Ancora quanto silenzio…


In questi giorni ricorre la parola “silenzio” tra tutti i blog che frequento (ed uno in particolare, mi ha spinto a questa riflessione che dedico all’autrice). Io stesso mi sono reso conto di averlo citato molto spesso nelle ultime settimane. Il silenzio a volte ci appartiene e ci appare come unica soluzione a tanto malessere e dispiacere che ci rende irrequieti. Parlo in prima persona, ma credo di poter sottolineare il sentire comune di tutte quelle persone che lo hanno “postato”. Ciascuno di noi, ha tra i propri pensieri qualcosa che gli sta a cuore e che negli ultimi giorni gli è venuto a mancare. Almeno questo è quanto mi sembra di ricavare dalle letture; alcuni dei miei stessi brani, nascono dall’assenza, dal vuoto lasciato da una persona a cui tengo molto. A queste “piccole tragedie” personali poi si associa il mondo esterno che rispecchia tutta la difficoltà storica della nostra epoca. È evidente che tutto questo arrancare e appassire rispetto alla crisi (…non solo economica) che avanza, influisce sul nostro umore e sulle “nostre piccole storie” alterando ancora di più la nostra già compromessa emotività!

Non voglio sminuire i drammi personali, io stesso ne sono vittima, ma poi credo che tutto il silenzio di cui abbiamo bisogno è importante ma non deve prendere il sopravvento. Isolarsi, provare ad ascoltarsi, cercare di riflettere e comprendere il proprio vissuto è un atteggiamento legittimo e tutto il tempo di cui si ha bisogno è giusto che ciascuno lo utilizzi per rimettersi in carreggiata. Ma poi mi chiedo (e questo nasce soprattutto da una mia personale esperienza) è giusto che ciascuno si ritiri da solo per restare in silenzio con un tempo “indefinito”? Insieme a questo silenzio non sarebbe opportuno scambiarsi idee, parole, pensieri? Mi ritrovo da solo in tutto questo silenzio ma con tutto il disagio di un’attesa che è già fine. Un’attesa che è già assenza. Ecco di fronte a questi nostri momenti senza voce, fatti solo di pensieri interiori che ci pulsano alle tempie, è giusto allontanare da noi le persone a cui teniamo? È giusto cercare di risolvere da soli tutte le conflittualità che ci attanagliano? Non sarebbe meglio condividere con chi si ama e a cui più si tiene le pene e le ansie quotidiane, immettendo in campo più forze capaci di assottigliare piuttosto che sconfiggere il nostro malessere? È in questo giorno di Natale e nei giorni che lo precedono che talvolta ci si sente ancora più soli e meno felici, ma credo che mai come questa volta, i “meno felici” sono tanti. Ciascuno avverte il tempo dell’incertezza e dell’aiuto, ognuno vorrebbe potersi fortificare attraverso l’altro e le condivise emozioni! E tutto il silenzio che vogliamo servirà oppure è solo un modo per nascondere tutte le nostre debolezze e le nostre sconfitte?

Ora lasciatemi tranquillo.
Ora abituatevi senza di me
Io chiuderò gli occhi.
E voglio solo cinque cose,
cinque radici preferite
Una è l’amore senza fine.
La seconda è vedere l’autunno.
Non posso vivere senza che le foglie
volino e tornino alla terra
La terza è il grave inverno
la pioggia che ho amato, la carezza
del fuoco nel freddo silvestre
La quarta cosa è l’estate,
rotonda come un’anguria
La quinta cosa, sono i tuoi occhi.
Matilde mia beneamata ,
non voglio dormire senza i tuoi occhi
Non voglio esistere senza che tu mi guardi:
Io muto la primavera,
perchè tu continui a guardarmi
Amici, questo è ciò che voglio.
È quasi nulla e quasi tutto
Ora se volete andatevene.
Ho vissuto tanto che un giorno,
dovrete per forza dimenticarmi.
cancellandomi dalla lavagna:
il mio cuore è stato interminabile
Ma perché chiedo silenzio,
non crediate che io muoia,
mi accade tutto il contrario:
accade che sto per vivere
Accade che sono e che continuo
Non sarà dunque che dentro
di me cresceran cereali
prima i grani che rompono
la terra per veder la luce
ma la madre terra è oscura,
e dentro di me io sono oscuro;
sono come un pozzo nelle cui acque
la notte lascia le sue stelle
e la sola prosegue per i campi
È che ho vissuto tanto,
e che altrettanto voglio vivere
Mai mi son sentito sì sonoro,
mai ho avuto tanti baci
Ora, come sempre, è presto,
la luce vola con le sue api.
Lasciatemi solo col giorno,
chiedo il permesso di nascere.

Pablo Neruda (Chiedo silenzio)

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9 responses to “Ancora quanto silenzio…

  • in fondo al cuore

    Sai è sempre difficile trovare una giusta misura…. comunque, spesso, ai soliti convenevoli….o frasi prestampate…..o pareri espressi senza conoscere…. senza sapere, giusto per farsi sentire, credo che sia preferibile il silenzio perchè tutto questo può dare solo fastidio. Molti per superare un periodo no hanno bisogno soprattutto di ritrovare se stessi….e non hanno proprio bisogno di consigli o di pareri esterni che lasciano il tempo che trovano. Io ammiro chi pubblica il proprio stato d’animo….ma, nello stesso tempo, mi trovo in difficoltà a lasciare un commento….non mi piace parlare per lasciare uscire il fiato. Solo chi scrive può sapere l’entità del proprio dolore. Hai ragione sul fatto che non bisogna isolarsi…penso anch’io che peggiori le cose, ma credo che ognuno scelga il suo modo di comunicare secondo il proprio carattere. Io ho optato per un blog “impersonale”…..pubblico quello che mi piace in quel momento, ma raramente parlo di me….sono scelte.
    Ti auguro una buona serata, un abbraccio.

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    • lois

      Condivido la scelta di tacere, ma credo anche che tanto silenzio possa poi interporre tra le persone dei confini e delle separazioni che difficilmente possano risanarsi. È vero anche che ciascuno ha poi i suoi tempi, ed è vero che prima di affrontare gli altri occorre (ri)conoscersi per poter poi affrontare la vita e le relazioni. È dura trovarsi in mezzo al guado e non sapere dove e quando si possa giungere ad una meta. Ed è avvilente trovarsi impotente di fronte a chi ami incapace di essergli d’aiuto. Il mio blog è fatto di pensieri quotidiani dove esprimo me stesso, dove parlo di me dei miei giorni e dei miei pensieri, quelli belli e quelli meno belli, ed è rassicurante poi “ascoltare” voci come la tua, che diventa anche meno “impersonale” di quanto credi. Grazie

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  • icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  • DISTRATTA

    Grazie,
    per l’attenzione che mi hai dedicato.
    Serena notte,

    DIS.

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  • semprevento

    ….solo buongiorno….
    vento

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  • Ralph Magpie

    Silenzio e malinconia sono sentimenti bellissimi, che ci fanno ritrovare e pensare alle cose avute e che ci mancano.
    Ma anche Neruda nella sua bellissima poesia ritiene che sia questa la fase che serve a rinascere.
    Silenzio va bene, dopo semmai non il rumore ma la musica!

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  • m0ra

    Il silenzio non dovrebbe sostituire le parole, caso mai anticiparle o seguirle. Nel silenzio si fanno scivolare troppe cose, allusioni, illusioni, sensazioni da comprovare, per questo ha in sè i suoi rischi. Non vorrei restare con troppo non-detto- Sarebbe un rimpianto. L’urgenza di silenzio, secondo me, rivela qualche volta uno spirito di auto-salvazione, una paura fottuta e devastante.

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    • lois

      Hai ragione. Il silenzio rappresenta alcune volte una corazza dentro la quale nascondersi, mettendosi al riparo dai rischi. A volte se ne sente il bisogno, ma tanto, troppo silenzio può allontanarci dalla vita reale, facendoci perdere di vista le emozioni del nostro vivere quotidiano, con tutto ciò che di bello e di brutto ci è riservato.

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