Mos maiorum

Nella vita, per natura, sono riflessivo e mi interrogo spesso sui temi più disparati, fino poi a fondermi nei miei stessi pensieri e sulle mie riflessioni. Spesso mi perdo nelle mie chimere, a volte lo faccio mentre guido (pericolosamente spesso!). Da quando ho poi avviato questo blog, il mio freno inibitore si è quasi del tutto dissolto e a raffica butto giù tutto quello che mi passa per la mente. Forse, è (inconsciamente) terapeutico. In alcuni momenti, quando scrivo, mi vedo come la versione maschile di Carrie Bradshaw, la protagonista di Sex and City, che a conclusione di ogni giornata, mette nero su bianco le emozioni e gli spunti di riflessione rispetto a quanto ha pensato, visto, vissuto!
Scherzi e analogie a parte, leggo spesso, molto i quotidiani e in tutte quelle pagine cerco di non perdermi mai gli spazi dedicati ai lettori, trovo che quelle siano le parole più vive e concrete dei giornali. Si trova di tutto, ma la cosa principale che mi appare ultimamente è la volontà di esprimere il proprio disagio e la propria insoddisfazione. È questo un momento storico pieno di incognite e con grandi problemi che ogni giorno si scontrano poi col nostro vivere, col nostro quotidiano.
Quello che leggo sempre più spesso è di una sfiducia nei confronti del futuro che mai come ora appare pieno di incertezze e senza confini. Spesso leggo dei giovanissimi (quelli sani!) che avvertono tutta la difficoltà di voltare lo sguardo verso il domani, cercando di direzionarsi verso nuovi e diversi sviluppi. Oggi leggevo in una lettera scritta da una ragazza di diciannove anni, che la sua insegnante (saggia, aggiungerei), ogni mattina non manca di sottolineare che la crisi di Roma (quella del passato, ma traslabile ugualmente a quella contemporanea) è dovuta alla perdita totale dei valori del Mos maiorum. A mio avviso, ma credo sia sotto gli occhi di tutti, la crisi prima di essere economica è soprattutto morale e di contenuti. Un’errata gestione e guida del Paese, negli anni ha sostenuto una devastazione dei costumi e delle modalità basilari di vita che hanno trasformato tutto in un grandissimo e fumoso teatrino delle apparenze che hanno, con molta calma e senza avversione, schiacciato quelle che sono le profondità del nostro essere,che si ritrova oggi a galleggiare in un mare pieno di isole. È quella di oggi, una situazione che si è sedimentata negli ultimi anni, strato dopo strato, ponendoci nella condizione attuale di crisi e insicurezza che a tutti i livelli è spalmata sull’intera popolazione. La sensibilità poi di ciascuno ne aggrava ed amplia le conseguenze, ma sta di fatto che oggi, ciascuno è abitato da un senso di impotenza e di voglia di fare, incapace di proiettarsi verso un futuro anche immediato. Non riusciamo a guardare altro, non sappiamo uscire dalla nostra bolla che ci chiude e isola. Cerchiamo di comunicare col mondo, ma di fatto, la nostra voglia di espansione, serve solo a mascherare le nostre debolezze e il nostro sentirsi soli. È un momento di transizione che certamente passerà, non saprei dire quando. È un momento dal quale potremo uscire fortificati e rinnovati di fronte a fasi di ringiovanimento e riassestamento della nostra vita. Ma per poter assistere a tutto ciò, dovremo avere la forza di essere più forti e reagire a tutto quello che ci circonda, spingendoci alla deriva sociale. Occorrerebbe poter essere in grado di uscire allo scoperto. Far sentire una volta per tutte la nostra voce, con tutta la rabbia che abbiamo dentro. Una rabbia sollevata e arricchita giorno dopo giorno dalla nostra classe governante e dalla meschinità dei nostri concittadini meno sensibili (a voler usare un eufemismo) che ci hanno letteralmente mangiato vivi e ridotti all’isolamento.

Non credo che la mia sia una visione dettata dal troppo pessimismo o dalle mie personali insoddisfazioni, credo sia semplicemente una visione di una persona qualunque che non è più disposta a tollerare tutto questo. Che non vuole essere più “veicolato”, ora anche nella fase di progettazione del “proprio futuro” e che vorrebbe potersi riappropriare della propria serenità e della propria vita quotidiana. Vorrei solo che tutto lo spread, la classe politica, le decisioni “alte” per il nostro futuro e le persone indegne si facessero da parte (andassero veramente a quel paese senza far più ritorno), e che poi, ci aiutassero a riprendere consapevolmente le redini della nostra vita, sostenendo tutta la voglia di fare e le nostre capacità, perché ciascuno di noi, racchiude un universo ancora da scoprire e fatto di mille risorse capaci di fare bene a noi stessi, ma attraverso le interazioni, anche agi altri.

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14 responses to “Mos maiorum

  • in fondo al cuore

    Meglio di così non sarebbe stato possibile spiegare le sensazioni di questo periodo…..è dura, e sarà difficile superarlo….ma lo faremo. La penso come te riguardo alla poltica e il resto….buona serata.

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  • Mi....semplicemente

    Come ho risposto in un altro post poco fa, penso che questa crisi ci farà ritrovare il piacere delle piccole cose, ma poi in me soppravvale il pessimismo il futuro di tutti noi è assolutamente una incognita…il lavoro per i giovani e le pensioni per gli adulti…..sì forse dovremmo unirci a far sentire la nostra contrarietà……ma mi pare che ci manchi proprio questa unione, eppure siamo in tanti dentro questa barca…..mah….

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  • crisalide77

    condivido ogni singola parola che hai scritto.
    Credo davvero che ci sia bisogno di prendere una posizione in questo momento di crisi profonda.
    io ho la tua stessa visione della situazione in cui viviamo, quindi mi unisco a te.

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  • Ralph Magpie

    Io non sono più tanto giovane, ma ho una figlia che un giorno dovrà affacciarsi in questo mondo.
    La conseguenza di quanto accade oggi, purtroppo viene da lontano, in un decadimento morale ed una scarsa attenzione ai valori veri. C’è stato il periodo del “voglio tutto e subito”, in una inarrestabile follia, che ci ha permesso di avere anche se non potevamo. La filosofia del tipo “domani ci penso”.
    Ad un certo punto è stato presentato il conto, e pare che ci stiamo svegliando da un sonno. I debiti fatti per vivere sopra le reali possibilità le stanno scontando le nuove generazioni e quelle future.
    Intanto chi è stato furbo, continua ad esserlo. Magari è quello che ti ha indebitato e che nessuno può toccare ne adesso ne domani.

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  • labambinacolpalloncino

    E’ un malessere che proviamo in molti.
    Il mio disagio non è tanto legato alle problematiche economiche ma alla coscienza di aver completamente perso il senso della comunità e alla consapevolezza che, per ricostruire un senso comune di solidarietà, ci vorranno anni.

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    • lois

      E allora che cosa fare? Dobbiamo continuare a rinchiuderci oppure provare, seppur a piccoli e timorosi passi, a ricostruire? Dopotutto credo che solo mettendo insieme la nostra comunione di idee possiamo riavviare un discorso di collettività e riappropriazione delle nostre vite, recuperando anche quella serenità che ci hanno prepotentemente strappato via.

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      • labambinacolpalloncino

        Io ci voglio provare… ora più che mai. Ognuno nel suo piccolo deve fare la sua parte perché Il cambiamento può e deve partire da NOI.

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      • lois

        Perfetto! facciamoci animare da nuovo spirito. Noi proviamoci. Mettiamo il meglio di noi stessi e tutta la nostra volontà rivolta al “cambiamento”! …e poi come recita il vecchio adagio è l’unione che fa la forza!

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  • icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  • ironiaprimaditutto

    un nuovo inizio è possibile solo se si ha il coraggio e la fermezza di cambiare. la crisi dei costumi è stata possibile perchè è vero che è quasi cominciata a partire da quelli che ci hanno governato ma sicuramente una vasta “zona grigia” lo ha permesso, guardando inerte (o a volte compiacente) uno sfacelo morale che però era associato a libertà, carisma e promesse di benessere. Ma ora l’apparenza non attacca. O almeno così sembra. i primi segnali per esmpio, si possono riscontrare dal falliemnto di alcuni format televisivi che personalmente giudico pietosi sostituiti da una ricerca di maggiore qualità sia dell’intrattenimento, sia dell’informazione. sembra poco, ma è già un passo verso il miglioramento.

    🙂

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    • lois

      Certo, anche questi piccoli cambiamenti, probabilmente rappresentano la volontà di riscatto! E poi certamente, al malgoverno si è associato per anni uno spegnimento mentale apparentemente celato da un precario benessere che ha allontanato le persone dal rispetto e dalla morale pubblica. Purtroppo se non riavviamo dal basso le nostre vite e le nostre relazioni, sarà difficile giungere al vertice del cambiamento.

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  • hetschaap

    Sono perfettamente d’accordo con te Lois. E non solo per l’analisi accurata della situazione politica e sociale nella quale ci troviamo a vivere, ma, soprattutto, per la volontà di ricostruire, per la tua visione proiettata nel futuro, per la posizione tutt’altro che distruttiva. Ultimamente sento tanti lamentarsi ma in maniera sterile, vuota. Tu, invece, proponi delle idee e delle azioni che credo siano le uniche possibili. E’ l’uomo che fa la società e non il contrario. Non dobbiamo dimenticarcelo.

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  • lois

    E allora diamoci da fare, ciascuno per quello che può, anche nelle piccole cose di tutti i giorni. Tante piccole azioni positive, possono riportarci all’ottimismo e alla voglia di crescere nuovamente, rafforzando le nostre coscienze e le nostre vite.

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