Et maintenant

Trois allumettes une à une allumées dans la nuit
La première pour voir ton visage tout entier
La seconde pour voir tes yeux
La dernière pour voir ta bouche
Et l’obscurité tout entière pour me rappeler tout cela
En te serrant dans me bras. 

Jacques Prévert (Paris at Night)


Oggi è una giornata all’insegna di Parigi, grazie a Ralph Magpie che ha postato sul suo blog un Dimanche à Paris, sollecitando a tutti canzoni e brani che evocano la Ville Lumière. Premessa la mia francofilia e che ho Parigi nel cuore e che uno dei miei sogni futuri è quello di poterci andare un giorno a vivere, l’idea di “trascorrere” una domenica a Parigi mi ha stuzzicato molto, lasciandomi già immaginare di passeggiare lungo Les Halles e poi ristorarmi in uno di quei vecchi bistrot tutto interamente in legno, risalente all’inizio del secolo scorso. Poi però al piacere degli occhi e dello spirito è subentrata la malinconia. Parigi per me significa molto. Ci sono stato molte volte, ne conosco le strade, riconosco i palazzi, i musei. In tanti momenti della mia vita mi sono recato oltralpe con lo spirito di ritornare indietro e vivere nell’età Bohème, quella degli artisti e degli scrittori, anticipando le intenzioni del protagonista del nuovo film di Woody Allen.

Sono stato a Parigi spesso, ma la malinconia di oggi risale a quando qualche anno fa è iniziata la mia storia. Sono partito con una sconosciuta che mi ha rapito col suo sguardo. Era marzo ed era freddo e insieme abbiamo girato in lungo e largo, avidamente, quasi a volerne catturare l’anima della città. Lei non c’era mai stata. Non ci conoscevamo, eravamo due estranei fino a quel momento e da quell’istante abbiamo unito le nostre emozioni. Eravamo “leggeri” e straniti incapaci di pensare ed elugubrare quei momenti che abbiamo vissuto al pieno della loro spontaneità. Giravamo per le strade ed io mi sentivo come un personaggio di Chagall che vola sul cielo di Parigi. Il nostro luogo eletto è stato il Museo Rodin, lì siamo stati felici e in seguito lei è diventata Camille (Claudel) e io Rodin. Una passione forte, viscerale che ci ha rapito subito l’anima.

Camille Claudel, "Sakuntala" ribattezzata Vertumne et Pomone (1886)

Sembra la trama di un film, ma è tutto vero. È stato un bel momento, uno di quelli in cui ti senti in sintonia col mondo e con la vita stessa. Sotto il cielo grigio di oggi e con la malinconia dei pensieri mi è venuta in mente la mia mano infilata nella mano di lei che cercava riparo nella tasca del cappotto mentre a passo veloce cercavamo un riparo dalla pioggia che spesso riga le Ciel de Paris.
Mi ritrovo oggi da solo, senza più lo sguardo che mi accoglieva con serenità e amore facendomi sentire l’uomo più bello del mondo. Quello più fortunato.
Poi come sempre accade, tutte le cose belle cambiano, mutano e non sempre per la nostra volontà. Da quel marzo parigino ne sono trascorsi di giorni e Parigi è rimasta nel mio cuore e oggi più che mai. Una domenica scivolata via così, tra il lavoro e i pensieri malinconici. Più volte con lo sguardo ho cercato oltre, ho guardato fuori dalla finestra, che rigata di pioggia mi ha fatto sentire in gabbia. Una gabbia di ricordi ingombranti che mi lasciano inerme e cupo. Penso ancora a Parigi, ma quella Parigi, quella dell’hotel Metropole con il suo balcone sui tetti della città. Quel balcone da cui affacciandomi mi sentivo la persona più felice del mondo.

Ritornando a un Dimanche à Paris, aggiungo alla lista stilata coralmente un’altra canzone che dedico a Camille.

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2 responses to “Et maintenant

  • Ralph Magpie

    Parigi è magica! Ci sono stato per la più classica delle cose, il viaggio di nozze, in un alberghetto al centro, con assi di legno che scricchiolavano. Prima c’ero stato come studente in ostello, poi per lavoro dopo sposato.
    Mi ricordo che è sempre un’emozione!
    Ieri ho devastato parecchi con la melanconia, ma Parigi non è tale senza un velo di melanconia

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  • crisalide77

    E’ la trama non di un film ma di un pezzo importante della tua vita che hai donato a chi ti legge, ed essere spettatrice di questo tuo racconto mi ha dato altre sfumature di te e di ciò che hai dentro. Hai fermato quegli istanti e mi è sembrato per un attimo di riuscire a vedere te e Camille, la gioia di quegli istanti li rende unici e anche se rivivendoli la malinconia ti ha abbracciato, saranno sempre tuoi e di Camille..anche se oggi son cambiate tante cose, la forza di quello che hai vissuto ti potrà sempre riportare a Parigi, in quelle strade, a quell’amore. Non sono mai stata a Parigi, ma credo che sia magica, attraverso i film, le poesie, la letteratura, la musica, l’arte..si intravede solo uno spiraglio di quello che davvero è, e ora anche attraverso le tue parole.
    Spero di poterci andare presto e che tu ci possa ritornarni per vivere ancora nuove emozioni.

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