Abbiamo perso le parole

La comunicazione non è più il nostro forte. Eppure siamo bravi. È da tempo però, che le nostre parole arrivano distorte, senza più un ordine apparente. Parole che proviamo a mettere in fila, l’una dietro l’altra, ma poi puntualmente, la sequenza non è quella giusta! Quello che fino ad ieri era un atteso e melodioso suono oggi stride e non ci è chiaro. C’è un muro che ci rende afoni e senza suoni.
Dopo tanto tempo non siamo più in grado di parlare? È cambiato o mutato il nostro linguaggio? Ma è il nostro linguaggio che si è modificato, oppure sono ora diverse le modalità di ascolto?
Oggi mi sento spiazzato da tanta incomprensione e vorrei poter rimediare e imparare a riparlare un linguaggio giusto per farmi nuovamente comprendere ed essere apprezzato. Vorrei potermi esprimere con le parole giuste, quelle che fanno bene al cuore. Ci sono parole pronte che fremono per uscire, che hanno necessità di essere ascoltate, ma intanto sono respinte e cadono per strada. Tutte. Sciolte e svolazzanti come foglie secche che disordinatamente ruotano nell’aria di un viale ingrigito da questo freddo inverno di questo nuovo anno. Come in un dipinto metafisico scivolo nel vento e le lettere che compongono le mie parole cadendo dalle labbra mi attraversano e tagliano la pelle che vibra nell’eco del loro ripetersi.
Ti parlo col cuore, esprimendo pensieri ed emozioni che vorrei arrivassero diritte all’anima, che intanto si dilania, incespicando su pensierose chimere che non hanno radici, ne senso di esistere. Non ho mai forzato le parole e quelle che prima non riuscivo a dire oggi nascono chiare. Son caduti gli argini. C’è voluto del tempo e ora, le parole che escono fuori, forse faranno più danno dei miei silenzi. Questa volta però sento di non volerle perdere. Comprendo la difficoltà di ascoltarle, potrebbero sembrare forme tardive di consolidamento, ma oggi e solo oggi le parole non riescono ad esser ferme, si sono affollate per molto tempo nell’anticamera della coscienza che ora non le contiene più.
Tutto quello che oggi non vogliamo ascoltare è la vita che ci muta e ci evolve verso nuovi spazi. Ma occorre fermarsi. Guardarsi negli occhi e riconoscere tutta la verità e le emozioni profonde e reali che ancora oggi (e forse di più) racchiudono.

[…] Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare […] (Samuele Bersani)

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14 responses to “Abbiamo perso le parole

  • in fondo al cuore

    ….bè la sensazione di venire da un altro pianeta e parlare un’altra lingua ogni tanto c’è!…..ma poi ci si accorge che non dipende tanto da noi che non sappiamo parlare….spesso sono gli altri che non vogliono capire. Buona serata!

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  • labambinacolpalloncino

    parlare col cuore a chi porta una maschera non è una cosa semplice… grazie per questo bel post con il quale hai perfettamente descritto le mie difficoltà del momento.

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    • lois

      Immagino e so che non è facile, però in questo momento storico, credo vada fatto ogni sforzo, anche se ti (ci) risulta arduo. Solo con le parole sincere possiamo riscoprire noi stessi e mostrare tutto l’amore che nutriamo per gli altri. Buona serata

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  • Mi....semplicemente

    ottima scelta del video…..già la frenesia di questa vita non ci rende più buoni ascoltatori…..e di conseguenza non riusciamo più nemmeno a formulare discorsi, tanto paion rimbalzarci addosso…….

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  • lucianaele

    Volevo lasciare un saluto a tutti voi, perchè per qualche giorno scomparirò dal blog.
    Causa…..trasloco. Sono nel caos più assoluto.
    Comunque buon fine settimana e a presto,
    Luciana

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  • newgio

    …e fan diventare martiri chi uccide il linguaggio, chi lo devia e lo trasforma facendone business…chi ha dato inizio alla fine… vedi steve jobs

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  • m0ra

    Non vorrai mica parlare afasico anche tu, come certi blogger?

    non so. sono confuso. non ho certezze, mi sento come cerca che gocciola. gocciolii di cera sono i miei pensier. intanto mi domando chi sono io. e voi chi siete? (almeno un punto interrogativo ci vuole).

    Buonanotte Lois.

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  • crisalide77

    son cambiate la modalità di ascolto,
    molte persone non ascoltano più..neanche quando è la loro anima a parlargli, figuriamoci gli altri!
    è triste tutto questo, perchè prima o poi ci renderà muti..ma la sai una cosa?
    io cerco ancora di dare le mie parole a chi voglio che arrivino, molto spesso rimangono sospese, incagliate da qualche parte, le perdo..quando non vengono accolte..
    resisto ancora, ancora..e ancora..
    e spero sempre, che esistano persone che mi ascoltino davvero rendendo viva ogni singola parola che da me è uscita.

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    • lois

      Allora, per non restare muti, continuiamo a parlare, anche se gli altri non ci ascolteranno. Le nostre parole si incaglieranno pure da qualche parte, ma prima o poi verranno riscoperte e daranno nuova voce anche alle altre che attendiamo o che vogliamo ascoltare

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  • parolesenzasuono

    in noi tutto è chiarissimo

    solo che ognuno ha un proprio vocabolario personalissimo per cui variano i significati dati agli setssi termini

    se poi ci si addentra in ambiti emozionali le cose si complicano, invitabilmente, essendo ognuno di noi il risultato di una vita (la propria di esperienza che hanno plasmato le sfumature alle parole

    ps: ottima la scelta del brano che ho avuto occasione di assaporare in concerti diversi, sia di Bersani che di Pacifico—

    Sergio

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  • spaziocorrente

    Credere in se stessi vuol dire trasmettere buone parole ed avere la possibilità di ascoltarne altre.
    Forse manca un pò di fiducia e la volontà di fare quel passo diverso dal solito, che incute sempre un pò di timore.
    Ciao

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    • lois

      Certo, a volte è molto più semplice e meno sofferto, restare arroccati nelle proprie sicurezze tra le proprie convinzioni. Ma in alcuni momenti credo sia il caso di osare e mostrarsi a nudo, a prescindere da ciò che ne verrà! Buona serata

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