Un paradiso abitato da diavoli

Prendo a prestito il titolo del lavoro di Benedetto Croce, per potermi esprimere, divagare e sfogare sulla mia città che non mi (ci) lascia un solo giorno senza sorprese.

Partiamo bene.
Per molto tempo l’ufficio in cui lavoravo era in una delle zone più caotiche della città. Vicino al mare (bellissimo), ma nel pieno di cortei, scioperi, blocchi selvaggi e non ultimi, roghi e bombe carta; con la conseguenza che ho vissuto per oltre dieci anni nel trambusto più totale in attesa di un poco di silenzio e atmosfera più conciliante col lavoro. Ora finalmente da alcuni mesi, la situazione si è ribaltata, e il mio ufficio (sempre con molta fortuna) si trova in uno dei luoghi più belli e silenziosi della città. Esco e intorno a me c’è il meraviglioso parco del Virgiliano, che credo rappresenti un luogo unico e tra i più belli al mondo. Un grande polmone verde (uno dei rari in città), ben tenuto che affaccia sul magico golfo di Napoli, con il suo mare e le sue isole. Oggi mi sono concesso una pausa e mi sono incamminato sotto un bellissimo ed incoraggiante cielo soleggiato.
Nonostante ci fosse una punta di freddo, il clima poteva verosimilmente approssimarsi a quello primaverile. La mia anima ad un certo punto si è rintanata in un angoletto e le mie gambe hanno preso a camminare incessantemente, ed io, senza meta definita, ma spinto dal sole, ho cominciato a vagare tra il panorama e i pensieri miei più vaghi. Guardavo quella vista mozzafiato e pensavo quanto sono fortunato a ritrovarmi in una città come questa, dove il mare protagonista non cala un sipario sulle altre bellezze, anzi, le arricchisce. Intorno a me c’era un silenzio surreale e sentivo finanche gli uccellini tra gli alberi. Roba da non credere! Di fronte a me c’era il Vesuvio, le isole e il naufragar m’é (stato) dolce in questo mare.

In tutto questo quadro bucolico e rassicurante e se vuoi romantico (come ai tempi del Grand Tour), la mia anima a poco a poco a ripreso ad abitare tutto il corpo e anche i pensieri che mi hanno bruscamente riportato con i piedi per terra, sul suolo della mia città!

Procediamo a stenti.
Con i piedi ben saldi mi son detto: fortunato si, ma se vivessi chiuso in questo paradiso. Ti ricordi fuori che cosa ti aspetta? Ebbene si, è bastato lo spazio di qualche istante per ricordarmi di tutto il peggio che è diventata questa città, dell’impossibilità di farla ripartire, di tutta l’immondizia e di tutta la criminalità e di tutto il pressapochismo che la abita da decenni.
Non voglio essere un disfattista, ne uno che sputa nel piatto in cui mangia, ma la verità è sotto gli occhi di tutti. Una verità che non cambia ne accenna a cambiare. Sono anni, decenni a voler essere precisi, che di questa città non si racconta altro. Sono decenni che tutte le mattine in cui ti alzi sei costretto a fare i conti col traffico impazzito, con le buche per strada, con i trasporti assenti, con la monnezza ovunque (quella c’è sempre ormai, varia solo l’altezza e l’ampiezza dei cumuli), sempre è localizzata in alcune aree più esterne, poi mano a mano si avvicina e spesso la trovi sotto casa. Ma fosse solo questo (e la colpa non è assolutamente solo delle istituzioni!! ci tengo a sottolinearlo la colpa è soprattutto dei napoletani). Devi stare attento la sera a dove cammini, devi evitare di fare discussione con qualcuno anche se hai ragione e anche se quello che ti trovi di fronte ha la metà dei tuoi anni… insomma, checché se ne dica e il panorama tra i più belli del mondo, questa città è rimasta un paradiso solo in cartolina (e al Virgiliano).
Non voglio sempre fare la parte di chi non si accontenta e di chi ha da lamentarsi. Ma dopo anni di promesse e di richieste, dopo decenni trascorsi ad aspettare che qualcosa cambiasse, sono stanco (forse è ancora troppo presto! non posso permettermelo). Sono stanco di vedere in giro sempre più facce poco raccomandabili. Sono stanco dell’ignoranza. Sono stanco di dover camminare per strada perché il marciapiede è pieno di auto parcheggiate. Sono stanco di dover combattere anche con i vigili che a volte (quasi sempre) ti danno delle risposte che ti chiedi se l’oltraggio al pubblico ufficiale è ancora reato! Sono stanco della mancanza di serietà e del tira a campare di tutti i napoletani (o comunque di una buona parte), per cui sembra sempre che nulla venga preso sul serio. Sono stanco della mancanza di professionalità e poi sono veramente stanco (e qui mi attirerò tutte le ire dei tifosi) di vedere che la mobilità popolare è focalizzata unicamente ed esclusivamente sulla squadra di calcio. È possibile mai, che a nessuno viene in mente di mobilitarsi anche per cause più importanti come la ripresa del vivere civile di questo luogo che è andato in malora? Evidentemente no. Sarò io (e pochi altri) il napoletano fuori luogo, incapace di adattarsi alla sciatteria ed all’irrispettoso modo di vivere di questa assurda città.

Finiamo male.
Ed ora the last but not the list (per chi mi legge), avrete sicuramente compreso la mia passione per l’arte e per tutto ciò che è Patrimonio artistico culturale. Ebbene, stamattina si è consumato l’ultimo scempio (ma ultimo solo in ordine di tempo, purtroppo). Al centro storico, nei decumani, sopra l’area che custodisce l’antica città greca, laddove si apre la strada dei pastori, è andata quasi interamente distrutta da un incendio l’antica chiesa della Scorziata (è lì dal Cinquecento). Ora tutti lamenteranno il danno, e tutti scenderanno in campo a fare i paladini della cultura. Ma ormai, come sempre, è troppo tardi. In Italia non c’è cultura del restauro ma quella dell’emergenza (ma questa è un’altra storia, forse ne parlerò qualche altra volta).


C’è da dire che di questa chiesa era visibile solo la facciata (ne ho fotografato negli anni lo stato di abbandono, mie foto sono quella del 2004 e del 2011, l’altra è dei quotidiani di oggi). Dall’ormai lontano 1980 infatti, nel post terremoto l’edificio era stato chiuso perché in attesa di restauro ed accertamenti. È inutile dire che nell’arco di trent’anni dall’interno è stato derubato di tutto, finanche i pavimenti per non parlare degli arredi. Ed oggi che cosa è accaduto? Che molto probabilmente l’incendio è scaturito da un falò appiccato (secondo le prime fonti) da “ragazzini”.

Nella mia città, dovete sapere che tutto ciò che è barbarico attecchisce. 

Il falò appiccato, che da noi si chiama o’ cipp, viene acceso (per fortuna oggi in quantità ridottissime rispetto al passato) nella notte di S. Antonio Abate (17 gennaio) per una tradizione dalle origini antichissime (che nessuno conosce e se ne frega niente!). Questa volta addirittura si sono anticipati! E dove lo vanno a fare? Davanti all’ingresso della chiesa dove pare… fossero accatastati legni di mobili abbandonati. Ovviamente tutto ha preso fuoco ed è stato un falò davvero spettacolare!
Ciò detto, anche questo ultimo episodio non fa che avvalorare le mie tesi.
E non mi si venga a dire che col tempo le cose miglioreranno e che Napoli è così e che esiste per le sue contraddizioni. Questa è una giustificazione vecchia coma la storia di Parthenope e non ha più forza. Almeno per ora (lo spero) e in questi tempi, anche il Paradiso si è mutato ed è diventato Inferno.

PS Scusatemi lo sfogo e il mio esser stanco, ma dopo la vista mozzafiato dal Virigiliano non ne ho potuto fare a meno.

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16 responses to “Un paradiso abitato da diavoli

  • in fondo al cuore

    conosco tanti napoletani che hanno il tuo stesso sconforto purtroppo, tanto da andarsene ed andare da un altra parte …..è davvero un peccato!

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  • hetschaap

    Quello che racconti mi colpisce e mi rattrista. Perché io da esterna e, forse, anche da ingenua, mi sono sempre chiesta come si facesse a vivere in una città come Napoli. E pensare che è una città che quando ho visitato da turista mi è piaciuta molto. Ma, purtroppo, non riesco a fare a meno di pensarla come un mondo a parte. Non fraintendermi. Il mio discorso non vuole assolutamente giudicare una realtà che, in fondo, non conosco. Ma dalla criminalità, alla spazzatura ai botti di Capodanno mi viene sempre da chiedermi come sia possibile convivere con determinate cose. E non penso che tutti i napoletani se ne freghino, come dici tu. Penso che la minoranza ‘malata’ sappia fare la voce più grossa degli altri e, così, ad emergere.

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    • lois

      Purtroppo quella che una volta era una “quota minore” oggi si allarga a macchia di leopardo. Non fraintendermi, non dico che tutti i napoletani sono fetenti ed appartengono alla categoria peggiore, il guaio e che al gruppo minoritario dei veri “bruti”, quelli dalla faccia poco raccomandabile (di cui sopra), mano a mano si affianca una regressione sociale che si espande a tutti i livelli portando in ogni strato sociale un adeguamento al trasandato e scostumato modo di fare. Giusto per farti un esempio, a Napoli, chiunque lascia la spazzatura in strada in ogni momento della giornata, e questo accade sia nei quartieri popolari, sia nei cosiddetti piani alti, lo stesso accade per il parcheggio selvaggio e via discorrendo! Ecco è questo quello che sta accadendo, c’è l’adeguamento di tutti verso il basso, e dalle piccole cose che si avverte il degrado e la disgregazione sociale. Ti assicuro che pur armandosi di sana pazienza, è dura, veramente molto dura!

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  • Mi....semplicemente

    l’italia è bellissima….purtroppo sono gli italiani che la rovinano 😦

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  • mellie

    Ho sempre difeso il nome di questa città, anche perché c’è un vero e proprio sentimento antinapoletano nelle province limitrofe. Nel salernitano, soprattutto. Hai notato? [Quando sono all’estero, i salernitani ci tengono sempre a precisare: “NO NAPOLI, SALERNO!”.]
    Ogni volta che ci vengo mia madre impazzisce, diecimila raccomandazioni e poi di nascosto mi infila qualche santino nella borsa. Non mi sono mai messa i soldi nei calzini, come fanno persino certi di Boscoreale (!), sono stata tutta la notte in giro, mi son fatta tutto corso umberto fino alla stazione alle cinque e mezzo del mattino. Non ho avuto beghe, ho solo bei ricordi, forse i migliori. Però hai ragione in toto. Certo.. le contraddizioni fanno Napoli bella per chi la vive per un giorno o due. Nascerci e costruirci un futuro è altra cosa.

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    • lois

      Si è vero. C’è una competizione Napoli, Salerno, che sinceramente non so neppure da dove nasca. Vivere questa città tutti i giorni è diventato veramente insopportabile! … ma resisteremo 🙂

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  • m0ra

    E’ avvilente. Ma per cambiare bisogna cominciare da qualche parte e andare avanti nonostante il senso d’impotenza.

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  • mariella54

    ciao Lois passavo di quà e cosi’ ho letto questo tuo scritto .Se permetti volevo mettere un mio commento .Su Napoli ci sarebbe molto da dire come dici tu la colpa del degrado non è sempre delle istituzioni ma tante volte è del singolo cittadino che dovrebbe cambiare un pò la mentalità ,non voglio dire che tutte le persone sono uguali,Napoli è grande non penso che tutti i Napoletani siano menefreghisti,purtroppo noi qui del nord abbiamo un’immagine di Napoli non troppo idilliaca vedendo ciò che succedein questa città piena di storia ,peccato che in questo territorio con le sue grandi bellezze sia diventato difficile viverci è proprio un grande peccato.Ciao

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  • lois

    Si, è proprio un gran peccato. A volte in tv o sui giornali passa sempre la parte peggiore di quello che accade, ed è quello che poi vedete e da cui potete trarre le vostre conclusioni, non conoscendo anche gli altri aspetti. C’è da dire ad esempio che spesso c’è anche molta umanità che in altre parti non c’è. Ma gli aspetti negativi e il degrado sociale sono molto più forte e avanzano molto più rumorosamente di quanto non facciano i piccoli gesti delle persone civili.

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  • stefano massa

    siamo degli stessi luoghi…ti seguirò con piacere… stef

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  • Fuoco su di me (cit.) | assolocorale

    […] questo mio. È la consapevolezza che nulla potrà mai cambiare in questa terra di lazzari, in quel paradiso abitato da diavoli dove ogni sforzo è destinato ad infrangersi sugli scogli dell’indifferenza e del […]

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