Milano. Capitale dell’arte (1)


Ebbene si! Con una serie di grandi mostre da far impallidire le principali città europee, Milano a cavallo tra la fine del 2011 e l’inizio di questo strano 2012, si può oggettivamente considerare la capitale dell’arte. Solo a Palazzo Reale, ci sono ben tre esposizioni di gran livello. Artemisia Gentileschi, Cezanne e les ateliers du midi, Transavanguardia. Tre mostre di portata internazionale.

Ma ora andiamo per ordine. Vi racconto di Cezanne.

In primis, pur ammettendo che Paul Cezanne è tra i miei artisti preferiti, la mostra deve molto all’allestimento grafico che ben incornicia le opere e il loro autore, ma soprattutto deve tantissimo ai pannelli esplicativi, che contengono finanche la mappa ben definita, dei luoghi abitati da questo insigne Maestro. Cezanne è stato il padre dell’arte contemporanea. La sua rivoluzione stilistica, apprezzata verso gli ultimi anni della sua vita, fu acclamata senza riserve solo alla sua morte nel 1906. Senza le sue nature morte, senza le sue montagne, Picasso non avrebbe formulato il cubismo.

Interno dell'atelier des Lauves, dove Cezanne dipinse negli ultimi anni della sua vita

Paul Cezanne, nato artisticamente come autodidatta, è vissuto isolato. Ha preferito la calma e la serenità della sua città natale (Aix-en-Provence) e i suoi dintorni, alla caoticità ed alla frivolezza di Parigi. È stato un uomo che ha amato più di tutto nella sua vita, la Montagna di St.Victoire, un amore riprodotto più e più volte nei suoi lavori. Cezanne, con i colori ha riprodotto la natura, e le sue spettacolari geometrie. Ha assorbito di essa, tutte le sensazioni, cromatiche ed emotive, traslando i toni del cielo sugli alberi e quelli della natura nel cielo. Con la solidità delle forme e la sensazione del colore ha dato vita a capolavori senza precedenti, con una matericità viva. Nel dipinto “Cave a Bibemus”, col colore ha dato forma alle rocce che con tutta la loro imponenza si dispongono sulla tela, facendoci sembrare quell’anfratto più vero del vero. Non a caso si racconta un aneddoto rispetto all’assimilazione dei soggetti da parte dell’autore. Pare che Picasso, dopo aver acquistato un castello nei pressi di Aix-en-Provence (che affacciava direttamente sulla montagna di St.Victoire), chiamasse il suo mercante per dirgli con enfasi «oggi ho acquistato la montagna di Cezanne» e quello – ovviamente – gli chiese quale versione! Di tutto punto, l’artista rispose: «Quella originale!»
A proposito, tra tutte le opere (degne di attenzione e sguardi), vi segnalo un meraviglioso acquerello, non molto grande, raffigurante con pochi colori, proprio la famosa montagna. Qui la cifra stilistica si alleggerisce e dall’olio all’acquerello si avverte tutta la trasposizione eterea del colore che in trasparenza si dispone sulla carta con leggerezza costruttiva e grande sintesi emozionale. Questo è il Cezanne degli ultimi anni. Un Maestro che ha fatto la rivoluzione senza mai spostarsi dai suoi luoghi natali e perseverando nella sua ricerca e dando tutto se stesso alla pittura, una passione che lo ha accompagnato sin da giovanissimo.

Cezanne, ancora oggi impressiona per la sua modernità, per la sua freschezza e per quel suo andare oltre senza mai devastare quegli schemi della natura della quale ha saputo testimoniare tutto il suo amore e rispetto.

Accompagna la mostra un bel film girato alla ricerca dei luoghi di Cezanne, tra i boschi della provenza e le stradine di Aix.

Annunci

Informazioni su lois

https://assolocorale.wordpress.com Vedi tutti gli articoli di lois

6 responses to “Milano. Capitale dell’arte (1)

  • m0ra

    E’ vissuto isolato. Ci tieni a metterlo in grassetto. Lo avrei fatto anche io.

    Mi piace

  • hetschaap

    A differenza di te non ho mai amato molto Cézanne anche se ne riconosco l’importanza, soprattutto per gli sviluppi successivi dell’arte contemporanea (come hai sottolineato giustamente tu senza di lui il cubismo non sarebbe stato neppure ipotizzabile!). Va detto che vederlo dal vivo è comunque emozionante perché la matericità dei suoi dipinti non può non colpire.

    Mi piace

    • Lois

      Mi appassiona ancora di più dopo aver visititato i suoi luoghi. Sono belli e riconoscibili come lui ce li ha descritti. Sono stato ad Aix diverse volte, ma ricordo nel 2006 le file innaturali fuori al museo Grenet dove si teneva l’esposizione per il centenario della morte. Di quell’occasione poi conservo un ricordo molto delicato e genuino. C’era un bimbetto, Pierlouis che da dietro la finestra di casa sua che affacciava sulla strada in prossimità del museo vendeva per pochi spiccioli i suoi disegni ispirati proprio a Cezanne. Alcuni di quei disegni che ancora conservi, li ho comprati, spinto dalla tenerezza del bimbo e dal suo innato spirito imprenditoriale!!

      Mi piace

      • hetschaap

        Davvero bellissimo questo aneddoto! E quel bambino, che ha imparato così presto ad osservare il bello, crescerà di sicuro un po’ più ricco interiormente di altri suoi coetanei 🙂

        Mi piace

  • icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    Mi piace

  • bumpyescape

    Sono stata alla mostra. Carina anche la ricostruzione del suo studio.
    Mi aspettavo qualche dipinto in piu’…ma ne e’ valsa la pena.
    Pero’ Genova ha una mostra in corso che Milano dovrebbe poter ospitare…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: