davvero come fare! Lo sò che provocano disagi….ma forse è l’unico modo perchè si accorgano di loro. Dicono che con queste riforme partirà la ripresa….ma che riresa ci può essere quando la gente non ha nemmeno i soldi per mangiare?….Per me, dall’alto dei loro stipendi e del loro tenore di vita non si rendono conto di quanta gente è in miseria……e la disperazione porta alla rivolta, speriamo solo rimanga sempre pacifica…ho letto proprio questa mattina che nella protesta dei TIR ieri è morto un camionista investito da un Tir tedesco mi pare……. Speriamo bene……

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    • lois

      E si… purtroppo si rischia di grosso, perchè gli animi orami sono stravolti e irrequieti e dall’alto dei loro seggi… gli onorevoli, non sanno proprio tutto ciò che significa…

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  • Ralph Magpie

    Credo in questa occasione la rivolta sia poco efficace. Perché sta creando dei danni e non sortirà alcun effetto. Oltre agli scaffali vuoti non si pensa alle fabbriche ferme, la mia già da ieri mattina si è fermata per mancanza materiale.
    I problemi c’erano anche prima, ma nessuno li ha voluti vedere. Ora che si cerca di fare qualcosa e male (perchè si colpiscono i soliti) non va bene. Se si colpiscono le corporazioni va male!
    Come al solito, già in Sicilia il movimento è stato strumentalizzato perchè certe cose governative non vanno a genio agli stessi onorevoli.
    E’ non c’è stata neanche copertura mediatica, lo avete notato?

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    • lois

      E certo… è stato messo in luce solo l’aspetto vandalico… lasciando abilmente fuori quelle che sono le motivazioni reali che ci hanno condotto per l’ennesima volta a tutto ciò. E poi vogliamo parlare che nessun politico si è preso il suo bel passaggio da protagonista davanti le telecamere? Né tra i buoni né tra i cattivi… siamo all’abbandono totale… è triste, ma è così e purtroppo senza voler essere solo pessimista credo che ne vedremo sempre più spesso di questi scontri e blocchi che sono effetti della disperazione…

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  • spaziocorrente

    Quando ledi le mie libertà per difendere le tue, ogni giustificazione crolla. Senza rispetto non ci può essere libertà., nonostante la disperazione che ti possa affliggere.
    Che ognuno porti giustamente e con forza le proprie ragioni, ma sappia riconoscere quei confini da non superare; anche perchè, in tal caso, ciò che ottiene rende vano lo sforzo compiuto.
    Ciao

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  • mondidascoprire

    Che si sia arrivati alle liberalizzazioni è un grande passo avanti…certo ci sono categorie più ricche(avvocati e farmacisti) e categorie più povere come i tassisti. C’è ancora molto da fare…ciao

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    • lois

      Che ci sia una politica di liberalizzazioni ben venga, soprattutto con la finalità di sfaldare quegli arroccamenti delle caste che da sempre blindano i settori a danno di tanti meritevoli. Io credo che queste rivolte però contengano molto di piú. Un mondo abbandonato, vissuto per anni senza regole precise ne guide costruttive. E un mondo questo devastato che non vuole più tacere. Che poi sia sbagliato il metodo, non v’è dubbio perchè così facendo si complicano le cose e interrompono le attività di altri settori gia in sofferenza (vedi Mirafiori). È probabilmente giunta nel bene o nel male la resa dei conti. Diamo a Cesare quel che è di Cesare.

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  • mondidascoprire

    E’ come la vita di ciascuno di noi, se siamo leali, scopriamo novità e possibilità di cambiamento migliore..

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  • Cerchidifumo

    ti dirò…Pur vivendo in Italia a volte mi sento veramente tagliata fuori dalla melma che ha investito il paese tempo fa perchè vivo a pochi metri dall’ex confine con la Slovenia (Trieste) e quindi qui il tutto arriva in modo “attutito”, non abbiamo il problema benzina perchè andiamo a fare il pieno oltre l’ex confine, idem per fare la spesa etc…
    Mi sento fortunata a vivere in una terra di confine 🙂

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    • lois

      È evidente che al confine si ha una percezione attutita, quasi come si fosse in una “terra di mezzo”, è pur vero che se però si avverte una sensazione del genere in una cittá come Trieste è evidente che c’è qualcosa nel nostro Paese che non funziona. La supposta unità di fatto manca in Italia, non c’è mai stato un vero spirito di appartenenza. Credo che questa mancata fusione sia un altro atavico problema che ci trasciniamo dietro con la conseguenza di un profondo divario sociale e territoriale.

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  • icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  • parolesenzasuono

    non so darti una risposta sul perchè “solo ora” ci siano tante manifestazioni a parte il collegamento con tante riforme di restrizione—

    spero che tutto questo fervore sia utile a riformare la moralità dello strumento pubblico che è la politica / lo Stato—

    credo che siamo davvero di fronte alla possibilità di una svolta per il bene di tutti, anche dei nostri figli che diversamente tra venti anni non so cosa avrebbero trovato—

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    • lois

      speriamo allora che tutto ciò insieme all’aiuto di tutti (ma sempre nel rispetto delle leggi e nel rispetto di tutti), ci porti a compimento di qualcosa di buono che possa portarci nuovamente verso una “serena normalità”.

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